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Serie A, i migliori 5 gol del mese di settembre 2021

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Fantacalcio

È stato un mese forse breve, ma comunque intenso. Perché in fondo si sono disputate solamente quattro giornate, ma abbiamo assistito a partite rocambolesche e ricchi di gol da colmare comunque il paniere degli appassionati.

Tra l’altro, il mese era cominciato con il ritorno della Nazionale, alle sue prime uscite con il nuovo badge di Campioni d’Europa. Tra dubbi e indecisioni, come al solito qualsiasi tifoso non vedeva l’ora che la sua squadra tornasse in campo. Forse non proprio tutti (chiedere per esempio ai tifosi della Juventus). Le altre sorelle, però, viaggiano a vele spiegate sulle ali dell’entusiasmo, contribuendo attivamente al numero di reti segnate da tutte le squadre.

Il conto stavolta è di ben 128 reti, di certo non un numero esiguo se si pensa ai pochi minuti disputati. In mezzo a queste, ce n’è sicuramente qualcuna di pregevole fattura, che merita più di altre di entrare in questa speciale classifica. O almeno, questo secondo un personale punto di vista, secondo gli occhi di chi ha osservato i gol rimanendo impressionato dal gesto tecnico e dalla fantasia degli autori.

È ovvio che ogni appassionato di calcio avrà la sua opinione, una sua classifica personale, ma come si dice di solito: de gustibus non disputandum est

 

5°: DAVID OKEREKE (2-0 vs EMPOLI)

Partiamo dalla rete del nigeriano, che raddoppia il punteggio dopo l’iniziale vantaggio del compagno Thomas Henry. Entrato nel secondo tempo, David Okereke ha impiegato meno di un quarto d’ora per riuscire a timbrare il cartellino. Una marcatura pregevole, che non ha ottenuto il clamore che si meritava.

Con la sua azione, infatti, Okereke porta il suo Venezia in doppio vantaggio sull’Empoli, in uno scontro salvezza di fondamentale importanza. Per questo il gol assume ancora più valore, già alto grazie alla pregevolezza delle movenze ed alla finezza del tocco di palla.

Quasi un classico coast-to-coast, se non fosse per il fatto che il (non ancora) ex Club Brugge parte “solamente” dalla sua trequarti. Con uno scatto brucia il primo marcatore e si invola in un corridoio apertosi centralmente. Con un paio di semplici sterzate, poi, elude altri due avversari, facendo sembrare quasi tutto semplice come il cambio di una gomma. Giunto al limite dell’area, la parte più complicata. Un diagonale calibrato al millimetro che si insacca all’angolino alla destra di Vicario.

Un gol che ricorda (con le dovute differenze) uno segnato da George Weah contro il Verona ormai 25 anni fa. Gioco diverso, calciatore diverso e squadre diverse. L’unica cosa in comune è la bellezza, l’inventiva e la fantasia che contraddistinguono questo gol, che avrebbe di certo meritato una posizione più alta del quinto posto. Purtroppo, c’è chi ha fatto meglio, e in questi casi non si può far altro che alzare le mani.

 

4°: JOAO PEDRO (1-1, vs LAZIO)

Esattamente l’opposto del caso precedente. Stavolta si premia l’azione di squadra, fatta di movimenti coordinati e scambi precisi.

A portarne il merito è Joao Pedro, caposaldo di un Cagliari sempre più alla deriva. Da anni regala magie nel capoluogo sardo, a una tifoseria che non ammirava un simile talento dai tempi di Mauro Esposito e David Suazo. E chi se non lui poteva risolvere i problemi della sua squadra, sotto per 1-0 contro la Lazio di Maurizio Sarri?

L’azione, infatti, parte (guarda caso) da lui, che sulla trequarti riceve palla, aspetta un sostegno e scarica su Razvan Marin. Questo è l’esatto momento in cui si decide l’esito di tutto, in cui una scelta errata significherebbe contropiede avversario. Il calciatore rumeno aveva numerosissime possibilità: dal tiro in porta all’appoggio sull’accorrente Zappa, sicuramente con più campo a disposizione. Lui, invece, vede Joao Pedro tra le linee, e per raggiungerlo alza un bellissimo pallone a parabola che raggiunge il brasiliano libero al centro dell’area.

Qui subentra di nuovo il capitano, che decide a sua volta di prendere la via più difficile: forse il classico binomio stop-tiro sarebbe stato più semplice, ma il genio è anche questo. Joao Pedro vede Reina compiere due passi verso di lui, e non esita a colpire quel pallone di testa, scavalcando il portiere spagnolo con una parabola tanto splendida quanto beffarda che gli vale il quarto gol in campionato.

Le mani nei capelli di Marin forse manifestano la paura dell’errore, ma certamente indicano la genialità del gesto tecnico che giustifica la presenza del gol del diez rossoblu in questa classifica.

 

3°: DAVIDE FARAONI (3-2 vs ROMA)

Sul gradino più basso del podio, invece, sale la spettacolare rete dell’italiano, con cui il Verona riesce a trovare un’importante vittoria contro la Roma, ancor di più perché all’esordio con mister Tudor in panchina. I gialloblu, infatti, venivano da un momento di forma a dir poco pessimo, mentre i capitolini viaggiavano sulle ali dell’entusiasmo dopo le tre vittorie iniziali.

