Connect with us

I Nostri Approfondimenti

Serie A Back To The Future: puntata 6

Pubblicato

:

Serie A

Siamo ormai giunti al sesto turno di Serie A e, di conseguenza, alla puntata numero sei della nostra rubrica “Back To The Future”.

NAPOLI-SPEZIA 3-1 03/03/2007

La Serie B 2006/07 rappresenta, ancora oggi, un campionato decisamente particolare, con Juventus, Napoli e Genoa promosse dopo un torneo lungo e sfibrante.
I partenopei,  secondi a maggio, sfidano uno Spezia bisognoso di punti salvezza alla 26’ giornata, mentre nelle radio impazza “Ruby” dei Kaiser Chiefs, brano inserito nella colonna sonora di PES 2010.
Dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, i padroni di casa sbloccano il match al 47’, con Bogliacino bravo a mettere dentro, di testa, un cross di Trotta.
Il vantaggio del Napoli, però, dura poco, nonostante l’espulsione di Confalone che costringe lo Spezia a giocare il resto della gara in 10 uomini. Al 52’, infatti, Guidetti testa i riflessi di Iezzo, che però non può nulla sulla ribattuta di Corrado Colombo.
Il pareggio non si schioda fino all’80’, quando Santoni esce male su un cross di Bogliacino e Calaiò mette dentro a porta vuota.
Nel finale il gol del 3-1 lo mette dentro Bucchi, in contropiede, punizione decisamente severe per un buonissimo Spezia.

INTER-TORINO 2-1 29/01/1995

L’onda lunga del successo de “Il Re Leone”, 32’ Classico Disney uscito sul finire del 1994, continua grazie ai brani della colonna sonora, interpretati da Elton John in inglese e da Spagna in italiano.
Nella prima giornata del girone di ritorno, nella Serie A 1994/95, l’Inter reduce da un pesante stop a Padova, riceve il Torino.
Dopo un primo tempo ai limiti del soporifero, i padroni di casa passano con Wim Jonk, che trova un gran destro da fuori area.
Il Torino, mai domo, trova il pareggio al 79’, con Silenzi, di testa su cross di Maltagliati.
I granata, addirittura, sfiorano il gol del vantaggio nel finale, ma un super Pagliuca nega la marcatura a Rizzitelli.
Al 90’ arriva la beffa per il Toro, con Bergkamp atterrato in area da Pastine e Orlandini che trasforma il rigore decisivo.

SAMPDORIA-MILAN 2-1 15/09/1996

Sulla scia del successo estivo di “Wannabe” delle Spice Girls, il campionato di Serie A 1996/97 prende il via.
Alla seconda giornata il Milan è di scena a Marassi, contro la Sampdoria, nel posticipo serale.
Dopo un quarto d’ora di assedio i rossoneri rischiano la beffa, quando Roberto Mancini colpisce un palo clamoroso. Scampato il pericolo, Weah sfrutta un errore di Dieng e trafigge Ferron.
I blucerchiati riescono a pareggiare nel recupero del primo tempo, con Veron, che colpisce su punizione da lontanissimo; in realtà il pallone colpisce prima il palo, poi la schiena di Sebastiano Rossi ed entra.
Nella ripresa, nonostante un Milan decisamente propositivo, sono i blucerchiati a portarsi a casa i tre punti. Al 76’, infatti, un cross di Karembeu viene messo in rete da Mancini, con una precisa torsione di testa.

ATALANTA-CREMONESE 1-1 03/03/1996

Il 19 febbraio 1996 gli Oasis pubblicano uno dei loro singoli più famosi “Don’t Look Back In Anger”, brano ancora oggi molto apprezzato ed ascoltato in tutto il mondo.
Una settimana dopo, all’Atleti Azzurri d’Italia, l’Atalanta ospita la Cremonese.
I grigiorossi si difendono con ordine, pur subendo molto le offensive atalantine.
Il match si sblocca al 78’, Domenico Morfeo, da calcio d’angolo, pesca Pisani, che fa 1-0.
Il pareggio arriva cinque minuti dopo, con Maspero che colpisce da oltre 25 metri su punizione a due.
Nemmeno un anno dopo, nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 1997, Federico Pisani, fiore all’occhiello del settore giovanile atalantino, muore, assieme alla fidanzata Alessandra, in un tragico incidente stradale.
Ancora oggi, Chicco resta nei cuori dei tifosi atalantini, e la numero 14 nerazzurra è stata ritirata nel ricordo dello sfortunato campioncino di casa orobica.

