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I Nostri Approfondimenti

Serie A Back To The Future: Giornata 10

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PAGLIUCA HANDANOVIC ONANA

Un nuovo weekend di Serie A è alle porte e, come ormai di consueto, eccoci tornati con Back To The Future, per tuffarci nel passato.
In questa puntata torneremo ad un Derby della Mole tiratissimo e spettacolare, passando per una giornata triste per calcio e cinema e per la seconda, terribile (per i rossoneri) Fatal Verona.

EMPOLI-MONZA 1-0 15/06/1996

Euro ’96 monopolizza l’attenzione degli appassionati calcistici a 360 gradi. Mentre in Inghilterra si sta svolgendo il torneo, infatti, nelle radio la hit più ascoltata è “Three Lions” di Baddiel & Skinner and The Lightning Seeds, ovvero uno dei canti più amati dai tifosi britannici, con il mitico ritornello “Football’s Coming Home”.
Nel pomeriggio di sabato 15 giugno, mentre Paul Gascoigne segna uno dei gol più belli della competizione alla Scozia, al Castellani di Empoli va in scena la semifinale playoff di Serie C1 tra gli azzurri e il Monza.
Una settimana prima i toscani avevano espugnato il Brianteo grazie a Carmine Esposito, ipotecando la finale, ma i biancorossi credono ancora nella rimonta.
La partita è molto tirata, con il Monza che prova a  recuperare lo svantaggio, ma sbatte contro una squadra messa in campo alla perfezione da Luciano Spalletti.
Nella ripresa i brianzoli si sbilanciano sempre di più e capitolano definitivamente al 75’, quando Filippo Dal Moro, difensore cresciuto nella Sampdoria, batte Castellazzi su azione da corner e porta l’Empoli in finale playoff.

TORINO-JUVENTUS 3-2 25/01/1995

Mentre al cinema esce il primo film della “Before Trilogy” di Richard Linklater, “Prima dell’Alba”, che consacra Ethan Hawke nel panorama cinematografico, a Torino sale la febbre per il Derby della Mole.
Una Juventus altalenante sfida il Torino di Nedo Sonetti, in un freddo mercoledì di gennaio nel turno infrasettimanale di Serie A.
Il primo tempo del Derby rimane, ad oggi, una delle più forti altalene emotive della storia della stracittadina.
Dopo appena 6 minuti Rizzitelli sfrutta un brutto errore di Torricelli e batte Peruzzi, aprendo le marcature, ma all’8’ i bianconeri pareggiano immediatamente con Vialli, dimenticato dalla difesa granata.
La partita prosegue senza sussulti fino alla mezz’ora, quando si registra un altro rapido botta e risposta. Prima Rizzitelli firma la sua personale doppietta, ben servito da una torre di Silenzi, poi è Vialli ad emulare il collega con una fuga solitaria sul filo del fuorigioco.
Quando si inizia a pensare che il pareggio possa reggere fino all’intervallo il Torino passa ancora, questa volta Rizzitelli si inventa uomo assist, con un tacco splendido che smarca Jocelyn Angloma davanti a Peruzzi per il 3-2.
La ripresa vede un assedio della Juventus alla porta di Pastine, che riesce a fare buona guardia, fino all’episodio decisivo. Al 70’, infatti, l’arbitro Amendolia concede ai bianconeri un rigore molto dubbio per fallo di Maltagliati su Vialli. Dal dischetto Ravanelli si fa ipnotizzare da Pastine che diventa l’eore della Torino granata, in una serata magnifica per atmosfera ed  emozioni.

ATALANTA-SASSUOLO 3-0 19/08/2006

Passata da poco la sbornia Mondiale, è la Coppa Italia ad aprire le danze sulla stagione 2006/07, con il primo turno in programma tra il 18 e il 20 agosto.
Tra le tante sfide in programma compare AtalantaSassuolo, primo incrocio di sempre per i nerazzurri contro i neroverdi.
Il match viene stappato dopo appena 4 minuti da Massimo Donati, con un gran tiro da fuori, poi l’Atalanta si limita ad amministrare fino a fine primo tempo.
Poco prima del riposo ci pensa Zampagna a raddoppiare, prima del definitivo 3-0 siglato da Nicola Ventola al 53’.

