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Giovani o usato garantito? In Serie A la media età tra le più alte d’Europa

L’età media della Serie A è tra le più alte nei maggiori cinque campionati europei.
Con 27.3 anni di media il nostro campionato si pone alle spalle della Liga, 27.8, e sorpassa la Bundesliga. Il campionato tedesco, che negli ultimi anni si è dimostrato un palcoscenico importante per lo sviluppo di giovani talenti, ha un’età media di 25.6 anni, la più bassa d’Europa (dati Transfermarkt). I vari Haaland, Sancho, Thuram o Davies sono solo alcuni dei talenti in mostra nel campionato teutonico, destinati probabilmente a strappare alti ingaggi altrove.

 

E’ UN PAESE PER VECCHI

In Italia invece il talento latita. Un dato di fatto risaputo da anni, ed i soliti discorsi già sentiti sull’importanza dei settori giovanili non sembrano fare presa sulle mentalità delle squadre italiane. La pressione del nostro campionato spinge spesso le società a puntare su giocatori maturi e con le spalle larghe, gente che possa essere subito decisiva. Anche se gli anni di carriera rimasti sono pochi. Negli ultimi anni sia squadre blasonate che provinciali hanno fatto affidamento su giocatori avanti con gli anni in cerca di usato garantito. Ma chi sono i “vecchietti” che fanno alzare l’età media della Serie A? E soprattutto qual è il loro impatto sul rettangolo verde?

Ibra e Cr7, due grandi “anziani” della Serie A, da loschema.it

 

BUFFON, L’AMULETO DELLA JUVE

Quando si parla di giocatori con tanta esperienza è impossibile non menzionare Gigi Buffon.
Il portiere campione del mondo ha annunciato che a fine stagione lascerà la Juventus ma, nonostante i 43 anni, non ha detto se si ritirerà definitivamente o cercherà un’altra avventura. Nonostante la stagione dei bianconeri abbia avuto più ombre che luci, Pirlo può essere soddisfatto del suo ex compagno di squadra.

Quando è stato chiamato in causa, Gigi ha risposto sempre presente. Con Buffon in campo la Juventus non ha mai perso, e in 13 partite giocate il portiere ha subito solo 8 gol, mantenendo la porta inviolata in ben 6 incontri. Il rigore parato a Berardi la scorsa settimana è un’istantanea da incorniciare, e permette all’estremo difensore di diventare il portiere più anziano a parare un rigore in Serie A, superando Marco Ballotta.

 

A LEZIONE DA IBRA

Altro nome da copertina quando si parla di giocatori esperti è quello di Zlatan Ibrahimovic.
Lo svedese avrà pure 39 anni ed un fisico che inizia a scricchiolare, ciononostante riesce ad essere decisivo per il Milan. Malgrado i numerosi infortuni, che lo hanno martoriato in questa stagione, lo svedese è stato parte attiva nel 23% dei gol dei rossoneri in campionato, contribuendo con 15 reti e 2 assist in 19 partite.

L’impatto dell’attaccante sul Milan era stato importante anche la scorsa stagione.
Arrivato a gennaio a parametro zero dal Los Angeles Galaxy, Ibra ha dato una svolta a tutto l’ambiente Milan, dentro e fuori dal campo. Il suo carattere è spesso fuori dalle righe e certe dichiarazioni sono diventate un po’ stucchevoli, ma un giocatore del suo calibro si sta rivelando cruciale per fare da chioccia ai compagni più giovani. Ibrahimovic non è dunque solo chiacchiere e distintivo, e una personalità forte come la sua è necessaria nella squadra con l’età media più bassa in Serie A (24.3 anni).

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Come detto non sono solo le squadre di prima fascia a fare affidamento sull’usato garantito.
Anche le compagini più modeste si affidano a giocatori con tanta esperienza per raggiungere la salvezza o un tranquillo piazzamento in classifica. Tra queste vi sono certamente Fiorentina, rappresentata dalla figura di Franck Ribery, e il Parma, che invece si è affidato all’esperienza di Bruno Alves.

 

RIBERY: LE SFIDE NON SONO MAI ABBASTANZA

Tra i giocatori con il palmares più ricco di tutta la Serie A c’è Franck Ribery. Il 38enne francese ha vinto letteralmente tutto. 6 Coppe di Germania, 6 Bundesliga e una Champions League sono trofei che parlano da soli e che lo hanno consacrato come uno dei giocatori più importanti dello scorso decennio.

I numerosi titoli non hanno spento la fame di sfide di Franck, che nell’estate del 2019 termina il suo contratto con il Bayern Monaco e si accasa alla Fiorentina. Gli infortuni e le squalifiche non ci hanno fatto ammirare il giocatore visto in Germania, ma nonostante questo i lampi di genio del francese non sono mancati, ed i suoi sprazzi di talento hanno fatto gioire i tifosi fiorentini in più occasioni.

 

GOL E LEADERSHIP: IL PARMA DI BRUNO ALVES

Altro nome importante è quello di Bruno Alves, difensore portoghese acquistato dal Parma nell’estate del 2018 e subito indicato come leader della squadra. Alves, campione d’Europa con il Portogallo nel 2016, ha aiutato i Ducali a raggiungere due salvezze di fila mettendo a segno anche un paio di gol.

L’ultima di queste reti, segnata contro il Sassuolo, rende il portoghese il quarto difensore più vecchio ad andare a segno in Serie A (39 anni e 5 mesi). Nonostante la sua leadership, Bruno Alves quest’anno non ha potuto evitare un disastroso ultimo posto. Con il Parma in B il portoghese potrebbe lasciare la squadra per accasarsi al Lecce, e, in caso di promozione, i Salentini avrebbero bisogno di un giocatore come lui.

Bruno Alves, da VirgilioSport.it

 

VECCHIETTI O GIOVANI PROMESSE?

Questi sono solo alcuni dei giocatori esperti che militano nel nostro campionato, ma a fare affidamento sui “vecchietti” sono in tanti.
I vari Palacio, Quagliarella, Godin o Pandev si avviano per i quaranta, ma con la loro esperienza riescono spesso a rubare il posto a giocatori più giovani e alle prime armi.
L’età media in Serie A è alta, ma siamo poi così sicuro che puntare sui giovani sia così conveniente come viene spesso sbandierato? L’usato garantito garantisce soluzioni affidabili a squadre che hanno bisogno di punti e aspettare la crescita e lo svezzamento di una giovane promessa richiede tempistiche che non tutti possono permettersi.

(fonte immagine in evidenza: Eurosport.it)

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