BOLOGNA-FIORENTINA 01/04/2000

Il Derby dell’Appennino è, da sempre, una delle partite più affascinanti della Serie A.
Il primo aprile del 2000, al Dall’Ara, i padroni di casa passano in vantaggio, grazie ad una volèe fantastica di Beppe Signori dopo appena 12 minuti.
Dopo il gol del bomber rossoblu, si sveglia anche il Re Leone, Gabriel Batistuta, che raccoglie un cross dalla destra e mette dentro di testa in tuffo.
Nella ripresa, un errore nella trappola del fuorigioco mette Kennet Adersson davanti a Toldo, con lo svedese glaciale nel siglare il 2-1.
All’89’ il pareggio, ancora di Batistuta, che segna di prepotenza dal limite dell’area.

LECCE-MONZA 0-1 06/12/1998

Una settimana prima dell’uscita italiana de “Il Principe D’Egitto”, film d’animazione clamoroso, che riporta la storia biblica di Mosè, il calendario di Serie B mette di fronte Lecce e Monza.
I brianzoli mettono i bastoni tra le ruote ad un Lecce lanciato verso la promozione, grazie alla rete messa a segno da Massimo Oddo al 32’. Il futuro Campione del Mondo lascia partire una sassata su punizione che batte Lorieri e regala tre punti fondamentali al Monza per la lotta salvezza.

SASSUOLO-UDINESE 1-2 30/10/2013

Nell’anno del secondo film di “Hunger Games”, tratto dalla fortunata saga letteraria di Suzanne Collins, il Sassuolo vive il suo primo anno in Serie A.
Proprio il 30 ottobre, nella partita valida per la decima giornata di campionato, si verifica il primo incrocio tra i neroverdi e l’Udinese.
Dopo 18 minuti un inserimento di Dusan Basta coglie di sorpresa Ziegler, che gli frana addosso. Il calcio di rigore viene trasformato da Totò Di Natale.
Il vantaggio dei friulani dura solamente cinque minuti, quanto basta a Simone Zaza per sfruttare un errore di Naldo e battere Brkic.
A risolvere la questione ci pensa, nella ripresa, Luis Muriel, con un bel destro a giro su invito di Pereyra.

LAZIO-HELLAS VERONA 2-0 15/03/1992

La Lazio fatica più del dovuto a battere un Hellas decisamente rinunciatario.
La partita si sblocca dopo l’ingresso di Ruben Sosa, nella ripresa. Al 57’ su una sua conclusione, Luca Pellegrini devia il pallone, battendo il proprio portiere Gregori.
Nel finale, dopo qualche timido attacco scaligero, è lo stesso Sosa a mettere in porta Stroppa, che prima colpisce il palo e poi mette dentro il 2-0 defintivo.

JUVENTUS-SALERNITANA 3-0 20/12/1998

Implacabile la Juventus, che si sbarazza senza troppi patemi di una delle squadre più in forma della Serie A, la Salernitana di Delio Rossi.
Mattatore della partita Pippo Inzaghi, autore di una tripletta che racchiude in pieno tutto il suo stile di gioco.
Dopo 20 minuti segna di rapina, sfruttando una serie di rimpalli derivati da una punizione, mentre al 29’ scatta sul filo del fuorigioco e fredda Balli, in uno dei suoi classici gol.
Nel finale, invece, si fa trovare pronto su un cross dalla destra e mette dentro dopo aver colpito il palo, chiudendo i giochi.

EMPOLI-ROMA 1-0 16/10/2005

Nell’anno del Mondiale 2006, la partita tra Roma ed Empoli più conosciuta è, senza ombra di dubbio, quella dell’infortunio di Totti, il match di ritorno.
In pochi, però, si ricordano della sfida di andata al Castellani, quando un gol di Francesco Tavano, servito da Vannucchi, regala 3 punti ad un Empoli che sarà rivelazione del torneo.
Al 56’ il trequartista ispira Tavano, che si coordina e mette dentro di prima con un preciso rasoterra.

