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Shakhtar, al via la rivoluzione giochista

Tra le squadre più intriganti, per quanto riguarda i campionati sotto la top five, (Serie A, Premier League, Ligue 1, Bundes e Liga) il club ucraino dello Shakhtar Donetsk ha sempre riscosso un fascino particolare. Forse per il fatto di un gioco spesso spumeggiante o forse per la colonia di brasiliani trasmigrata in Ucraina nell’ultimo decennio.

Negli ultimi anni, i Pitmen non hanno raggiunto particolari successi in campo internazionale, se non la semifinale di EL dello scorso anno, macchiata dall’eliminazione per 5-0 contro l’Inter di Conte. Si sono susseguiti, infatti, nell’ultimo lustro, continue eliminazioni ai gironi o agli ottavi, quando andava bene. Al netto delle continue delusione europee, almeno i successi nazionali sono quasi sempre garantiti.

BIENNIO CASTRISTA

Dal 2019 al 2021 l’allenatore sulla panchina arancionero è stato Luis Castro, allenatore portoghese, che ha vinto soltanto il campionato ucraino 2019-20. Ha proseguito sulla scia del club con il modulo 4-2-3-1, ma ha dato un impronta più difensivista. Lo ricorderanno bene i tifosi interisti nell’ultimo match del girone, terminato 0-0 dopo una partita di assedio dei nerazzurri. L’ultima stagione è stata fallimentare in ambito nazionale, con un secondo posto in campionato dietro ai rivali storici della Dinamo Kiev. In campo europeo non è andata meglio, con un terzo posto paradossale nel girone di Champions e un’eliminazione con la Roma agli ottavi di EL. Risultati che sono costati il posto al mister ex Porto e Guimareas, esonerato a metà maggio.

Shakhtar

Fonte immagine: canalesassuolo.it

RIVOLUZIONE ITALIANA

Tra le squadre che hanno speso di più in questa sessione di mercato, nella speciale classifica, la squadra ucraina si posiziona al sesto posto con oltre 45 milioni di euro spesi, e siamo solo a fine luglio. La spiegazione è semplice: l’arrivo di De Zerbi. Il mister ex Sassuolo è un allenatore nel vero senso della parola, quindi per esprimere il suo gioco ha bisogno di determinati giocatori con determinate caratteristiche. La filosofia del club e la filosofia dell’allenatore bresciano collidono pienamente, come spiegato da De Zerbi in un’intervista:

“E’ un top club: la direzione del club, poi ha la mia stessa filosofia, le mie stesse idee. Qui ci sono tanti giocatori di talento e volevo davvero allenare all’estero.”

I tre acquisti principali sono stati tre: Pedrinho, Lassina Traore e Marlon. Il primo è un’ala ex Benfica molto tecnica e veloce, simile a Boga, arrivato per 18 milioni; il secondo è una prima punta classe 2000, arrivato per 10 milioni; mentre il terzo è un difensore arrivato dal Sassuolo per espressa richiesta del mister. Tutti e tre questi giocatori hanno un’importanza notevole nello scacchiere tattico. Infatti l’esterno brasiliano ha competenze nel saltare l’uomo e creare superiorità numerica, esattamente come faceva l’ivoriano nel club neroverde. Traore deve saper legare il gioco quando possibile e attaccare la profondità. Marlon, invece, è fondamentale per la sua tecnica, da utilizzare nella costruzione dal basso. Questa squadra per certi versi sembra fatta su misura per De Zerbi, che potrebbe aver trovato un trampolino interessante e intrigante.

Shakhtar

Fonte immagine: minutidirecupero.it

BUONA LA PRIMA

Già nel primo match della liga ucraina, contro l’Ingulets, vinto per 2-1, gli arancioneri hanno messo in pratica le idee del proprio coach. Basti guardare il possesso palla, altro tratto distintivo del tecnico lombardo, che nella prima partita si è attestato sul 60%. L’esordio, dal risultato, sembra esser stato un incontro combattuto, non per l’ex Sassuolo:

“Abbiamo dominato per 80 minuti, in cui avremmo potuto segnare quattro, cinque o anche sei gol e nessuno si sarebbe stupito se davvero fossimo andati sul risultato di 5-0 o 6-0. Sfortunatamente ne abbiamo segnati solo due. Non solo in Ucraina, ma anche in Italia o in qualsiasi altro paese, quando concedi un gol sul risultato di 2-0 la partita diventa nervosa e alla fine può succedere di tutto. Per il resto abbiamo dominato: per ottanta minuti i nostri avversari non hanno praticamente mai messo piede nella nostra metà campo.”

Effettivamente, guardando le statistiche, i tiri sono a favore dello Shakhtar per 17 a 3. Nell’economia del gioco dezerbiano altri tre giocatori sono fondamentali: Stepanenko, Solomon e Dodò. L’esperto mediano ucraino, fa esattamente il lavoro che faceva Locatelli, ovvero di rottura e di costruzione, con compiti di rifinitura dell’azione. L’israeliano è invece il Berardi della situazione, uno dei calciatori più tecnici, che rientra per andare al tiro, come ha fatto più volte nella prima partita, prendendo un palo e impegnando il portiere avversario. Dodò è invece il terzino di spinta, che grazie alle sue abilità si inserisce e porta qualità alla manovra d’attacco.

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Fonte immagine: sport.sky.it

ALTRI OBIETTIVI

Il 75% della squadra è probabilmente già completato e ultimato. Però, qualche tassello ancora manca. Potrebbero servire un terzino sinistro titolare e un mediano da affiancare al 6 ucraino per completare la rosa. Come obiettivo stagionale, invece, il club ucraino può puntare certamente al ritorno del bel gioco e senza remore o ombre, può tornare a vincere in campionato. In Europa la situazione è leggermente più intricata, perché gli arancioneri hanno da giocare i preliminari per l’accesso in Champions ad inizio agosto contro il Genk. Anche se dovesse passare il turno, quasi sicuramente verrebbe inserita in terza o quarta fascia, ragion per cui potrebbe trovarsi in un girone di ferro. L’Europa League sarebbe un obiettivo più percorribile, magari tentando di bissare l’ultimo successo continentale, nel 2008-09.

(Fonte immagine: calcionews24.com)

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