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Bari

Gli italiani dimenticheranno le amarezze mondiali con il campionato“, hanno affermato sino alla nausea radio e giornali nelle ultime due settimane per dimenticare uno scandalo ancora cocente che prenderà forma quando a Giugno dovremmo “farci l’amante” trovando una nazionale per cui simpatizzare. Il concetto, di base, non è sbagliato, soprattutto se si pensa alla riscoperta dei nostri campionati, oltre alla Serie A, da valorizzare e rendere appetibili al pubblico estero secondo un progetto accomunabile alla Championship inglese ed alla Ligue 2 francese, che nonostante alcune carenze tecniche è diventata una sorta di tendenza, favorita dallo svolgimento delle partite il Venerdì sera (alle 20:00). Una sorta di piano B per la nostra rinascita a cui il popolo italiano aveva largamente risposto ben prima delle delusioni nazionali.

Il record di affluenza del derby di Puglia tra Bari e Foggia, che non si giocava da 20 anni, segna un vero e proprio crocevia per la serie cadetta: al San Nicola erano presenti 30.000 persone, un’affluenza da far impallidire tante strutture di Serie A che non fa altro che confermare uno studio lanciato questo mese dal Guerin Sportivo, secondo il quale dallo scorso anno in poi, esaminando le prime nove giornate di campionato, 207.996 italiani in più hanno scelto la bellezza fuggente di una Domenica allo stadio invece della pay tv.

Tra queste 30.000 persone, la spinta della società foggiana, convinta della correttezza del suo pubblico e fermamente volenterosa di portare la propria rappresentanza nella struttura barese, ha portato 1290 ultras a potersi godere lo spettacolo dal vivo, così come avevano annunciato questore, prefetto e osservatorio nazionale mercoledì. I due sindaci hanno parlato di “festa dello sport comune”, condannando di fatto le scritte ingiuriose di alcuni tifosi baresi all’indirizzo dei foggiani.

LA PARTITA

Il gol del “foggiano” Galano.

 

Non è un caso che a simboleggiare la fantomatica ripresa cadetta siano le idee ed il gioco di un ex campione del mondo come Fabio Grosso, che a Bari sembra finalmente aver trovato la rampa di lancio ideale per una grande carriera in panchina. La partita si accende a tratti e risulta spesso spezzettata, ma l’idea di gioco dell’ex Palermo, quella di portare tanto gioco sulle fasce con un centrocampo rapido è stata ben chiara sin da subito. Esempio di come tanti giovani talenti italiani, da Galano a Petriccione passando per Improta, relazionandosi tatticamente con ottimi prospetti stranieri (Anderson, Cissé, Tello) possano davvero dar vita ad una realtà calcisticamente e culturalmente completa. Se poi in panchina hai l’usato sicuro della Serie A, con la batteria di tenori Brienza-Floro Flores-Nene, potrai sempre inventarti qualcosa. E’ quello che ha provato a fare ieri Grosso, che con un pizzico di fortuna, buttando dentro le tre volpi poc’anzi citate e sbilanciandosi in avanti durante gli ultimi dieci minuti (grazie all’espulsione del centrale difensivo Coletti al minuto 80) ed a nulla è servito un Foggia coperto ed attento grazie alle sentinelle di centrocampo Agnelli, Vacca e Gerbo che per ampi tratti hanno dovuto subire il palleggio barese. Bene il centravanti Beretta, anche se l’assenza del bomber Mazzeo era pesante, mentre ben coperti dai due terzini pugliesi l’ex Fedato e Calderini. Il pari, visto l’equilibrio della partita, sarebbe stato il risultato più giusto, ma proprio al 90esimo Floro Flores, imbeccato in area, centra di destro per Galano, che solo davanti alla porta appoggia tranquillamente in rete di sinistro ma si allontana verso il centrocampo senza festeggiare. Il motivo è presto spiegato: il 26enne è un nativo di Foggia, e nonostante si sia formato calcisticamente a Bari il suo è come un gol dell’ex.

