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Sfruttare le fasce

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Sfruttare le fasce

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Manchester City

Kyle Walker e Danilo Luiz Da Silva. I due nuovi acquisti del Manchester City costringono a porci un quesito ben preciso: ma è giusto (o comunque intelligente) spendere più di 80 milioni di euro per due terzini destri?

Per molti la risposta potrebbe essere “no”. Questo punto di vista è anche capibile: il City ha sì tanta disponibilità economica, ma non per questo è giusto investire tanti soldi su un unico ruolo. Inoltre i Citizens devono cercare di migliorare la propria rosa anche in altri reparti, non solo sugli esterni bassi. Per Guardiola invece tutto ciò è pienamente normale e assolutamente corretto. Pep vuole finalmente mettere in atto il gioco che a Barcellona ha fatto sognare milioni di persone. Vuole riproporre i movimenti che hanno cambiato il calcio e che hanno trasformato Barcellona nella capitale del Fútbol. Guardiola vuole tornare a sfruttare le fasce, e per farlo ha bisogno di terzini di altissimo rendimento.

QUESTIONE DI NECESSITÀ

La decisione della società di Manchester di non rinnovare i contratti in scadenza di Zabaleta, Sagna e Clichy rendeva la situazione terzini più delicata che mai. Dall’avere quattro terzini di ruolo (Zabaleta e Sagna a destra e Clichy e Kolarov a sinistra), Guardiola si era ritrovato con l’unico sopravvissuto che era il serbo ex Lazio. Per tutti gli altri l’avventura al City era terminata, e già questo rappresentava un chiaro segnale di svolta. L’obiettivo era quello di rifondare il reparto più traballante di tutta la rosa a disposizione di Guardiola. Per fare ciò era necessario svecchiare l’età media del pacchetto difensivo e cercare terzini compatibili con il gioco di Pep.

Walker e Danilo quindi sostituiscono i partenti Zabaleta e Sagna, innalzando notevolmente il livello qualitativo in quel determinato ruolo. L’inglese rappresenta un’assoluta certezza in Premier. Le sue prestazioni in sei anni di Tottenham sono un biglietto da visita di tutto rispetto. Walker rappresenta il prototipo del terzino perfetto per il calcio inglese: tecnico, rapido, veloce. La grande qualità dell’ex Tottenham è la continuità di rendimento all’interno della partita. Walker infatti riesce a mantenere un alto grado di intensità di gioco durante tutti i 90 minuti.

Uno degli assist di Walker in nazionale

Danilo invece è un giocatore totalmente differente. Anche il brasiliano è dotato di una grande forza fisica e di una notevole corsa, però a differenza dell’inglese è meno incisivo in zona offensiva. L’ex Real Madrid possiede anch’esso una buona qualità tecnica, la quale però non è supportata da una naturale propensione offensiva. Danilo quindi, all’interno della sceneggiatura condotta da Pep Guardiola, svolge il ruolo di terzino difensivo. Utile, ma non totalmente adatto al gioco del tecnico catalano.

Uno dei due assist stagionali di Danilo quest’anno

IMPARARE A MUOVERSI

Sfruttare le fasce è una delle caratteristiche fondamentali del gioco di Guardiola. E soprattutto i terzini diventano di vitale importanza all’interno dei meccanismi offensivi. Dani Alves, Jordi Alba, Abidal e Maxwell, ai tempi del Barcellona, svolgevano un ruolo determinante. Tutti i terzini di Pep infatti avevano il compito di agire quasi da ali aggiunte per sfruttare al massimo l’ampiezza del campo. In questo modo, e ciò succedeva spesso a destra sull’asse Messi-Dani Alves, l’esterno offensivo di parte aveva la possibilità di entrare verso il centro del campo risultando più pericoloso in zona gol.

Quante volte infatti abbiamo visto Dani Alves, quando ancora vestiva blaugrana, giocare quasi all’altezza degli attaccanti, con Messi pronto a ricevere la palla tra le linee per risultare più pericoloso. Ora a Manchester Guardiola dovrà essere capace di replicare queste giocate con giocatori diversi. A destra sarà probabilmente Walker a partire titolare nell’undici del tecnico catalano. L’ex terzino del Tottenham agirà insieme ad uno tra Bernardo Silva, David Silva, Sterling, Sané e Gabriel Jesus.

Il potenziale offensivo del City è di assoluto valore, e Pep dovrà essere bravo nel capire velocemente chi si adatterà maggiormente al proprio stile di gioco. Bernardo Silva e David Silva infatti rappresentano due soluzioni più tecniche ed intelligenti tatticamente. Il portoghese e lo spagnolo possiedono una qualità maggiore rispetto agli altri esterni e si sanno posizionare meglio con il corpo. Sané e Sterling invece basano il proprio gioco sulla velocità e la rapidità, peccando però dal punto di vista tattico e puramente tecnico. Gabriel Jesus invece rappresenterebbe più una soluzione alternativa: il brasiliano infatti è più una prima punta, adattabile però al ruolo di esterno. Tra tutti questi nomi non abbiamo citato volontariamente De Bruyne, che sembra quello più sicuro di un posto e il più funzionale al gioco di Guardiola.

