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Odiare annoiarsi

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Ci sono pochi giocatori in circolazione capaci di reinventarsi come ha fatto e come sta facendo tuttora Wesley Sneijder.
Il Diez olandese è stato presentato lo scorso 8 agosto in quel di Nizza, dove ritrova l’ex compagno Balotelli con cui ha vinto tutto in quel magico anno che fu il 2010.
Stagione in cui raggiunse anche la finale del Mondiale sudafricano da protagonista con la propria Nazionale, un’annata perfetta rovinata solo da una magia di Iniesta nei tempi supplementari che lo privò di Mondiale e, col senno di poi, di un Pallone d’Oro che meritava tanto quanto i soliti noti.

Un talento cristallino che ha fatto di necessità virtù, sfruttando l’unico suo vero limite (la continuità di prestazioni al massimo livello che può offrire) per allungarsi, di fatto, la propria carriera ad alti livelli.

LINEARE, ANZI NO

Mi spiego: se uno va a curiosare il valore di mercato di Wes durante gli anni e il riscatto pagato dai rispettivi club per le sue prestazioni (in ordine: Ajax, Real Madrid, Inter, Galatasaray, Nizza), esso segue un andamento “normale”.
Nel senso che il Real, il più blasonato dei club tra parentesi, è anche quello che l’ha pagato di più (27 milioni).
Dunque, l’Inter per 15 (quasi la metà), poi a Istanbul per 7,5 (la metà), infine al Nizza a fine contratto.

Eppure, la “reputazione pubblica” del calciatore non è così lineare.

Gioca in un Real Madrid che tra gli altri annovera anche Higuain e Robben con cui vince la Liga nel 2007, eppure a livello internazionale viene pesantemente ombreggiato dal Barcellona di Dinho, Eto’o e il primo Messi.
Al cambio di marcia di Florentino Perez che decide di ricreare il mito dei Galacticos in una sola estate comprando C. Ronaldo, Kaka e Benzema per una cifra complessiva intorno ai 200 milioni di euro (dirlo adesso fa sorridere ma nel 2009 erano ancora cifre folli), Sneijder non rientra più nei progetti societari e cambia aria, trasferendosi alla corte di Mou il 28 agosto e presentandosi titolare nel derby col Milan il giorno seguente: il resto dell’anno è storia.

Alla fine dell’estate seguente Sneijder è considerato il miglior trequartista in circolazione e uno dei migliori calciatori al mondo.

 

L’anno seguente colleziona 39 presenze ma a rendimento minore, quello dopo 28 in un Inter che non riesce a iniziare un nuovo ciclo, nella prima metà di stagione ’12-’13 gioca appena 8 partite e viene svenduto al Galatasaray a gennaio, con tanto di qualche screzio con gli alti piani e rifiuto di rinnovo.

Annunciato così può sembrare l’ultimo capitolo ad alti livelli dell’olandese, se non il primo a livelli modesti ma in realtà Sneijder ha ancora tanto calcio nelle gambe: vince 8 titoli in 4 anni  (2 campionati, 3 coppe di Turchia e 3 supercoppe) da protagonista, facendosi odiare un’ultima volta dalla Juventus già padrona d’Italia che se lo ritrova in Champions League nell’inverno 2013 e viene eliminata da un suo gol in quella assurda partita giocata in due giorni nel fango-neve di Istanbul.

Durante l’ultima stagione realizza, tra le altre cose, il maggior rendimento offensivo della sua avventura turca. Non in quanto a gol (5) ma ad occasioni create (75 in 28 presenze di campionato), che è ciò per cui va valutato un giocatore nel suo ruolo.
Sneijder ha 33 anni ma sta bene, lo città lo adora ma il Gala non decolla (termina quarto in classifica) ed il pensiero di non giocare la Champions lo convince a provare un’esperienza diversa, l’ennesima.

Che poi il Nizza giochi o meno la Champions lo si vedrà nel ritorno della doppia prova con il Napoli, sfida per la quale all’andata era ancora troppo indietro di condizione per prendervi parte.
Ma come ha chiarito in presentazione non è giunto nella terra promessa della Ligue 1 per fare le ultime sgambate, anzi.

