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Serie A review: cos’è successo nel weekend

La nona giornata di Serie A ha saputo mantenere e superare le alte aspettative cui il campionato sta abituando. Dai pareggi che hanno fermato la corsa di Juventus, Inter e Napoli (rispettivamente contro Lecce, Parma e SPAL) agli exploit di Atalanta, Roma e Lazio. La corsa alla testa della classifica si fa sempre più appassionante in un campionato fin qui equilibrato nel complesso. La Dea, col 7-1 ai danni dell’Udinese, è senz’altro la squadra che più sorride in questo turno di campionato, recuperando punti sulle rivali.

Si riprendono poi dai rispettivi cammini turbolenti Sassuolo e Genoa, e Bologna mentre Torino e Cagliari si devono accontentare di un pareggio dal sapore amaro per i rispettivi percorsi. Numero Diez analizza il lascito di quest’ultima giornata di Serie A con la consueta review di campionato.

GLI ANTICIPI: DAI RISCATTI…

Il lascito degli anticipi di giornata può essere riassunto con due termini essenzialmente, uno rispettivamente per una delle due coppie di incontri giocati fra venerdì e sabato. Il primo dei due è senz’altro riscatto, un termine idoneo nel descrivere le prestazioni di Sassuolo e Genoa.

Si consideri in primis l’anticipo del venerdì fra Verona e Sassuolo. La vittoria della squadra di De Zerbi è figlia della rivoluzione tattica adottata dal tecnico per l’occasione. I neroverdi, infatti, sono passati dal consueto 4-3-3 a un 4-2-3-1 più simmetrico e compatto nel raccordo fra centrocampo e attacco. L’innovazione è stata senz’altro la posizione di Filip Đuričić, autore, tra l’altro, del gol vittoria: nella posizione di trequartista fra le linee ha saputo trovare lo spazio necessario per spaziare e creare gioco, con Defrel unica punta e Boga e Berardi sui lati a dare maggiore spazio d’azione al serbo, liberandolo così al tiro per lo 0-1 finale. Nonostante il gioco arrembante e propositivo l’Hellas esce sconfitto da un incontro che lascia l’amaro in bocca alla squadra di Juric, col Sassuolo che raccoglie i primi punti fuori casa del proprio campionato.

Fonte: profilo instagram @genoacfcofficial

Parlando di tattica e scelte azzeccate, tuttavia, la partita più iconica della giornata è stata senz’altro quella tra Genoa e Brescia. L’inizio dell’avventura di Thiago Motta sulla panchina del Grifone fa del sorprendente il proprio termine cardine. Mai, infatti, scelte tattiche si sono rivelate nei fatti tanto decisive: l’eurogol di Tonali su calcio di punizione sembrava infatti aver destinato l’incontro sui binari di un esordio dal sapore amaro. La lungimiranza dell’italo brasiliano, tuttavia, ha permesso ai subentrati nella ripresa Agudelo, Koaumé e Pandev di siglare le reti che hanno portato al 3-1 finale. Mai era successo in Serie A che segnassero tutti i  subentranti di una squadra. Chapeau al Genoa e al proprio tecnico, coi rossoblù che salgono a quota 8 punti, abbandonando il penultimo posto e scavalcando proprio il Brescia fermo a quota 7.

…AI RIMPIANTI

Se per Sassuolo e Genoa si è parlato di riscatto, il lascito di giornata per Juventus e Inter è con ogni probabilità quello di rimpianto.

Un’occasione sprecata, anzitutto, dalla Vecchia Signora, che con una vittoria a Lecce avrebbe potuto mantenere a debita distanza le inseguitrici. Ma la strenua resistenza della squadra di Liverani è stata in grado di tenere botta ai continui assalti dei bianconeri, conquistando un punto preziosissimo in ottica salvezza. Al Via del Mare il verdetto è stato sentenziato da due calci di rigore, dopo un primo tempo di dominio assoluto della Juventus. Il primo per fallo di Petriccione su Pjanic, realizzato poi da Dybala, il secondo invece per l’ennesimo fallo di mano di De Ligt in area di rigore. Rigore trasformato quindi da Mancosu, al suo quinto centro stagionale.

Fonte: profilo instagram @uslecceofficialchannel

Il lascito dell’incontro ha il sapore della vittoria per il Lecce, che dopo il pareggio a San Siro contro il Milan prosegue la striscia di risultati positivi contro le big. Rammarico profondo, invece, per i Campioni d’Italia, col match che ha lasciato in eredità a Sarri gli infortuni di Higuain, Bentancur e Pjanic. Errori individuali che hanno segnato il destino di un’altra partita, quella fra Inter e Parma. Il teatro di San Siro ha visto andare in scena la versione peggiore in stagione di Marcelo Brozovic: due suoi errori in fase di disimpegno hanno infatti dato agli emiliani lo spazio necessario per esaltare la velocità delle proprie punte.

Fonte: profilo instagram @parmacalcio1913

In particolare di Yann Karamoh, che alla prima da titolare non ha deluso le aspettative, con un gol e un assist a Gervinho. Le reti di Candreva e Lukaku hanno permesso alla Beneamata di evitare la seconda sconfitta in campionato. Tuttavia il match del Meazza ha messo in luce delle lacune psicologiche cui l’Inter dovrà necessariamente sopperire, per poter competere agli alti livelli cui aspira.