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Annate da sogno

La storia di Marco Negri, bomber sfortunato

Pubblicato

:

Nel corso della storia del calcio sono stati molti i giocatori che hanno furoreggiato per un breve periodo di tempo, per poi sparire nell’anonimato. Le ragioni di queste “Meteore” sono molteplici, quali discontinuità, fragilità mentale o fisica, ma ci sono casi particolari in cui è la sorte la principale artefice di queste situazioni.
Uno dei calciatori più emblematici di questa categoria è Marco Negri, protagonista a metà anni ’90 di uno dei più grandi exploit del periodo, terminato in maniera davvero beffarda.

GLI INIZI

Marco nasce a Milano il 27 ottobre 1970, ma trascorre l’infanzia in provincia di Gorizia.
A 13 anni entra a far parte delle giovanili dell’Udinese, club con il quale esordisce in Serie B l’11 settembre 1988.
Nella prima parte della sua carriera Negri fatica a trovare la via del gol, ma le sue prestazioni lasciano intravedere la possibilità di un futuro buon giocatore.
Nel 1991 passa alla Ternana, in Serie C1, dove segna le sue prime reti da professionista. Il primo centro arriva nello stesso stadio dove aveva esordito con l’Udinese, il Granillo di Reggio Calabria dove firma il gol decisivo di una vittoria fondamentale per il ritorno delle fere in Serie B.

UN SIMBOLO D’AMICIZIA

La stagione positiva di Negri gli frutta una chiamata dal Cosenza per la Serie B 1992/93. La cadetteria, nonostante qualche sprazzo di bel calcio e 4 reti all’attivo, rappresenta ancora uno scoglio troppo duro per l’attaccante milanese, che a fine stagione torna in C1, per militare in una nobile decaduta: il Bologna.
L’annata emiliana per Negri rappresenta la prima vera occasione per spiccare il volo.
Bologna, nonostante la categoria decisamente inusuale, resta molto vicina alla squadra durante tutto il campionato, che si chiude con la tremenda caduta in semifinale Playoff, per mano della Spal corsara al Dall’Ara.
Nonostante l’obiettivo sfumato, per Negri la stagione è più che positiva, con 8 centri, tutti decisivi, e la nascita di un’amicizia con Giuseppe Campione, ventenne attaccante di scuola rossoblu.
Campione, dopo l’esordio in massima serie a 16 anni da compiere, è un l’anima della squadra e riesce a legare immediatamente con Negri.
Nell’estate del 1994 il Bologna cede Campione in prestito proprio alla Spal, dove fa in tempo a giocare due partite, prima del tragico epilogo della sua vita, avvenuto il 14 settembre 1994 in un incidente stradale.
Da quel tragico giorno di fine estate, Marco Negri ha indossato un polsino bianco fatto di cerotti, in memoria del suo amico Giuseppe.

UN’IRADIDDIO

La stagione trascorsa al Bologna instaura nella mente di Negri la coscienza delle sue capacità, e l’attaccante milanese inizia a segnare a raffica.
Nella stagione 1994/95 Marco torna a Cosenza, nuovamente in Serie B, ma il risultato è decisamente diverso.
In 34 partite Negri segna la bellezza di 19 gol, che contribuiscono in maniera decisiva alla salvezza dei rossoblu, partiti con una penalizzazione di 9 punti per irregolarità amministrative.
Dopo un’annata del genere, inevitabilmente, anche le big delle Serie B iniziano ad adocchiare l’attaccante del Cosenza.
A spuntarla, al termine di un’estate rovente, è il Perugia di Luciano Gaucci, che supera anche le avances dell’Atalanta, squadra di Serie A.
Gli umbri sono una delle formazioni che, senza scaramanzie, parte con l’obbligo di tornare in massima serie, anche grazie alle solite spese pazze del presidente.
L’annata 1995/96 è splendida per Negri, che si conferma bomber implacabile con 18 centri e riporta i grifoni in Serie A.