INTER-SALERNITANA 2-1 29/11/1998

Nelle classifiche musicali di novembre viaggiano spediti i Goo Goo Dolls con “Iris”, power ballad molto apprezzata e simbolo della band.
Nel teatro di San Siro, intanto, l’Inter riceve la Salernitana in una sfida che risulta più equilibrata del previsto.
Addirittura sono i granata a fare la partita, contro un Inter frastornata e orfana di Ronaldo. I nerazzurri capitolano al 43’, quando Di Michele scippa il pallone a Winter e si invola verso Pagliuca, battendolo con un delicato tocco sotto.
La ripresa vede l’Inter più attiva e convinta, alla ricerca del pareggio, che però tarda ad arrivare.
Dopo due gol annullati, prima a Zamorano per fuorigioco e poi a Baggio, dopo un episodio molto particolare. Secondo l’arbitro Rodomonti, la respinta di Balli sulla punizione del Divin Codino avviene oltre la riga di porta, ma il guardalinee Cerofolini fa cambiare idea al direttore di gara, tra i fischi del pubblico.
Al 75’, finalmente, l’Inter pareggia con Simeone, che anticipa Balli su corner di Baggio e si lancia alla ricerca della vittoria.
Dopo un quarto d’ora di assedio totale, i nerazzurri la portano a casa grazie a Javier Zanetti, che si inventa un destro splendido da fuori al minuto 89, gelando i campani e facendo deflagrare San Siro.

LAZIO-UDINESE 2-2 14/03/2004

Nel 2004 al cinema esce “Prima del Tramonto”, secondo film della “Before Trilogy” di Richard Linklater, che ci fa ritrovare dopo 9 anni Ethan Hawke e Julie Delpy alle prese con le loro storie personali.
All’Olimpico di Roma la Lazio riceve l’Udinese, in una sfida che profuma d’Europa.
I padroni di casa partono fortissimi e segnano due reti nei primi 5 minuti, prima con Muzzi, su corner di Oddo, poi con Simone Inzaghi, che segna su assist del compagno di reparto.
I friulani sono frastornati, ma  riescono ad accorciare già all’11’, con l’ex laziale Castroman, in prestito proprio dai biancocelesti, su assist di Jorgensen.
Il resto della partita vede una Lazio sciupona e un Udinese che prova a pervenire al pareggio, ma viene stoppata alla grande da Peruzzi e compagni.
Al 93’, però, i friulani trovano la forza per portare a casa un punto, grazie a Vincenzo Iaquinta, che segna su assist di Jankulovski una rete pesantissima per la corsa alla Coppa UEFA.

SPEZIA-CREMONESE 1-2 13/03/2011

La Serie C1 2010/11 vede ai nastri di partenza lo Spezia e la Cremonese, che partono con intenzioni di alta classifica.
Dopo più di metà stagione, però, le due compagini si ritrovano a metà classifica e si scontrano a marzo, per cercare le ultime speranze di alta classifica.
Il match del Picco è ricco di nervosismo ed emozioni, con i padroni di casa che la sbloccano dopo un quarto d’ora con Buzzegoli e poi restano in superiorità numerica, per l’espulsione rimediata da Cremonesi.
Nella ripresa, però, i grigiorossi si lanciano all’attacco, e trovano il pareggio con Stefani all’ora di gioco, tra lo stupore generale.
La partita resta gradevole fino ai minuti finali, quando Corrado Colombo, già ammonito, riporta le due squadre in parità numerica e da, inconsapevolmente, il colpo di grazia alla sua squadra.
Infatti, se in 11 contro 10 lo Spezia aveva sofferto più del dovuto, in parità numerica subisce il gol del 2-1 ad opera di Massimo Coda, che poi verrà espulso nel concitato finale.

