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Serie A review: cos'è successo nel turno infrasettimanale

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Serie A review: cos’è successo nel turno infrasettimanale

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In un’intensa tre giorni di calcio inaugurata da Parma e Verona alle 19 di martedì e conclusa da Milan e Spal nella serata di ieri si è consumato il decimo turno del calendario di Serie A. A poco più di due mesi dall’inizio della stagione la classifica comincia a perdere quella componente aleatoria tipica delle prime giornate, lasciando il posto a delle gerarchie sempre più salde e veritiere. Riavvolgendo il nastro dal Tardini di Parma cerchiamo di riassumere tutto quello che è successo.

UN MARTEDÌ DI CONFERME

Conferma, seppur con differente accezione, può essere la parola chiave dei due anticipi del martedì. In prima serata il Verona di Juric ha confermato di essere una squadra quadrata, solida e con un’idea di gioca introiettata al meglio da tutti i componenti della rosa. La vittoria di misura ottenuta sul campo di un Parma spuntato ma fresco di risultato positivo a San Siro è un risultato altisonante. La perla di Darko Lazovic (pretoriano di Juric al primo gol stagionale) è il contorno di una gara disputata magistralmente, comandata dal terzetto difensivo Rrhamani-Kumbulla-Gunter che adesso pronunciamo come se fosse una filastrocca ma che poche settimane fa giudicavamo con eccessivo scetticismo. Da loro tre parte e si articola un sistema difensivo che ad oggi è il migliore in Italia, con solo 8 gol subiti.

Ad un centinaio di chilometri di distanza sono scese in campo Brescia e Inter, due squadre che vivevano momenti diversi confermati dal risultato finale ma non dalle prestazioni. L’Inter ha disputato una partita sporca, prettamente difensiva e priva di picchi offensivi, condizionata dalle assenze e dalla presenza in campo di un undici con alle spalle tanti, troppi minuti nelle gambe. Tanto è però bastato per uscire dal Rigamonti con i 3 punti, frutto dell’aura magica che circonda Lautaro Martinez e del pezzo di bravura di Romelu Lukaku. Una coppia ad oggi ancora alla ricerca del feeling giusto in campo ma già complementare oltre il rettangolo di gioco.

Dall’altra parte del campo l’undici di Corini ha vivacchiato nei primi 45 minuti per poi esplodere tutte le cartucce nella ripresa, disputando un secondo tempo in costante proiezione offensiva e che ha messo in luce individualità in evidente crescita. In tal senso, oltre all’irreprensibile Tonali, va citato Stefano Sabelli: sempre impeccabile come terzino ed efficace anche nell’insolito ruolo di quinto di centrocampo. Il forcing durato quasi 50 minuti non è però bastato per strappare punti: la squadra continua a peccare in lucidità nelle scelte e nelle conclusioni sotto porta, ed è in questa direzione che dovrà compiere passi in avanti Mario Balotelli. Seppur sempre di 0 punti si parla, la prestazione di ieri ha convinto Cellino a proseguire con Corini, la cui panchina resta però in bilico.

SPIRALE DI EMOZIONI

E’ da Napoli che comincia il nostro viaggio nel mercoledì di Serie A. Al San Paolo è andato in scena il match di cartello di questa giornata: quello tra i partenopei e l’Atalanta di Gasperini. In quello che poteva definirsi uno spareggio per stabilire la terza forza del campionato non ci siamo fatti mancare nulla: gol, errori, grande agonismo e – con sommo dispiacere – le care vecchie polemiche. Difatti, in una partita che di temi ne ha offerti tanti, il principale riguarda l’azione del 2-2 di Josip Ilicic, che ha visto nel suo primo sviluppo un presunto fallo da rigore di Kjaer ai danni di Llorente. Senza avventurarci in giudizi manichei sull’accaduto di cui il Web (e non solo) è pieno, analizziamo i temi tecnico-tattici della gara.