LA MASSIMA SERIE

Eh già… la Serie A, il sogno di tutti i ragazzi che iniziano a giocare a calcio, diventa finalmente realtà anche per Marco Negri, che a 26 anni si sente maturato a sufficienza per il grande salto.
La partita d’esordio si gioca in casa, in quel Renato Curi che trascina i propri beniamini verso la vittoria.
L’8 settembre è la data segnata col circoletto rosso in casa Negri, che scenderà in campo per la prima volta in Serie A, sfidando la Sampdoria.
L’avversario è tutt’altro che morbido, i blucerchiati, seppur verso la fine dei loro anni magici, schierano campioni del calibro di Mancini, Veron, Karembeu, Mihajlovic e un giovane Vincenzo Montella, anche lui al primo ballo in massima serie.
Il Perugia, però, è squadra tosta e riesce nell’impresa di battere la Samp per 1-0. La rete decisiva la segna proprio lui, Marco Negri, che riparte da dove aveva lasciato.
La stagione dei grifoni, purtroppo, risulta decisamente travagliata, con un arrivo a quota 37, a pari punti con Piacenza e Cagliari, che significa retrocessione.
Negri, dal canto suo, non può che essere soddisfatto del suo battesimo nel grande calcio, con 15 gol segnati che lo piazzano in cima alla lista dei desideri di molti club; a spuntarla è una squadra decisamente particolare.

THE MOODY ITALIAN

In Scozia il dualismo tra Celtic e Rangers è uno dei più famosi del calcio. Nel periodo storico di fine anni ’90 i biancoblu cercano un attaccante dal gol facile per rimpiazzare l’ormai logoro Ally McCoist.
La prospettiva di giocare addirittura in Champions League fa immediatamente accettare Marco, che fa le valigie e parte per Glasgow.
I Rangers dispongono di una rosa decisamente ben fornita, con i guizzi di Brian Laudrup, la sostanza degli italiani Gattuso e Porrini, la compattezza dello svedese Thern e il folle genio di Paul “Gazza” Gascoigne.
Con questi presupposti, l’avventura scozzese di Negri potrebbe sembrare quasi una vacanza, invece il centravanti milanese parte titolare già da inizio stagione ed inizia a brillare.
L’avvio do Scottish Premiership di Negri è da infarto: 23 gol (si, 23) in appena 10 partite, con il picco di 5 alla seconda giornata contro il malcapitato Dundee United, un inizio da strapparsi i capelli.
Un exploit del genere, nell’anno dei Mondiali di Francia ’98, mettono addirittura Negri nella lista dei possibili convocati per il torneo iridato.
A fine stagione la classifica marcatori reciterà 32 reti, primo posto solitario rispettivamente  a +14 e a +12 dagli inseguitori, gli svedesi Olofsson e Larsson, emblema di una stagione più irripetibile che rara.
Nonostante le cifre, però, le statistiche riportano qualcosa di decisamente strano.
Negri, dopo l’avvio clamoroso con 30 gol nel girone d’andata, ne segna solamente due al ritorno, un calo molto vistoso e preoccupante, ma che nessuno immagina derivi da un avvenimento incredibile.

“L’INFORTUNIO” PIÙ ASSURDO DI SEMPRE

Il mercoledì, per i calciatori che militano in Scozia, è giorno di riposo, il giorno in cui dedicarsi agli hobby con i compagni di squadra e non pensare al calcio.
Marco Negri e Sergio Porrini si cimentano nel loro secondo sport preferito: lo squash, che iniziava a diventare famoso proprio verso fine millennio.
Durante uno scambio, Negri si ritrova vicino al muro, proprio mentre Porrini colpisce la pallina, che finisce direttamente nell’occhio dell’attaccante.
Il colpo è tremendo, l’occhio di Negri si infossa nella cavità orbitale e ciò causa il distacco della retina al calciatore.
In quel momento, la carriera ad alti livelli di Marco Negri finisce improvvisamente, proprio mentre il ventisettenne si trova nel suo punto più alto, dove cadere fa più male.
Al rientro dopo la riabilitazione, per Marco inizia un calvario tremendo, fatto di ernie, fratture da stress, infezioni a ferite superficiali, tutti problemi che complicarono esponenzialmente il prosieguo della carriera dell’attaccante.
Dopo una breve parentesi a Vicenza e l’addio definitivo ai Rangers, Negri passa per Bologna, Cagliari e Livorno (con gli amaranto sembra anche ritrovare la vena realizzativa, ma è un episodio isolato), prima di chiudere la carriera nel 2005 a Perugia,  nel luogo dove aveva spiccato il grande salto che lo ha portato ad un passo dal Mondiale di Francia ’98.

