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Serie A review: cos'è successo nel weekend

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Serie A review: cos’è successo nel weekend

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Terza giornata di Serie A, al rientro dalla sosta per le nazionali. Arriva il primo stop per la Juventus, mentre vincono Napoli e Inter. Primo successo per Fonseca, prima sconfitta per Inzaghi. Fatica, ma vince anche il Milan.

SABATO DI BIG

Apre il match il delicatissimo match tra Fiorentina e Juventus. I Viola a caccia dei primi punti stagionali, i bianconeri cercano risposte dopo il tragicomico secondo tempo contro il Napoli. Sarri conferma i suoi, mentre Montella rivoluziona la squadra proponendo un 3-5-2 con Ribéry e Chiesa davanti. Il match si gioca su ritmi alti, i padroni di casa sono più sul pezzo, mentre gli ospiti pagano qualcosa. Il dazio maggiore arriva dal punto di vista degli infortuni: la Juventus perde nel primo tempo Douglas Costa e Pjanic, nel secondo Danilo. Le condizioni del brasiliano soprattutto preoccupano, anche perché uscito lui, la Juventus davanti ha fatto una fatica incredibile. Alla fine il risultato è un 0-0 che piace più alla Vecchia Signora. Per la Fiorentina rimane il rimpianto per non aver trovato il gol vittoria, ma la prestazione è da tenere come base per il futuro.

Il Napoli è chiamato al riscatto dopo la sconfitta rocambolesca contro la Juventus. Al San Paolo arriva la Samp, reduce da due bruttissime sconfitte e in una situazione di caos totale. Ancelotti mischia le carte, mandando in campo dal primo minuto Lozano, Elmas e Maksimovic. Di Fra cambia modulo, proponendo un 3-4-3 con Rigoni dal primo. Il mattatore assoluto del match è Dries Mertens, autore di una doppietta con una traversa colpita. Ottime risposte anche dai nuovi, molto bene Elmas e Lozano, ottimo impatto anche di Llorente dalla panchina, con un assist all’attivo per il secondo gol di Mertens. Qualche risposta buona arriva anche dalla Samp, che nonostante la sconfitta compie qualche passo. avanti rispetto alle scorse uscite. Importante l’impatto di Rigoni, nonostante un gol divorato davanti a uno spettacolare Meret.

Chiude questo sabato di big il match tra Inter e Udinese. Conte sorprende tutti schierando Politano dal primo con Lukaku, esordi dal primo per Barella e Godín. L’Inter fatica, nonostante colpisca un palo con  Politano, particolarmente in palla. La svolta del match arriva al minuto ’35, quando la follia di De Paul, che schiaffeggia Candreva, lascia in dieci i suoi. Dieci minuti dopo l’Inter ne approfitta, trovando il gol con l’uomo del momento, Stefano Sensi, con un’incornata da vera prima punta. I nerazzurri ottengono il massimo risultato col minimo sforzo, soffrendo però più del dovuto l’Udinese, anche in superiorità numerica. Tante note positive, dall’impatto di Godín, autore di un assist, all’esordio di Sánchez, passando per la forma straripante di Stefano Sensi. Da annotare però il brutto esordio dal primo di Barella, che ha rischiato di lasciare in dieci i suoi per un intervento sciagurato su De Paul. L’ex Cagliari è ancora fuori dagli schemi di Conte e deve trovare il prima possibile la propria dimensione.

Fonte: profilo ufficiale Twitter @Inter

DEA FORMATO CHAMPIONS

L’anticipo di pranzo mette di fronte due tra le squadre più divertenti del campionato. A Marassi il Genoa sfida l’Atalanta, alla vigilia dello storico esordio in Champions dei bergamaschi. La partita è un po’ bloccata nel primo tempo, anche se divertente. Il Genoa lascia davanti Kouamé e Pinamonti, creando spesso apprensione presso i difensori nerazzurri. La dea crea molto tra le linee, portando spesso al tiro Gómez e Ilicic. La svolta arriva nel secondo tempo, quando uno straripante Duván Zapata viene atterrato in area dal cugino Cristian. Dagli undici metri va Muriel, che non sbaglia e porta avanti i suoi. Il grifone attacca e il finale di partita è da batticuore. Criscito trova il pari su rigore al novantesimo, ma allo scadere Duván si inventa un gol strepitoso che regala i tre punti all’Atalanta. Una prova solida della dea, la migliore possibile verso il match con la Dinamo Zagabria. Una buona prova del Genoa, che conferma quanto di buono messo in mostra nelle prime uscite stagionali.

