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Serie A, la top 11 degli U21 italiani in questa stagione

Giovani per il futuro

Serie A, la top 11 degli U21 italiani in questa stagione

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Juve Miretti

I periodi caratterizzano da sempre la storia dell’uomo: quando i Greci banchettavano nei simposi, quando Costantino promulgò l’editto di Milano, cambiando per sempre il corso della storia dell’Occidente. Oppure quando, nel XIX secolo, Arthur Schopenhauer si dilettava a filosofeggiare. Proprio il pensatore tedesco elaborò una massima sul tempo: “La gente comune pensa solo a passare il tempo, chi ha un po’ d’ingegno a utilizzarlo”.

Nel calcio di tempo ce n’è poco e il tempismo conta più di qualunque altra cosa. La perfezione di un intervento difensivo dipende per gran parte dal “quando” più che dal “come” viene effettuato. Oppure il periodo di inserimento di un giovane all’interno di una squadra, che può avere meccanismi già ben rodati o ancora da sistemare.

In ogni caso, è sempre difficile inserire un ragazzo nel mondo dei grandi, ma in questa stagione c’è qualcuno che ci è riuscito. Si dice che il fallimento del nostro calcio parta proprio dal poco coraggio degli allenatori, ma il trend sta cambiando. Per questo, abbiamo stilato una top 11 dei giocatori italiani U21 che hanno reso meglio in questa prima parte di Serie A.

PORTIERE: MARCO CARNESECCHI (CREMONESE)

In questo caso, la frase “l’eccezione conferma la regola” è più azzeccata che mai. La regola è sempre quella: giocano pochi giovani. L’eccezione è Marco Carnesecchi, classe 2000 e quindi unico 22enne presente in questa formazione. Il portiere della Cremonese, in prestito dall’Atalanta, aveva grande mercato quest’estate, ma l’infortunio alla spalla seguito dall’operazione ha cambiato le carte in tavola. La squadra di Alvini ha deciso di riprenderlo a titolo temporaneo, l’ha aspettato e, appena ne ha avuto l’occasione, l’ha rilanciato in campo. Il portiere scuola Atalanta ha una media voto di 6.57 su whoscored, davvero eccezionale per il ruolo che ricopre. Emblematica la sua prestazione con il Milan, ma i più attenti non lo avranno di certo scoperto in quell’occasione. Occasione che, finalmente, Carnesecchi ha avuto per mettersi in mostra anche in Serie A.

DIFENSORE DESTRO: CALEB OKOLI (ATALANTA)

La sua storia e quella di Carnesecchi si incrociano: entrambi sono stati protagonisti della promozione della Cremonese in Serie A dello scorso anno. Lui, però, al contrario del portiere, è rimasto all’Atalanta e ha trovato grande spazio. 13 presenze, 842′ giocati e più di 3 duelli vinti a partita. Un solo cartellino giallo e tanti palloni intercettati. Nei big match fa ancora fatica, infatti ultimamente ha visitato più volte la panchina, ma nel periodo di massimo splendore Gasperini ha deciso di puntare sempre su di lui.

DIFENSORE CENTRALE: GIORGIO SCALVINI (ATALANTA)

Ancora un ragazzo della Dea, che però non è alla prima esperienza in Serie A. Già la scorsa stagione si era reso protagonista in più ruoli e la sua duttilità gli era valsa la chiamata in Nazionale. Il suo ruolo ibrido gli consente di sfoggiare la sua grande tecnica e, infatti, prova spesso a lanciarsi in avanti o a lanciare i compagni con passaggi sagaci. Quest’anno ha anche trovato un gol di fondamentale importanza nella vittoria per 0-1 all’Olimpico contro la Roma.

DIFENSORE SINISTRO: DIEGO COPPOLA (VERONA)

La sua squadra è ultima in classifica, ma lui è uno dei pochi che si salva nonostante l’inizio disastroso della squadra veneta. Il classe 2003 è stato lanciato da Cioffi nelle prime gare di questo campionato, prima di farsi male alla gamba. Potrebbe essere proprio questa la sua fortuna, in quanto si sta perdendo tutte le peggiori gare del Verona. Media voto di 6.33, decisamente buona per un difensore esordiente che gioca nell’ultima squadra della classe, potrebbe implementare ancor di più le sue prestazioni imparando da Salvatore Bocchetti, suo attuale tecnico.

ESTERNO SINISTRO: DESTINY UDOGIE (UDINESE)

Pressione per l’acquisto del Tottenham? Rivolgersi altrove, grazie. Sarebbe da definire esattamente così il bruciante inizio di stagione di Destiny Udogie: 2 gol e un assist per l’esterno di Sottil, che sta confermando quanto di buono aveva fatto vedere lo scorso anno. I suoi dati parlano per lui: subisce 1.5 falli e gli riescono 0.8 dribbling a partita. Inoltre, fornisce quasi un passaggio chiave ogni volta che tocca il campo. La partenza razzo dell’Udinese di Sottil in Serie A possiamo spiegarcela anche in questo modo. Ormai il suo è un nome noto al grande pubblico, ma non dimentichiamoci che deve ancora compiere 20 anni.

