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Serie B review: cos'è successo nel weekend

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Serie B review: cos’è successo nel weekend

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Quindicesima giornata di Serie B che si è conclusa ieri sera con il posticipo tra Perugia e Cosenza, che rappresenta in pieno la stranezza e la complessità di questo campionato, nel quale è difficile prevedere qualsiasi risultato o qualsiasi ribaltone di classifica. Tutto complicato, tranne il fatto che il Benevento sta volando via in classifica.

BENEVENTO SCHIACCIASASSI

Il ritmo imposto dalla capolista del campionato cadetto di quest’anno è impressionante: il Benevento di Pippo Inzaghi sta facendo faville, e schianta al Vigorito anche il malcapitato Trapani per 5-0; i giallorossi passano in vantaggio dopo 10′ con Massimo Coda che sigla il primo gol di testa, poi è un calcio di rigore di Viola a chiudere la prima frazione con il doppio vantaggio, mentre nella ripresa dilagano le streghe con Sau – che segna un attimo prima di uscire dal campo – e con il secondo e terzo gol di Viola: prima un capolavoro su punizione dai 50 metri, con l’ex Reggina che vede Carnesecchi fuori dai pali e lo castiga, e poi il gol della tripletta con uno strepitoso sinistro ad uscire dalla lunga distanza. Grande vittoria e sempre più fuga per la Strega.

Il Cittadella invece si piazza al secondo posto dopo una rocambolesca partita giocata al Tombolato contro la Salernitana: inizialmente è un dominio dei veneti, nonostante il vantaggio dei campani con lo stacco imperioso di Milan Djuric, che verrà ribaltato in 13′ dai gol di Diaw (destro secco che batte Micai), Benedetti (sinistro dalla distanza) e ancora dall’italo-senegalese Diaw (colpo di testa facile facile). Nella ripresa sembra chiuderla definitivamente il Cittadella con D’Urso, ma la Salernitana ha un barlume d’orgoglio e trova prima il gol del -2 con Giannetti che gira in rete di testa, e poi su calcio di rigore con Kiyine per il 4-3 che riapre le speranze. Giannetti avrebbe anche la palla del clamoroso 4-4 all’ultimo minuto, ma davanti a Paleari svirgola in maniera goffa e costringe la Salernitana alla sconfitta (e al ritiro). Cittadella adesso secondo assieme al Pordenone, che nel posticipo di domenica riesce a battere il Crotone nello scontro d’alta classifica: in una gara povera d’emozioni basta l’autogol di Mattia Mustacchio a regalare i tre punti ai friulani, che giocano una gara perfetta in difesa, rendendo vano ogni tentativo dei pitagorici, che con la sconfitta per 1-0 si ritrovano da secondi a settimi.

La classifica di Serie B è sempre più corta…

https://twitter.com/trggrd_/status/1203069279417057280?s=20

I MOVIMENTI DEL CENTRO-CLASSIFICA

Dal quarto posto al diciottesimo ci sono soltanto sei punti: un centro-classifica molto ampio, che è comandato dal Chievo Verona che vince 1-0 giocando un buon calcio contro la Cremonese che, nonostante l’arrivo di Baroni, ancora non ha ingranato, ritrovandosi in zona playout; il gol della vittoria lo segna Di Noia, con una conclusione strepitosa per forza, difficoltà e precisione, ed è la rete che vale la vittoria, dato che il Chievo non riesce a chiudere il match prima del fischio finale. Il modo migliore per regalarsi un esordio stagionale da sogno per l’ex Carpi. A differenza dei clivensi, non riesce a portare a casa l’intera posta il Perugia, che nel posticipo di ieri ha impattato sul Cosenza con il risultato di 2-2: due volte in vantaggio il grifo, prima con il solito Iemmello (lesto in area di rigore) e poi con Falasco (che tocca anche con il braccio), ma ripreso due volte dai lupi, che prima con il destro dalla distanza di Sciaudone e poi con il gol da attaccante da categoria superiore dell’ormai solito Rivière – tocco d’astuzia ad anticipare portiere e difesa – i cosentini si portano a casa un punto preziosissimo per la corsa salvezza.

Altro 2-2 quello tra Pescara e Venezia, che all’Adriatico danno vita ad una bella partita che apparentemente pareva sui giusti binari dei pescaresi: i gol dei soliti Galano, che segna di testa da pochi passi, e di Machin, che invece colpisce con un gran destro a giro, sembrano poter regalare i tre punti agli abruzzesi, che però vengono rimontati dal Venezia. Prima Kastrati non riesce ad intervenire con efficacia su una conclusione di Aramu e realizza un’autorete, poi a un minuto dal termine è ancora l’ex giocatore del vivaio del Torino a siglare al volo il gol del definitivo 2-2, che accontenta più i veneti rispetto agli uomini di Zauri. Chi risale invece è l’Empoli, che sulla sirena mette a segno la prima vittoria dell’era Roberto Muzzi: l’Ascoli passa addirittura in vantaggio al Castellani con capitan Brosco che insacca di testa, ma nella ripresa arriva la reazione dei toscani che pareggiano prima con Balkovec su calcio di punizione (ingannato Leali) e poi firmano il definitivo 2-1 nei minuti di recupero con il gol di Antonino La Gumina, lesto a sfruttare una respinta corta dell’estremo difensore ascolano e a far esplodere il Castellani di gioia.