Per me è sempre importante affrontare nuove sfide, ho vinto molti trofei nella mia carriera ma non mi stanco mai di vincere e voglio continuare a farlo. E penso che possiamo fare grandi cose col Nizza.
Abbiamo la possibilità di qualificarci, crederci è fondamentale, cerco sempre di spiegarlo agli altri giocatori. Nel 2010, all’Inter, non abbiamo mai pensato di vincere la Champions ma risultato dopo risultato abbiamo visto che era possibile. C’è sempre una possibilità. Più invecchio, più miglioro, con l’età si diventa anche più saggi ma odio ancora oggi perdere, fa parte del mio carattere.

E che carattere.
Non fatelo annoiare e non vi annoierà.

 

 

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Calciomercato

Juve, sirene inglesi per Rabiot: il Newcastle ci proverà a gennaio?

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Le recenti prestazioni di Adrien Rabiot, protagonista in Serie A con la Juventus e ai Mondiali con la Francia, non sono certo passate inosservate. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra, la mezzala transalpina piace molto ad un altro club bianconero, il Newcastle, che con la guida tecnica di Eddie Howe è rapidamente diventato uno dei progetti più interessanti dell’intera Europa calcistica.

Magpies infatti sono attualmente al terzo posto in Premier League, e un giocatore dal pedigree come quello di Rabiot sarebbe un notevole rinforzo per continuare a lottare per una clamorosa qualificazione in Champions League. La Juve, d’altro canto, rischia di perdere il francese a parametro zero, ed il rinnovo sembra attualmente ben distante dal concretizzarsi; l’unico modo per monetizzare dalla sua partenza sarebbe dunque cederlo nell’imminente finestra di mercato invernale.

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Calcio e dintorni

Colpo esterno della Torres: Carrarese sconfitta grazie a Scappini

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CARRARESE TORRES LEGA PRO

CARRARESE TORRES LEGA PRO – La squadra di Alessandro Greco torna alla vittoria dopo un mese. Lo fa in trasferta, contro un’ostica Carrarese, grazie a un rigore di Scappini al 38’ del primo tempo. Tra l’altro, il primo rigore realizzato dai rossoblù su tre a disposizione, dopo gli errori di Suciu contro il San Donato Tavarnelle e quello dello stesso Scappini contro l’Olbia.

LA GARA

Carrarese (3-5-2): Satalino; Imperiale, D’Ambrosio, Marino; Grassini, Della Latta, Mercati, Schiavi, Cicconi; Energe, Giannetti. A disposizione: Rovida, Folino, Cerretelli, D’Auria, Bozhanaj, Andreoli, Pasciuti, Coccia, Capello, Samele. Allenatore: Dal Canto

Torres (4-4-2): Salvato; Heinz, Antonelli, R.Pinna, Girgi; Campagna, Lora, Masala, Liviero; Diakite, Scappini. A disposizione: Garau, Luppi, Pinna S., Suciu, Lisai, Gianola, Tesio, Ferrante, Bonavolontà, Carminati, Sorgente, Carboni. Allenatore: Greco.

Queste le formazioni messe in campo da Dal Canto e Greco. Gara bloccata nella prima parte di gioco, complice anche un tempo che rende difficili le giocate. Al 38’, però, la svolta del match: Cicconi atterra Campagna in area dei carraresi: Scappini è freddo di fronte a Satalino e insacca. 0-1 Torres. Cresce il nervosismo tra le due compagini e il Sig. Angelucci ammonisce Heinz, Giannetti e Energe.

La gara, anche dopo l’intervallo, regala poche emozioni, vivendo di episodi. Al 63’, ghiotta occasione fallita dai padroni di casa: Heinz fa fallo su Bozhanaj in area e l’arbitro assegna il rigore, ma Emerge non riesce ad approfittarne, colpendo il palo. All 78’ altro legno della Carrarese, questa volta con Capello che, a botta sicura, sbaglia un gol già fatto. Nel finale, Salvato tiene in vita la Torres e inchioda lo 0-1 finale in favore dei rossoblù.

LA SITUAZIONE IN CLASSIFICA

Un successo esterno importantissimo per i sassaresi, sempre al dodicesimo posto ma di nuovo a +5 sulla zona playout. Inoltre, i sardi hanno accorciato sulla zona playoff, da -8 a -5, trovandosi in un “perfetto limbo”, guardando con un pizzico di sicurezza in più all’obiettivo stagionale: restare in serie C senza passare per gli spareggi.

