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Serie A e Premier League: così vicini ma così lontani

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Serie A e Premier League: così vicini ma così lontani

SERIE A E PREMIER LEAGUE : COSI VICINI MA COSI LONTANI – La Serie A e la Premier League sono due importanti e storici campionati europei.
Memorabili le grandi sfide in Champions League tra italiane e inglesi: MilanManchester United o InterChelsea sono solo due esempi di una rivalità che va avanti da decenni.
Uno scontro che però si sposta inevitabilmente anche sull’aspetto economico, in cui le compagini d’oltremanica stanno stravincendo sui nostri grandi club.

In principio le squadre italiane erano i maggiori acquirenti per ogni campione del calcio mondiale.
Il costo dei trasferimenti però ricadeva completamente a carico dei proprietari, creando un importante differenza tra fatturato e spesa di ogni club.
Ciò ha portato numerose squadre al fallimento o, nel migliore dei casi, a un importante indebolimento sotto ogni punto di vista.

L’età d’oro del calcio italiano si può quindi considerare conclusa con il triplete dell’Inter di Moratti, ultima italiana vincitrice della UEFA Champions League.
I successivi anni hanno ospitato un grande cambiamento nel calcio e nell’atteggiamento rispetto alla spesa e al bilancio.
Con l’introduzione del Fair Play Finanziario e l’ingresso di ingenti capitali esteri, il calcio è diventato sempre di più un’industria, con le preoccupazioni e le personalità che ne conseguono, richiedendo figure con alto livello di professionalità sia dal punto di vista calcistico che manageriale ed economico.

SERIE A E PREMIER LEAGUE: COSÌ VICINI MA COSÌ LONTANI

Andiamo ad analizzare ora le differenze di ricavi nei due anni di pandemia tra le top 6 inglesi e italiane:

(Fonte grafici: Calcio e Finanza)

RICAVI 2020/21 2019/20 VAR. %
Juventus 437,5 401,4 36,1 9%
Inter 356,4 301,4 55,0 18%
Milan 232,6 164,1 68,5 42%
Roma 194,8 141,2 53,5 38%
Napoli 174,5 176,4 -1,9 -1%
Atalanta 189,0 173,5 15,5 9%
TOTALE 1.584,7 1.358,0 226,7 17%

 

RICAVI 2020/21 2019/20 Var. %
Manchester City 689,6 578,9 110,7 19%
Manchester United 598,0 616,0 -18,1 -3%
Liverpool 589,8 592,8 -3,0 -1%
Chelsea 526,2 493,0 33,2 7%
Tottenham 437,9 486,9 -49,0 -10%
Arsenal 397,2 416,9 -19,7 -5%
TOTALE 3.238,7 3.184,6 54,1 2%

 

 

SERIE A PREMIER TOTALE
Ricavi 2.942,7 6.423,3 9.366
Risultato netto -1.319,0 -861,4 -2.180,4

 

È evidente in questi grafici che le top inglesi fatturano il doppio delle italiane, ciò porta ovviamente a una importante differenza nelle spese.

Esempio lampante di questa differenza sono vari acquisti fatti da squadre piccole in Inghilterra: l’Aston Villa ha speso 40 milioni per Diego Carlos, il Brentford ne ha spesi 30 per Hickey e Damsgaard, l’Everton 35 per Onana e il West Ham 35 per Aguerd.

Sono stati inoltre superati i 100 milioni di spesa in questa finestra nel 50% dei club d’oltremanica.

Infatti, in questa sessione di mercato, la lega che ha speso di più è stata ovviamente la Premier, con un record di 2,02 miliardi di euro, contro il secondo posto della Serie A, a quota 723 milioni di euro.

GLI STADI DI PROPRIETA

Gli stadi di proprietà al momento in Italia sono solo 5, di cui 4 in Serie A e 1 in B, e sono: Allianz Stadium (Juventus), Mapei Stadium (Sassuolo), Atleti Azzurri d’Italia/Gewiss Stadium (Atalanta), Dacia Arena (Udinese), Benito Stirpe (Frosinone).
Nei prossimi anni dovrebbero aggiungersi a questa lista Milan, Inter, Roma, Fiorentina, Cagliari e Bologna.

In Premier League invece 17 squadre su 20 hanno tutte una struttura di proprietà, nonostante questo la Serie A offre mediamente biglietti e offerte più vantaggiose.

Un’importante differenza è che in Italia, se non si possiede il proprio stadio, si paga ovviamente un affitto, che viene sottratto dai ricavi di biglietti e abbonamenti.

Questo crea una doppia criticità: da una parte i club italiani non guadagnano quanto le concorrenti, e dall’altra non investono in strutture e attrazioni esterne allo stadio.

