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Calcio Internazionale

La sentenza Bosman e il mercato dei parametri zero

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In questi ultimi anni durante il calciomercato sembra che vada sempre più di moda il fenomeno dei parametri zero. Le situazioni dei vari Dybala, Belotti, Bernardeschi, Kessié (o anche di Messi, Donnarumma e Sergio Ramos durante la scorsa estate) sono solo alcuni casi di un trend diventato popolare nel mercato calcistico odierno. Un trend che, in verità, nasce da un evento ben preciso. Fu la sentenza Bosman, nell’ormai lontano 1995, a gettare le basi per la nascita di questo mercato.

Questo evento, avvenuto ormai quasi 27 anni fa, è il principio di tutto. Ma ci sono anche altri i fattori che hanno permesso l’affermazione di questo mercato nel mondo del calcio e la sua definitiva esplosione negli ultimi anni. Ma andiamo con ordine e capiamo perché ci sono così tanti parametri zero sul mercato.

La sentenza Bosman

Tutto parte il 15 dicembre 1995. Il mondo del calcio è stravolto nel leggere il verdetto della Corte di Giustizia europea sulla, cosiddetta, sentenza Bosman. Sentenza che cambierà per sempre il rapporto fra giocatori e squadre di club. Il tutto nasce alla scadenza del contratto del calciatore Jean-Marc Bosman, all’epoca giocatore del RFC Liege. Alla scadenza del contratto il belga vorrebbe infatti continuare la sua carriera nella squadra francese del Dunkerque.

All’epoca era però necessario che, nonostante la scadenza del contratto, il Dunkerque versasse una cifra, concordata col Liege, per acquistare definitivamente il giocatore. L’accordo fra i due club non fu però trovato e Bosman fu costretto a rimanere al Liegi, fuori rosa e con un ingaggio ridotto.

Il giocatore, a quel punto, si vide costretto a fare causa al club belga. Il lungo processo vide la sua conclusione nel 1995. La Corte di Giustizia si espresse in favore di Bosman, ma la sentenza ha avuto l’effetto di rivoluzionare le regole d’ingaggio dei giocatori. Da quel momento, infatti, un giocatore sarebbe stato libero di accordarsi con un altro club a partire da sei mesi dalla scadenza del proprio contratto.

I parametri zero nascono in quel preciso momento. Ma allora sorge un dubbio. Perché, a distanza di quasi 30 anni dalla sentenza, stiamo assistendo solo adesso al massiccio fenomeno dei giocatori acquistati a titolo gratuito? Per l’esplosione di questo fenomeno è di vitale importanza la crescita esponenziale della figura dei procuratori e la pandemia di Covid-19.

Il ruolo dei procuratori e la pandemia

Sebbene la figura del procuratore nasca più di 50 anni fa, grazie a Cor Coster, storico agente di Johan Cruijff, la sua importanza nel mondo del calcio è definitivamente esplosa in questa ultima decade. Il calcio di questi anni, si sa, è fatto più di conti e bilanci che di calcio giocato. E la figura del procuratore si insinua benissimo in questo contesto.

Con l’iniziativa del 2015 della FIFA promossa da Joseph Blatter è stato inoltre tolto un tetto alle commissioni degli agenti. Questa iniziativa ha così amplificato a dismisura la possibilità di profitto dei procuratori. Ed è proprio nel quadro della pandemia che questi hanno potuto trarre i loro più grandi benefici economici.

Con i bilanci di quasi tutti i club europei in rosso, la priorità è stata quella di ridurre il più possibile i costi a bilancio. Le società hanno scelto, in alcuni casi, di non rinnovare volontariamente il contratto dei propri giocatori, tagliando così le proprie spese. In altri casi, invece, sono proprio gli agenti che portano forzatamente i loro assistiti in scadenza di contratto.

In entrambi i casi, i procuratori possono quindi proporre i propri giocatori al miglior offerente, approfittando del costo nullo del loro cartellino per poter chiedere commissioni più elevate. Un po’ com’è successo per il recentissimo passaggio di Frank Kessié al Barcellona.

Basti guardare i dati raccolti da Forbes sul mercato dei club di Premier League per renderci conto del potere dei procuratori sul calcio durante la pandemia. Tra febbraio 2020 e febbraio 2021  i club inglesi hanno versato ben 376 milioni di dollari nelle tasche dei procuratori, cifra di molto maggiore a quella versata agli altri club per l’acquisto di giocatori. Nel 2016 i guadagni degli agenti erano invece “solo” 240 milioni di dollari.

Come adattarsi al nuovo mercato

Il mercato dei parametri zero porta però un vantaggio non da poco. I giocatori sono certamente più facilmente acquistabili dai club. Sebbene infatti spesso le cifre chieste dai procuratori siano elevate, queste sono comunque più convenienti rispetto a quelle dell’acquisto di un giocatore il cui contratto non è ancora scaduto.

Inoltre, se è vero che la perdita di un giocatore a parametro zero può essere un danno per un club, questa può essere minimizzata da una solida strategia di progettualità del club.