Il Napoli ha disputato un’ottima gara, costante nei 90 minuti anche se resa complicata dal precoce infortunio occorso ad Allan. Al netto di ciò, la maggiore colpa da imputare agli azzurri resta quella di non aver messo in cassaforte la gara. Una mancanza del genere contro un avversario come l’Atalanta tendi a pagarla, soprattutto se questi ultimi possono schierare la versione incontenibile di Ilicic. Lo sloveno ha banchettato nella sua solita porzione di campo (centro-destra), punendo a pochi minuti dalla fine la fatale distrazione della linea difensiva avversaria.

Tra le due contendenti  si è inserita la Roma di Paulo Fonseca, i cui infortuni sembrano direttamente proporzionali alla crescita della squadra. Ad Udine, in una gara aperta da Zaniolo e complicata dalla dubbia espulsione di Fazio, i giallorossi hanno conosciuto la miglior versione capitolina di Javier Pastore. L’argentino ha incantato sulla trequarti, elevandosi con apparente facilità tra la mediocrità di quella che fino a pochi giorni fa era la miglior difesa del nostro campionato. Tudor e i suoi hanno completato una tre giorni da incubo salendo a 11 gol subiti in due gare, con la casella dei gol fatti che continua a contarne solo 5.

5 sono anche i gol della pirotecnica sfida tra due delle squadre più interessanti del nostro campionato: il Cagliari e il Bologna. I sardi si crogiolano nel magic moment di Joao Pedro e si godono la redenzione di Giovanni Simeone, sublime nel pallonetto del momentaneo 2-1. La Sardegna Arena prende sempre più le sembianze di una fortezza inespugnabile: 4 risultati utili consecutivi dopo i due ko iniziali contro Brescia e Inter. Diversamente, il Bologna si conferma  costante nella proposta di gioco ma incostante nel fare punti: una tendenza che la potrebbe relegare in un limbo tra alta e bassa classifica da qui fino a maggio.

A maggio Lecce e Sampdoria sperano di arrivarci entrambe salve, ma almeno per i blucerchiati la strada appare tutt’altro che in discesa. Il gol di Ramirez nel recupero ha salvato la squadra di Ranieri dall’ennesima figuraccia stagionale, aprendo però grandi dibattiti sul reale valore di questa squadra. Neanche il tecnico testaccino è fino ad ora riuscito a dare la tanto agognata scossa, e la situazione si complica ad ogni giornata che passa. Momento diverso e sicuramente meno tragico per i pugliesi: il pareggio sa di beffa, ma si inserisce in una striscia di risultati utili consecutivi che va avanti da 3 partite. L’efficacia lontano dal Via del Mare da casualità si sta trasformando in certezza e i punti conquistati sono addirittura 8 a fronte dei 9 totali.

Se per la Sampdoria, come detto e ribadito, la situazione pare nebulosa all’orizzonte, per il Genova la cura Thiago Motta sta portando i suoi benefici. Il neo-tecnico rossoblu ha impiantato la sua idea di calcio basata sul dominio del pallone anche sul prato dello Allianz Stadium, resistendo per 94 minuti al valore dell’avversario ed anche a decisioni arbitrali ritenute controverse. L’ingenuità di Sanabria è però costata cara, lasciando negli occhi dei tifosi una prestazione gagliarda e tante buone indicazione ma in ottica classifica 0 punti. Di 3 punti si parla invece per  la Juventus, poco brillante come anche nelle ultime uscite ma totalmente in simbiosi con lo slogan #finoallafine. Il rigore di Ronaldo la riporta in cima alla classifica, in attesa di recuperare qualche indisponibile e di vedere quale sarà la conformazione definitiva dell’undici di Sarri.

