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Shaqiri escluso dalla trasferta di Champions

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Shaqiri escluso dalla trasferta di Champions

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Xherdan Shaqiri, giocatore del Liverpool di nazionalità Svizzera ma di origini kosovaro-albanesi, è stato escluso dalla lista dei convocati per la partita di domani contro la Stella Rossa che si giocherà a Belgrado. Il tecnico dei Reds, Jurgen Klopp, non ha voluto rischiare dopo le intimidazioni ricevute dal giocatore a causa di un gesto fatto ai Mondiali di Russia, che ha attirato l’attenzione dei tifosi serbi.

IL GESTO

È il 22 Giugno e allo Stadion Kaliningrad si gioca Serbia-Svizzera, valevole per i gironi dei Mondiali. Le squadre sono sul punteggio di 1-1 ma al 90’ Xherdan Shaqiri mette a segno il gol che permette agli ospiti di portarsi a casa il risultato. Quello che non passa inosservato, però, è il gesto che il giocatore svizzero fa per esultare: Shaqiri, infatti, mima l’aquila a due teste, simbolo dell’Albania (come aveva già fatto il compagno di squadra Granit Xhaka, anch’esso di origine albanese), da sempre in conflitto con la Serbia per gli strascichi della Guerra di Jugoslavia, a seguito della quale le famiglie dei due calciatori sono dovute emigrare in Svizzera. Tuttavia il gesto non è piaciuto né alla FIFA, che ha multato il giocatore, né alla Serbia, che ha presentato ricorso (anche per questioni relative all’arbitraggio). Shaqiri ha poi glissato sull’accaduto:

“Nel calcio ci sono sempre emozioni e quello che ho fatto è stato solo un’emozione. Ero molto felice di aver segnato un gol, tutto qui. Non si dovrebbe parlare di questo”

LA DECISIONE

Jurgen Klopp, dunque, ha deciso di non portare con sé il giocatore per non rischiare di scatenare l’ira dai tifosi avversari e quindi qualche possibile scontro tra le tifoserie, conoscendo anche il temperamento degli ultrà serbi.

“Abbiamo letto tutte le speculazioni sul caso, il tipo di accoglienza che avrebbe ricevuto, e non vogliamo distrazioni. Non abbiamo alcun messaggio politico, non vogliamo distrazioni perché sono di calcio è importante”. 

Le speculazioni a cui si riferisce Klopp probabilmente si rifanno anche alle parole che poco tempo fa aveva pronunciato il dg della Stella Rossa, Zvezdan Tercic, che aveva commentato così il possibile incontro tra Shaqiri e i tifosi:

“Credo che Shaqiri sarà sottoposto a una pressione psicologica incredibile. Lui sa dove sta andando a giocare, sa che la Stella Rossa è un simbolo della Serbia e conosce il Marakana.” 

Calcio e politica, dunque, vengono ancora una volta a contatto e ancora una volta si scontrano: meglio che ognuno stia al proprio posto e che vita fuori e dentro il campo siamo separate.

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Fiorentina, quanta imprecisione: tre rigori consecutivi sbagliati

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Nico Gonzalez

Un dato che farà discutere, quello dei rigori della Fiorentina. Nel 2024 i viola ne hanno già falliti 4 tra campionato e Supercoppa. Sono 3 gli errori consecutivi dal dischetto per la Fiorentina che anche stasera contro la Lazio non è riuscita ad andare in rete dagli 11 metri. Nico Gonzalez, dopo aver sbagliato il rigore contro l’Inter, ha fallito nell’intento anche stasera. Oggi è stato il palo a fermare l’argentino. È un dato piuttosto triste quello dei rigori della Fiorentina. Sono ben 3 i rigoristi differenti negli ultimi 4 sbagliti nel 2024.

FIORENTINA E RIGORI NON VANNO D’ACCORDO: IL DATO

Al 6 di gennaio è arrivato l’errore di Bonaventura che fallì un rigore contro la Fiorentina. Partita poi persa per 1-0. In Supercoppa è stato pesantissimo l’errore di Ikone che sul 1-0 per il Napoli fallì dal dischetto a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Il Napoli avrebbe poi vinto la partita per 3-0 accedendo alla finale della competizione, poi persa contro l’Inter. Il terzo errore è proprio contro i nerazzurri. Dagli 11 metri ci va Nico Gonzalez che con un rigore molto debole consegna la vittoria all’Inter. Sempre Nico Gonzalez ha sbagliato di nuovo anche stasera nel posticipo del lunedì sera contro la Lazio. Fortunatamente per lui, i viola sono riusciti a portare a casa i tre punti facendo pesare meno questo rigore sbagliato.

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Dove vedere Inter-Atalanta in tv e streaming

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Marelli Carlos Augusto

DOVE VEDERE INTER ATALANTA IN TV E STREAMING – Il quadro della 21ª giornata si chiuderà definitivamente col match di San Siro tra Inter e Atalanta. La partita rinviata per via della Supercoppa disputata in terra saudita che ha visto trionfare proprio i nerazzurri di Milano che, con un’ipotetica vittoria sulla Dea potrebbero allungare il distacco sulla Juventus, distante al momento 9 lunghezze, dando un ulteriore segnale al campionato.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Le due squadre arrivano all’incontro in uno stato di forma eccellente: ben sette vittorie consecutive in Serie A per gli uomini di Simone Inzaghi; otto risultati utili consecutivi per i bergamaschi. Una partita che promette spettacolo vista l’enorme mole offensiva prodotta dalle due formazioni che difficilmente deluderanno le aspettative degli spettatori.