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Dove vedere Ungheria-Italia in tv e in streaming

Pubblicato

:

Dove vedere Ungheria-Italia

DOVE VEDERE UNGHERIA-ITALIA IN TV E IN STREAMING –  Accantonata la bella vittoria di ieri sera contro l’Inghilterra, l’Italia ora deve pensare alla sfida con l’Ungheria se vuole il primo posto del girone. La vittoria nella terra magiara consentirebbe agli azzurri di partecipare alle Final Four di Nations League che si svolgeranno a giugno 2023. All’inizio di questa competizione, difficilmente ci si sarebbe immaginati vedere Italia e Ungheria combattere per il primo posto del girone, poiché comunque Inghilterra e Germania hanno rose di un certo livello. Fra l’altro Italia e Ungheria sono anche le due nazionali di questo girone che non parteciperanno ai prossimi mondiali. Quindi per entrambe, questo è l’unico obiettivo di un certo livello potenzialmente raggiungibile.

Sia azzurri che magiari vengono da due vittorie, entrambe per 1-0. La squadra di Mancini ha sconfitto a San Siro l’Inghilterra di Southgate, grazie al gol nella ripresa di Giacomo Raspadori, che sta vivendo un ottimo settembre. L’Ungheria invece ha fatto qualcosa di ancora più difficile, ovvero vincere in trasferta in Germania, precisamente alla Red Bull Arena di Lipsia. Decisivo il gol di Adam Szalai, 34enne del Basilea che ha giocato quasi tutta la sua carriera proprio in terra teutonica.

L’incontro di andata tra Italia e Ungheria si è svolto lo scorso 7 giugno al Manuzzi di Cesena, dove a vincere furono proprio gli azzurri per 2-1. Andarono in rete Nicolò Barella e Lorenzo Pellegrini, mentre il gol dei magiari fu un’autorete di Gianluca Mancini. Purtroppo per l’Italia però questa volta non potrà esserci il capitano della Roma, che ha dovuto lasciare il ritiro della nazionale qualche giorno fa a causa di un affaticamento al flessore.

DOVE VEDERE UNGHERIA-ITALIA IN TV E IN STREAMING

Ungheria-Italia si giocherà alla Puskas Arena di Budapest lunedì 26 settembre alle ore 21.00. La partita sarà trasmessa in diretta ed in esclusiva su Rai 1. Sarà possibile assistere al match anche in streaming, sulla piattaforma Rai Play.

PROBABILI FORMAZIONI

UNGHERIA (3-4-2-1): Gulacsi; Lang, Orban, Szalai; Fiola, Schafer, Nagy, Kerkez; Gazdag, Szoboszlai; Szalai.

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Bastoni, Dimarco; Barella, Jorginho, Cristante; Gnonto, Scamacca, Raspadori.

Continua a leggere

Bundesliga

Il più giovane esordiente nei top 5 campionati europei

Pubblicato

:

chi è d'andrea

IL PIÙ GIOVANE ESORDIENTE NEI TOP 5 CAMPIONATI EUROPEI – Siamo solo ad ottobre ma le principali competizioni europee (Premier League, Serie A, Ligue 1, La Liga e Bundesliga) hanno già visto debuttare molti giovani prospetti. A volte un esordio prematuro può essere una scelta societaria volta a gonfiare il prezzo del cartellino di un giocatore, in altri casi è semplicemente il segno evidente che il ragazzo, nonostante l’età, sia pronto a dire la sua nel calcio che conta. Che siano astri nascenti o semplici fuochi di paglia solo il tempo potrà dirlo: ciò che è certo, tuttavia, è che il percorso dei seguenti giocatori all’interno del gioco più bello del mondo è solo all’inizio.

Scopriamo allora insieme ogni più giovane esordiente nei campionati europei.