CENTROCAMPISTA DESTRO: NICOLÒ FAGIOLI (JUVENTUS)

Il primo dei due maghi del centrocampo lanciati da Allegri. Anche lui, come Okoli e Carnesecchi, faceva parte del dream team che ha portato in Serie A la Cremonese la scorsa stagione e ora, finalmente, ha la chance di mettersi in luce nel massimo campionato. Lui non solo ha deciso di fare bene, ma di spostare tutti i riflettori su di sé. E non l’ha fatto con la forza di Hulk, ma con la classe e la passione di chi ci ha creduto dal giorno zero. Una perla divina contro il Lecce che è risultata decisiva seguita da un’altra marcatura che ha chiuso il big match contro l’Inter sono il suo biglietto da visita per questa stagione. Gli infortuni della Juve si sono trasformati nella fortuna dei suoi giovani, che si stanno dimostrando più che pronti.

CENTROCAMPISTA CENTRALE: NICOLÒ ROVELLA (MONZA)

Scrivere “Monza” tra parentesi è probabilmente quanto di più giusto si possa fare quando si parla di questo ragazzo. Il suo futuro, infatti, è la Juventus, squadra che detiene il suo cartellino. Quella alla squadra lombarda deve essere solo una parentesi, il giusto trampolino di lancio per vivere al massimo l’esperienza nel calcio che conta. Sta sfruttando bene questo prestito, ma deve ancora sistemare qualcosa: qualche giallo di troppo e un rosso macchiano una stagione che lo vede figurare quasi sempre tra i protagonisti. Ancora 0 gol e 0 assist, ma una media voto del 6.80 e prestazioni spesso impeccabili contraddistinguono il classe 2001.

CENTROCAMPISTA SINISTRO: SAMUELE RICCI (TORINO)

Il ragazzo scuola Empoli sta continuando la sua crescita anche sotto Ivan Juric. Un assist in questa Serie A e una manciata di minuti in Nazionale, a conferma della bontà delle sue prestazioni. Il numero chiave, però, riguarda la precisione passaggi: su una media di 42 passaggi tentati a partita, la percentuale di precisione ammonta al 91,4%. Numeri superiori a quelli di Casemiro o KDB per prenderne due non a caso. Il classe 2001 fa concorrenza ai fenomeni che giocano nell’altra sponda di Torino senza troppi problemi.

TREQUARTISTA SINISTRO: TOMMASO BALDANZI (EMPOLI)

Altro canterano dell’Empoli, il che dimostra l’importanza del settore giovanile dei toscani. Il ragazzo del 2003 si è preso poco alla volta il posto da titolare: un infortunio sembrava averlo fermato dopo il primo gol realizzato, ma a novembre è tornato e ne ha segnato un altro. Fornisce un passaggio chiave a partita, anche se il primo assist non è ancora arrivato. Anche per lui, però, sembra solo questione di tempo prima che i numeri importanti inizino a dargli ragione.

TREQUARTISTA DESTRO: FABIO MIRETTI (JUVENTUS)

Ancora Juve, questa volta l’annata è 2003. Ormai Fabio Miretti è sulla bocca di tutti, grazie a una buonissima continuità di rendimento. Geniale la palla per Milik contro lo Spezia, che gli consente di trovare il suo primo assist in Serie A. La sfortuna non gli sta permettendo di trovare anche il primo gol, ma è solo questione di tempo prima che il gioiello bianconero possa esultare per la prima volta. Giocate spesso semplici ma mai banali, agisce da veterano nonostante giochi davvero da poco. Riesce a rendere quasi dolce l’infortunio di Pogba. Per questo va grande merito ad Allegri.

ATTACCANTE CENTRALE: LORENZO COLOMBO (LECCE)

Si parla di numeri, si parla indubbiamente di Lorenzo Colombo. La punta del Lecce, in prestito dal Milan, ha trovato spazio in 13 giornate su 15 di Serie A (5 da titolare, 8 da subentrato), realizzando gol pesanti come quello con il Napoli. L’attaccante classe 2002 ha trovato 3 gol e fornito 2 assist, partecipando così a un gol ogni 94′. La sua buona stagione al Lecce potrebbe valergli il ritorno al Milan nella prossima annata, pronto dopo aver accumulato una buona dose di esperienza in Serie A.