E DANILO?

Con Walker, che sembra il prescelto per il ruolo da titolare sulla destra, Danilo che compiti avrà? In partenza il brasiliano dovrà cercare di giocarsi il posto nell’undici di partenza proprio con l’inglese. Probabilmente Guardiola deciderà di volta in volta chi schierare in base alle caratteristiche dell’avversario. Oppure opterà per Danilo in partita in corso per difendere un possibile risultato di vantaggio. Possibile, ma complicato vederli in campo insieme con l’ex Tottenham sulla destra e l’ex Real sulla sinistra. Non è abitudine di Guardiola schierare un giocatore fuori piede, soprattutto quando si tratta di un terzino. Inoltre il City sembra anche aver messo gli occhi su Mendy, terzino sinistro francese del Monaco.

A tutto ciò si aggiunge la probabilissima partenza di Kolarov, destinazione Roma, la quale rende inevitabile l’acquisto di almeno un terzino sinistro di ruolo. Walker e Danilo quindi si alterneranno sulla fascia destra, consapevoli di poter essere all’altezza e altrettanto consapevoli di possedere caratteristiche differenti. Il City, che come tante big si dovrà mettere alla prova su varie competizioni, aveva la necessità di infoltire la propria rosa e di renderla maggiormente competitiva. I soldi spesi quindi sono sì tanti, perché più di 80 milioni per due terzini destri sono assolutamente eccessivi, ma per lo meno la dirigenza dei Citizens e Guardiola sembrano avere le idee chiare sul reparto difensivo. Walker e Danilo aumentano il valore e la qualità della rosa, soprattutto se paragonati a Sagna e Zabaleta, che invece rappresentavano il vecchio City che si era formato qualche anno fa.

Il ricambio generazionale è stato quindi costoso, ma assolutamente necessario. Ora Guardiola potrà sviluppare il gioco che predilige, sfruttando al massimo le fasce.

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Pirlo incensa Calhanoglu e svela un aneddoto: le sue parole

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Calhanoglu segna da fuori area

Nelle ultime ore il regista dell’Inter Hakan Calhanoglu ha rilasciato un’intervista in cui ha affrontato vari temi. Il turco, oltre ad essersi definito il miglior regista al mondo, ha rivelato tutta l’ammirazione per Andrea Pirlo, il suo idolo. Calhanoglu è rimasto sorpreso dall’interpretazione del ruolo da parte del campione del mondo e dalla sua tecnica.

Dopo la gara vinta dalla sua Sampdoria contro il Cosenza, l’attuale tecnico dei blucerchiati, interpellato sul tema ai microfoni di Sky, ha voluto raccontare un aneddoto che risale al periodo in cui Calhanoglu giocava nel Milan allenato da Rino Gattuso.

LE PAROLE DI PIRLO A GATTUSO

“Calhanoglu sta facendo bene, avevo detto a Gattuso che lui sarebbe diventato un play e adesso sta dimostrando di essere un giocatore fondamentale per l’Inter. È uno dei migliori centrocampisti in circolazione”.

L’ELOGIO DI CALHANOGLU A PIRLO

Queste invece erano state le parole di elogio del turco nei confronti dell’ex regista di Milan e Juventus.

CALHA ELOGIA PIRLO –Lo conosco bene. Mi piace come sta in campo, la sua serenità. Non sentiva lo stress. Il numero uno. Il mio procuratore mi diceva che mi vedeva come Pirlo, non ci credevo. Dicevo che mi sentivo un numero dieci ma il tempo ha dimostrato che aveva ragione. Pirlo però è Pirlo, ha vinto tanto e non posso essere messo al suo livello“.

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Dove vedere Genoa-Udinese in tv e streaming

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Dove vedere Genoa-Atalanta

DOVE VEDERE GENOA-UDINESE IN TV E STREAMING – L’anticipo del sabato sera della 26ª giornata di Serie A propone Genoa-Udinese, una gara interessante sotto vari punti di vista. I rossoblù navigano nella zona tranquilla di classifica, ma possono sognare l’aggancio alla lotta per l’Europa. Dall’altra parte l’Udinese va a caccia di punti per tirarsi quanto prima fuori dalla zona calda.

COME ARRIVA IL GENOA

Il Genoa di Alberto Gilardino deve scrollarsi di dosso un periodo senza vittorie. Nelle ultime 3 sfide sono arrivati 2 pareggi ad Empoli e a Napoli e la sconfitta tra le mura amiche contro l’Atalanta. Interessante sarà, dunque, scoprire quale sarà l’approccio dei liguri.

Solito assetto 3-5-2 per Gilardino con Malinovskyi, Badelj e Frendrup sulla linea mediana per innescare i due uomini migliori Gudmundsson e Retegui, senza gol rispettivamente da 5 e da 4 giornate di campionato.

COME ARRIVA L’UDINESE

L’Udinese arriva al Ferraris nella condizione opposta. La cura Cioffi sembra aver fatto effetto e nelle ultime 3 gare i bianconeri hanno raccolto 5 punti, 3 di prestigio a Torino contro la Juventus.

