Connect with us
Sneijder non dimentica: “Ingiusto il pallone d’oro a Messi nel 2010”

Champions League

Sneijder non dimentica: “Ingiusto il pallone d’oro a Messi nel 2010”

Pubblicato

:

Sneijder

Wesley Sneijder è tornato a parlare del famoso Pallone D’oro assegnato a Lionel Messi nel 2010. Intervistato da Alhaya TV, l’olandese si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. Molti calciatori, addetti ai lavori e appassionati ritengono ingiusta la vittoria della Pulce durante quella annata. Nel 2010, la Spagna vinse il mondiale e l’Inter il triplete e in molti pensano che dovesse vincere proprio Sneijder. Wesley, oltre all’annata devastante con l’Inter, arrivò in finale del mondiale con la sua Olanda, vedendosi scappare la coppa del mondo solo al 116’ minuto quando Iniesta segnò il gol vittoria per la Spagna.

LE PAROLE DI SNEIJDER

PALLONE D’ORO – “Credo sia stato un po’ ingiusto che non sia stato io a vincerlo e che alla fine sia andato a Messi. Non sono una persona che rimugina su queste genere di cose, preferisco vincere i trofei di squadra rispetto a quelli individuali. Sicuramente potendo scegliere, la mia preferenza andrebbe sempre alla Champions League che ho vinto rispetto al Pallone d’Oro. Sono davvero contentissimo per quel trofeo vinto con l’Inter”.

Champions League

UEFA, che stangata per il Bayern: maxi multa e trasferta vietata

Pubblicato

:

UEFA

UEFA, PUNIZIONE PESANTISSIMA PER IL BAYERN – L’UEFA Control, Ethics and Disciplinary Body ha reso pubbliche le sanzioni ufficiali circa gli avvenimenti durante la partita di andata degli ottavi di Champions League tra Lazio e Bayern Monaco. I fatti, risalenti a mercoledì 14 febbraio, giorno del match, hanno visto protagonisti i tifosi ospiti in modo molto negativo. Come si evince dal comunicato, i sostenitori bavaresi sono stati ritenuti responsabili di comportamento antisportivo nei confronti dei tifosi di casa. Ecco i punti salienti del comunicato ufficiale.

I PROVVEDIMENTI UFFICIALI

Il lancio di oggetti e l’accensione di alcuni fumogeni hanno procurato una sanzione pecuniaria per la società tedesca pari 50.750 euro complessivi, ma soprattutto il divieto di partecipare alla prossima trasferta europea. Un pesante fardello per il Bayern Monaco, che in primo luogo dovrà curarsi di ribaltare il risultato di andata tra le mura amiche. Match di ritorno in cui non sarà presente Dayot Upamecano, il difensore francese espulso in occasione del rigore assegnato alla Lazio. Per lui la canonica squalifica di una giornata, come da regolamento per le espulsioni per eccessiva imprudenza. Con l’augurio in casa biancoceleste che la prossima trasferta europea in cui ritorneranno i tifosi tedeschi sarà la prima della nuova Champions League 2024/25.

Continua a leggere

Calcio Internazionale

De Laurentiis attacca il sistema calcio: “È malato! Vi spiego il motivo”

Pubblicato

:

De Laurentiis Napoli

DE LAURENTIIS – Aurelio De Laurentiis non le manda a dire nei confronti del sistema calcio internazionale. Il numero uno del Napoli ha inveito contro l’attuale organizzazione, sostenendo come l’attuale impalcatura che regge questo sport è da rivedere quantomeno da un punto di vista economico e finanziario. A suo modo di vedere il calcio dovrebbe tornare a essere più sostenibile. Attualmente, però, non esistono le condizioni perchè questo avvenga. Di seguito, proponiamo tutte le sue parole riferite ai microfoni del Financial Times:

Il calcio è malato. Ma perché è malato? Perché l’economia del calcio è malata. I campionati e le squadre non sono in grado di competere dal punto di vista finanziario. In questo modo, i campionati non hanno la facoltà di produrre abbastanza. Quindi, ad esempio, la Uefa può dire “okay, ora in Champions League stanziamo €2,4B, in Europa League più di 500M e nella Conference League più di €238M. Ma se tutte le squadre sono indebitate questo vuol dire che questa somma di denaro non è sufficiente. Quindi questo non è un calcio sostenibile. Non solo non è sostenibile, ma disputiamo anche tante gare. Quindi, quando questo accade, è come se buttassi tutto all’aria. Finisci per non accattivare più il pubblico“.