NAPOLI-BOLOGNA 2-0 17/12/1989

Mentre nei cinema esce “Nato il 4 Luglio”, con uno spettacolare Tom Cruise che racconta la storia di un reduce del Vietnam rimasto sulla sedia a rotelle dopo il conflitto, la Serie A riscopre il Napoli di Maradona.
Gli azzurri vivono un momento magico, guidati dal Pibe che regala giocate da urlo, come l’assist per Careca che apre le marcature, dopo appena 3 minuti, contro il Bologna.
I rossoblu, guidati da Gigi Maifredi, stanno facendo molto bene, ma nulla possono contro la corazzata partenopea, che si dimostra matura al punto giusto per puntare al secondo Scudetto.
Al 76’ il Napoli chiude la partita con Marco Baroni, che segna su punizione dopo il tocco del solito Maradona.

HELLAS VERONA-MILAN 2-1 22/04/1990

Nelle sale cinematografiche un sontuoso Sean Connery guida un sottomarino sovietico verso gli USA in “Caccia a Ottobre Rosso”, capolavoro di John McTiernan basato su un romanzo di Tom Clancy.
La Serie A 1989/90, intanto, vede l’avvincente duello al vertice tra il Napoli di Maradona (che abbiamo visto prima) e il Milan degli olandesi.
Alla penultima giornata, con le squadre appaiate in testa, i rossoneri sono di scena al Bentegodi contro il Verona, in un pomeriggio che rievoca fantasmi del passato.
Il Milan parte bene e passa dopo mezz’ora con Marco Simone, con una grande punizione da lontano, ma si ritrova in poco tempo in un vortice di nervosismo ed errori, che porta ad una conclusione impronosticabile.
Al 63’ il Verona, già retrocesso, pareggia con Sotomayor, che segna di testa su corner di Fanna, ammutolendo i sostenitori rossoneri giunti in Veneto.
I gialloblu passano addirittura in vantaggio all’80’, con il pallonetto di Pellegrini, rapace a sfruttare un errore della difesa milanista.
A completare l’opera ci pensa Rosario Lo Bello, figlio di Concetto e arbitro dell’incontro, che espelle nell’ordine: Sacchi, Rijkaard, Van Basten e Costacurta, in venti minuti di totale delirio di onnipotenza.
La partita finisce così, 2-1, e riporta il Milan al 1973, quando cadde ancora nella Fatal Verona, perdendo lo Scudetto.

SAMPDORIA-ROMA 0-1 17/10/1993

In un giorno funesto per il cinema italiano, vista la caduta in coma di Federico Fellini, che morirà il 31 ottobre, la Sampdoria ospita la Roma in Serie A al Ferraris, in un pomeriggio paradossale.
Tre giorni prima, infatti, Paolo Mantovani, padre della gloriosa Sampdoria di quegli anni, aveva lasciato questo Mondo, lasciando i blucerchiati in preda allo sgomento.
La partita, giocata in un clima surreale, vede la Roma portarsi a casa la vittoria grazie alla rete di Balbo, ma il risultato è l’ultimo dei pensieri per il popolo doriano, che si stringe attorno alla famiglia dell’artefice delle loro gioie più grandi e ai suoi “figli” adottivi, quei calciatori che avevano reso grande la Samp.

LECCE-FIORENTINA 1-1 15/03/1998

Nel mese di uscita de “Il Grande Lebowski”, cult assoluto con Jeff Bridges, il Lecce ospita la Fiorentina per la 25 giornata di Serie A 1997/98.
I viola, senza Batistuta, inciampano nella matricola pugliese, che concede poco e prova a pungere in contropiede appena può.
Le reti arrivano nella ripresa, con il Lecce che passa in vantaggio al 69’, con Rossi che segna in maniera quasi comica: su un diagonale di Casale, il numero 16 giallorosso si lancia sul pallone ma colpisce il palo da due passi, con la sfera che poi gli carambola nuovamente addosso e finisce in rete.
Il pareggio della Fiorentina arriva all’87’, con Oliveira, che ribatte in rete dopo la respinta di Lorieri su punizione di Robbiati.

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Calcio Internazionale

Pronostico Spagna-Germania, statistiche e consigli per la partita

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PRONOSTICO SPAGNA-GERMANIA

PRONOSTICO SPAGNA-GERMANIA – Domani sera, ovvero domenica 27 novembre, alle ore 20:00 si giocherà SpagnaGermania, uno dei big match di questa seconda giornata di Mondiali 2022. Le due nazionali fanno parte del Girone E e sono le uniche squadre ad affrontarsi in questa giornata che hanno vinto nella loro storia almeno un mondiale, quindi è davvero la sfida più attesa di questo turno.

