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Segreto

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La potenza bavarese non ha più limiti, e c’è da fidarsi di quest’ultima affermazione. Dopo lo schiacciante poker, contro il Borussia Dortmund, il Bayern Monaco è sempre più “made” in Ancelotti, una squadra che gioca seguendo le note del suo tecnico. La melodia è chiara e non è fatta da troppi assoli, il meccanismo è pulito e funziona alla grande; i campioni in carica della Germania sono un corpo unico, o quasi, che mira verso un obiettivo ad una velocità micidiale. L’unica eccezione di questa grande alchimia fra i giocatori è legata al caso Lewandoski-Robben, due giocatori che si scontrano spesso durante la partita e più volte, facendo lo stesso movimento, si murano da soli per realizzare l’ennesima rete. Così è stato contro la squadra di Tuchel e così sarà ancora per molto se non troveranno un giusto equilibrio.

La macchina però funziona che una meraviglia, un po’ come un veicolo tedesco che non ti delude quando c’è bisogno di accelerare o di rimanere comunque prestante su una curva non troppo facile da controllare. Questo automezzo è stato ri-assemblato perfettamente da “Sir” Carletto, un allenatore che ha già fatto capire il suo modus operandi: non esiste nessun campione davanti ai propri compiti, nessun privilegiato, niente vizi o giustificazioni davanti al dovere.

INTELLIGENZA EMOTIVA

Di certo Ancelotti non possiede il più grande estro con le lingue ma le sue parole son state riportate da tutti i più grandi giornali tedeschi e continuano a suonar chiaramente:

“Nun müssen Sie verteidigen, komm schon!”

Tradotto per noi equivale a: “Forza, vai a difendere”. Un fraseggio che è nato con Arjen Robben al settantesimo circa. Dopo una prestazione straordinaria dell’olandese è nato un dialogo tra il numero 10 e l’allenatore, scambio di parole che è stato interrotto dal tecnico proprio perché Arjen doveva tornar a difendere, insomma nessuno può inneggiare di essere il preferito, tutti eguali e allo stesso livello. Concetto che un maestro, come Ancelotti, riesce a spiegare facilmente perché detiene lo scettro dello spogliatoio: in ogni squadra in cui ha allenato non ha mai avuto nessuno contro, tutti innamorati di questo grande saggio dalla chioma bianca. Uno come Ronaldo si è letteralmente entusiasmato e confidato davanti al Sir, gli altri i suoi allievi, attualmente, allenano in grandissime società o l’hanno fatto in passato (vedi Inzaghi, Seedorf, Stam, Nesta, Gattuso, Brocchi ecc.), Sergio Ramos ha dichiarato che la sua figura è stata come quella di un padre…insomma del carattere deve avercelo questo signore di 57 anni.

UN PASSO INDIETRO

Il meccanismo funziona alla grande anche per merito del “pilota-guida” ma è straordinario già di suo e ieri lo si è visto ancor di più. Robben continua a crescere e a migliorare un po’ come i vecchi vini; l’aceto dovrà aspettare o forse non arriverà mai davanti a un corpo così perfetto e veloce. Ieri abbiamo continuato a domandarci il perché i difensori non riescano a stoppare l’ex Real Madrid, fa sempre lo stesso passo ma lo fa ad una velocità pazzesca. Il vero trucco, però, sta nel piccolissimo passo indietro che riesce a fare: Robben, come si vede ancor di più nel terzo goal, prima di tirare rientra di qualche centimetro indietro per poi sfoderare questo tiro ormai automatico, un automatismo che gli riesce perfettamente. Il segreto sta proprio in quello, il suo tornar indietro spiazza il difensore e apre la porta ad un goal ormai certo. Non c’è portier che tenga davanti ad un sinistro così calibrato, un missile che parte da una postazione perfetta, uno shuttle che non troverà mai ostacoli perché è stato studiato perfettamente in fase di lancio. Inoltre questo suo tornar indietro può sempre dar via ad un passaggio inaspettato, Lewandoski si accentra sempre perfettamente (come si vede nell’immagine è pronto a tagliare e a ricevere l’assist giusto per poi insaccare), quindi si presenta una doppia grana per qualsiasi muraglia avversaria.

Le due alternative dell’olandese. La prima è quella del tiro, poi scelta, la seconda invece è quella di tentare il passaggio a Lewandoski

INVINCIBILI

Questo team è davvero fortissimo, basta vederli giocare per convincersi ancor di più del suo potenziale. Ancelotti conosce bene questo fatto e non vuol, di certo, perdersi per strada nessuno pur di arrivare al suo obiettivo. Lewandoski e Robben dovranno trovare il giusto compromesso, Ribery, come si è visto ieri, si è già fatto ammaliare dalle doti umane di Ancelotti (il bacio di Carlo, ieri, è stato un colpo paragonabile ad una grande rete). Il resto della squadra accompagna egregiamente il lavoro svolto da quei tre là davanti: Xabi Alonso gioca ormai a memoria, ieri poteva anche fare quei passaggi da bendato e il risultato non sarebbe cambiato. Lahm è un treno che non ha fermate, mai in ritardo e sempre velocissimo: un mezzo pubblico tedesco, insomma. Per non parlare del ritrovato Vidal e di Thiago Alcantara, un binomio di forza e tecnica senza precedenti. La Germania è al suo primo approccio con il tecnico nostrano ma tutti si sono già preparati a grandi vittorie e a fantastiche annate, la potenza fisica e tecnica unita ad un ottimo clima creerà un esercito perfetto pronto a dar filo da torcere a tutti.