IL PIU’ GIOVANE ESORDIENTE IN SERIE A – LUCA D’ANDREA

Il più giovane esordiente del campionato nostrano per la stagione 22/23 è Luca D’Andrea, trequartista o esterno alto del Sassuolo. Il ragazzo, nato il 6 settembre 2004 a Napoli, debutta il 17 settembre nel tridente offensivo schierato da Dionisi contro il Torino. Luca, fantasista mancino con una forte tendenza verso la giocata “a rientrare”, solca per la prima volta un campo di Serie A all’età di 18 anni e 11 giorni.  Il match, nonostante l’assenza tra le fila dei neroverdi di Berardi (sostituito proprio da D’Andrea), vedrà il Sassuolo battere la compagine di Juric per 1-0.

IL PIU’ GIOVANE ESORDIENTE IN PREMIER LEAGUE – ETHAN NWANERI

Esordire nel campionato più visto del mondo non deve essere facile, soprattutto se lo si fa all’età di 15 anni e 5 mesi. È la storia di Ethan Nwaneri, giovane calciatore dell’Arsenal il quale ha giocato nel match di Premier League contro il Brentford vinto dai Gunners per 3-0. Il classe 2007, buttato nella mischia da Arteta, ha impressionato l’allenatore mettendosi in mostra con la rappresentativa dell’Arsenal Under 18. Il tecnico spagnolo ha allora deciso di aggregarlo alla prima squadra e, a causa di una lunga lista di infortuni, di sfruttarlo già nella stagione corrente. A soli 15 anni Ethan, oltre ad essere il più giovane calciatore a disputare un match di Premier, ha già esordito in nazionale inglese: che siano troppe le tappe bruciate? Solo il tempo potrà dirlo.

IL PIU’ GIOVANE ESORDIENTE IN BUNDESLIGA – MATHYS TEL

Il Bayern Monaco è, da sempre, una fabbrica di giovani talenti. La commistione bavarese tra campioni affermati e baby fenomeni è storicamente fonte di successo in casa dei tedeschi, i quali anche nella stagione corrente detengono il record per il giocatore più giovane ad esordire. Il nome è quello di Mathys Tel, punta centrale di nazionalità francese al debutto in Bundesliga nel match vinto dai campioni in carica di Germania per 6-1 contro il Francoforte. Mathys all’età di 17 anni e 3 mesi può già vantare una presenza in uno dei club più titolati al mondo: è senza dubbio un nome da tenere sotto d’occhio.

IL PIU’ GIOVANE ESORDIENTE IN LIGA – JOEL ROCA

Approdiamo in Spagna, dove il più giovane esordiente per la stagione 22/23 della Liga è Joel Roca, ala sinistra del Girona al debutto nel match contro il Celta Vigo perso per 1-0 dal team di Michèl. Joel, nato il 7 giugno 2005, fa il suo debutto all’età di 17 anni e 2 mesi. L’attaccante, destro di piede ma che ama giocare in posizione invertita, può vantare anche un’altra presenza con il Girona e si candida ad essere una pedina rilevante nello scacchiere dell’allenatore. 

IL PIU’ GIOVANE ESORDIENTE IN LIGUE 1 – WARREN ZAÏRE-EMERY

Come nel caso di Mathys Tel l’esordio di Warren Zaïre-Emery può vantare un valore aggiunto: quello di aver preso luogo tra le fila del Paris Saint-Germain. Il mediano francese, a soli 16 anni (è nato l’8 marzo 2006), ha assaporato i primi minuti in Ligue 1 nella partita vinta dai parigini contro il Clermont Foot per 5-0. Il 6 agosto 2022, data della suddetta gara, Warren ha materializzato uno dei suoi sogni debuttando nella massima serie francese con la maglia del club che solo all’età di 8 anni lo ha prelevato e fatto proprio. Il centrocampista è già un pilastro della nazionale giovanile dei Blues e si candida ad essere, insieme ai vari Camavinga e Tchouameni, uno dei protagonisti della prossima generazione di centrocampisti francesi. 

 

 

Continua a leggere

Alla Ricerca del Diez

Chi è Zeno Debast, il nuovo talento belga scuola Anderlecht

Pubblicato

:

CHI È ZENO DEBAST, IL NUOVO TALENTO BELGA SCUOLA ANDERLECHT, con già 21 partite con la prima squadra dei biancomalva. Zeno Debast, classe 2003, è nato e cresciuto tra le fila del club dell’omonima città e si è conquistato col tempo il suo spazio. La nazionale del Belgio ha messo nel mirino la manifestazione mondiale in Qatar nel 2022, consapevole che potrebbe essere “l’ultimo ballo” di una generazione di calciatori. Da Lukaku ad Hazard, da De Bruyne a Mertens. Tra queste colonne portanti, sbucano anche alcune nuove leve, che si propongono di ricevere l’eredità di questi campioni.