SORPRESE POMERIDIANE

I tre match della domenica regalano sorprese. La Lazio cade a Ferrara, regalando la prima vittoria stagionale alla Spal. In vantaggio e in controllo della partita, i capitolini non sono praticamente scesi in campo nel secondo tempo, lasciando spazio alla rimonta dei ferraresi. Turnover per Inzaghi, che lascia fuori Correa e Milinkovic-Savic. I due poi entrano, ma l’impatto sul match è praticamente nullo. Un passo indietro rispetto alle prime due uscite stagionali per gli uomini di Inzaghi, mentre una prova importante per quelli di Semplici. Cuore e sostanza per la Spal, che conquista tre punti a un certo punto insperati e lancia così la propria volata per la salvezza.

Prima vittoria anche per il Cagliari, che espugna il Tardini col risultato di 1-3. Protagonista a sorpresa il capitano Ceppitelli, autore di un’insolita doppietta che spiana la strada al successo dei suoi. Tra i tanti segnali positivi per gli uomini di Maran spicca il gol di Giovanni Simeone. L’argentino gioca una buon a partita e soprattutto trova il gol che mancava da quasi sei mesi. Una notizia stupenda per Maran, che perso Pavoletti deve fare grande affidamento sull’ex Fiorentina. Il Parma dal canto suo conferma le difficoltà a giocare in casa, confermandosi squadra da trasferta, micidiale in contropiede ma che fatica molto a fare la partita.

La partita più divertente di giornata va in scena tra Brescia e Bologna. Le rondinelle partono molto meglio, trovando due gol con Donnarumma, poi accorcia Bani e Cistana fissa il risultato sul 3-1. A inizio secondo tempo però Daniele Dessena si fa cacciare ingenuamente, simulando dopo essere stato già ammonito. La follia del calciatore bresciano spiana la strada alla rimonta del Bologna, che vince 3-4, portando a casa una partita che sembrava ormai persa. Il Brescia conferma le buone impressioni date nelle prime uscite, paga l’ingenuità di uno dei suoi uomini più rappresentativi, ma la strada è quella giusta. Il Bologna invece non convince, ma porta a casa una vittoria preziosissima, con una rimonta da cuori forti.

Fonte: profilo ufficiale Twitter @BolognaFC1909en

ROMA-SHOW

Dopo due pareggi e un inizio di campionato molto negativo, la Roma è chiamata al riscatto contro il Sassuolo in casa. I giallorossi ci mettono mezz’ora ad archiviare la pratica, al minuto 33′ il risultato è già sul 4-0 Una Roma spumeggiante, che divertente e si diverte. Fase offensiva spettacolare, quella difensiva migliore grazie agli innesti di Mancini e soprattutto Veretout, baluardo davanti alla difesa. Il francese è una delle noti più liete per Fonseca, insieme all’altro esordiente, Henrikh Mkhitaryan, in gol alla prima all’Olimpico. Il Sassuolo nel secondo tempo prova a riaprire il match, con la doppietta di Mimmo Berardi, capocannoniere del campionato e visibilmente rigenerato. Un pomeriggio da ricordare per Fonseca, che finalmente mette in mostra la sua Roma, lanciando la sfida per il quarto posto con una prestazione eccellente.

SI TORNA A SPARARE

Vince ancora il Milan, ma soprattutto torna a segnare Piatek. Il numero nove rossonero scaccia le critiche con un gol pesantissimo, su rigore, anche se la prestazione del polacco è ancora poco convincente. Tre punti preziosi per un Milan che fa davvero troppa fatica contro un Verona in dieci dal ventesimo per un rosso a Stepinski. Ciò che conta ora però è il risultato, che fa morale in vista del derby di sabato che sembra davvero un match senza storia, con una squadra già inquadrata da una parte e un cantiere aperto dall’altra. Però gli uomini di Giampaolo, tra mille difficoltà, salgono a sei punti in classifica, senza convincere ma portando a casa il bottino pieno.