 

 

 

 

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Calcio Internazionale

La famiglia di Pelé sbotta: “Basta condoglianze”

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Pelé

Le ultime notizie riguardanti la salute di Pelé hanno scosso il mondo. O Rei non è al meglio delle condizioni, nonostante il bollettino medico abbia segnalato parametri vitali stabili. La famiglia del campione brasiliano si è sfogata dopo i messaggi di condoglianze ricevuti via social nonostante Pelé sia ancora vivo. Le due figlie, in particolare, hanno manifestato tutto il loro sdegno:Siamo stanchi di ricevere le condoglianze. L’ho detto ai miei figli e a mia sorella Kely, siamo stanchi. Non è in terapia intensiva, è in una stanza normale pertanto non è in pericolo ma solamente in cura. Finché è lì e respira il trattamento per il cancro funziona eccome. Non ce la faccio più! Sui social molte persone gli scrivono “riposa in pace” ma non è giusto. Un giorno accadrà ma non è questo il momento”.

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Flash News

Ora scricchiola la panchina di Flick: Tuchel il primo nome

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Germania

Il futuro dell’attuale tecnico della Germania, Hans-Dieter Flick, dopo la clamorosa eliminazione ai gironi di Qatar 2022 potrebbe essere all’epilogo.

L’ex allenatore del Bayer Monaco non ha nessuna intenzione di lasciare il posto di commissario tecnico della Nazionale tedesca, ma secondo Nicolò Schira la Federcalcio della Germania sta valutando di cambiare la guida tecnica e tra i canditati per la panchina c’è  Thomas Tuchel, che al momento si trova senza una panchina dopo essere stato esonerato dal Chelsea.

Vedremo se queste indiscrezioni daranno il via a una vera e propria trattativa per l’arrivo di Tuchel sulla panchina della Nazionale, anche perché il nome dell’ex tecnico dei Blues è quello che raccoglie più consensi in casa federale.

 

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Dumfries: “Depay anima della Nazionale, vogliamo vendicarci con l’Argentina”

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Dumfries

Dopo l’ottima prestazione contro gli Stati Uniti, condita da due assist e un gol, Denzel Dumfries ha parlato aVoetbalZone del Mondiale in Qatar. L’esterno dell’Inter ha detto la sua tutto il gruppo Oranje: “Questo è un gruppo unico. In ogni caso, perché giochiamo tutti in altri club e ci vediamo solo qui in Nazionale. Quando vedi come interagiamo gli uni con gli altri e come il gruppo interagisce tra loro, è speciale.

L’ala olandese si è concentrata a parlare anche dell’uomo simbolo di questa Nazionale, Memphis Depay: “Ha un ruolo importante in questo processo: parla con tutti e ci mancherebbe molto se non fosse qui con noi“.

Secondo Dumfries, l’attaccante del Barcellona ha un ruolo chiave anche per la religione: “E anche qui, il primo che ha davvero dato inizio è stato Memphis. Qualche anno fa ha chiamato insieme alcuni ragazzi che volevano pregare. Chiunque volesse partecipare era libero di aderire e quel gruppo continuava ad allargarsi. Cody Gakpo, per esempio, è molto coinvolto nella sua fede e cerca di includermi in essa, condividere certe esperienze o stimolarmi. Spesso mi unisco a lui per iniziare conversazioni e per discutere sulla fede. Preghiamo in gruppo prima della partita. La fede può dare molta forza e ci permette di rafforzarci a vicenda. In questo modo ottieni un legame più stretto”.

Dumfries ha poi fatto il punto della situazione sull’Argentina, avversario nei quarti di finale di questo Mondiale: “È un bellissimo match, ovviamente, vogliamo vendicarci per la partita del 2014. Dobbiamo prepararci in modo ottimale questa settimana per battere l’Argentina. È una buona squadra con molte qualità individuali, ma penso che abbiamo anche una squadra davvero fantastica e ho molta fiducia in essa. Questa settimana analizzeremo a fondo come possiamo giocare in questi spazi”.

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Calciomercato

Il Monza pensa a Lucca per gennaio: le ultime

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Monza

Il Monza di Galliani e Berlusconi ha messo gli occhi su Lorenzo Lucca. L’ex calciatore del Pisa, che in estate è passato all’Ajax, fu preso in prestito con diritto riscatto. I lancieri su Lucca hanno dunque la precedenza sull’acquisto a titolo definitivo, ma nel caso in cui gli olandesi decidessero non esercitare questa opzione ecco che potrebbero entrare in gioco i brianzoli.

Già a gennaio, secondo TUTTOmercatoWEB, potrebbe esserci un tentativo per portare alla corte di Mister Palladino la punta italiana, anche se in quel caso ci sarebbe da trovare un accordo anche con la società di Amsterdam.

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