POLITICA INTERNA

Tutte queste criticità descritte nei paragrafi precedenti sono frutto di una politica interna disastrosa da parte della lega italiana.

Infatti, a causa di presidenti di Lega e FIGC poco lungimiranti, e in alcuni casi, spalleggiati da certe fazioni di squadre di Serie A, si è messa davanti la sopravvivenza, e la presunta “crescita” di pochi, a discapito di un intero movimento, che ora paga un importante dazio verso le concorrenti estere, dimezzato dalla grande capacità dei dirigenti italiani, sempre più attenti alle famose plusvalenze, pane quotidiano per i bilanci societari.

DIRITTI TV

Un altro nodo importante è quello dei diritti tv, nel 2021/22 le società italiane hanno guadagnato 939 milioni, mentre le inglesi il triplo: 3 miliardi di euro.

Ciò si traduce nel fatto che il Norwich, ultima classificata nella scorsa stagione, guadagna 32 milioni in più dell’Inter (prima nei ricavi), e 39 in più del Milan campione d’Italia.

Questi soldi vengono divisi per il 50% in parti uguali tra tutti i club in entrambe le nazioni, mentre il resto è diviso in base ai risultati sportivi, con l’aggiunta in Premier del fattore strutture, con un meccanismo che va a premiare l’investimento oltre che il piazzamento in classifica.

SETTORE E STRUTTURE GIOVANILI

Nel 2014 la FA ha lanciato il programma “England DNA”, che ha come principi cardine il possesso del pallone, il recupero di esso nei tempi migliori, e la flessibilità tattica.

Soprattutto nessun calciatore di età inferiore a 18 anni di una Federazione estera può essere tesserato dai club inglesi, e solo 3 calciatori di età inferiore a 21 anni possono essere ingaggiati in una finestra di mercato.

In Italia invece ci sono pochissime limitazioni, e, a causa della elevata richiesta economica per i giovani italiani, i club preferiscono investire su giovani esteri e più pronti, magari anche a metà prezzo rispetto ai concorrenti nostrani (dal 2009-10 al 2021-22 la percentuale di italiani utilizzati in Serie A è passata dal 58% al 38%).

In Inghilterra vengono spesi 6,5 milioni in media per lo sviluppo del settore giovanile, mentre in Italia 4,6, con importanti differenze sulla fiducia posta sui ragazzi e il loro sviluppo.

LEGHE MINORI

La English Football League, soggetto che gestisce i campionati di seconda, terza e quarta divisione inglese, ha rilasciato i dati sulle presenze negli stadi.

Nella stagione 2018/19 questi tre campionati hanno raggiunto la cifra record di 18,3 milioni di spettatori, con la sola Championship (seconda lega inglese) che ne registra 11 milioni.

In Serie B invece gli spettatori non arrivano neanche ai 2 milioni e mezzo, senza menzionare Lega Pro e Serie D, stracolme di problemi di gestione sia economica che calcistica.

CONSIDERAZIONI FINALI

Il calcio italiano ha bisogno di un’importante programmazione, e soprattutto della pazienza necessaria affinché ciò avvenga, è fondamentale riscoprire ciò che ci ha portato ad essere una delle migliori nazionali del mondo: l’amore per questo bellissimo sport, che, purtroppo, in Italia, è sempre più difficile praticare, e certe volte, pure da vedere.

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Messi, proposta importante del PSG per il rinnovo

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Chi ha il contratto in scadenza nel giugno 2023

Lionel Messi è sempre un tema caldo e soprattutto in queste stagione ci saranno risvolti interessanti. Il fenomeno argentino è in scadenza di contratto con il PSG e il Barcellona sembra pronto al grande ritorno a parametro zero. Secondo quanto raccolto da El Larguero, però, i parigini sarebbe pronti a una nuova follia economica per avere ancora a propria disposizione le prestazioni del Diez.

Il PSG offrirebbe il rinnovo per un ulteriore anno sempre con un stipendio simile all’attuale intorno ai 30 milioni annui. L’argentino prende tempo prima di formalizzare il tutto e nel frattempo si concentra sull’arrivare nella miglior condizione possibile al Mondiale. La possibilità che sia la sua ultima chance di vincerlo con l’Argentina è concreta e Messi sembra che abbia anche la squadra giusta per provarci seriamente. In Nazionale il rendimento dell’ex Barcellona è stato sensazionale con altre due doppiette nelle amichevoli appena giocate.