Il presidente del Napoli ha poi aperto una parentesi sulla Juventus e sulle problematiche che i bianconeri hanno riscontrato nelle ultime stagioni, a partire dalla esclusione alle coppe europee di questa stagione.

ADL SULLA JUVENTUS – “Mi spiace per loro, che sono stati punti dalla UEFA ed estromessi dalle coppe: se dovessimo battere il Barcellona e poi fare una vittoria o un pareggio, di diritto dovremmo andare noi al Mondiale per Club. Ma penso che il Napoli dovrebbe andarci comunque, perché se la Juve è fuori dalle coppe europee non dovrebbe essere ammessa al Mondiale per Club“.

Continua a leggere

Calcio Internazionale

ESCLUSIVA – Mandelli si racconta: “Ibra il più forte di tutti. Il Chievo della Champions…”

Pubblicato

:

In foto: Davide Mandelli, ex calciatore di Monza, Chievo e Torino e vice-allenatore della Nazionale di Malta; Adriano, ex calciatore di Parma, Inter, Fiorentina, Roma e Flamengo

ESCLUSIVA MANDELLI – Il primo decennio del XXI secolo è stato un periodo molto complesso per il calcio italiano, in cui si sono alternati momenti di gloria e crisi profonde, tra grandi campioni e il caso Calciopoli. Un percorso simile lo ha vissuto il Chievoverona, una delle realtà provinciali più sorprendenti di quegli anni, capace di avvicinarsi concretamente alla Champions League e, al tempo stesso, di sprofondare verso il basso, fino al fallimento.

I tifosi clivensi hanno vissuto un’epoca d’oro nei primi anni 2000, in cui hanno avuto la possibilità di acclamare allenatori e giocatori di alto livello. Fra questi, rientra senza ombra di dubbio Davide Mandelli, difensore e bandiera del club gialloblù, nato anagraficamente e calcisticamente a Monza, cresciuto a Torino e consacratosi a Verona. L’ex difensore, attualmente vice-allenatore della Nazionale di calcio di Malta, si è raccontato in un’intervista alla nostra redazione, raccontando vari aneddoti della sua carriera.

Di seguito riportata l’intervista esclusiva a Davide Mandelli.

ESCLUSIVA MANDELLI: IL PERIODO A TORINO

Per quel che riguarda il tuo passato con la maglia del Torino, quanto ha influito la crisi societaria dei primi anni 2000 sia in campo che nelle prestazioni extra-campo per voi calciatori?

“Io ho lasciato Torino prima della fatidica confusione provocata dalla mancata promozione, nonostante avesse vinto i playoff, a causa dei vari problemi che c’erano. Ti dirò che quello è stato il rammarico della mia carriera perché rientrando dal prestito a Siena, dove avevo appena vinto il campionato di Serie B, avevamo una squadra che doveva e poteva andare in Serie A, lottando fino in fondo. Lì è mancato qualcosa sicuramente”.

ESCLUSIVA MANDELLI: L’AMORE PER IL CHIEVO

Il tuo esordio in maglia Chievoverona e, in particolare, in Serie A, è avvenuto in un’occasione tutt’altro che facile (Chievo-Inter 2-2). In quella partita hai dovuto fronteggiare il duo Adriano-Vieri, con il primo autore di una rete. Si può dire che l’Imperatore sia stato il giocatore più forte mai affrontato? In caso contrario, chi individueresti come tuo avversario più forte?