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Chi è Leonardo Cerri, il talentino della Juventus Next Gen che ha già esordito in A

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Convocati Juventus

CHI E’ LEONARDO CERRI: IL TALENTINO DELLA JUVE NEXT GEN CHE HA GIA’ ESORDITO IN A – Nonostante la sconfitta della “sua” Juventus, Leonardo Cerri non dimenticherà mai la partita con l’Udinese. L’attaccante dei bianconeri di Torino ha infatti esordito in Serie A al minuto 84 del match con i friulani. Per provare a conquistare almeno il pareggio, Max Allegri ha scelto lui per dare più peso offensivo alla squadra, ma il classe 2003 non è riuscito ad avere l’occasione giusta per trovare anche una clamorosa e importantissima via del gol alla prima presenza nel massimo campionato italiano.

Leonardo Cerri è un attaccante molto giovane, classe 2o03, ma vanta già diversi gettoni in Serie C. Il giocatore romano è un prodotto delle giovanili della Juventus ed ora milita nella formazione Under23, con cui ha realizzato 5 gol e 1 assist in 21 partite in questa stagione. Le sue prestazioni stanno stupendo tutti, compreso Allegri, che con l’Udinese lo ha convocato e schierato in campo, data anche l’emergenza in fase offensiva.

CHI E’ LEONARDO CERRI: LE CARATTERISTICHE

Leonardo Cerri è un giocatore che fa del gioco aereo uno dei suoi punti di forza, infatti è alto 198 cm. Il classe 2003 è abile però anche nel gioco di sponda ed è un giocatore molto funzionale per la squadra. Oltre a aiutare molto i compagni, l’attaccante della Juventus Under 23 è anche bravo ad attaccare l’area di rigore ed è accostato da molti a Luca Toni.

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Calciomercato

Chi è Damian Pizarro, il baby-bomber cileno prenotato dall’Udinese per giugno

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CHI È DAMIAN PIZARRO – L’Udinese guarda al futuro e avrebbe già chiuso alcune operazioni per giugno. Una di queste riguarda Damian Pizarro, attaccante classe 2005 del Colo Colo. Si tratta di un figlio d’arte; il padre, infatti, è David Pizarro, vecchia conoscenza del calcio italiano, ex centrocampista di Udinese, Fiorentina e Roma. Pizarro sarà in Italia in estate e andrà ad occupare un posto da extracomunitario attualmente indisponibile. L’affare è stato chiuso sulla base di 6,5 milioni più una percentuale sulla futura rivendita. Ma andiamo a scoprire chi è Damian Pizarro, quali sono le sue caratteristiche e la sua carriera finora.

LE CARATTERISTICHE DI DAMIAN PIZARRO

Damian Pizarro è un attaccante centrale, ma riesce a bilanciare la forza fisica con la velocità. Infatti i 187 cm gli permettono di essere molto pericoloso nel gioco aereo e partecipare alla manovra sia difendendo il pallone sia creando gli spazi per l’inserimento dei compagni. È dotato di un’ottima velocità che gli permette di suggerire tante trame verticali e di attaccare lo spazio oltre i difensori.

Le caratteristiche da migliorare sono il cinismo davanti alla porta, visto che spesso non riesce a tramutare le occasioni create in gol, e la pulizia nella manovra. Infatti, molto spesso, incappa nella fretta di concludere oppure si affida al servizio con sponde semplici. Il ragazzo ha grandi margini di miglioramento e una carriera davanti a sè.

LA CARRIERA DI DAMIAN PIZARRO

Fino ad ora la carriera di Damian Pizarro si è svolta tutta in Cile, il suo Paese. In particolare, il giovane attaccante cresce nell’Universidad de Chile fino al 2020, quando il Colo Colo lo nota in un’amichevole tra le giovanili dei due club. In quella partita Pizarro sigla una doppietta e viene acquistato.

Nel Colo Colo debutta a causa di un focolaio Covid che ha colpito la Prima Squadra, all’interno della quale diventa presto un titolare. Arriva, così, la prima convocazione nella nazionale maggiore pur senza debuttare, ma, in patria, è considerato il degno erede di Sanchez.

Per quanto riguarda i numeri, Pizarro ha concluso la scorsa stagione con 38 presenze tra tutte le competizione, tra cui la Copa Libertadores. Il classe 2005 ha messo a referto 7 gol e 7 assist.

Fonte immagine in evidenza: profilo IG Pizarro

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Nuovo esordio di un giovane in Serie A: prima presenza per il 2005 Lipani in Bologna-Sassuolo

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Il sabato della 23ª giornata di Serie A si chiude al Dall’Ara dove va in scena il derby emiliano tra il Bologna e il Sassuolo. Proprio i neroverdi, causa le assenze per infortuni, hanno schierato Luca Lipani, giovane esordiente nella squadra di Dionisi. Di seguito, all’interno di questo pezzo, andremo a scoprire chi è Luca Lipani.

