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Serie A, 5 grandi ex di Juventus e Inter

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Vidal serie a getty

Domenica sera all’Allianz Stadium di Torino si svolgerà Juventus-Inter, valida per la 31° giornata di Serie A. Si tratta del derby d’Italia, una delle partite più importanti dell’anno, molto sentita da entrambe le tifoserie, al di là della posizione in classifica. Sono decine i giocatori che hanno vestito entrambe le maglie, ma non tutti sono riusciti a fare bene sia alla Juventus che all’Inter. In questa top 5 saranno riportati 5 giocatori importanti che hanno vinto almeno un trofeo con entrambe le squadre.

ARTURO VIDAL

Si parte subito dal più recente, dal grande ex dello Juventus-Inter di domani: Arturo Vidal. A Torino il guerriero si è fatto conoscere nei palcoscenici più importanti. Arrivato nel 2011, è stato uno dei titolari della formazione che ha fatto vincere alla Juventus il primo scudetto del ciclo. Passa 4 anni in bianconero e vince lo scudetto ogni anno, segnando in totale 48 gol e servendo 25 assist. Alla Juventus ha tirato pure diversi rigori, tanto che nella sua seconda stagione fu addirittura il capocannoniere della Juve con 15 reti. A Torino è stata apprezzata anche la sua duttilità, poiché ha giocato da mezzala, trequartista e persino da difensore centrale. Gioca la sua ultima partita con la Juve proprio nella finale di Berlino del 2015 contro il Barcellona.

Dopo anni in Germania e Spagna decide di tornare in Italia a 33 anni, ma stavolta all’Inter. A Milano non lascia il segno come a Torino, però ovviamente l’età è ben diversa. Riesce comunque a dare il suo contributo e l’anno scorso segna la sua prima rete in Serie A con l’Inter proprio contro la sua ex squadra, in un 2-0 a favore dei nerazzurri. Al momento ha vinto uno scudetto con la sua nuova maglia e anche una Supercoppa italiana, ma potrebbe essere un palmares ancora in evoluzione.

ZLATAN IBRAHIMOVIC

Un altro grande ex sia di Juve che di Inter dei tempi moderni è sicuramente Zlatan Ibrahimovic. Anche in questo caso è stata la Juventus a scoprirlo. Nel 2004 Moggi lo porta a Torino per 16 milioni di euro. Segna 26 gol e serve 19 assist, ma è il primo l’anno in cui ha un impatto migliore, con 16 reti in campionato. Nell’edizione successiva ne segna solo 7, ma riesce a vincere lo scudetto entrambi gli anni. Tutti e due però vengono poi revocati per lo scandalo Calciopoli.

Meglio riesce a fare all’Inter, dove passa nel 2006 proprio in quell’estate burrascosa (ma anche piacevole). Con la maglia nerazzurra passa 3 anni in cui segna 66 gol, fra cui quel gol stupendo del 2008 segnato di tacco contro il Bologna. In quella stagione vinse anche il premio come capocannoniere della Serie A con 25 reti, mentre i trofei vinti sono 4 scudetti e 3 Supercoppe italiane.

PATRICK VIEIRA

Percorso molto simile a quello di Ibrahimovic è stato quello di Patrick Vieira. Anche lui ha giocato prima alla Juve, ma solo una stagione, quella del 2005-2006 dove ha vinto uno scudetto, poi revocato. Insieme allo svedese si trasferisce all’Inter proprio in quell’estate. Gioca 3 anni e mezzo con la maglia nerazzurra e vince 4 scudetti, 1 Coppa Italia e 2 Supercoppe italiane. Nel gennaio 2010 lascia l’Inter per trasferirsi al Manchester City, e per qualche mese non riesce a vincere il Triplete, anche se ormai era stato messo fuori progetto già da tempo, proprio da Josè Mourinho.

CHRISTIAN VIERI

Nel 1996 la Juventus acquista Bobo Vieri dall’Atalanta per 7 miliardi di lire. I primi tempi sono difficili e famosa è la lite con Marcello Lippi avvenuta nell’intervallo di un Juventus-Atalanta. Quel litigio fu però liberatorio per entrambi, perché da lì Bobo comincia ad essere stabilmente titolare e segna diverse reti. Gioca anche la finale di Champions League contro il Borussia Dortmund nel 1997, ma la perde. I trofei vinti con la maglia bianconera sono una Supercoppa UEFA, una Coppa intercontinentale e anche uno scudetto.

Dopo quei 6 mesi devastanti Vieri va all’Atletico Madrid, dove sta solo un anno. Solo una stagione la passa anche alla Lazio, mentre sta decisamente più all’Inter. Ci arriva nel 1999 e ci resta fino al 2005. Con i nerazzurri segna ben 123 gol e nel 2002/2003 diventa anche il capocannoniere della Serie A. Il bottino di trofei vinti con i nerazzurri però è decisamente magro: solo una Coppa Italia.

ROBERTO BONINSEGNA

Facendo un salto nel passato ancor più grande, Roberto Boninsegna è stato un grande giocatore sia per l’Inter che per la Juve. Cresce nelle giovanili nerazzurre, ma ritorna a Milano a 26 anni, nel 1969. Ci passò 7 anni intensi in cui vinse 2 titoli di capocannoniere della Serie A e 1 scudetto. Con l’Inter perse la finale di Coppa dei Campioni contro l’Ajax nel 1972, anno in cui i nerazzurri persero anche la famosa partita della lattina contro il Borussia Mönchengladbach.

L’estate del 1976 fu travolta da uno scambio epico. Boninsegna passa alla Juventus, mentre al contrario Pietro Anastasi va all’Inter. Pietruzzo aveva fatto tanto bene con la Juve, ma all’Inter poi vive tempi peggiori. Boninsegna invece riesce a fare bene sia a Milano, dove segna 173 gol, che a Torino. Con la maglia bianconera segna 29 gol ma vince più trofei: 2 scudetti e 1 coppa UEFA.

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Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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