COME ARRIVANO SPAGNA E GERMANIA

Spagna e Germania arrivano a questa partita molto diversamente tra loro. Gli iberici hanno vinto per 7-0 contro la Costa Rica, firmando la vittoria più larga finora di questi mondiali in Qatar. Fra i giocatori è spiccato soprattutto Ferran Torres, che ha segnato una doppietta all’esordio della competizione più importante di tutte. Molto bene però anche altri giovani talenti come Daniel Olmo, Marco Asensio, Carlos Soler, Gavi e il redivivo Alvaro Morata. Tutti loro sono andati a segno.

Ben diversa la situazione per i teutonici, che insieme all’Argentina sono stati le delusioni della prima giornata, sconfitte entrambe per 2-1 in rimonta. Nel primo tempo la Germania sembrava sotto controllo, ma a un quarto d’ora dalla fine il Giappone ha ribaltato completamente il risultato, spedendo negli inferi i tedeschi che ora sono costretti a vincere se vogliono continuare il loro cammino mondiale. Chi ha deluso più di tutti è il talento del Chelsea Kai Havertz, schierato come punta centrale, un ruolo non propriamente suo essendo nato come trequartista. Molto male anche la coppia di difesa del Borussia Dortmund Sule-Scholtterbeck, rivedibili nell’ultimo mese di Bundesliga ma anche contro il Giappone. Sarà interessante vedere se Hans-Dieter Flick farà altre scelte contro la Spagna.

PRONOSTICO SPAGNA-GERMANIA

Nonostante la Germania abbia svolto un ottimo percorso di qualificazione, con 9 vittorie e una sola sconfitta, si presenta sfavorita. La Spagna ha giocato una partita contro un avversario non temibile, ma il percorso di ricostruzione di Luis Enrique pare davvero molto interessante, con tanti giovani (ben 9 under 21) in rampa di lancio. Inoltre nell’ultimo confronto diretto tra le due nazionali, la Spagna ha vinto per 6-0 nel novembre 2020 in Nations League. Il consiglio quindi è un 1X+over 1,5.

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Flash News

Dove vedere Juventus Next Gen-Mantova in tv e in streaming

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Dove vedere Juvnetus Next Gen-Mantova

DOVE VEDERE JUVENTUS NEXT GEN MANTOVA – I giovani bianconeri vogliono continuare l’ottimo rullino di marcia: nelle ultime sette partite, tra campionato di Serie C e della Coppa Italia di categoria, la Juventus Next Gen ha raccolto sei vittorie e un pareggio. Un percorso simile alla prima squadra, guidata da Max Allegri, che prima della sosta per il Mondiale ha portato a casa sei vittorie consecutive, senza subire gol.

Domani, domenica 27 novembre, ore 14.30, la squadra di Brambilla affronterà all’Allianz Stadium di Torino il Mantova, reduce da due vittorie, un pareggio e due sconfitte nelle ultime cinque partite, e alla ricerca di punti per uscire dalla zona che li vede nei playout.

Davanti alla Juventus, quota 22 punti, a due lunghezze di distanza ci sono sette squadre: eccezion fatta per il Pordenone, abbastanza lontano a 29 punti, le altre sei sono racchiuse tutte in un punto. Un fatto che giustifica un campionato molto equilibrato.

PROBABILI FORMAZIONI

A livello di potenziali titolari, Brambilla dovrebbe schierare il 4-4-2, ritrovando Barrenechea, reduce dalla squalifica, e dovrebbe dare fiducia al talento Soulé. Davanti la coppia d’attacco Pecorino-Gudric. Per i lombardi, l’allenatore Corrent, che deve rinunciare a Iotti, espulso contro la Feralpisalò, è intenzionato a schierare il trio d’attacco composto da Guccione, Yeboah, Mensah.