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Pogba, accuse dall’ex agente di van de Beek

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Juve

Paul Pogba è sempre al centro dell’attenzione anche quando è fuori per infortunio. In questo caso è stato accusato da Guido Albers di alcune negligenze ai tempi del Manchester United. L’olandese è l’ex agente di Donny van de Beek, attuale centrocampista dei Red Devils. In un’intervista a Voetbal Primeur ha confessato l’episodio:

“Doveva competere contro Paul Pogba per giocare, ma il francese si è presentato in ritardo in ritiro, si è scusato e gli è stato permesso di giocare di nuovo. Invece Donny si è allenato dieci ore al giorno per otto settimane per dimostrare di essere abbastanza bravo. In Olanda, Donny ha ricevuto tutto l’apprezzamento, si è comportato bene ed è stato molto apprezzato dai tifosi. Al Manchester United non ha mai giocato. Il rapporto tra lui e il club si è davvero raffreddato molto”.

L’episodio è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha fatto decidere van de Beek nel lasciare il Manchester United. L’ex Ajax, infatti, a gennaio è passato in prestito all’Everton dove ha giocato senza brillare per sei mesi prima di tornare all’ombra dell’Old Trafford.

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Henry è apertamente contro il VAR: “Uccide la gioia del gioco”

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Thierry Henry, ex leggenda dell’Arsenal e della nazionale francese, è stato intervistato recentemente da Leaders Week sport business, un settimanale londinese.

Uno dei tanti temi trattati dall’ex attaccante anche – tra le tante – di Juventus, Barcellona, NY Red Bull, è stato il VAR. Dalle sue parole si è capito che non è un grande estimatore della nuova tecnologia in sostegno degli arbitri:

Il Var uccide la gioia del gioco, non è abbastanza veloce. Dopo aver segnato, non sai nemmeno se esultare. Esulto? Non esulto? Nel calcio siamo sempre indietro, abbiamo tanto da imparare”.

Insomma, citando un cartone animato, “il VAR si è fatto un nuovo nemico potente”.

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In Brasile è nata una nuova stella: chi è Marcos Leonardo del Santos?

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Il Brasile è sempre stata una nazione fucina di tante promesse del calcio: oggi andremo a parlare di Marcos Leonardo del Santos. Il giovane attaccante, a soli 19 anni, sta conquistando le attenzioni di tutti grazie ai suoi gol ed alle sue giocate fuori dal normale. Nonostante la stagione non da incorniciare per i bianconeri, attualmente sono noni in campionato, il ragazzo si è fatto valere grazie alle sue reti ed assistenze (9 gol e 3 assist nella Serie A brasiliana).

QUALITA’ TECNICO-TATTICHE

Marcos Leonardo sta facendo bene con il suo Santos grazie alle sue capacità nel rettangolo da gioco. Il suo ruolo preferito è quello della punta centrale che gioca molto tipo “falso nueve ma, all’occorrenza, sa muoversi bene anche a supporto di un attaccante più di peso. Come seconda punta, Marcos, sfrutta la sua velocità, con palla o no tra i piedi, e la sua grande capacità nell’attaccare gli spazi. Per due volte nella sua carriera è stato provato anche come esterno, una volta in attacco e l’altra a centrocampo, sinistro. La pericolosità offensive del ragazzo è data, oltre alla sua bravura nel comunicare con i compagni, anche dalla sua dote nello smarcarsi dall’avversario, tagliando le linee difensive, e facendosi servire libero. Nonostante non sia altissimo (174 cm di altezza) sa essere efficace anche nel gioco aereo grazie ad buona elevazione. Questa sua bravura nei colpi di testa, in questa stagione, si è potuta osservare negli ottavi di Copa Sudamericana, partita poi persa ai rigori dal suo Santos, nella quale Marcos Leonardo ha segnato al Tachira. Il suo piede favorito è quello destro, ma sa segnare anche con il suo mancino. L’unica lacuna di questo ragazzo promettente sono i troppi cartellini gialli: in questa stagione, per esempio, in campionato, ne ha ricevuti nove. Troppi per il delicato ruolo in cui gioca.

MARCOS LEONARDO, UNA VITA CON IL SANTOS

Marcos Leonardo Santos Almeida nasce a Itapetinga, comune nel centro-sud del Brasile, il 3 maggio 2003. Come tutti i ragazzini, Marcos, si divertiva giocando a pallone e, all’età di undici anni, entra nelle giovanili del Santos. Con i Meninos da Vila si fa tutta la trafila delle giovanili. Il 23 ottobre 2019 ha firmato il suo primo contratto professionistico con il club bianconero. Da notare che nel suo contratto il club e lui hanno inserito una clausola rescissoria dal valore di 100 milioni di euro. Nel luglio 2020 è stato promosso in prima squadra all’età di 16 anni. In questa stagione, la prima da titolare indiscusso, in 47 partite disputate, ha segnato 17 volte e fornito 5 assist. In complessivo, invece, ha segnato 30 gol e fornito 6 assist, in 11o partite, con la maglia dei Leão do Mar.

 

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