Fonte: profilo ufficiale Instagram @acmilan

LUPI CORSARI

Alla terza partita il Lecce trova il gol e la vittoria in casa di un Torino che sembrava lanciassimo verso la vetta a pari punti con l’Inter. Così non è stato invece per i granata che inciampano contro i ragazzi di Liverani. Partita che ha avuto come sorprendente protagonista il Lecce che va due volte in vantaggio, prima con Farias poi con Mancosu, due volte con reti su respinta di Sirigu. Il solito Belotti aveva riportato momentaneamente il pareggio dal dischetto. All’ultimo secondo poteva cambiare il risultato con la chiamata del Var e conseguente check dell’arbitro per una trattenuta in area tra Rispoli e Belotti che poteva portare al secondo rigore del Torino. Dopo minuti di attesa l’arbitro conclude con un nulla di fatto, niente rigore e vittoria al Lecce, anche se i dubbi su quell’episodio restano.

Fonte immagine di copertina: profilo ufficiale Twitter @officialASRoma

 

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Offerta del Bournemouth alla Roma per Zaniolo

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Zaniolo

Sembra certo che il futuro di Nicolò Zaniolo sia lontano da Roma. Il trequartista classe 1999, non convocato nelle ultime partite da Mourinho, è alla ricerca di una nuova esperienza.

Il Milan è estremamente interessato al calciatore, ma la trattativa non sembra semplice. Anche varie squadre straniere hanno mostrato interesse per il calciatore. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, la Roma ha ricevuto un’offerta ufficiale dal Bournemouth. Il club inglese è disposto a versare 30 milioni più bonus per il calciatore, oltre ad una percentuale per una futuro rivendita. A questo punto la palla passa a Zaniolo.

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Calciomercato

Brilla la stellina Andrey Santos: il Chelsea se lo gode

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Chelsea

Andrey Santos è uno di quei calciatori che, nella CONMEBOL Championship Under 20, ha rubato la scena al resto degli altri talenti presenti nella competizione.

Con due gol in tre presenze, non sarebbe potuta partire meglio il percorso di Santos nel torneo biennale sudamericano. Il centrocampista centrale, poi, ha sempre avuto anche il fiuto per il gol, e questo aspetto fa ben sperare il Chelsea, che può prendersi tutti i meriti del caso per averlo prelevato prima del torneo.

Il Vasco da Gama lo ha cresciuto e gli ha permesso di farsi notare in Serie A brasiliana. Anche dopo la retrocessione del club nel 2020 il calciatore è rimasto alla corte del club. A fine dicembre, però, il Chelsea ha ottenuto l’accordo economico con club e giocatore, bloccandolo di fatto per la finestra invernale.

Il classe 2004 ha dunque preso parte al torneo Under 20 e il suo valore è ulteriormente incrementato: il Chelsea ci ha visto lungo.

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Pagellone girone d’andata – Juventus 6: serve qualcosa in più

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Juventus

Per valutare la stagione della Juventus, fra up & down e penalizzazioni, serve un miracolo divino. In questo pezzo ci limiteremo a giudicare solo e soltanto quanto fatto in stagione, senza dover di fatto contare i punti di penalità, che certamente saranno indice del risultato finale, ma che non possono condizionare il voto.

Perché la vecchia signora in classifica si ritrova decima con ventitré punti, ma va sinceramente sentenziata per il reale bottino ottenuto, pari a trentotto lunghezze, che la renderebbero terza in classifica, sopra l’Inter. Sarebbero addirittura quattro in più dello scorso campionato e una media finale di 76, superiore ai 70 totalizzati a fine campionato 2021-22.
Eppure la Juventus fino ad oggi ci ha annoiati, ma sul rollercoster. Già in fase di mercato ha messo le cose in chiaro, acquistando titolari con una facilità disarmante: da Pogba a Paredes, passando per Bremer, Kostic, Milik e Di Maria.

Il problema, però, si è poi riversato sul campo: Pogba e Paredes hanno passato più tempo in infermeria che in campo, Bremer ha alternato prestazioni da De Ligt ad altre di Ogbonniana memoria, mentre Di Maria fino al Mondiale è stato un oggetto misterioso. Alla fine i due dai quali ci si aspettava il meno possibile, Milik e Kostic, hanno preso sulle spalle una Juventus in difficoltà, portandola poi ad un filone di vittorie inimmaginabile qualche giorno prima.

E se la partenza è stata da insufficienza grave e matita rossa, le otto vittorie consecutive arrivate senza subire alcuna rete, hanno riportato i bianconeri sulla retta via. A rigettarli invece dal paradiso direttamente sul globo terrestre ci ha pensato il Napoli di Luciano Spalletti. Un sonoro 5-1, troppo pesante per far davvero parte della storia recente degli uomini di Allegri. A gennaio inoltrato il bilancio è sufficientemente positivo, ma per alzare il voto serve fare qualcosa di più.

