It was an early morning yesterday / I was up before the dawn / And I really have enjoyed my stay / But I must be moving on“. Con un po’ di malinconia mattutina si chiude al momento l’esperienza italiana di Chris Smalling. Scaduto il prestito oneroso di 3 milioni di euro, la Roma non ha al momento accordato i 15 fissi più 3 di bonus per il trasferimento definitivo ai Red Devils, probabilmente ritenendo la cifra troppo elevata per un giocatore classe ’89. Così, a differenza di Alexis Sanchez che rimarrà a Milano sponda Inter, il centrale inglese non parteciperà al prosieguo dell’Europa League con i giallorossi.

Equivoci tattici di inizio stagione

Guardando all’immediato futuro, Paulo Fonseca dovrà fare a meno del suo, con ogni probabilità, miglior centrale in stagione. L’allenatore portoghese ha impiegato circa due mesi per trovare una quadratura difensiva efficace. Dopo un primo periodo molto “avventuriero” contraddistinto da una fase di costruzione estremamente sbilanciata, Fonseca ha apportato vari aggiustamenti volti a rendere più sicuro l’avvio dell’azione e, di conseguenza, il prosieguo dell’azione. Queste modifiche hanno inoltre reso più facile alla linea arretrata limitando l’efficacia del pressing avversario e favorendo transizioni negative più corte ed organizzate. La prima coppia titolare dell’anno, Fazio e Juan Jesus, ha faticato sia in possesso del pallone che senza. Al di là degli errori individuali, causa dei tre goal presi contro il Genoa, è apparso evidente come i due centrali più Cristante non bastassero nè a dare solidità al possesso nè a garantire protezione a Lopez. Problema accentuato dalla spiccata propensione offensiva di Pellegrini, teoricamente mediano ma frequentemente in proiezione offensiva, così come dei due terzini Florenzi e Kolarov.

L’intesa con Mancini

Il successivo orientamento ad un sistema con più uomini (3 difensori, due mediani più il portiere quando necessario) ha risolto gran parte dei problemi difensivi palesati nelle prime 4 uscite stagionali anche a costo di sacrificare parte della brillantezza offensiva. Assieme a questo approccio più convenzionale, Smalling e Mancini sono subentrati come coppia centrale titolare, garantendo un sensibile upgrade in entrambe le fasi. Al di là dei momenti in cui l’ex Atalanta si è disimpegnato con onore da mediano di emergenza, Fonseca ha trovato equilibrio nella gestione della palla e nelle marcature preventive potendo comunque contare su una buona copertura dello spazio tra portiere e linea difensiva. L’inglese, in particolare, è stato autore di una stagione individuale veramente sorprendente. I numeri descrivono piuttosto fedelmente il suo fondamentale apporto.

Qualche dato sulla stagione di Smalling

Bilancia 0,8 contrasti a partita (la metà di Mancini) con quasi 2 intercetti, 4 spazzate a partita ed un buonissimo 70% di duelli aerei vinti. Nel contesto Roma lo stile difensivo di Smalling si è reso immediatamente riconoscibile, soprattutto in rapporto a completezza/contrasto con l’interpretazione “gasperiniana” di Mancini. Mentre il secondo aveva licenza di avanzare per marcature preventive, anticipi o incursioni offensive, il primo agiva da libero assorbendo i tagli esterno – interno delle ali ed i movimenti opposti dei giocatori offensivi centrali. É comunque accaduto piuttosto frequentemente il contrario, con Mancini a coprire la posizione più aggressiva di Smalling, soprattutto durante palle lunghe provenienti dalla difesa avversaria. Da evidenziare poi l’alto coefficiente di rischio di alcuni interventi in posizioni di campo pericolose, situazioni da “ultimo uomo”, recuperi in velocità. In sintesi, tutti momenti in cui rimediare un cartellino è quasi automatico. Anche qui, l’inglese totalizza un fallo fatto a partita e solo 5 ammonizioni (due rimediate in Europa League). In fase di possesso Smalling si è fatto meno notare rispetto a Mancini e Kolarov considerando le più limitate responsabilità rispetto ai compagni. Da perno centrale della costruzione a tre, ha diretto la gran parte dei suoi passaggi verso i due braccetti laterali o dietro verso Pau Lopez. L’utilizzo dei lanci lunghi è stato limitato alla necessità di alleggerire situazioni complicate o all’apertura di particolari occasioni di contropiede. Notevole comunque il bottino finale in fase offensiva con 3 goal e 2 assist, nati principalmente sfruttando palle inattive ed abilità aerea.

Soluzioni per il breve termine

Complici anche gli effetti post-lockdown, l’ultima versione della Roma di Fonseca sta completando il passaggio di Kolarov da terzino sinistro a regista difensivo, cercando ampiezza nelle posizioni di Spinazzola e Peres. In questo modo, Mkhitaryan e Pellegrini o Zaniolo e Kluivert possono occupare le zone centrali del campo senza gravarsi delle fasi di costruzione. Di conseguenza, la Roma ottiene una doppia minaccia nella trequarti avversaria, tripla con i movimenti a venire incontro di Dzeko. In questo contesto, Smalling sarebbe idealmente sostituito da Roger Ibañez.

Ibañez come prima idea

Ex-atalantino come Mancini, il brasiliano aggiunge ancor più propensione alla costruzione dal basso avendo qualità per uscire palla al piede in prima persona ed un destro morbido e preciso per i lanci lunghi. Difensivamente sa farsi valere nel gioco aereo ed ha velocità di base e tempismo per difendere sia in avanti che all’indietro. Sebbene il picco di forma raggiunto da Smalling sia probabilmente irripetibile, la stabilità difensiva della Roma potrebbe non essere brutalmente compromessa nel breve termine. Contro il Siviglia di Lopetegui sarà importantissimo non concedere troppa libertà di azione sugli esterni ed organizzare un’uscita di palla efficace.

I principali pericoli senza Smalling

Particolare attenzione va data a Reguilòn e Jesus Navas, sempre pronti a supportare l’azione sia lato palla che dal lato debole. Per il resto, al di là di varie individualità come OcamposBanega o En-Nesyri, Fonseca potrebbe alternare una difesa molto bassa e compatta a fasi di 4-2-3-1 attaccando gli spazi dietro ai terzini. In questo contesto, la velocità di Ibañez tornerebbe molto utile nel coprire eventuali contropiedi rapidi e nel dare supporto sia in aggressione che in copertura laterale. Teoricamente quindi, la Roma potrebbe anche metabolizzare senza grossi problemi la partenza di Smalling, avendo un profilo in rosa che può sostituirlo senza enormi gap da colmare. In ogni caso, la distanza economica tra le parti non sembra insormontabile (si parla di circa 3 milioni di euro). L’avventura di Smalling a Roma potrebbe non essere ancora giunta al termine.

So goodbye, Mary (Goodbye, Mary) / Goodbye, Jane (Goodbye, Jane) / Will we ever (Will we ever) / Meet again? (Meet again?)

 

(Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram @smalling)