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Serge Gnabry, il fiore all’occhiello della giovane Germania

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L’11 novembre 2016 è stato il giorno in cui, con ogni probabilità, il calcio europeo si è reso conto di aver trovato un grande talento. Si giocava San Marino-Germania, gara valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2018. Partita senza storia, vinta 8-0 dai tedeschi, ma che lanciò definitivamente Serge Gnabry nel calcio che conta. In realtà, Gnabry si era già fatto vedere con la maglia dell’Arsenal, un paio di anni prima, quando appena 18enne segnò un gol in Premier League ed esordì nei gironi di Champions. E poi, alle Olimpiadi di Rio 2016, concluse con il titolo di capocannoniere della competizione e la medaglia d’argento, causa la Finale persa contro il Brasile. Ma nella gara contro San Marino, match d’esordio con la nazionale maggiore, il classe ’95 mise in mostra tutto il suo repertorio realizzando questa splendida tripletta.

https://youtu.be/bnasdUFpqx8

Sette mesi dopo, Serge Gnabry ha chiuso la sua prima (e unica) stagione con la maglia del Werder Brema con un bottino di 11 gol  in 27 presenze e la sensazione netta di essere sulla strada giusta verso l’élite del calcio. Sensazione poi confermata, pochi giorni fa, dalle avance del Bayern Monaco: Gnabry è così passato ai campioni di Germania, per 8 milioni di euro (il Werder lo aveva pagato 5 dall’Arsenal). E dire che i Gunners, a 16 anni, lo avevano acquistato per soli 100mila euro dal settore giovanile dello Stoccarda, città e squadra di nascita di Serge David.

Ora, con l’Europeo U21 appena iniziato e tutto da vivere, Gnabry si candida ad essere una delle stelle assolute della competizione. Nella gara d’esordio contro la Repubblica Ceca, vinta 2-0 dai tedeschi, Gnabry ha messo a segno il gol del raddoppio, che potete vedere nel video seguente:

Il video del gol di Gnabry che ha sancito il 2-0 nella gara d’esordio all’Europeo U21

https://youtu.be/5AjetF8Xb7I

Attaccante esterno, rapido, brevilineo, tecnico e concreto. Questo il profilo delle skills di Gnabry, che non a caso potrebbe prendere il posto di Douglas Costa nella rosa del Bayern. Predilige partire da sinistra, per accentrarsi e liberare il destro. Molto dotato nel gioco nello spazio, deve invece maturare ancora nello stretto, nonostante una spiccata capacità di dialogo coi compagni offensivi. All’occorrenza, può anche fare la seconda punta o l’attaccante centrale, con caratteristiche dinamiche e tutt’altro che da nove puro.

Come evidente dal gol realizzato con la Germania U21 (a proposito, a partire dall’U16 ha vestito tutte le maglie della nazionale), è molto abile anche nei movimenti senza palla. Sovente è in grado di partire alle spalle dell’ultimo difensore e beffare la line del fuorigioco avversario. Di seguito, i dati WhoScored riguardanti l’impiego del giocatore nei diversi ruoli:

L’Italia di Di Biagio dovrà quindi vedersela, già nei gironi, anche contro uno dei pericoli numero uno dell’Europeo. Ancelotti lo guarda a distanza ma con grande interesse, ipotizzando già una nuova formazione che possa coinvolgere al meglio il calciatore di origini ivoriane. Wenger, invece, pare essersi già pentito di aver fatto partire uno dei giovani di maggior qualità passati dall’Arsenal negli ultimi dieci anni. Che sia o meno l’Europeo di Serge Gnabry, questo lo vedremo. Ma di certo, il futuro è tutto dalla sua parte.

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Calciomercato

Bologna, Sansone e Vignato avrebbero chiesto di andare via

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Secondo “La Gazzetta Dello Sport“, in casa Bologna si respira aria d’addio per due giocatori.

Emanuel Vignato e Nicola Sansone avrebbero chiesto la cessione per cercare più minutaggio altrove dato lo scarso utilizzo sotto la guida di Thiago Motta.

Per Vignato, il Bologna starebbe pensando ad una cessione in prestito, dato che non vorrebbe privarsi totalmente del classe 2000.

Per Sansone, la cessione sarebbe definitiva, data anche la scadenza di contratto che risulta a giugno 2023.

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I 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli

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Peggiori Acquisti Agnelli

Sì è conclusa l’era più gloriosa non solo della storia della Juventus, ma del calcio italiano: il presidente Andrea Agnelli e tutto il CdA bianconero hanno rassegnato le dimissioni. Dopo nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane, cinque Coppe Italia e due finali di Champions League, la Juventus dice addio al presidente che è riuscito a portarla ai vertici del calcio mondiale dopo gli anni bui di calciopoli. Sì chiude così un’era vincente e senza precedenti, in cui grandi campioni hanno scelto di vestire la maglia bianconera, per una spesa totale di oltre 1.7 miliardi di euro. Sono molti gli acquisti che si sono rivelati fondamentali per la causa bianconeri, ma sono altrettanti quelli che hanno deluso le aspettative. Di seguito vi proponiamo i 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli.