IL LASCITO DELLA DOMENICA

La domenica di Serie A si è aperta col match delle 12.30 fra Bologna e Sampdoria. Gli emiliani, dopo un primo tempo dalle emozioni alquanto spente, sorridono nel segno di Rodrgio Palacio e Mattia Bani, ritrovando il successo in campionato dopo cinque giornate. La formazione di Siniša Mihajlović respira, tra l’altro, aria di Europa, a soli 3 punti di distanza dalla zona Europa League. Inutile, ai fini del risultato, è stata la rete del momentaneo pareggio di Manolo Gabbiadini, che non esulta contro la sua ex squadra dopo un gran tiro dalla distanza. La Sampdoria non riesce così a uscire da una crisi sempre più profonda, figlia di un ultimo posto che riporta alla mente gli anni settanta blucerchiati. La formazione genovese, infatti, dopo le prime nove giornate non occupava l’ultimo posto in classifica dalla stagione 1972/1973.

Fonte: profilo instagram @officialsscnapoli

Chi invece, al pari di Juventus e Inter, può parlare di occasione fallita è senz’altro il Napoli. A Ferrara l’atteggiamento trasformista di Ancelotti (12ª formazione stagionale diversa in 12 partite) ha alzato i ritmi di gioco troppo tardi per poter portare a casa i 3 punti. La rete di Milik dopo appena 9 minuti ha illuso gli oltre 4mila tifosi giunti al Benito Stirpe colmi di speranze. Le aspettative erano tante per poter recuperare terreno sulle rivali al titolo, tuttavia non soltanto le prime della classe si sono tenute a debita distanza, ma addirittura l’Atalanta si è ulteriormente allontanata dall’inseguimento dei partenopei.

Fonte: profilo instagram @cagliaricalcio

La partita fra Torino e Cagliari, invece, ha come lascito principale i fischi del pubblico granata alla propria squadra. Non è stato sufficiente, infatti, il pareggio con gli isolani, in gol con Nahitan Nández sul finale di primo tempo. La rete di Zaza nella ripresa ha consentito alla squadra di Mazzarri di conquistare un punto prezioso, in un momento controverso della stagione. La vittoria manca oramai da oltre un mese, da quel 26 settembre contro il Milan. Da allora solamente 2 i punti conquistati dai torinesi, con tanto rammarico a condire le partite. Prosegue, invece, la striscia di risultati positivi dei rossoblù, che non perdono in Serie A dalla sconfitta contro l’Inter del 1° settembre. Il risultato? Un settimo posto dietro solamente alle big del campionato, in piena corsa all’Europa League dopo 9 giornate.

EXPLOIT DELLE BIG

Si considerino, infine, i risultati di Atalanta, Roma e Lazio, vincitrici rispettivamente contro Udinese, Milan e Fiorentina. Chi più di tutti ha dominato la scena della nona giornata è stata la Dea, che col 7-1 ai danni dei friulani si lascia alle spalle la pesante sconfitta dell’Etihad Stadium da parte del Manchester City. Se in Champions League i nerazzurri devono ancora trovare una quadratura del cerchio, in campionato non ci sono dubbi: l’Atalanta è una squadra forte, difficile da affrontare per chiunque.

Fonte: profilo instagram @atalantabc

Non è servita a nulla la rete del momentaneo vantaggio dell’Udinese da parte di Okaka. La Dea ha saputo rimettere in sesto le idee e reagire, in una festa del gol figlia di 7 reti: da Ilicic (doppietta) a Muriel (tripletta con due rigori), passando per Pasalic e il classe 2002 Amad Traorè, al debutto. I friulani, invece, oltre che alla beffa di una pesante sconfitta perde lo scettro di miglior difesa. Avevano incassato solo 6 gol fino ad oggi.

Sorridono, come detto in precedenza, le squadre capitoline. Si pensi anzitutto alla Roma, che esce dal palcoscenico dell’Olimpico trionfante contro un Milan più che mai in crisi di identità e risultati. La prima rete in campionato di Zaniolo vale la vittoria dei giallorossi, complice, tra l’altro, una monumentale prestazione di un Edin Džeko letteralmente mascherato. Il bosniaco non soltanto ha aperto le marcature, ma ha anche servito l’assist al trequartista della Nazionale Italiana che ha portato ai definitivi 3 punti. I rossoneri, invece, non riescono a porre la parola fine sulla propria crisi. Il Diavolo non soltanto non convince sul piano dei risultati, ma soprattutto sulla convinzione in un gioco che, di fatto, appare fragile e quasi inesistente, coi gol spesso e volentieri frutto dell’opportunismo dei singoli. Nel caso di ieri ha riguardato Theo Hernández, ma il Milan deve al più presto trovare idee di gioco da mettere in pratica.

Fonte: profilo instagram @officialasroma

La Lazio, infine, è uscita vittoriosa dalla difficile trasferta del Franchi, contro la Fiorentina, portandosi così al sesto posto in classifica. I gol di Correa e Immobile riportano i capitolini alla vittoria che, in campionato, mancava da quasi un mese, in quel 4-0 ai danni del Genoa. Un risultato che rilancia, tra l’altro, il morale dei biancocelesti dopo la sconfitta in Europa League contro il Celtic. Col gol realizzato ieri a Firenze, poi, Immobile ha raggiunto Longh John Chinaglia nella classifica dei marcatori laziali in Serie A: 77 gol, come appunto Chinaglia. Serata da dimenticare, invece, per una Viola che sarà orfana di Franck Ribéry per le prossime tre giornate. La plateale contestazione verso la squadra arbitrale e in particolare verso il guardalinee Passeri è costata cara all’ex Bayern Monaco, che nel bel mezzo di un periodo di costante crescita sarà costretto ad accomodarsi in tribuna.

(Fonte immagine di copertina: profilo instagram @atalantabc)

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