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La corsa all’Europa League tra incertezze e sorprese

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Serie A

SUSPENCE RITROVATA

In questo caldo ottobre che avvolge l’Italia rimandando cappotti e cambi di stagione, la temperatura sale anche sui rettangoli verdi del Belpaese, che dopo una manciata di stagioni ritrova il gusto della lotta e dell’indecisione fin dalle prime battute. Tutto molto avvincente e spettacolare con gol inaspettati e squadre che dopo alcune giornate si pensavano fossero più indietro del previsto  e ora invece fanno capolino sulle prime vette della grande montagna che è la Serie A. In primis Bologna e Sampdoria, che con cinismo e intelligenza stanno compiendo un bel percorso verso una zona, quella europea che porta all’Europa League, che tanto per i secondi quanto (soprattutto) per i primi è un ambiente inaspettato. Eppure la suspence che come in una serie tv tiene gli italiani attaccati allo schermo è il fattore marketing di questo campionato, l’elemento che permette quest’intreccio fatto di tattica, provincia, cuori forti e sorprese. La penosa sessione d’ottobre del Milan di Montella ha momentaneamente cancellato i rossoneri dagli iniziali sogni di gloria di poter ambire fin da subito a dei traguardi concreti, e per ora, l’unica cosa che i rossoneri possono vedere sono i rimpianti dei punti malamente persi. I veri protagonisti di questo romanzo d’avventura sono le squadre del ceto medio o medio-basso, quei club guidati da allenatori intelligenti e vissuti che sanno come costruire un progetto e leggere le situazioni in partita. Un campionato finalmente competitivo e moderno che tuttavia non può fare a meno dei club storici e romantici che ne riempiono il tabellone. Il Napoli, il Bologna, il Torino, il Genoa, l’Hellas Verona tutti insieme: sembra di essere tornati agli anni 80. E proprio grazie ad alcune diqueste squadre la competitività del campionato si è alzata, il ceto medio della Serie A ha subito degli sviluppi che hanno sostanziato un input/output di club nelle fasce “sociali” del torneo.

TORINO

Chi invece potrebbe fare molto di più ma non riesce a tirare fuori entrambi in piedi dal fango è il Torino del polemico Mihajlovic, più attento agli spalti che al campo e che con un presidente ambizioso sta sì in lotta per un posto europeo ma ancora, soprattutto con quell’organico, è spesso in difficoltà. Il recente pareggio a Crotone certifica lo stagnamento dei granata in un limbo poco onorevole, una serie di pareggi contro squadre che dovrebbero servire invece a fare punti in classifica. Il Torino sta parecchio soffrendo l’assenza di Belotti, ma le risorse di offerte a Miha da Cairo in estate avrebbero dovuto ovviare alla sua ipotetica assenza. Il Toro segna e scende in campo per fare la partita, ma vuoi per episodi sfortunati o per alcune disattenzioni, la vittoria è più un tabù che una certezza. Il Torino non perde ma se è per questo ha poco feeling anche con i tre punti, e per chi vuole innalzare la propria asticella ci sono partite da vincere ad ogni costo e la X non è più un risultato accettabile: Mihajlovic questo lo sa ma al contempo non può che far credito per le occasioni sperate e i gol evitabili che hanno invece punito i suoi. In ogni caso i granata hanno buone chance di qualificarsi per un posto in Europa League e gli importanti arrivi estivi (Sirigu, N’Koulou, Niang) certificano la profonda e convinta importanza che Cairo vuole dare al progetto.

FIORENTINA

A livello di risultati, la Fiorentina è una squadra cardiopatica con molti e alti e bassi, durante la partita ma anche nel lungo tragitto, perché su otto partite quattro sconfitte, tre vittorie e un pareggio sono il bilancio di chi le idee chiare proprio non le ha. L’ottimizzazione di un inaspettato Thereau sta proliferando bene, eppure il tasso tecnico dei Viola con Simeone, Chiesa, Pezzella e Veretout sta disattendendo le aspettative che volevano la squadra di Pioli almeno nelle prime otto posizioni. Cambiare (tanto) non è mai facile ma adagiarsi su questo non è un buon motivo per non fare risultato: la vittoria con l’Udinese è importante e certifica come in casa la Fiorentina faccia meno fatica, ma i campionati, si sa, si vincono soprattutto in trasferta. Tuttavia la Viola ha le risorse per poter ambire all’Europa e dopo un anno di assenza il Franchi reclama un giusto ritorno a giocare sotto i fari infrasettimanali, sia per una questione di prestigio del club che di storia della maglia.

BOLOGNA

Il Bologna di Donadoni senza troppi fronzoli va a fare una discreta partita tutte le domeniche e dalla sconfitta di Firenze del 16 settembre i rossoblù non perdono un match. Le due sconfitte consecutive contro Pioli (2-1) e Sarri (0-3) hanno inaugurato un periodo inaspettatamente felice per Donadoni, uno dei tecnici più rispettati nonchè educati di tutto il campionato. Due vittorie e due pareggi (Inter inclusa) per il Bologna che con pochi gol ma tanta, tanta sostanza si sta mettendo da parte punti preziosi per quando avverà il calo fisico e le strisce negative potrebbero essere pericolose. Se i titolari hanno dei buoni spunti tecnici che rispondo all’esperienza del Trenza Palacio, la voglia di riscatto di Destro, l’infaticabilità di Donsah e la fisicità della difesa, le riserve sono tuttavia il vero cruccio della squadra. I ricambi di Donadoni, che trovato in Poli un nuovo soldato da prima linea, non sono sempre all’altezza e sul lungo questa cosa potrebbe influire: tuttavia carta canta e su otto giornate sono otto le reti segnate, di cui la maggior parte nel primo tempo o come prima marcatura della partita. Attualmente la zona retrocessione è molto lontana e l’obbiettivo potrebbe essere quello di elevarsi a potenza media del campionato e fissare i paletti sulla parte sinistra della classifica. Arrivare in Europa è estremamente difficile per il Bologna con i mezzi attuali, ma ad oggi innalzare il livello delle prestazioni in campo e aumentare il proprio interesse tecnico per il futuro potrebbe essere la vera ambizione per i rossoblu.