Zeno Debast potrebbe essere una di queste nuove leve. A soli 18 anni è passato dall’essere una brillante promessa ad una solida certezza del suo club. Sotto la guida di Felice Mazzù, un tecnico che ha dimostrato di saper valorizzare i giovani, può continuare a crescere e migliorare.

Roger Martinez, c.t. dei Diavoli Rossi, ha deciso di dargli fiducia, dopo l’ottimo inizio di stagione. E ieri, nella sfida di Nations League contro il Galles, Debast è sceso in campo dal 1′ nella linea a tre di difesa, completando il terzetto con Alderweireld e Vertonghen. Per lui si è trattato dell’esordio assoluto con la nazionale maggiore.

CONOSCIAMOLO MEGLIO

Zeno Debast è un solido difensore, dal fisico slanciato, rapido e agile, seppur con una muscolarità ancora da sviluppare. Con l’Anderlecht gioca nel ruolo di difensore centrale: più frequentemente braccetto di destra nella linea a tre; anche se a volte come centro-destra in una difesa a quattro. In fase difensiva garantisce buona copertura, ottime abilità in marcatura sull’uomo, garanzie sul gioco aereo ed una presenza fisica importante. Si destreggia anche in fase offensiva, dove sfrutta le sue grandi abilità per via aere, fungendo da minaccia per i portieri avversari.

Tuttavia il suo punto di forza rimane indubbiamente la sua abilità palla al piede. Difensore centrale con indole da regista e tocco educato, è un ottimo fulcro sul quale poggiarsi per imbastire la manovra e possiede grandi abilità di passaggio, sia nel lungo che nel corto. Ambidestro naturale, spesso è lui l’uomo designato ai calci piazzati, quando gioca nell’Anderlecht. Una scelta saggia, se si pensa che sui corner il club rinuncia ad un ottimo colpitore come lui. Talvolta, è stato anche utilizzato come centrocampista difensivo davanti alla difesa, con ruolo di regia.

Deve sicuramente migliorare dal punto di vista delle letture preventive e nella prestanza fisica, che non gli garantisce ancora sicurezze nei duelli spalla contro spalla o nei contrasti fisici. Ma a 18 anni, l’impressione è che sia sulla strada giusta per fare bene.

PROSPETTIVE FUTURE

L’Anderlecht, ma in generale l’intera Jupiler Pro League, è una vera e propria fucina di talenti per i maggiori campionati europei. Tra le fila dei biancomalva sono cresciuti alcuni dei più grandi calciatori belga della storia. E, negli ultimi anni, il club non disdegna neanche le giovani promesse estere, da coccolare e far crescere, arricchendosi. Basti vedere che la squadra di Mazzù in attacco ha due delle maggiori promesse classe 2002: l’italiano Sebastiano Esposito ed il portoghese Fabio Silva.

Zeno Debast potrebbe essere l’ultimo nome sulla lista dei talenti costruiti dall’accademia della squadra belga. Le prospettive, almeno in queste prime uscite in stagione da protagonista, conducono verso quella strada. L’Anderlecht vorrà, comprensibilmente, tenerlo per sè ancora per un po’. Anche perchè finora, Debast ha fatto vedere ottime prospettive e larghi margini di miglioramento, ma niente di concreto. Sembra, dunque, difficile che a fine anno possa arrivare già una sostanziosa offerta da parte di una squadra più quotata.

Tuttavia, se da qui a 18 o 24 mesi Debast dovesse confermare quanto di buono promette, trattenerlo in Belgio sarebbe difficile. Sia perchè, come detto, spesso il campionato belga funge da rampa di lancio per i giovani talenti. Sia perchè, probabilmente, sarebbe lo stesso Anderlecht a lasciarlo andar via, seppur a malincuore, incassando una lauta cifra, da reinvestire.

La duttilità tattica di Debast lo pone come un ottimo profilo per una squadra che propone un calcio cosciente e ragionato. Nei cui schemi tattici, il classe 2003 possa essere un protagonista di primo livello.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969