VOTO: 6

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Le pagelle di Lazio-Milan: Zaccagni e Luis Alberto sugli scudi, Leao e Giroud impalpabili

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La partita con cui si chiude il girone d’andata di questa stagione di Serie A, per il punteggio e non solo, assume i connotati di una nottata storica. Essa rappresenta infatti al momento l’apogeo dell’esperienza di Sarri alla guida della Lazio, e mette inoltre in evidenza la tenuta agghiacciante di un Milan che ad appena metà stagione sembra essere ormai giunto ad un punto di non ritorno. La vetta della classifica è sempre più lontana, con il Napoli che sembra fare la corsa solo su sè stesso, mentre nel frattempo le inseguitrici capitoline sono arrivate a un tiro di schioppo (sia i biancocelesti che la Roma distano appena un punto dalla squadra di Pioli).

LE PAGELLE DELLA LAZIO

Provedel 6: sufficienza politica in quanto è spettatore non pagante della sfida. Viene impegnato con qualche facile tuffo solo con conclusioni disperate.

Marusic 7: non pago di aver messo la museruola a Leao, si lancia all’arrembaggio in occasione del 2-0, con il palo a negargli la gioia personale. Uno stantuffo semplicemente inesauribile. (dal 78′ Lazzari s.v.: entra quando la partita non ha ormai più nulla da dire, si unisce al tripudio biancoceleste)

Casale 6,5: nonostante Giroud non faccia esattamente di tutto per metterlo in difficoltà, regala l’ennesima prestazione estremamente convincente della sua stagione, senza andare mai in affanno.

Romagnoli 6,5: il primo incrocio con la propria ex squadra finisce come meglio non potrebbe per il numero 13, che a 28 anni sembra aver finalmente raggiunto la piena maturità tecnica ed agonistica.

Hysaj 7: nonostante sia appena la sua quinta presenza da titolare in campionato, il terzino albanese giganteggia a più riprese; senso della posizione, agonismo, concentrazione, e, per non farsi mancare proprio nulla, il rilancio che porterà all’azione culminata nel rigore del 3-0.

Milinkovic-Savic 7,5: apre le danze col suo quarto gol in campionato, per poi dare inizio a uno show di pura tirannia in praticamente ogni zona del campo. Giocatori come lui, in Serie A, si contano a malapena sulle dita di una mano. (dall’83’ Basic s.v.)

Cataldi 6,5: sempre lucido e preciso nelle scelte, non manca inoltre di esibire diverse soluzioni balistiche estremamente raffinate. Certi duetti a fior d’erba con i propri compagni di reparto esaltano l’esigente platea dell’Olimpico. (dall’87’ Marcos Antonio s.v.)

Luis Alberto 8: con Sarri in panchina non si era ancora mai espresso a questi livelli, e che peccato aggiungerei. Semplicemente maestoso, dal velo con cui permette a Milinkovic di trafiggere Tatarusanu fino all’assist per il 4-0 di Felipe Anderson. Nel mezzo un rigore realizzato con sicurezza e una quantità indefinibile di giocate da vero e proprio Mago.

Pedro 7: col passare dei minuti il motore dello spagnolo sale rapidamente di giri, facendosi trovare con sempre maggior continuità tra le linee rossonere, con la sua immensa classe a fare il resto. Entra nell’azione che porta al raddoppio, e non contento si procura il rigore poi trasformato dal proprio connazionale. Vederlo dannarsi l’anima anche in difesa ti fa quasi dimenticare che tra qualche mese compierà 36 anni. (dal 78′ Romero s.v.)

Felipe Anderson 7,5: il gol del poker rappresenta soltanto la ciliegina sulla torta di una grandissima prestazione, un mix esaltante di intelligenza tattica ed imprevedibilità carioca. Con un Felipe così anche l’assenza di un totem come Immobile fa decisamente meno paura.

Zaccagni 8: si conferma uno degli uomini più in forma non solo della rosa biancoceleste, ma dell’intero campionato, entrando nel tabellino in veste sia di assistman che di goleador. Il mismatch con Calabria è evidente, e si presenta in modo impietoso ogni volta che l’ex Verona riesce a puntarlo nell’1vs1.