“Sicuramente esordire in un match così non è semplice, ma nonostante la poca esperienza avevo un’età importante e avevo imparato molto dalla Serie B. In tale occasione, ho appreso di dover giocare titolare due ore prima della gara, al contrario di quanto sapevo fino al giorno precedente. Dunque la pressione non l’ho sentita tanto: sono entrato in campo e dato tutto. Fondamentalmente, quando si tratta di affrontare giocatori di quel valore, hai poco da perdere, anche se fare brutte figure e commettere errori non fa mai piacere a nessuno. Ho vissuto il mio esordio in Serie A in maniera piuttosto tranquilla, rispetto a situazioni di difficoltà emotiva e agitazione vissute in altre situazioni successive.

Il calciatore più forte mai marcato? Ho avuto la fortuna e, di conseguenza, la sfortuna di incontrare grandissimi campioni. Fare un nome solo è difficile, ma fra tutti ricordo bene Ibrahimovic, perché “sfortunatamente” l’ho incontrato con la Juve, l’Inter e il Milan. Tra i campioni di quel periodo lì, però, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta: Totti, del Piero, Shevchenko, Crespo…”.

Il ritorno contro la Beneamata (Inter-Chievo 1-1) è stata un’altra occasione memorabile per te, avendo segnato il tuo primo gol in Serie A. Da bandiera del Chievo, quella rete che ricordi ti evoca?

“È stata una grandissima soddisfazione. Il primo gol non si scorda mai, a maggior ragione perché sono nativo della zona e sono cresciuto seguendo il Milan a San Siro. Quello era il “mio stadio”, parlando da tifoso, e segnare in quel luogo il mio primo gol contro l’Inter, in una partita finita con un risultato positivo, è un piacere da ricordare”.

Nel corso delle tue otto stagioni a Verona, c’è mai stata l’opportunità di cambiare maglia verso un top team o hai rifiutato varie opportunità per amore del club, seguendolo anche in Serie B?

“Ci sono stati frangenti in cui operazioni di mercato avrebbero potuto cambiare la mia carriera, ma non si trattava di squadre d’élite. Per questo sono sempre rimasto con la maglia gialloblù, scegliendo di fare un sacrificio calcolato dopo la retrocessione. Ognuno di noi aveva qualcosa da restituire al Chievo dopo anni bellissimi, dove abbiamo vissuto i preliminari di Champions League. Non nascondo che ci sono state difficoltà a inizio stagione, specialmente durante il ritiro estivo, dove il mercato poteva creare problemi non solo a me, ma anche ai miei compagni. Successivamente ci siamo guardati in faccia e la realtà dei fatti dice che avevamo un solo obiettivo, poi realizzato: tornare subito in Serie A. In caso contrario sarebbe stato un problema per noi e per la società. Abbiamo dimostrato di avere qualità e valori superiori alle altre, sebbene non sia sempre scontato risalire immediatamente dopo una retrocessione”.

Hai accennato a una partita top della tua carriera, ossia il preliminare di Champions League. È stata la partita più significativa per te? Che emozioni si vivono in tale occasione?

“Avendo parlato di rammarico più grosso della mia carriera come stagione a Torino, invece Chievo-Levski Sofia è stata senza dubbio la gara più rammaricante. All’andata ero infortunato e non ho potuto partecipare alla trasferta a Sofia. Al ritorno ho giocato ma non ero al 100%. Era la partita più importante della mia carriera ma sapevo che sarebbe stata l’unica, salvo il passaggio del turno. Mandare giù l’assenza nel primo incontro è stato complicato, così come l’eliminazione. Ciò ci ha portato a giocare i preliminari anche in Europa League, persi anch’essi. Il contraccolpo psicologico e i problemi vari sono stati fatali, portandoci alla retrocessione all’ultima partita”.

Hai condiviso lo spogliatoio con giocatori davvero importanti, come Julio Cesar, Sorrentino o Tiribocchi, con quest’ultimo che ha condiviso varie esperienze con te. È lui l’emblema del bomber di provincia? 

“Simone (Tiribocchi) è un mio grande amico, ci frequentiamo tuttora. È stato un grandissimo attaccante, con cui ho condiviso lo spogliatoio a Torino, Siena e a Verona per 4 stagioni. L’unica cosa poco carina che posso dire su di lui, è che quando giocavamo contro lui faceva sempre gol, forse perché mi conosceva bene o perché riusciva a tirar fuori il coniglio dal cilindro. Dopo le partite è stata dura andare a cena con lui (ride n.d.r.)”.