JUVENTUS NEXT GEN (4-4-2): Raina; Barbieri, Riccio, Poli, Verduci; Soulé, Barrenechea, Besaggio, Iocolano; Pecorino, Cudrig. All. Brambilla

MANTOVA (4-3-3): Chiorra; Pinton, Matteucci, Ingegneri, Ceresoli; Gerbaudo, De Francesco, Messori; Guccione, Yeboah, Mensah. All. Corrent

DOVE VEDERE JUVENTUS NEXT GEN MANTOVA IN TV E IN STREAMING

Il match sarà trasmesso su Eleven Sports scaricando l’app su smart tv compatibile. Inoltre, sarà possibile vederlo su Sky al canale Sky Sport (259 del satellite). Gli abbonati Sky potranno anche ricorrere al servizio di Sky Go. L’alternativa è rappresentata da NOW, il servizio streaming on demand di Sky: servirà acquistare il ticket Sport prima di selezionare la diretta del match.

 

 

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Flash News

L’Italia deve ripartire da Giacomo Raspadori

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Raspadori

La sosta dettata dallo svolgimento dei mondiali in Qatar e la coincidente assenza della nazionale italiana alla suddetta competizione forniscono al movimento calcistico nostrano tempo e spazio per riflettere. Riflettere su ciò che è stato (o meglio, su ciò che non è stato), su come gestire il fallimento e come ripartire. Il 24 marzo 2022, precisamente alle 22:36, il diagonale fatale di Trajkovski riportava indietro di 4 anni le lancette del Belpaese, costringendoci a vivere nuovamente l’angosciosa pena dell’esclusione

Nel buio pesto in cui siamo sprofondati è difficile trovare spiragli di luce, è vero. In un momento storico dove la selezione italiana sembra faticare a cambiare pelle è allora imperativo puntare su quei giocatori che, nei difficili mesi successivi alla debacle, sono stati capaci di riaccendere l’entusiasmo di una nazionale ferita, ma mai morta. Tra questi c’è sicuramente Giacomo Raspadori.  

IL GIOCATORE

L’approdo di Raspadori al Napoli è stato il colpo più sottovalutato dell’ultima finestra di calciomercato. De Laurentiis in estate ha approfittato delle disattenzioni delle big italiane e ha prelevato, per l’importante cifra di 35 milioni, uno dei talenti più cristallini del nostro panorama calcistico. All’ombra del Vesuvio Raspa ha trovato molta concorrenza, ma si è sempre fatto trovare pronto. In Champions League il classe 2000 registra numeri tutt’altro che banali: 4 reti in 5 partite ed una media realizzativa di un gol ogni 53 minuti che supera quelle dei vari Haaland, Mbappè e Lewandowski. 

In campo l’ex Sassuolo ha le idee chiare. Il modus operandi di Raspadori, nel bene o nel male, è volto al successo collettivo. Il ragazzo si mette a servizio dei compagni, e alla giocata che impressiona preferisce quella che funziona. L’umiltà che il calciatore rasenta in campo non è frutto di una mancanza di estro, ma della capacità di integrarsi in un organico. Questa dote fa sì che sul rettangolo da gioco l’attaccante possa essere utilizzato sia come punta di riferimento che come jolly offensivo a sostegno di un centravanti di peso (uno Scamacca, per intenderci).

Attaccante centrale, ala destra o trequartista: in ogni posizione in cui è stato impiegato Raspadori ha risposto presente.

ATTITUDINE

A rendere il classe 2000 uno dei profili su cui l’Italia dovrebbe puntare è, oltre alla sua versatilità tecnica, la sua professionalità. Il suo trasferimento al Napoli è stato etichettato da molti come uno spreco di soldi ed il valore del giocatore è stato sin da subito messo in discussione. Tutt’oggi le poche titolarità conquistate da Raspadori, spesso relegato in panchina da un Osimhen in stato di grazia, fanno storcere il naso ai suoi detrattori.

Alle critiche ed alle pressioni il giocatore ha risposto con i fatti, e non con le parole. A differenza di altri giocatori, anche paragonabili a lui a livello di talento, il ragazzo non ha mai manifestato il suo scontento. O meglio, lo ha fatto attraverso prestazioni agonisticamente rabbiose e assetate di gratificazioni. Il modo di reagire alle pressioni dice molto di un calciatore: Tonali, ad esempio, in un solo anno ha trasformato le critiche in applausi ed è diventato un perno tanto del Milan quanto degli Azzurri

Non è un caso che la valutazione di Raspadori, dopo solo tre mesi (e pochi minuti giocati) si sia già alzata. Le potenzialità del numero 81 sono sotto gli occhi di tutti e in caso di una futura cessione di Osimhen (molto apprezzato all’estero) la sua figura potrebbe acquistare centralità nella rosa del Napoli.

