Sette giornate sono passate e alla seconda pausa per le nazionali è tempo di fare un punto sulla nostra Serie A. Naturalmente questi primi turni non possono bastare per dare una valutazione completa di tutte le squadre ma proveremo comunque a capire cosa potremo aspettarci in futuro. Dalla lotta scudetto alla zona salvezza, sono tante le sorprese ma troviamo anche qualche certezza. Tra polemiche extra campo e difficoltà legate al Covid, non resta che addentrarci nelle vicissitudini legate strettamente all’amato mondo del pallone.

SCALATA DEL MONTE

Il tempo e gli agenti atmosferici sono in grado di modellare ed erodere anche le vette più impervie. Dopo nove anni di dominio incontrastato della Juventus, quest’anno più che mai è viva la sensazione che la cima della Serie A possa essere più raggiungibile per tutte. Insomma, al tavolo dello scudetto si è aggiunto qualche posto in più e diverse squadre sembrano interessate a portar via il piatto più prelibato.

Come mai questa inversione di tendenza? Naturalmente è fisiologico che la squadra detentrice di nove titoli consecutivi incappi nella classica stagione da “pancia piena”. La Juventus quest’estate ha cambiato tanti tasselli e ha ringiovanito notevolmente il roster, aprendo un nuovo cantiere. Attenzione però, l’inizio di nuovo progetto non deve essere inteso come un’abdicazione. Agnelli infatti crede che Pirlo, dopo un avvio di sperimentazione, possa fin da subito trovare la chiave per realizzare un calcio più moderno. Il tutto, ovviamente, senza snaturare il motto “vincere è l’unica cosa che conta”.

(Fonte immagine: profilo Instagram @andreapirlo21)

In quest’ottica bisogna leggere l’avvio di stagione dei campioni d’Italia. Tenendo conto anche delle gravi assenze, dapprima Pirlo ha assemblato i pezzi e ora tenta di oliare i meccanismi. A Roma, nonostante i due punti sfuggiti all’ultimo, si è vista la sua prima vera Juventus. L’impressione è che la Zebra possa trasformarsi in un ostico camaleonte, capace di adeguarsi alle caratteristiche tecnico-tattiche delle avversarie. Nei match di cartello dovremo quindi aspettarci una Juventus più allegriana, rintanata dietro la linea del pallone ma pronta a mordere in contropiede. Al contrario, nelle gare in cui la palla sarà inevitabilmente tra i piedi bianconeri, Bonucci avrà il compito di dirigere la manovra dal basso, così da alzare il baricentro e ottenere il dominio totale del gioco.

CREDIBILITÀ

Se l’incertezza regna sovrana in casa bianconera, non è tutto rose e fiori nemmeno all’Inter. Eppure i pronostici sembravano totalmente a favore della squadra di Conte. I nerazzurri avevano terminato in volata la scorsa stagione, raggiungendo la finale di Europa League e riducendo il gap con la Juventus ad un solo punto. In queste prime sette giornate però, il club milanese ha mostrato mille volti, alcuni per nulla rassicuranti. Fin dalle prime giornate è venuta a mancare una delle certezze delle squadre di Conte, quella solidità difensiva che quasi sempre in Italia fa rima con scudetto.

Le attenuanti non mancano di certo, con il Covid e gli infortuni che hanno privato di molti pezzi la retroguardia interista. Contro l’Atalanta si è vista la difesa che presumibilmente giocherà di più in stagione (Skriniar-De Vrij-Bastoni) e il cambio di registro si è verificato subito, con un solo goal incassato e pochissime occasioni concesse. La squadra però sembra mancare di continuità, non tanto nelle prestazioni quanto nella fame di ottenere le vittorie. Nelle prime dieci gare di questa stagione, sono arrivati soltanto tre successi (tutti in Serie A) e un gruppo che vuole e può ambire al primo posto deve certamente sfruttare meglio occasioni. Ad oggi l’Inter dimostra di poter mantenere il controllo delle gare ma allo stesso tempo ha il timore di poterlo perdere in pochi attimi, a causa di disattenzioni e poca lucidità sotto porta, campanelli d’allarme da non sottovalutare.