All. Sarri 8: parlare di Sarrismo risulta ormai stucchevole, ma i meccanismi codificati alla perfezione mostrati dalla sua Lazio stasera rimandano inevitabilmente a tale definizione. Il duello con Pioli lo stravince per k.o. tecnico.

 

LE PAGELLE DEL MILAN

Tatarusanu 4,5: l’uomo maggiormente nel mirino del tifo milanista sembra incapace di dare una svolta alla propria stagione. In particolar modo sul tiro di Marusic, che porta al tap-in vincente di Zaccagni, ha non poche responsabilità.

Calabria 4,5: con uno Zaccagni formato extra-lusso il capitano del Diavolo ha forse il compito più ingrato di tutti. Perennemente in affanno in difesa, si fa vedere poco nella metà campo avversaria.

Kalulu 5: come a Lecce è completamente in bambola, e dopo essersi fatto portar fuori posizione da Felipe Anderson in occasione del primo gol, frana goffamente addosso a Pedro causando il rigore che chiude definitivamente l’incontro. Il Milan ha bisogno di lui come di pochi altri.

Tomori 5,5: dopo la prestazione horror di mercoledì scorso prosegue un periodo completamente da dimenticare per il centrale inglese, fin troppo poco reattivo sull’azione che porta al gol di Milinkovic. Come se non bastasse, è costretto ad abbandonare prematuramente la contesa per un problema fisico. (dal 24′ Kjaer 5: entrato a freddo per l’infortunio di Tomori, si distingue per un ottimo intervento su Zaccagni nel primo tempo, ma finisce inevitabilmente per soccombere insieme ai propri compagni)

Dest 5: in avvio è forse il milanista che approccia meglio la gara, ma poco per volta affonda nel naufragio generale della propria squadra. Sull’azione del gol di Zaccagni si perde completamente Marusic, che gli sfila alle spalle.

Tonali 5: colui che proprio contro la Lazio l’anno scorso regalò un pezzo notevole di scudetto al Milan oggi è estremamente impreciso, e oltre alla solita garra offre poco e nulla.

Bennacer 5,5: la principale fonte di gioco di Pioli viene costantemente sopraffatto dai propri dirimpettai in maglia biancoceleste, e, per quanto ci provi, non riesce praticamente mai ad accendere la luce. La sciocca ammonizione rimediata dall’algerino, che gli farà saltare il prossimo match di campionato, fotografa meglio di qualunque altra cosa il momento di totale apnea dei campioni d’Italia in carica.

Messias 5: partita incolore, riesce a saltare Hysaj soltanto in un’occasione, ma per il resto non combina praticamente nulla. E il fantasma di Zaniolo incombe sempre di più… (dal 59′ Saelemaekers 5: non incide, con la squadra già mentalmente avviata alla sconfitta).

Diaz 5: se escludiamo un’azione solitaria nel primo tempo, la sua prestazione conferma un’impressione ormai ampiamente diffusa: al Milan manca in modo abbastanza eclatante un trequartista di reale consistenza. (dal 59′ De Ketelaere 5,5: anch’egli subentra quando il Milan è ormai ampiamente alla deriva, e pretendere qualcosa dal belga in questa partita altro non è che puro sadismo).

Leao 4,5: l’MVP dello scorso campionato gioca con una svogliatezza inverosimile vista l’importanza della partita, e risulta difficile capire se sia il portoghese a risentire dell’appannaggio generale del Milan o la squadra a boccheggiare in assenza delle invenzioni del proprio campione. (dal 79′ Rebic s.v.)

Giroud 4,5: i compagni lo cercano poco, ma a dire il vero fa ben poco per farsi trovare pronto. Perennemente fuori dal gioco, il bomber francese sembra aver patito più di tutti le fatiche accumulate ai Mondiali, e la mancanza di ricambi adeguati gli impone un impiego che sembra spremerlo completamente partita dopo partita. (dal 59′ Origi 5: non poteva certo essere questa la sua partita, anche se resta effettivamente da chiedersi quale lo possa essere, visto il contributo praticamente nullo offerto dal belga alla causa del Diavolo fino ad ora).

All. Pioli 4: semplicemente una delle peggiori partite della sua intera gestione. Il Milan visto nell’ultimo mese non sembra avere minimamente le risorse tecniche e mentali necessarie per difendere il titolo conquistato l’anno scorso, e in una burrasca di dimensioni bibliche sembra aver perso completamente il controllo della situazione.

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