COSA MIGLIORARE

Il gol di Galano allo scadere, dalle emozioni forti per i cuori biancorossi, non giustifica di certo il più classico dei derby giocato con la cosiddetta “paura di perdere” che ci accomuna da tantissimo tempo e che in parte non ci ha permesso di arrivare in Russia. Per rendere appetibili le partite ed i campionati nostrani bisognerebbe iniziare ad avere una visione più aperta alla “battaglia”, sportivamente parlando, per stravincere partite del genere invece di accontentarsi di un’ottimo schermo difensivo e di qualche sporadica ripartenza. Le realtà, soprattutto in Serie A, ci sono, ed è per questo che spesso il nostro calcio è stato valutato in maniera errata: chi lo ha fatto prima continua a farlo oggi parlando di “rifondazione”, quando basterebbe qualche piccola accortezza per far salire il gradimento del pubblico. Il modello inglese, da 600 milioni per 5 anni di contratto con Sky (con il campionato in cui il Mercoledì si gioca per prassi), è irraggiungibile ma può essere un ottimo spunto per migliorare, in Serie A così come in Serie B. Ma per i milioni dei diritti tv bisogna prima passare da una metamorfosi del gioco, soprattutto cadetto, che ci porti ad un sostanziale miglioramento.

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Allegri dopo la sconfitta col Napoli: “Dispiace perchè abbiamo fatto una bella partita, il problema Allegri non esiste”

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Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus - Serie A, Coppa Italia

Le parole di Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, dopo la sconfitta per 2-1 contro il Napoli. Il tecnico livornese ha parlato ai microfoni di DAZN:

TANTISSIME OCCASIONI – “Stasera i ragazzi hanno fatto una bella partita. Anche nel primo tempo abbiamo avuto buone occasioni. Sono passaggi di crescita che i ragazzi devono fare. Siamo ancora secondi momentaneamente e ancora 11 partite da giocare per raggiungere il nostro obiettivo”.

MIRETTI E ALCARAZ – “Avendo fuori McKennie e Rabiot ho messo loro che hanno fatto un’ottima partita. Oggi bello vedere la squadra che si è aiutata. Loro non hanno avuto occasioni nitide davanti a Szczesny, noi non abbiamo sfruttato al meglio le nostre. Dispiace perchè veniamo sconfitti”.

RAMMARICO MAGGIORE – “Bisogna migliorare su tante cose. L’esperienza in queste partite verrà fuori: difenderemo meglio, saremo più svegli sul rigore. Vediamo anche il lato positivo: oggi ha giocato la Juventus più giovane forse della storia. Stiamo lavorando bene, l’importante è raggiungere la zona Champions”.

RIGORE – “Sono dispiaciuto. Loro ci hanno anticipato, noi siamo stati lenti. Bravo Szczesny a parare un rigore tirato male, se l’avesse tirato bene forse finiva in angolo“.

CAMBIAMENTI DOPO L’INTER – “Questo è il calcio. Ci sono momenti in cui tutto va bene e altri in cui non gira nulla. A Verona abbiamo preso il gol più bello del campionato. Bisogna continuare a lavorare così. Abbiamo fatto 57 punti per ora, siamo dentro il nostro obiettivo“.

FUTURO – “Invitate il mio agente e ve lo fate spiegare. Io sono l’allenatore della Juventus e sono molto contento. Ogni anno a questo punto della stagione mi chiedete del futuro. Il problema Allegri in questo momento non esiste: c’è una stagione in corso in cui dobbiamo raggiungere degli obiettivi. Siamo concentrati su quello, ringrazio i ragazzi e ci impegneremo fino alla fine“.

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Napoli-Juventus 2-1, le pagelle: Kvaratskhelia e Chiesa inarrestabili, Nonge da incubo

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Kvaratskhelia, giocatore del Napoli, Miretti, giocatore della Juventus, Serie A, Coppa Italia

Il Napoli si aggiudica il big match del Maradona battendo per 2-1 la Juventus. Nel finale di un primo tempo divertente e con occasioni da entrambe le parti, sono i partenopei a sbloccarla con lo splendido destro volante di Kvaratskhelia. Nella ripresa la Juventus la riprende con Chiesa prima di crollare a pochi minuti dal recupero. Un’ingenuità di Nonge porta infatti Osimhen dal dischetto: Szczesny para ma sulla ribattuta Raspadori trova il tap in da tre punti. Di seguito le pagelle del match.

LE PAGELLE DEL NAPOLI

Meret 6: interviene con sicurezza quando impegnato, ma non può nulla in occasione del gol subito.

Di Lorenzo 6: prova senza particolari acuti quella del capitano azzurro, che si presta con dedizione in entrambe le fasi.

Rrahmani 6.5: prova solida del centrale kossovaro, preciso e puntuale in più situazioni complicate. Al 65′, nel momento più importante, è costretto ad uscire per infortunio (Dal 65′ Ostigard 6: non sfigura. Entra e non guasta il buon equilibrio della linea difensiva).