In netta ripresa il Frosinone di Nesta, che col tempo ha trovato la giusta quadra e si è rilanciato definitivamente per la corsa ai playoff: un gol in apertura di Beghetto e un gol nel recupero di Camillo Ciano fissano lo 0-2 e regalano i tre punti su un campo ostico come quello della Juve Stabia, con i campani che rimangono in una zona delicata di classifica e con i ciociari che possono finalmente festeggiare dopo un inizio di campionato difficile e una classifica che non dava tranquillità. Ora anche Nesta può esultare e sorridere.

In Ciociaria è tornato il sereno, e ora si può tornare a parlare di promozione
(Fonte: Instagram @frosinonecalcio)

BREDA, STAVOLTA ESONERATO DAVVERO

L’Entella si tira fuori definitivamente dalla zona retrocessione, alla quale si avvicina il Pisa, sconfitto per 0-2 dai liguri a domicilio. All’Arena Garibaldi segnano prima De Luca – che poi si farà espellere a 10′ dalla fine, mettendo in difficoltà i suoi – e poi al 95′ la chiude in contropiede Toscano, regalando tre punti pesantissimi agli uomini di Boscaglia, mentre rimane il problema del gol per il Pisa, che quando non ha Marconi a disposizione fatica troppo a trovare la via della rete.

Dopo il falso allarme e il tentato affiancamento di Antonio Filippini, Roberto Breda è stato definitivamente esonerato da Aldo Spinelli: è stata fatale per il Livorno la sconfitta contro lo Spezia per 2-0, nella quale i gol di Ragusa e Mastinu hanno chiuso una partita che pareva finita prima di iniziare, con i labronici allo sbando e ormai definitivamente in contrasto con la guida tecnica. Adesso si parla di Pillon e Tramezzani, con l’ex vice di De Biasi sulla panchina dell’Albania che parrebbe in vantaggio. Al Livorno serve un altro miracolo dopo quello dell’anno scorso, perché la salvezza sarà difficilissima da raggiungere.

La classifica adesso vede scappare il Benevento, a +11 da Cittadella e Pordenone, mentre da qualche settimana Frosinone e Chievo, due delle favorite del campionato che avevano avuto una partenza a rilento, sono tornate a fare la voce grossa nell’alta classifica. Detto dell’agglomerato che va dal 4° al 18° posto, Pisa, Spezia, Salernitana e Venezia galleggiano poco sopra la zona playout, occupata al momento dalla Cremonese e dal Cosenza, mentre retrocederebbero direttamente Juve Stabia, Livorno e Trapani.

Fonte immagine di copertina: Instagram @ascittadella1973

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ESCLUSIVA – Tavano: “Calzona? Di calcio ne sa tanto, Nicola salverà l’Empoli”

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Tavano Empoli

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Ciccio Tavano, ex attaccante fra le altre di Roma, Livorno ed Empoli. Ecco le sue dichiarazioni in esclusiva ai nostri microfoni:

Il Napoli ha sostituito Mazzarri con Francesco Calzona. È stato il vice allenatore di Sarri all’Empoli tra il 2012 e il 2015. Cosa ricorda della sua persona? Pensa che sia l’uomo più adatto per risollevare le sorti del Napoli dopo una prima metà di stagione deludente?

È una persona che di calcio sicuramente ne sa tanto visto con chi ha collaborato. Se è l’allenatore giusto, questo lo deciderà il campo. Perché se una squadra cambia 2 allenatori, vuol dire che ci sono tanti problemi da risolvere. Comunque confido molto in lui.

Calzona è stato vice allenatore di Sarri, prima dell’approdo sulla panchina della Nazionale. È la sua prima esperienza in una big del panorama italiano da primo tecnico: pensa che per il Napoli ricoprirà le vesti di “traghettatore” fino a giugno o che De Laurentiis possa iniziare un nuovo ciclo con lui?

Questo non lo so. Dipende da cosa si sono promessi e poi non dimentichiamoci che lui è il CT della Nazionale Slovacca.

La rinascita dell’Empoli con Davide Nicola. Cosa non funzionava più con Zanetti prima e Andreazzoli poi? In caso di salvezza, riterreste quello di Nicola un “miracolo” come i suoi precedenti con Crotone e Salernitana?

Quando cambi allenatore lo fai per dare una scossa alla squadra e con l’arrivo di Nicola sembra la scelta giusta. È un allenatore preparatissimo e lo sta dimostrando. Sono convinto che salverà l’Empoli.

Nell’ultimo anno a Empoli ha condiviso il campo con Piotr Zielinski, ai tempi ventenne. Dopo una lunga parentesi a Napoli, andrà all’Inter a fine anno. Si aspettava una crescita tanto ampia da parte sua, fino all’arrivo in una big italiana?

Piotr si vedeva già che aveva qualità enormi e con il passare degli anni è cresciuto tantissimo. Giocatore eccezionale e si merita tutto questo.