Scelta molto delicata: hai condiviso lo spogliatoio con 3 simboli del Chievo come Tiribocchi, Pellissier e Amauri. Chi ti dava più garanzie fra loro?

“Dico Sergio (Pellissier) perché è stato il mio capitano per tanti anni ed è stato il miglior marcatore della storia del club, infrangendo record impossibili. Però, non vanno tralasciati gli altri due, perché nella nostra stagione migliore tutti e tre hanno disputato un campionato davvero importante. In seguito hanno scelto strade diverse, ma stiamo parlando di 3 grandissimi attaccanti”.

ESCLUSIVA MANDELLI: LA VITA DURANTE CALCIOPOLI

Da giocatore di Serie A durante il periodo di Calciopoli, come hai gestito questa situazione, sia in campo che fuori?

“È stato un periodo in cui si sono susseguite notizie poco gradite. Il momento era molto difficile, ma credo che il calcio italiano ne sia uscito rinforzato, a maggior ragione dopo la vittoria del Mondiale. Purtroppo sono successi questi fatti e bisogna prenderne atto, sperando che non ricapiti nuovamente. Questo discorso rappresenta una brutta pagina del calcio tricolore. Ora è giusto guardare avanti con fiducia, avendo superato questo momento”.

Continua a leggere

Champions League

Atletico Madrid, tifosi contro la polizia di San Siro: “Trattati come delinquenti”

Pubblicato

:

Atletico Madrid

Non è stata una serata indimenticabile quella dei tifosi dell’Atletico Madrid presenti a San Siro per l’andata degli ottavi di Champions League, vinta per 1-0 dall’Inter. I tifosi spagnoli non hanno assolutamente gradito la gestione del settore ospiti da parte della polizia e della sicurezza di San Siro. Infatti, secondo quanto riportato da Mundo Deportivo, molti di loro sarebbero entrati a gara ampiamente iniziata perché, dopo essere stati radunati in un piazzale, sono stati fatti entrare tutti da un unico ingresso. Diversi tifosi sono stati così costretti ad oltre un’ora di attesa, con momenti di tensione e paura.

Oltre all’attesa per entrare, i sostenitori dei Colchoneros hanno dovuto fare i conti anche con l’attesa per poter uscire. Anche in questo caso hanno dovuto attendere un’ora prima di poter lasciare lo stadio. Ciò ha ovviamente creato problemi anche per il rientro verso il centro città. Infatti, all’orario d’uscita dallo stadio dei tifosi dell’Atletico Madrid era ancora attiva una sola linea di metropolitana.

Ai tifosi non è affatto piaciuto il trattamento ricevuto ed è per questo che, tramite una nota, la Unión Internacional de Peñas del Atlético de Madrid, ha manifestato l’intenzione di denunciare alla UEFA il personale di sicurezza dell’Inter e la polizia italiana.

IL COMUNICATO DEI TIFOSI DELL’ATLETICO MADRID

Abbiamo sempre sostenuto le azioni e le misure volte al controllo dei violenti“, si legge nella nota dei tifosi spagnoli, “ma non è comprensibile estenderlo a tutti i tifosi. Non ha alcuna giustificazione e chiederemo al nostro club di adottare le misure adeguate affinché tali spiacevoli eventi non si ripetano. Se c’è un gruppo di facinorosi con comportamenti violenti, sono loro che dovranno essere identificati e denunciati. Anche impedendo loro di accedere ai campi o espellendoli se violano la legge o disturbano il resto dei tifosi. Non si può accettare di trattare migliaia di tifosi come se fossero bestie. Stiamo raccogliendo ogni tipo di informazione dai nostri soci e dai tifosi in generale. Vogliamo informare il Club e studiare insieme quali decisioni dovrebbero essere prese per evitare che tifosi pacifici e civili smettano di andare agli stadi”.

Il ritorno dell’ottavo di Champions League tra l’Atletico Madrid e l’Inter di Inzaghi è in programma il 13 marzo al Civitas Metropolitano.

Continua a leggere

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969