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Calcio Internazionale

Chi è Alejo Veliz, l’attaccante nel mirino di Lecce e Sassuolo

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CHI É ALEJO VELIZ, L’ATTACCANTE NEL MIRINO DI LECCE E SASSUOLO – Salito alla ribalta per la doppietta al River Plate nell’ultima partita di Gallardo, Alejo Véliz è diventato infatti un idolo del Rosario Central allenato da Carlitos Tevez e si è dimostrato come uno degli attaccanti più interessanti del campionato argentino.

CHI É ALEJO VELIZ – L’INFANZIA E I PRIMI PASSI NEL CALCIO

Nato il 19 settembre 2003 da un’umile famiglia di Gödeken, 190 chilometri a ovest di Rosario e più di 400 da Buenos Aires, fin da piccolo Alejo ha avuto due passioni, il calcio e il malambo, una danza folkloristica maschile: il padre Sergio lo ha portato a giocare nella scuola calcio di Gödeken quando aveva tre anni, ma tre anni dopo la famiglia si è trasferita a Bernardo de Irigoyen, città natale della madre Andrea, a 97 chilometri a nord di Rosario, in cui ha continuato a giocare nell’Unión Deportiva y Cultural. Qui ha continuato ad allenarsi in entrambe le discipline, sviluppando una non indifferente agilità che gli è rimasta utile nel calcio.

CHI É ALEJO VELIZ – L’APPRODO AL ROSARIO CENTRAL

Il 2019 è l’anno in cui Véliz ha iniziato a farsi notare, dopo aver vinto il titolo di capocannoniere nella Liga Galvense con 26 gol che ha portato all’interessamento del Colón, che l’ha ingaggiato per un periodo di prova (dove non c’era la pensione e i suoi nonni lo accompagnavano agli allenamenti) e poi al Rosario Central. A Rosario supera i due test preliminari, ma la pandemia gli impedisce di debuttare e mette in dubbio addirittura la sua voglia di continuare a giocare: Alejo però persevera nel suo obiettivo e nel 2021 debutta con la maglia dell’Academia Rosarina, per poi essere promosso nella Reserva in cui ha debuttato in Copa Sudamericana contro i venezuelani del Deportivo Táchira.

CHI É ALEJO VELIZ – L’ARRIVO IN PRIMA SQUADRA E LE VOCI DI MERCATO

Il 2022 è stato invece l’anno della sua consacrazione: fin dall’inizio del campionato Véliz ha giocato per 90 minuti nel Rosario Central nell’ala protettiva di Carlos Tevez, trovando il primo gol contro i Newell’s il 21 luglio. In seguito sono arrivati altri cinque gol e un assist, che l’hanno reso uno dei giocatori seguiti dall’Under 20 della Nazionale argentina e hanno fatto sì che molti club europei abbiano messo gli occhi su di lui, fra cui Lecce, Sassuolo, Bologna e Salernitana.

CHI É ALEJO VELIZ – UNA PUNTA VECCHIO STILE

Véliz si presenta come un attaccante da area di rigore, non eccessivamente tecnico, ma molto abile a tenere su la squadra con i suoi 187 centimetri di altezza. In Europa potrebbe diventare molto interessante, se saprà unire la sua forza con il miglioramento nella lettura della profondità e nella visione di gioco.

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Flash News

L’Empoli va a Marbella: amichevoli con Sturm Graz e Wolverhampton

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Destr

La visita dell’Empoli a Marbella ha ben poco a che fare col turismo balneare; in Andalusia, dove è approdata due giorni fa, la squadra toscana è infatti attesa da due partite amichevoli, di cui la prima si giocherà domani, contro lo Sturm Graz. Quattro giorni dopo ad affrontare i ragazzi di Paolo Zanetti toccherà al Wolverhampton; è già in programma inoltre una terza amichevole, contro il Monaco al Castellani il 16 dicembre.

Tutti test probanti per scaldare i motori in vista del ritorno in Serie A nel 2023. La prima sfida dell’Empoli sarà contro l’Udinese, in terra friulana.

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