Domanda personale: è nostalgico dei suoi anni sui campi? Se sì, cosa le manca di più del calcio giocato?

È normale dire di sì per la passione che ho per questo sport. Poi ti manca la quotidianità di vivere lo spogliatoio e le emozioni di giocare le partite.

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Verona, senti Colomba: “L’Hellas ha tutte le carte in tavola per salvarsi”

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Verona

LE PAROLE DI COLOMBA – Franco Colomba, ex tecnico di Verona e Bologna, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de L’Arena in vista del prossimo match proprio tra gli scaligeri e i rossoblù. Ecco le sue parole:

IL PROGETTO DEL BOLOGNA – “I rossoblù non sono una meteora. Sono un gruppo costruito a ragion veduta e nel tempo. D’altronde a Verona Giovanni Sartori lo conoscete molto bene. Se sono con le prime in classifica è perché ci sono arrivati per gradi e sul campo”.

SU ZIRKZEE – “Sono tante le individualità del Bologna. Credo che Zirkzee sia quella più visibile. Morfologicamente no ma per tipo di gioco a me ricorda Higuain. Come l’argentino a lui piace iniziare l’azione d’attacco e poi concluderla. Nel gol alla Lazio c’è tutto questo compresa la rabbia di Zirkzee nel metterla dentro”.

SU BARONI – “I gialloblù sono tosti, hanno cambiato tantissimo però sono competitivi. Bravo Sogliano e Baroni. Quest’ultimo è un ragazzo serio con un passato di livello. Mette equilibrio in tutte le cose che fa. Sa traghettare un gruppo in difficoltà in acque più tranquille”.

THIAGO MOTTA PRONTO PER UNA BIG? – “Questo non lo so, lui è stato un ottimo calciatore. Ha carisma ed idee. Thiago Motta sa come far rendere al meglio la squadra. Non si perde mai d’animo. Il Bologna rispecchia il suo carattere. Se la rete non giunge nel primo tempo, ecco che come per incanto arriva nella ripresa”.

LOTTA SALVEZZA – “Penso che l’Hellas abbia tutte le carte in regola per salvarsi. D’altronde penso che sia a due punti da dove si respira un’altra aria. Molto dirà il match in casa col Sassuolo”.

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Champions League

0-0, ma ritmi alti e un’occasionissima per Lautaro: il resoconto dei primi 45′ di Inter-Atletico

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Lautaro Martinez, Rodrigo De Paul, giocatori di Inter e Atletico Madrid, Serie A, La Liga, Champions League, Coppa Italia

Terminato il primo tempo di Inter-Atletico Madrid, sfida valida per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. In un San Siro preparato alla perfezione per il grande evento, le due squadre vanno negli spogliatoi sul risultato di 0-0. L’incontro è indubbiamente piacevole, con ritmi alti in entrambe le metà campo. Lato Atletico registriamo poche occasioni, con la squadra più improntata ad attendere il gioco dell’Inter, seppur abbastanza impreciso negli ultimi 20 metri. Le maggiori chance da gol capitano proprio ai nerazzurri e la più eclatante è quella per Lautaro Martinez. Al 38′ l’argentino viene servito da Thuram al limite dell’area, ma il tiro esce strozzato e viene respinto dalla difesa. Peccato, perchè il capitano nerazzurro era posizionato perfettamente davanti allo specchio della porta.

Nel finale di primo tempo attimi di ansia per Thuram, che si è accasciato per un apparente problema muscolare. Dopo qualche secondo di medicazione in campo il francese ha ripreso a giocare, anche se la postura e la faccia non fanno presagire nulla di buono. Inzaghi ha già mandato Arnautovic a scaldarsi.

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Che primo tempo tra Monza e Milan! 2-0 brianzolo malgrado l’infortunio di Di Gregorio

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Monza

Primo tempo intenso, sotto il punto di vista delle emozioni, quello che va in scena all’U-Power Stadium tra Monza e Milan. La partita prosegue sui binari dell’equilibrio, in una sorta di stallo tattico che complica la creazione di vere e proprie occasioni da gol.

Malgrado i favori del pronostico, i rossoneri si scagliano contro un Monza coriaceo che ha la prima occasione della gara quando Djuric gira verso la porta un cross di Carboni che scheggia il palo e finisce sul fondo. La gara cambia nel giro di due minuti: al 40′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Di Gregorio e Pablo Marì collidono su una palla alta. Il contrasto è durissimo e ad avere la peggio è il portiere brianzolo, che abbandona il campo stordito al 43esimo minuto di gioco.

Dopo una lunga pausa per consentire le medicazioni all’estremo di casa, il Milan viene sorpreso dalla ripartenza del Monza, che al 45′ si conquista un calcio di rigore con Dany Mota, bravo a sfruttare l’ingenuità di Thiaw. Dal dischetto Pessina è infallibile e spiazza Maignan per l’1-0. Al sesto degli otto di minuti di recupero concesso, poi, è ancora una volta Dany Mota a beffare il Milan. Grande azione di Colpani che scappa via sulla destra, pallone offerto al portoghese che apre il piattone e fa 2-0.

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