Per proseguire la striscia di imbattibilità Cioffi dovrebbe schierare i suoi a specchio rispetto al Genoa. Non ci sarà Pereyra, che cercherà di smaltire il problema fisico per rientrare nella gara successiva, quella contro la Salernitana. Davanti il tandem composto da Thauvin e Lucca sarà rifornito da Samardzic e appoggiato dagli inserimenti di Lovric.

DOVE VEDERE GENOA-UDINESE IN TV E IN STREAMING

Il calcio d’inizio di Genoa-Udinese è fissato alle 20:45. La sfida sarà visibile sia su DAZN, tramite l’applicazione accessibile da tutti i dispositivi, dalle smart tv a smartphone, tablet e computer, sia su Sky.

Anche per quanto riguarda Sky, c’è la possibilità di guardare la partita lontano da casa grazie all’applicazione SkyGo. L’altra opzione di Sky è rappresentata dal servizio di streaming live e on demand NOW TV.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI GENOA-UDINESE

GENOA (3-5-2): Martinez; De Winter, Bani, Vasquez; Sabelli, Messias, Badelj, Frendrup, Martin; Retegui, Gudmundsson. All. Gilardino

UDINESE (3-5-1-1): Okoye; Perez, Giannetti, Kristensen; Ehizibue, Samardzic, Walace, Lovric, Zemura; Thauvin; Lucca. All. Cioffi

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Baroni: “Subito due gol evitabili, sul primo ho dei dubbi”

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Marco Baroni, allenatore dell'Hellas Verona - Serie A

Il Verona non è riuscito a domare un Bologna inarrestabile. Cinque vittorie consecutive per i ragazzi di Thiago Motta, che ora vedono l’Europa. La squadra gialloblù dopo due pareggi torna a perdere e già domani rischia di tornare nella zona rossa rappresentata dagli ultimi tre posti. Dopo la gara sono arrivate le dichiarazioni del tecnico scaligero Marco Baroni, soddisfatto dell’intensità, meno della concretezza dei suoi ragazzi.

LE PAROLE DI BARONI

SULLA PARTITA – “Abbiamo incontrato una squadra forte e siamo stati bravi a toglierle il palleggio. Peccato per i 2 gol evitabili. Sul primo secondo me c’è un contatto netto su Montipò. Nel secondo abbiamo commesso un’ingenuità da fallo laterale. Abbiamo sbagliato troppo tecnicamente, le occasioni importanti le abbiamo avute, ma la squadra dal punto di vista caratteriale ha fatto una buona partita. Dovevamo giocare con questa aggressività”.

CONCRETEZZA MANCATA – “Alcune scelte sono state sbagliate. Gli avversari erano in fiducia e non dovevamo fare errori. Dal punto di vista tecnico potevamo fare qualcosa in più”.

COSA C’È DA MIGLIORARE? – “Suslov deve migliorare nelle scelte. A volte un assist è fondamentale per far gol. Se avessimo messo in discussione il risultato avremmo potuto riprenderla. A livello di occasioni la gara è stata equilibrata. Questa partita ci deve rafforzare”.

LA CONDIZIONE DEI NUOVI? – “I giocatori li scopro non solo in allenamemnto, anche Mitroivic ha giocato uno spezzone di gara molto bene. Swiderski era fermo in campionato e deve ritrovare la condizione giocando. Dobbiamo assumerci qualche rischio. La squadra arriva, ha fissato l’obiettivo”.

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Fabbian: “Zirkzee in qualcosa somiglia a Ibra, pensiamo all’Atalanta”

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Fabbian

Mattatore di Bologna-Verona, anticipo della 26ª giornata di Serie A, è stato Giovanni Fabbian, autore di un gol e un assist, entrando di fatto in entrambe le reti che hanno consegnato la vittoria alla squadra rossoblù. Il classe 2003, che è ora arrivato a 4 reti al suo primo campionato di Serie A, all’uscita dal campo ha ricevuto anche la meritata standing ovation dal Dall’Ara.

A fine partita ha commentato la partita ai microfoni di DAZN concentrando già l’attenzione sulla sfida di settimana prossima contro l’Atalanta.

LE PAROLE DI FABBIAN

BUON RENDIMENTO IN CASA – “In casa o fuori, l’importante è dare il massimo. Stasera è stata bellissima serata e siamo contenti“.

A FINE PARTITA –Abbiamo festeggiato con i tifosi, che sono sempre tantissimi e splendidi“.

TIFOSI CON LE TORCE –È bellissimo, in panchina l’abbiamo visto subito, ci siamo messi ad applaudire, è stato bello“.

GIOCATE –La veronica l’ho sbagliata, ma ci ho provato. Sto cercando di mettere tutto me stesso“.

CLASSIFICA –La classifica la vediamo quando è finito il campionato, adesso pensiamo subito all’Atalanta“.

ZIRKZEE E IL PARAGONE CON IBRA – “Sicuramente in qualcosa gli assomiglia. Joshua è un grandissimo giocatore, anche oggi l’ha dimostrato“.

TENERE THIAGO MOTTA –Io penso alla squadra e poi vediamo“.

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