Per fare un esempio. Il Milan ha perso Donnarumma a parametro zero la scorsa estate, rimpiazzandolo con Mike Maignan, prelevato per circa 15 milioni dal Lille e offrendogli un contratto da circa 3 milioni e mezzo lordi l’anno per cinque anni.

Il costo ammortato del portiere francese è quindi minore di quello che i rossoneri avrebbero scritto a bilancio se Donnarumma avesse rinnovato il suo contratto (Maignan vale circa 6 milioni e mezzo a bilancio, contro i circa 15 milioni lordi che sarebbe costato annualmente il portiere italiano).

In attesa, quindi, di un cambiamento delle norme sulle commissioni degli agenti (che la UEFA e la FIFA devono per forza prendere in considerazione, per evitare che i procuratori prendano il controllo totale del calciomercato), è la lungimiranza economica che farà la differenza un questa sessione e nei prossimi anni di un calciomercato sempre più a costo zero.

 

 

 

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Thuram all’Inter: perchè Marotta non deve lasciarselo scappare?

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Inter, Marcus Thuram è il primo obiettivo

Periodo di riflessioni in casa Inter, soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo. Con Lukaku perseguitato dagli infortuni e con un futuro in nerazzurro nebuloso, Correa perennemente discontinuo e Dzeko spesso trascinatore della squadra ma impossibilitato a reggere la titolarità per tutta la stagione per una mera situazione anagrafica, l’unico vero caposaldo dell’attacco interista si rivela essere Lautaro Martinez.

Proprio per questo Marotta e la dirigenza sembrano intenzionati a iniziare a muoversi per il mercato di gennaio, e uno dei nomi principali sul taccuino dell’ex dirigente juventino sembra esser quello del figlio d’arte Marcus Thuram.

Il classe ’97 in scadenza con i tedeschi del Mönchengladbach a giugno 2023 potrebbe vestire in nerazzurro già in quest’inverno con un esborso intorno ai 10 milioni di euro, ma la trattativa pare complessa e tortuosa, soprattutto per via delle limitate disponibilità economiche dell’Inter.

CARATTERISTICHE TECNICHE

L’attaccante francese risponderebbe però alle esigenze di Simone Inzaghi per il suo attacco, alla luce della futuribilità e della completezza tecnica del giocatore.

Parliamo infatti di un attaccante duttile e dotato di molte caratteristiche interessanti, che trova nell’attacco della profondità e nella freddezza sotto porta le sue qualità principali. È dotato tra l’altro di un‘ottima progressione, coadiuvata ad una forza fisica oltre la media.

Inoltre è un attaccante dinamico e moderno, in grado di agire e di dimostrarsi pericoloso in varie zone del campo, creandosi spazi, difendendo palla e puntando con esplosività gli avversari.

LE STATISTICHE E LA TENDENZA AL “DIALOGO” COI COMPAGNI

Oltre ai 10 gol in 15 presenze nella prima di questa stagione, la statuaria prima punta ex Guingamp ha collezionato 3 assist: numeri interessantissimi per una prima punta, che dimostrano anche una predisposizione alla partecipazione con la squadra.

Inutile dire che, nel contesto nerazzurro che da anni si è consolidato nell’attacco formato da due punte, la predisposizione all’assist e alla collaborazione con un’altra punta sia una caratteristica molto importante, quasi indispensabile.

Thuram rappresenterebbe nell’attacco interista non solo una notevole risorsa tecnico/tattica, in grado di giocare con tutti gli attaccanti a disposizione e in grado di interpretare più compiti (proprio come chiede Inzaghi), ma sarebbe anche un investimento per il futuro e darebbe finalmente stabilità ad un reparto che, a parte Lautaro Martinez, negli ultimi anni è sempre sopravvissuto con operazioni di mercato temporanee e d’esperienza, a discapito della progettualità e della linea verde.

La cifra di 10 milioni tra l’altro sarebbe assolutamente vantaggiosa, dato che il giocatore ne vale almeno il doppio. L’Inter ha bisogno di svecchiare la propria rosa, e sarebbe importante sfruttare l’occasione Thuram, che tornerebbe utile non solo per la seconda parte di questa stagione, ma anche per il futuro.

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Qatar 2022 già nella storia: nessuna squadra a punteggio pieno

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Qatar 2022

Qatar 2022 entra già nella storia! La rassegna mondiale di quest’anno è la prima, da quando il format è stato allargato a 32 squadre, a non avere nessuna squadra a punteggio pieno dopo la fase a gruppi.

Per ritrovare l’ultima volta in cui è avvenuta questa coincidenza, bisogna tornare indietro di quasi 30 anni. Si tratta di USA ’94, in cui nessuna delle sei squadre arrivate prime nel girone, ottennero i tanto agognati 9 punti. Il Mondiale di Qatar 2022, inoltre, diventa anche l’ultimo e l’unico in questa statistica. Infatti, dal prossimo mondiale il numero di squadre passerà a 48 squadre.