CHI É LUCA LIPANI, ALL’ESORDIO IN SERIE A IN BOLOGNA-SASSUOLO – GLI INIZI  

Luca Lipani è un giocatore del Sassuolo nato nel 2005. É cresciuto nel settore giovanile del Genoa, nascendo come centrocampista col vizietto del goal. Già aggregato più volte alla prima squadra del Genoa sia da Blessin che da Gilardino, su Lipani, come detto, l’ha spuntata il Sassuolo: sempre sensibile ad acquistare giovani promettenti.

CHI É LUCA LIPANI, ALL’ESORDIO IN SERIE A IN BOLOGNA-SASSUOLO – NAZIONALE 

Lipani si è fatto notare anche in nazionale minore specie la scorsa estate, quando con l’Under 19 è salito sul tetto d’Europa, vincendo l’Europeo di categoria con l’Italia. Risultando, tra l’altro, decisivo in semifinale, con il gol che mandò al tappeto la Spagna.

All’epoca il ragazzo nativo di Genova si era fatto apprezzare per i 4 gol in 12 presenze nel campionato Primavera e, prima, con i 7 gol nel campionato Under 17, tutto con la maglia del grifone. Tuttavia anche nell’Under 17 italiana aveva inciso realizzato addirittura 10 reti in 29 presenze.

CHI É LUCA LIPANI, ALL’ESORDIO IN SERIE A IN BOLOGNA-SASSUOLO – IL FUTURO

In estate il passaggio al Sassuolo, bravo a strapparlo alla concorrenza. Tuttavia anche la Juventus si era mossa su di lui, garantendogli una maglia da titolare nella Juventus Next Gen. In tal senso decisiva è stata la volontà del giocatore: accettare subito una squadra di Serie A. Il futuro, comuqnue, sembra dalla sua parte visto le grandi potenzialità del ragazzo. Di certo il 3 febbraio 2024 sarà una data che difficilmente scorderà in quanto è arrivata la prima presenza dall’inizio tra le fila del Sassuolo.

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Giovani per il futuro

Chi è Stefan Mitrovic, il nuovo Ngonge per l’Hellas Verona

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Chi è Stefan Mitrovic

CHI È STEFAN MITROVIC – È stata una sessione invernale di calciomercato tormentata per l’Hellas Verona. Il club scaligero, a fronte della travagliata crisi societaria, ha dovuto cedere alcune delle sue pedine più preziose. In questa lista va annoverato indubbiamente Cyril Ngonge, accasatosi al Napoli dietro un conguaglio di più di venti milioni corrisposto ai veneti. Non solo però uscite per il Verona. I gialloblù si sono anche mossi nel mercato in entrata e nelle prossime ore sarebbero pronti a piazzare un colpo importante, quello di Stefan Mitrovic. L’attaccante serbo è ormai a un passo dal Verona che sta per limare gli ultimi dettagli con la Stella Rossa. Ma andiamo adesso a scoprire meglio chi è Mitrovic e ad analizzare le sue caratteristiche tecniche.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Classe 2002, alto 1,82 cm, Mitrovic può occupare più posizioni sul fronte offensivo. Di piede destro, preferisce partire dalla sinistra, ma all’occorrenza può ricoprire il ruolo di trequartista o alternativamente di ala destra. Nel Verona avrebbe l’incarico di prendere il posto di Ngonge senza farlo particolarmente rimpiangere. D’altra parte, la classe e la personalità sembrerebbero non mancargli ma anzi rientrare nel suo bagaglio personale.

LA CARRIERA

Benché si tratti di un giocatore ancora giovane, Mitrovic è stato già protagonista in grandi palcoscenici internazionali. In questa stagione può contare già tre gettoni in Champions League con la Stella Rossa, club che lo ha lanciato ad alti livello dopo averlo prelevato dal Radnicki Nis. Quest’anno, Mitrovic ha totalizzato tredici presenze tra Super liga Srbije, Champions League e Kup Srbije, mettendo a referto una rete. Con la Nazionale, ha fatto tutto il percorso della trafila giovanile, arrivando a debuttare con quella maggiore.

QUALE IMPATTO POTRÀ AVERE NEL VERONA

Un buon rinforzo per il Verona sebbene ci sia da capire quanto ci metterà Mitrovic ad adattarsi nel nostro calcio. I tempi di ambientamento potrebbero risultare uno dei fattori più difficili per il serbo, data la necessità del Verona di avere fin da subito gente pronta a combattere per la salvezza. Baroni ha dimostrato però di saper lavorare bene col materiale finora avuto a disposizione e, con i suoi dettami, l’inserimento di Mitrovic non dovrebbe risultare complicato.

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