Da una vittoria sofferta e poco convincente passiamo ad una tanto abbondante quanto inattesa. I problemi del Torino di Walter Mazzarri erano sotto gli occhi di tutti, ma la figuraccia rimediata all’Olimpico era difficilmente preventivabile. Una Lazio anche priva di titolari del calibro di Leiva, Lazzarri e Correa ha rifilato 3 reti e fatto il bello e il cattivo tempo contro quello che l’anno scorso definivamo come uno dei sistemi difensivi migliori dell’intera Serie A. N’koulou continua ad essere irriconoscibile, mentre in avanti trovare un partner per Belotti pare un rompicampo ancora irrisolto per Mazzarri.

DESSERT A SAN SIRO

Come detto, l’ultima partita in programma è stata quella tra Milan e Spal, due squadre che prima del fischio d’inizio erano distanziate da soli 3 punti. Ad onor del vero va detto che questa risicata differenza di punti per lunghi tratti del primo tempo non è apparsa così casuale, anzi, la Spal ha ben figurato dinanzi ad un Milan spento, compassato e annebbiato. A togliere la castagne dal fuoco e a regalare la prima gioia in rossonero a Mister Pioli ci ha pensato Suso, duramente contestato durante la lettura delle formazioni ma decisivo subito dopo il suo ingresso in campo. Adesso il Milan è atteso da due sfide complicatissime contro Lazio e Juventus, due indicatori importanti per comprendere se abituarsi all’idea di fare un campionato anonimo.

 

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Klopp: “Chiedo scusa: dobbiamo reagire subito!”

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Klopp

Jurgen Klopp, nel post-partita del match giocato contro il Wolverhampton, ha analizzato la partita sorprendentemente negativa della sua squadra. La sconfitta è maturata dopo un 3-0 roboante e con due gol segnati nel primo quarto d’ora. Il Liverpool ora è decimo a 13 punti dal quarto posto e ha subito la terza sconfitta nelle ultime tre trasferte di Premier League. Queste le parole di Klopp:

“Chiedo scusa ai tifosi. Non riesco a spiegarmi come abbiamo fatto a giocare così male, soprattutto nei primi quindici minuti quando siamo stati orribili. Dobbiamo solo lavorare per cambiare questo trend e uscire da questo periodo negativo”.

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Brutte notizie per Inzaghi: infortunio in allenamento in casa Inter!

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Rinnovo Lazio-Romero, frenata nella trattativa: il motivo

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Luka Romero in gol

In casa Lazio Il Messaggero parla di malumore per una vicenda legata ai rinnovi contrattuali programmati. Uno tra questi è quello di Luka Romero, gioiellino dei biancocelesti che sta scalando le gerarchie di Sarri ma non sta ricevendo il minutaggio che vorrebbe.

SUL RINNOVO

Infatti, l’accordo per il rinnovo era stato trovato, la firma era quasi certa. Poi la brusca frenata di Romero, deluso dallo scarso impiego. Non sappiamo per quanto possa ancora slittare la firma, in quanto si arriverebbe ad un punto in cui il potere contrattuale sarà quasi pari a 0 e si rischia di perdere un giovane di prospettiva senza incasso.

La richiesta per l’ingaggio e per la firma subito è di 800 mila euro a stagione, cifra che Lotito non vorrebbe investire, soprattutto alla luce dell’accordo già trovato a cifre inferiori. Ma Romero non ci sta, vuole essere più considerato da Sarri, e al momento è tutto bloccato.

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Nessun aumento di capitale fino al 2025 per la Juventus

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Tifosi bianconeri

Come è noto, sono giorni difficilissimi in casa Juventus. I risultati sul campo latitano, l’unica gioia in Coppa Italia, e e la situazione societaria, se vogliamo, è messa ancora peggio. Dopo i 15 punti revocati, i bianconeri temono nuove sanzioni, ma bisogna comunque rispondere sul campo e restare concentrati. Nel frattempo in casa Juve si analizza anche il capitale da investire.

Come riporta Tuttosport, nelle scorse ore la Juventus ha diffuso il documento che spiega come fino al termine della stagione 2024-2025 non siano previsti ulteriori aumenti di capitale. Piove sul bagnato a via Druento.

 

 

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