SAMPDORIA

Le stesse ambizioni che con un anno di anticipo aveva certificato la scorsa annata la Sampdoria, che sempre con Giampaolo sta piano piano diventando una squadra sempre più temibile e con un’incredibile voglia di stupire. Il tasso tecnico è definitivamente notificato come importante e seppur non ci siano nomi di blasone come a Torino o Firenze, con la giusta scelta di giocatori Osti ha costruito un organico con i mezzi idonei per provare l’arrembaggio all’Europa League.  La formazione di Giampaolo è un serbatoio di giovani prosperosi e calcisticamente molto attraenti, come il trio Linetty-Torreira-Praet, a cui si aggiungono l’esperienza di Quagliarella e Silvestre e la forza bruta del neo convocato in Nazionale Duvan Zapata, flagello delle difese avversarie. Insieme al Torino, per il valore della rosa, la Sampdoria può iscriversi all’albo delle pretendenti alla zona europea e può scendere in campo a giocarsela a viso aperto contro le grandi squadre, che vista l’alata preparazione di Giampaolo, hanno iniziato già a temere i blucerchiati.

https://www.youtube.com/watch?v=kGR5JNFrag8

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I commenti social del Mondiale: giorno 11

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Punto d’informazione, di impressioni e passioni condivise, i social network oggi più che mai raccontano le emozioni dei tifosi. Numero Diez vi presenta la rassegna dedicata ai più importanti messaggi della giornata di ieri.

 

 

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Calcio Internazionale

Le partite del giorno – Giovedì, 1 dicembre 2022

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partite del giorno

Il calcio, si sa, non si ferma mai: ogni giorno, da ogni angolo del pianeta, giocatori di tutto il mondo sono pronti, con le proprie giocate sul rettangolo verde, a regalare emozioni ai tifosi. Numero Diez vi presenta quindi le principali gare che ci attendono nella giornata di oggi.

MONDIALI QATAR 2022

Ore 16:00 Croazia-Belgio (RAI 1)

Ore 16:00 Canada-Marocco (RAI SPORT + HD)

Ore 20:00 Giappone-Spagna (RAI 1)

Ore 20:00 Costa Rica-Germania (RAI SPORT + HD)

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Flash News

L’agente di Igor sul futuro: “A Firenze è felice ma non si può mai sapere”

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Fiorentina Igor

Igor, difensore brasiliano fedelissimo di Vincenzo Italiano, sta entrando nel periodo della sua maturità calcistica. Nella giornata odierna, Marcelo Mascagni, agente del difensore della Fiorentina, ha parlato a Spaceviola. Di seguito le parole dell’intervista.

Sullo stato emotivo del giocatore: “Igor è molto felice a Firenze. Rispetto alla SPAL, quella della Fiorentina è una maglia più pesante. Lui si sente a casa.”

Su un possibile interessamento della Juventus: “Sono onesto, non c’è niente. Nessuno della Juventus ha parlato con noi. Lo leggo in giro, ma non c’è niente di vero. Lui è felice a Firenze, ma nel calcio non si può mai sapere”.

Sul sogno della nazionale brasiliana: “È sempre un sogno. Per lui l’idea è quella di trovare spazio per essere nel gruppo del Brasile“.

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Calcio Internazionale

Il Messico saluta i Mondiali dopo i gironi: non accadeva dal 1978

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Messico

Negli ultimi decenni si era diffusa la convinzione che la Nazionale del Messico fosse perseguitata dalla cosiddetta “maldiciòn del quinto partido“, ossia “la maledizione della quinta partita”, che, ai Mondiali, coincide con i quarti di finale, e che il Tricolor non raggiunge dal lontano 1986.

Dopo la mancata qualificazione a Italia ’90, dunque, ebbe inizio per il Messico una lunga serie di eliminazioni agli ottavi di finale, protrattesi per ben 7 edizioni del torneo: la serie è partita da Usa ’94 ed è terminata a Russia 2018. La vittoria di stasera contro l’Arabia Saudita, la prima per la squadra del Tata MartinoQatar 2022, non ha tuttavia evitato la precoce eliminazione ai gironi di Ochoa e compagni. Nonostante avessero gli stessi punti della Polonia, i messicani non hanno potuto prolungare la propria avventura in Qatar in virtù della differenza reti inferiore a quella dei biancorosssi.

Se consideriamo che ai Mondiali del 1982 il Messico non si è qualificato, l’ultima eliminazione in cui gli Aztecas non hanno superato i gironi di un Mondiale risaliva a più di quarant’anni or sono: parliamo dei Mondiali del 1978 in Argentina.

 

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