Intanto, però, Giacomo continua a lavorare con la testa bassa, senza fiatare, perchè a parlare saranno i fatti. 

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I Nostri Approfondimenti

Richarlison, “Al Mondiale Ogni Storia Vale”

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Richarlison

RICHARLISON Richarlison de Andrade, noto semplicemente come Richarlison, ha trascinato il Brasile nella prima giornata giocata al Mondiale 2022 in Qatar con una doppietta.

Il secondo gol è stato segnato con una mezza rovesciata pazzesca: controllo perfetto col piede sinistro, che alza il pallone oltre la sua testa. Il resto è magia, perché l’attaccante aspetta che la sfera scenda sul piede destro, per poi girarsi verso la porta e calciarla con potenza.

Una rete da fuoriclasse che consegna al suo Brasile il record di nazionale con più reti (3, ndr) in rovesciata o semirovesciata nella storia dei Mondiali.

LA STORIA DI RICHARLISON

L’ala brasiliana, classe ’97, nasce a Nova Venécia, nello stato dell’Espirito Santo, nell’Est del Brasile, da una famiglia molto povera. Non ha avuto un’infanzia semplice: suo padre era uno scalpellino, mentre sua madre faceva due lavori, la donna delle pulizie e la gelataia.

I suoi genitori, nonostante tutto, lo hanno cresciuto con sani princìpi per non fargli fare una brutta fine. Per racimolare qualche soldo e aiutare sua madre, Richarlison vendeva gelati e cioccolato, e non la droga come i suoi amici:

C’erano tutti i presupposti per diventare un delinquente. Ma un mio vecchio allenatore, Fidel, mi diceva che avevo talento. E il calcio mi ha salvato” (Richarlison).

Non teme niente e nessuno, soprattutto dopo che gli è stata puntata per scambio di persona una pistola alle tempie. Credevano fosse un trafficante e che il calcio fosse una copertura. Ma dopo che l’uomo ha abbassato la pistola, si è voltato ed è fuggito via, salvandosi.

LA CARRIERA CALCISTICA DI RICHARLISON

Richarlison cresce calcisticamente nel settore giovanile dell’América-MG di Belo Horizonte, esordendo in prima squadra il 4 luglio 2015 nella vittoria per 3-1 contro il Mogi Mirim. Entra nell’ultimo quarto d’ora della finale di Copa America e nel recupero, con grande tranquillità, segna l’ultimo gol della partita su rigore, vincendo la competizione.

L’APPRODO IN PREMIER LEAGUE

Nel gennaio del 2016 viene acquistato dal Fluminense per 10 milioni, firmando un contratto di cinque anni. In 42 presenze segna 8 gol facendosi notare dal Watford, che lo porta in Premier League l’anno successivo. L’Everton fiuta l’affare e lo acquista per 50 milioni, diventando così l’acquisto più costoso nella storia del club. In quattro anni coi Toffees gioca 135 partite mettendo a segno 43 gol.

Il 1° luglio 2022 si trasferisce al Tottenham di Antonio Conte a titolo definitivo per circa 58 milioni di euro, firmando un contratto di cinque anni valido fino al 30 giugno 2027.

L’ESPERIENZA DI RICHARLISON COL BRASILE

Nel 2017, Richarlison viene convocato dal Brasile U20 per giocare il campionato sudamericano, mentre l’anno successivo esordisce con il Brasile nell’amichevole vinta per 2-0 contro gli Stati Uniti.

Nel maggio 2019 viene convocato per Copa América 2019. Nella finale contro il Perù, Richarlison subentra nel secondo tempo segnando su rigore il gol del 3-1. Viene poi convocato per la Copa América 2021 e per le Olimpiadi dello stesso anno.

Infine viene convocato per i Mondiali 2022 in Qatar, dove ha già dimostrato tutte le sue qualità all’esordio nella rassegna iridata.

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