Juan Jesus 6: gara ordinata del brasiliano, attento e pronto quanto chiamato in causa.

Olivera 5: qualche svarione di troppo, soprattutto in avvio quando spalanca il campo a Chiesa, e troppe incertezze negli uno contro uno. Prova decisamente insufficiente.

Anguissa 6.5: altra prestazione importante dopo quella di Sassuolo. Preziosissimo in fase di copertura, il camerunense lavora tanto in zona gol provando ad incidere con inserimenti che ricordano quelli dei suoi tempi migliori.

Lobotka 6: tanto lavoro oscuro in cabina di regia. Non brilla particolarmente ma è preziosissimo per la squadra di Calzona.

Traorè 5.5: si dà tanto da fare ma senza riuscire ad incidere. Qualche spunto interessante ma abbastanza impreciso, soprattuto nei vari cross sul secondo palo tentati (Dal 65′ Zielinski 6: la sua fantasia dà una buona accelerata alla manovra offensiva partenopea).

Politano 6: non particolarmente appariscente ma comunque efficace. Collabora bene alla costruzione di gioco sulla catena di destra partenopea (Dal 65′ Raspadori 7: si rivela essere la mossa vincente di Calzona. Partecipa con insistenza nelle trame di gioco ed è il più veloce a ribadire in rete il rigore di Osimhen, regalando così i tre punti agli azzurri).

Osimhen 5.5: si impegna ma fatica ad uscire dalla marcatura di Bremer. Nel finale si procura con mestiere l’occasione per incidere ma fallisce dal dischetto.

Kvaratskhelia 7: al georgiano, ispiratissimo, riesce tutto. Tenta più volta la giocata sull’out di sinistra, puntando continuamente Cambiaso e facendogli anche rimediare un giallo, prima di sbloccare il match con un destro al volo semplicemente perfetto (Dal 93′ Lindstrom SV)

All. Calzona 6.5: gara preparata e letta bene. Nel primo tempo soffre in avvio ma la sua squadra cresce progressivamente arrivando anche al gol. Nella ripresa tocca le corde giuste con i cambi e trova i tre punti nel finale.

LE PAGELLE DELLA JUVENTUS

Szczesny 6.5: forse coperto, non riesce ad intervenire sul destro affilato di Kvaratskhelia. Ha il grande merito di neutralizzare il rigore di Osimhen, ma deve arrendersi sulla ribattuta vincente di Raspadori.

Rugani 5.5: non lucidissimo in più di una lettura di gioco, nel finale spara alto il pallone del pareggio.

Bremer 6: prende in carico Osimhen lasciandogli pochissimo spazio. L’unica sbavatura commessa nel primo tempo, quando interviene in maniera goffa proprio sul nigeriano, gli costa il cartellino giallo.

Alex Sandro 6.5: fa buona guardia su Politano e, nel primo tempo, si esalta con un gran salvataggio sulla linea sul colpo di testa di Olivera.

Cambiaso 5: fatica a tenere il passo di Kvaratskhelia e a sfruttare gli spazi lasciati da un Olivera in serata no. Ad inizio ripresa si ritrova il pallone dell’1-1, ma lo spreca calciando altissimo da posizione più che favorevole (Dal 66′ Weah 6: entra col piglio giusto, tentando l’affondo sulla fascia destra).

Miretti 6: disputa una buona gara, approcciandola con personalità. Ci mette attenzione in fase di copertura e una serie di buone giocata sul fronte opposto (Dal 76′ Nonge 4: l’ingenuità su Osimhen che porta al rigore decisivo in favore del Napoli pesa ovviamente tantissimo sul risultato (Dal 90′ Danilo SV)).

Locatelli 6: lucido ed intelligente dal punto di vista tattico, garantisce equilibrio in mezzo al campo senza rischiare.

Alcaraz 6: impreciso per lunghi tratti del match, si rifà innescando Chiesa nell’azione del momentaneo pareggio (Dal 90′ Milik SV).

Iling Junior 6: non messo particolarmente sotto pressione dal punto di vista difensivo, l’esterno inglese guadagna la sufficienza grazie a qualche buon cross messo in area (Dal 76′ Yildiz 6: si intravede con qualche buono spunto, su tutti il cross teso per Rugani che regala alla Juve l’ultima occasione del match).