Peseranno certamente le assenze di Acerbi, Calhanoglu e Thuram, lato Inter, nonostante gli ottimi risultati maturati nelle ultimissime uscite. L’Atalanta può godere di un’infermeria pressoché vuota, eccezion fatta per l’acciaccato Scalvini che resta in dubbio per la difficile trasferta alla “Scala del calcio”.

DOVE VEDERE INTER ATALANTA IN TV E STREAMING

La trasmissione televisiva e lo streaming sono previsti il 28 febbraio alle ore 20:45 su DAZN. Il commento della gara sarà affidato alle voci di Pierluigi Pardo e Dario Marcolin.

LE PROBABILI FORMAZIONI

INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, de Vrij, Bastoni; Darmian, Barella, Asllani, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro Martinez, Arnautovic. All.: Simone Inzaghi.

ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi; Hien, Djimsiti, Kolasinac; Holm, de Roon, Ederson, Ruggeri; Koopmeiners; Lookman, De Ketelaere. All.: Gian Piero Gasperini.

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Totti: “De Rossi partito bene, Dybala fenomeno sopra le righe”

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Totti

Un Francesco Totti che si è aperto ai microfoni di Sky Sport in seguito alla vittoria per 3-2 della Roma sul Torino. Lo storico capitano giallorosso si è soffermato su diversi temi importanti. Totti ha detto la sua su Marcello Lippi che sarà protagonista di un documentario completamente dedicato a lui, alle sue imprese e alla vittoria più dolce di sempre, il mondiale 2006. L’ex numero 10 della Roma ha anche commentato la vittoria dei giallorossi sul Torino con la prima tripletta di Dybala con i colori che resero leggenda Francesco Totti. Molto romanticamente, Totti si è anche complimentato con De Rossi per l’ottimo inizio.

TOTTI: “DE ROSSI PARTITO COL PIEDE GIUSTO, SPERO DYBALA FACCIA ALTRE TRIPLETTE CON NOI”

CHI ERA MARCELLO LIPPI – “Ci sono tante cose da ricordare di lui. Una in particolare, anche se banale, dopo l’infortunio alla caviglia pre-mondiale, venne a Villa Stuart dopo l’intervento e mi ha detto che sarei comunque andato in Germania. Io penso che come allenatore ha dato tanto, ha vinto tutto quello che c’era da vincere. Poi penso che la gente si sia innamorata della persona. Chi lo conosce sa quanta passione dà anche al di fuori del calcio”.

TRIPLETTA DI DYBALA – “Penso che stiamo parlando di un giocatore sopra le righe. Un fenomeno, un campione. Sono contento che abbia fatto la prima tripletta con la maglia della Roma sperando di vederne altre più importanti con la maglia della Roma”.

SU MISTER DE ROSSI – “Sta mettendo il suo timbro di romanità e di conoscenza dell’ambiente. E’ partito col piede giusto”.

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Tudor: “Mi sento mezzo italiano, Napoli? Bella città”

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Tudor

Anche Igor Tudor tra i presenti all’evento riguardante il docufilm sul suo ex allenatore Marcello LippiAdesso vinco io”. L’allenatore ed ex difensore ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport.

Tanti i temi affrontati da Tudor, che ha parlato del suo rapporto con Marcello Lippi, ma anche del suo futuro e di un eventuale ritorno in Italia. Il croato, poi, ha dribblato la domanda sul Napoli, che, in estate, lo aveva cercato dopo l’avventura in Francia sulla panchina del Marsiglia.

Nella sua carriera da allenatore Igor Tudor ha girovagato per l’Europa non riuscendo ancora a trovare un progetto duraturo. Il croato ha allenato l’Hajduk Spalato in Croazia, il PAOK in Grecia, il Karabukspor e il Galatasaray in Turchia.

Poi l’arrivo in Italia, la sua seconda patria, dove ha allenato l’Udinese e il Verona, ma dove è stato anche il vice allenatore nella breve avventura di Andrea Pirlo alla Juventus. Nei bianconeri, dove è stato allenato anche da Lippi, Tudor ha anche militato da calciatore.

LE PAROLE DI TUDOR

SU LIPPI – “Lippi è stata una persona importante per me, mi ha portato in Italia da giocatore ed è stato fondamentale nella mia crescita. Era un tecnico serio nel lavoro e giusto nelle scelte, nel mio modo di lavorare oggi c’è tanto di lui”.

SUL RITORNO IN PANCHINA – “Oggi non c’è niente da dire. Ogni allenatore vuole un progetto e una squadra giusta, con le idee”.

SUL RITORNO IN ITALIA – “Io mi sento sempre mezzo italiano, questo è il mio calcio perché calcisticamente sono cresciuto qui, poi sono aperto a tutto… Sono stato in Grecia, in Turchia, in Francia…”.

SUL NAPOLI – “Napoli è una bella città, sono stato a Capri quest’estate ed è bellissima”.

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