MARKO PJACA

Era l’estate del 2016 quando la Juventus prelevò dalla Dinamo Zagabria il 21enne Marko Pjaca. Sigla il suo primo gol in bianconero il 22 febbraio 2017, nella partita vinta per 2-0 sul campo del Porto nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Un mese dopo, però, subisce un infortunio al ginocchio destro e da lì ha iniziato il suo calvario. Dopo vari prestiti in giro per l’Europa e diversi infortuni che lo hanno costretto a saltare molte partite, è ancora parte dell’organico bianconero e milita in prestito all’Empoli. Nella sua esperienza alla Juventus, Pjaca ha collezionato solo 5 presenze ed un gol.

JORGE MARTINEZ

Tra i peggiori acquisti dell’era Agnelli, non possiamo dimenticare Jorge Martinez. Dopo 3 ottime stagioni con la maglia del Catania, nel 2010 la Juventus acquista l’uruguaiano per 12 milioni di euro. Complici infortuni e scelte tecniche, però, l’esperienza dell’uruguaiano con la maglia bianconera si rivelerà particolarmente sfortunata: in 5 stagioni totalizza 2 reti in 20 presenze: 6 milioni di euro per ogni gol realizzato.

NICOLAS ANELKA

Nel gennaio 2013 la Juventus mette a segno il colpo Nicolas Anelka, attaccante francese acquistato a parametro zero dopo l’esperienza cinese allo Shanghai Shenhua. Come possiamo ben immaginare, il suo sì può essere considerato a tutti gli effetti uno degli acquisti peggiori della Juventus degli ultimi anni. Al momento dell’arrivo a Torino pe aspettative nei suoi confronti erano molto alte, tant’è che i bianconeri lo seguivano da diverse stagioni e lo inserirono subito in lista Champions. Inutile dire che la sua esperienza a Torino si rivelò totalmente fallimentare: scese in campo solo 3 volte e dopo 6 mesi si trasferì al West Bromwich a parametro zero.

ELJERO ELIA

Nella stagione 2011/12, sul fotofinish del calciomercato estivo, Agnelli porta in bianconero Eljero Elia, ala olandese acquistato dall’Amburgo per 9 milioni di euro più bonus. Nonostante le aspettative fossero abbastanza dopo le prolifiche stagioni in Germania, non convinse per nulla l’allora allenatore bianconero Antonio Conte, che lo relegò in panchina per tutta la stagione. Al termine dell’annata, Elia collezionò solo 4 presenze e venne ceduto al Werder Brema.

MILOŠ KRASIĆ

Quando si parla dei peggiori acquisti dell’era Agnelli, non si può certamente omettere Miloš Krasić. Giunse a Torino nel 2010, prelevato per 15 milioni di euro dal CSKA Mosca. Per le sue caratteristiche tecniche e fisiche venne etichettato come il nuovo Nedvěd. È evidente, però, che non avesse nulla in comune con la Furia Ceca. Dopo una serie di partite saltate per infortuni e per squalifiche, conclude la sua prima stagione alla Juventus con 7 reti in 33 presenze. La sua seconda annata, però, si rivelerà ancora più negativa. Il serbo non riesce ad imporsi nelle gerarchie del nuovo tecnico, Antonio Conte, e verrà spesso lasciato in panchina per scelta tecnica. Nella stagione 2011/12 totalizzerà solo 7 presenze e una rete, prima di trasferirsi al Fenerbahçe. Sì rivelerà uno degli acquisti peggiori di Agnelli, se non il peggiore, considerando l’etichetta con cui era sbarcato all’ombra della Mole.

 

 

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L’elogio del CT della Polonia su Messi: “Le sue movenze? Come Alberto Tomba sulle piste da sci”

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Messi

In quello che sarà il suo ultimo Mondiale, Leo Messi è chiamato a portare l’Argentina verso la qualificazione alla fase successiva della competizione. Nella sfida alla Polonia, un punto potrebbe non essere sufficiente per il passaggio del turno. Ragion per cui, l’Albiceleste dovrà puntare alla vittoria contro un avversario insidioso. In merito alle gesta dell’uomo simbolo della nazionale di Lionel Scaloni, ha parlato, in conferenza stampa, il CT polacco Czeslaw Michniewicz.

“Le movenze di Messi in campo mi ricordano molto quelle di Alberto Tomba sulle piste da sci. Riesce a schivare chiunque come Alberto schivava le porte quando era in pista”.

Parole al miele per la Pulga che, stasera, dovrà scacciare i brutti ricordi del passato, cercando di portare la Selección il più lontano possibile nella spedizione in Qatar.

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Calcio Internazionale

Mbappè potrebbe sedersi in panchina contro la Tunisia

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Mbappé

Secondo il “Mundo Deportivo“, il CT francese Didier Deschamps potrebbe decidere di lasciare la stella Kylian Mbappè in panchina nel match contro la Tunisia.

L’asso francese avrebbe accusato un piccolo fastidio alla caviglia e per questo potrebbe non essere rischiato per un match di poca rilevanza, dato ormai il certo passaggio del turno dei transalpini e dell’avversario che verrà fronteggiato dai blues.

Probabile l’assenza nel pomeriggio per Mbappè, che verrà tenuto a riposo per averlo al 100% per gli ottavi.

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