SORPRESE

La vera novità di quest’anno sono le outsider, più agguerrite che mai. La sensazione predominante è che le avversarie abbiano colto la reale possibilità di diventare serie pretendenti al trono e non hanno intenzione di farsi sfuggire il treno. In passato, Napoli e Roma hanno avuto grosse chance di stare al vertice ma la differenza è che in questa stagione assistiamo ad un livellamento della qualità delle rose. Lo testimonia, ad esempio, il match tra Napoli e Sassuolo, con i neroverdi privati di Caputo, Berardi e Djuricic ma comunque in grado di battere gli azzurri al San Paolo, una delle squadre più attrezzate di questo campionato.

Il Milan è la vera mina vagante del torneo e nonostante il triplo impegno nei preliminari di Europa League, ha trovato un rendimento di altissimo livello in Serie A. La squadra di Pioli ha dato una risposta importantissima nell’ultimo turno di campionato, giunto dopo la pesante sconfitta con il Lille, e cominciato con un rocambolesco 2 a 0 per il Verona. Ibrahimovic è un trascinatore ma i giovani che lo seguono si sono responsabilizzati, come dimostra la rimonta ai gialloblù nonostante una serata storta dello svedese. La rosa necessita di rinforzi ma la forza d’animo di questo gruppo sta colmando anche le lacune più evidenti. Se la parola scudetto resta un tabù, quel che è certo è che i rossoneri saranno un osso duro per tutte le squadre fino a fine stagione.

Sull’onda della passata stagione, Roma, Atalanta, Napoli e Lazio sono pronte a prendersi il palcoscenico. Gli azzurri possono affidarsi ad una rosa di ampio respiro ma che troppo spesso cade in blackout inaspettati, i giallorossi sorprendono per la costanza ritrovata. Fonseca ha messo a punto la sua creatura, di una qualità quasi irraggiungibile in avanti e molto meno fragile dietro. L’avvio della banda di Gasperini resta in linea con le ultime straordinarie stagioni e probabilmente nei prossimi mesi la condizione atletica migliorerà di qualche grado. In questo mare di competitività, naufragare è più che dolce.

TRISTI E SCONTENTI

Qualche parole è doveroso spenderla anche per le squadre meno in vista. Con grande stupore si può sottolineare il penultimo posto occupato dall’Udinese. I friulani hanno dimostrato in quasi tutte le gare di essere una formazione rognosa ma anche colma di talenti, con Deulofeu, Pereyra, De Paul e Okaka a comporre un reparto veramente competitivo. Senza ombra di dubbio la squadra di Gotti uscirà dalle sabbie mobili e probabilmente a fine stagione lotterà per una posizione nella colonna di sinistra della classifica.

Discorso diverso invece per il Torino. Giampaolo è un allenatore da aspettare ma in questo momento i granata emanano poche vibrazioni positive. In attacco non si assiste ad una vera e propria idea di calcio ma anzi, le uniche note positive sembrano risuonare solo grazie al momento ispirato della coppia Belotti-Lukic. Lo stesso allenatore non è stato in grado di assumersi, soprattutto nei momenti più bui, le proprie responsabilità. Lo scetticismo attorno a questo progetto resta forte e grava sulle spalle dei giocatori.

Per le altre squadre serviranno ancora diverse giornate per cogliere qualche spunto in più. In ogni caso Benevento e Spezia sembrano due neopromosse interessanti, al contrario del Crotone che ha ancora tanto su cui lavorare. Questa Serie A promette grande spettacolo ad ogni sua latitudine e con la speranza è che il Covid non spazzi via quanto di buono costruito sin qui. Non resta che attendere ogni nuovissimo sviluppo che senza dubbio ci appassionerà fino alla fine.