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Tutti gli occhi su Cheddira: dalla Premier League alla Serie A

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Cheddira

Walid Cheddira è attualmente in Qatar con la nazionale del Marocco, con cui ha da poco raggiunto gli ottavi di finale. L’attaccante del Bari è reduce da un buon inizio di campionato e fa gola a tutti. Su di lui ci sono le attenzioni dei club più prestigiosi, non solo d’Italia. Il classe 1998 negli ultimi anni ha scalato le gerarchie e si è guadagnato la Serie B con grande merito. Quest’anno ha già segnato nove reti e si è dimostrato uno dei migliori della serie cadetta.

Le richieste per Cheddira non provengono solo dalla Serie A, dove Lazio e Napoli sono il pole position. Gli azzurri, inoltre, ne detengono la comproprietà insieme al Bari. Bensì, dall’estero si sono fatte vive anche squadre come il Nottingham Forest o lo Sporting Lisbona. Il Bari cerca di tener duro e trattenere Cheddira almeno fino a fine stagione, quando deciderà che fare con le offerte che arriveranno sicuramente sul tavolo.

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Pronostico Argentina-Australia, statistiche e consigli per la partita

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Argentina-Australia

PRONOSTICO ARGENTINA-AUSTRALIA – Argentina-Australia si propone come il match clou del sabato mondiale. Le due formazioni, infatti, scenderanno in campo alle ore 20, nella seconda sfida degli ottavi di finale, in ordine cronologico. Lo stadio Ahmed bin Ali Stadium sarà il teatro della sfida e sarà la prima partita per entrambe le squadre in questo impianto. Analizziamo insieme il pronostico e le statistiche relative a questa sfida.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Dopo uno scossone iniziale, l’Argentina ha rialzato la testa con due vittorie in due partite, conquistandosi con decisione il primo posto nel gruppo C. La sconfitta contro l’Arabia Saudita è stata messa subito alle spalle. E Lionel Messi ha indossato le vesti del capo popolo, trascinando i suoi con 2 gol e 1 assisi in tre partite. La squadra di Scaloni non ha ancora mostrato di essere lo schiacciasassi che ci si aspetta. Ma le individualità a disposizione del tecnico argentino sono di sicuro livello; non solo gli elementi storici, ma anche le nuove leve. Enzo Fernandez, Julian Alvarez e Alexis MacAllister sono i nomi che accompagnano Messi nella lista del marcatori della Seleccion in questo mondiale. L’Argentina arriva a questo match in ottima forma e sulle ali dell’entusiasmo.

L’Australia si è arrampiacata sulla seconda posizione del girone D solo all’ultima giornata, ma lo ha fatto con grande grinta e carisma. Infatti, ad eccezione della gara inaugurale terminata 4-1 a favore della Francia, i socceroos hanno mantenuto la porta inviolata negli altri due incontri. Ma, allo stesos tempo, sono stati capaci di segnare le due reti decisive per le due vittorie per 1-0, contro Tunisia e Danimarca. L’Australia torna agli ottavi di un mondiale dopo 16 anni dall’ultima volta (era il mondiale 2006 e affrontò l’Italia). Lo fa con consapevolezza dei suoi mezzi e con l’irriverenza di chi, almeno sulla carta, ha ottenuto gli stessi risultati dell’Albiceleste.

I PRECEDENTI

Le due squadre non si sono mai affrontate in un mondiale. Tuttavia, si sono affrontate ben sette volte in altre occasioni. Quattro volte si è trattato di un’amichevole, con il bilancio che recita tre vittorie per i sudamericani e solo uno, addirittura nel 1988, per l’Australia. Una volta in Confederations Cup, nel 2005: vittoria dell’Albiceleste. Ma, soprattutto, nel doppio scontro nel play-off per il Mondiale di USA 1994: dopo il pari in Oceania, al Monumental fu l’autorete di Tobin a consegnare il passaggio ai padroni di casa.

PRONISTICO ARGENTINA-AUSTRALIA

Sembra difficile non pensare ad una vittoria dell’Argentina, superiore sotto tanti aspetti. Con un Messi così, gli uomini di Scaloni sono una minaccia per chiunque. Ma oltre alla Pulce, il resto della squadra è pronta a combattere per il suo condottiero. L’Aranito Julian Alvarez ha scavalcato Lautaro Martinez nelle gerarchie per il ruolo di centravanti e si è dimostrato un giocatore di immenso valore. Ma sarebbe un errore sottovalutare la grinta del Toro, anche in entrata dalla panchina.

Tuttavia, vietato pensare ad una gara semplice per la Seleccion. L’Australia sa stare in campo e ha dei meccanismi difensivi perfettamente rodati. Dunque non è da escludere anche una vittoria con un basso scarto di gol. Il nostro consiglio e di andare sul sicuro con l’1, strizzando l’occhio all’under 2,5 per i più temerari. Se poi si è amanti del rischio, si potrebbe pensare anche ad una graa congestionata e ad un X alla fine dei 90′.

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