Nessun altro poteva ergersi a trascinatore se non lui, Davide Faraoni, da anni nel veronese con la fascia al braccio. Segnare una rete simile immediatamente dopo il pareggio giallorosso vuol dire tanto: significa certificare la propria presenza in campo, ribadire che gli scaligeri non muoiono mai, non importa la gravità delle ferite.

Una marcatura tanto importante quanto di pregevole fattura. Dalla destra, Simeone rientra verso il centro e con l’esterno trova Faraoni al limite dell’area. Il classe ’91 stoppa, alza il pallone e lo scarica il pallone sotto l’incrocio dei pali, dove Rui Patricio non può arrivare. Come detto in telecronaca, un super gol per una super partita.

In pochi possono vantarsi di essersi inventati una rete migliore, ma purtroppo per il capitano del Verona qualcuno c’è. E lui potrebbe addirittura averlo visto agire in diretta

 

2°: RUSLAN MALINOVSKYI (1-1 vs INTER)

Prima però ci fermiamo a Milano, più precisamente a San Siro.

Sotto per 1-0, infatti, Ruslan Malinovskyi pareggia la partita con una giocata da vero genio. In realtà, qualcuno potrebbe pensare che al posto suo avrebbe potuto esserci qualcun altro (da Dzeko a Ricci, passando per Stulac, Koulibaly, Bourabia e Dybala, per citarne alcuni), ma la sua conclusione è cosi perfetta che risultava a dir poco impossibile escluderla. Per questo, si potrebbe dire che con questa posizione di classifica premiamo tutti i gol nati da conclusioni da fuori durante questo mese. Uno per tutti, tutti per uno.

Anche perché il colpo dalla distanza è una peculiarità dell’ucraino, che già più volte in carriera ha abituato a perle dello stesso tipo. Motivo per cui anche stavolta non si è fatto pregare, tantomeno con tutto quello spazio libero a disposizione.

Tipica azione dell’Atalanta di Gasperini, sviluppata velocemente e tutta in verticale. Da un anticipo di Palomino su Lautaro Martinez, infatti, la palla arriva tra i piedi di Duvan Zapata, che tenta un colpo di tacco per servire Pessina sulla destra. Il rimpallo su De Vrij serve invece sulla trequarti Malinovskyi, che avrebbe tutto il tempo per stoppare e ragionare. In realtà non ci sono dubbi su cosa fare. Infatti, senza esitazione alcuna l’ucraino si coordina e colpisce il pallone con l’esterno collo, disegnando una traiettoria a giro imprendibile per Samir Handanović.

Una parabola davvero spettacolare, simile ad altre che hanno segnato la storia di questo sport, e degna dei migliori complimenti. Eppure, non è valsa il primo posto, per il semplice fatto che qualcun altro ha fatto meglio.

Come si suol dire, ubi maior minor cessat.

1°: LORENZO PELLEGRINI (0-1, vs VERONA)

Da un capitano all’altro.

Torniamo infatti a Verona, teatro, come detto in precedenza, di uno spettacolo pirotecnico. Se la rete di Faraoni riporta avanti i gialloblu e mette in ghiaccio il risultato, ad aprire le danze ci aveva pensato Lorenzo Pellegrini, con un colpo di genio eccezionale e decisamente sorprendente.

Ci troviamo nel primo tempo, sempre più vicini all’intervallo e con un risultato piuttosto bloccato. Una situazione, quindi, risolvibile solo grazie a una giocata individuale, al così detto “colpo del campione”. E il 7 giallorosso è arrivato a tirar fuori il coniglio dal cilindro.

Il ragazzo romano scarica sulla destra e si butta in mezzo. Il cross di Karsdorp, anche piuttosto impreciso, rimbalza a centro area, dove sopraggiunge lo stesso Pellegrini. Nonostante il disturbo di Günter, l’ex Sassuolo riesce a spizzare il pallone con il tacco in modo da farlo passare tra le gambe del difensore tedesco e prendere in controtempo Montipò. Un ottimo modo per marcare il terzo gol in campionato, soprattutto con la fascia di capitano al braccio e le aspettative di un’intera tifoseria.

L’inizio di stagione, infatti, è stato da top player assoluto, rivitalizzato dalla fiducia di Josè Mourinho. In questo momento è lui ad essere al centro del progetto della dirigenza, come testimonia anche il rinnovo in via di definizione. Di certo dopo questa perla, qualunque squadra si sarebbe mossa in fretta e furia.

Un gesto talmente speciale e unico, infatti, non poteva passare inosservato a nessuno, tra addetti ai lavori e appassionati. Anche perché non capita spesso di assistere a prodezze del genere, per cui fin dall’istante successivo alla rete, la prima posizione di questa classifica portava già il nome di Lorenzo Pellegrini inciso con l’inchiostro permanente

Fonte immagine di copertina: diritto Google creative commons

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Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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