Vlahovic 5: serata terribilmente complicata per il nove bianconero, che ha le proprie occasioni ma non riesce a sfruttarle. Sfortunato in occasione del palo colpito, poteva decisamente fare di più sia sul colpo di testa in avvio che sul piazzato a botta sicura di fine primo tempo.

Chiesa 7: i fischi di una settimana fa sembrerebbero averlo caricato. Infatti, si carica l’attacco sulle spalle dispensando sgasate, dribbling e cross interessanti, prima di trovare il gran gol che riporta la gara momentaneamente in parità.

All. Allegri 5.5: la sua Juventus ha le occasioni ma non riesce a sfruttarle. Nella ripresa probabilmente la perde coi cambi, con l’ingenuità di Nonge che è tanto vistosa quanto pesante.

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La Juventus fatica ancora, vince il Napoli per 2-1: il resoconto

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Napoli Juventus resoconto

NAPOLI JUVENTUS RESOCONTO – Una domenica sera sfavillante che ci regala tante emozioni. Protagonista il big match tra Napoli e Juventus al Maradona, con entrambe le squadre impigliate in un periodo poco positivo.

La Juventus, difatti, arrivava da due pareggi e due sconfitte nelle ultime cinque gare. Il Napoli, a sua volta, ha trovato una schiacciante vittoria contro il Sassuolo per 1-6 ma, prima di quest’ultima, i partenopei hanno faticato a macinare punti in classifica.

La gara si è sbloccata poco prima della fine del primo tempo. L’autore del gol che ha rotto il ghiaccio è il solito Khvicha Kvaratskhelia che, con un piccolo aiuto di una deviazione di Cambiaso, beffa Szczesny e porta il Napoli in vantaggio. Supremazia partenopea per quanto riguarda il possesso palla. La gara, tuttavia, è stata piuttosto equilibrata, con le due squadre che si sono date battaglia a viso aperto. La Juventus non è riuscita a sbloccarsi prima dell’80esimo anche a causa delle diverse occasioni mancate da Dusan Vlahovic. Federico Chiesa proprio all’81esimo incrocia un destro all’angolino basso dove Meret non riesce ad arrivare. Un’ingenuità di Nonge regala però il 2-1 al Napoli: penalty sbagliato da Osimhen, con Raspadori che si avventa sulla respinta e sigla il gol del vantaggio definitivo per i partenopei.

Il Napoli, grazie alla vittoria ottenuta questa sera, supera Lazio e Fiorentina in classifica e si piazza al settimo posto a -3 dall’Atalanta. La Juventus, invece, rimane al secondo posto a +1 sul Milan.

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Como, Roberts: “Dovevamo vincere a tutti i costi e ci siamo riusciti”

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Patrick Cutrone, giocatore del Como, Serie B, Coppa Italia

È finalmente arrivata una vittoria contro una diretta concorrente per il Como ed è arrivata nel modo più dolce possibile. Un gol incredibile di Patrick Cutrone ha dato i 3 punti al Como a pochissimi minuti dalla fine del match. Osian Roberts ha commentato la vittoria del Como ai microfoni dei giornalisti presenti in conferenza stampa, tra cui anche l’inviato per Numero Diez. Di seguito le parole di Roberts.

COMO, ROBERTS: “QUESTE PARTITE SI VINCONO COSÌ”

VITTORIA SOFFERTA – “Sapevamo che questa settimana sarebbe stata importante con 3 partite in settimana. I giocatori sono stati fantastici e si sono allenati bene. Con 7 punti in 3 partite siamo stati ripagati per il lavoro fatto”.

VITTORIA CONTRO IL VENEZIA – “Sono soddisfatto finché si vince. Dovevamo vincere a tutti i costi e abbiamo trovato un modo. Non c’era differenza tra le due squadre. Era un bel test per noi e riuscire a vincere con una diretta concorrente è un bel passo in avanti”.

SU CUTRONE E BELLEMO – “Bellemo ha subito un infortunio. Ha giocato tanto e speriamo sia solo un piccolo problema. Come capitano è stato impeccabile nell’ultima settimana anche durante gli allenamenti. Su Patrick posso dire che è stato bellissimo rivederlo in campo. Ci ha promesso che avrebbe segnato e l’ha fatto”.

DISATTENZIONE SUL GOL DEI VENETI – “Solitamente siamo bravi a mantenere il vantaggio quando segnamo. Non succede spesso di prendere gol pochi secondi dopo aver segnato. Mi dispiace e dobbiamo sicuramente analizzare e capire  il motivo di quel gol”.

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