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Sorprendere anche in Europa

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Una nuova squadra si è affacciata sul palcoscenico del calcio europeo: i preliminari di Champions League giocati contro il Liverpool, infatti, sono stati la prima occasione della propria storia per l’Hoffenheim di misurarsi nella competizione.

Il club tedesco è salito alle cronache nella scorsa stagione, quando, fino al 28 gennaio, è stata l’unico ancora imbattuto nei campionati d’Europa, raccogliendo un bottino importante per stabilizzarsi al quarto posto della Bundesliga (a soli due punti dal terzo).

IL PUNTO DI FORZA: NAGELSMANN

Il vero artefice di tale impresa è sicuramente l’allenatore: non un guru della panchina, bensì un giovanotto di 30 anni.

Julian Nagelsmann, “piccolo”, ma astuto, è rapidamente entrato nella storia della società di Sinsheim e non perchè sia il secondo più giovane allenatore di calcio di sempre.

Ritiratosi dal calcio giocato a 21 anni a seguito di un grave infortunio, ha intrapreso la carriera di coach e dopo aver allenato, con grandi risultati, le giovanili, l’11 febbraio 2016 gli viene affidata la guida tecnica della prima squadra, raggiungendo una salvezza fino a poco tempo prima insperata.

La sua prima stagione completa, la scorsa, la conclude con uno straordinario quarto posto che vale al suo club l’accesso ai preliminari della competizione per club più affascinante di sempre.

Numeri da predestinato di un mister che ha importanti idee tecnico-tattiche, con le quali ha saputo trasformare una squadra destinata alla retrocessione a quarta potenza di Germania.

Modulo 3-1-4-2, possesso palla, calci piazzati, flessibilità dei giocatori, incessante ricerca della verticalità, punto di riferimento in attacco che crea spazi: il vocabolario del giovane allenatore contiene tutti questi principi.

Perfetta verticalizzazione a inizio azione che porta Uth a bucare la rete avversaria.

Più che di natura tecnica, tuttavia, le difficoltà, almeno inizialmente, le poteva riscontrare nella gestione del gruppo: difficile imporsi con coetanei o quasi.

Difficoltà trasformata in pregio: nessuno meglio di un allenatore della sua età può mettersi nei panni dei giocatori, per questo si è “aperto” nei loro confronti, sempre nel rispetto dei ruoli.

Inutile, dunque, stare a pensarci troppo: il punto di forza di questo Hoffenheim è proprio Julian Nagelsmann.

IL CALCIOMERCATO 

Detto della stagione passata, andiamo a quella appena iniziata, facendo un passaggio obbligato per il calciomercato.

Il coach tedesco ha perso giocatori importanti come il difensore centrale Sule e il mediano Rudy, entrambi passati al Bayern Monaco, ma ha avuto Nordtveit, playmaker che può fare anche il centrale di difesa, il terzino Schulze e soprattutto Gnabry, ala che si è messa in evidenza all’Europeo Under 21.

Si è presentato bene Gnabry: qui ottimo inserimento, peccato non finalizzi al meglio.

Per colmare l’assenza di Rudy, inoltre, è stato promosso dalla seconda squadra il 19enne Dennis Geiger che si giocherà il posto con Lukas Rupp.

MANCANZA DI ESPERIENZA

L’esordio stagionale dell’Hoffenheim quest’anno è stato diverso diverso dal solito: è avvenuto, infatti, in Champions League (prima volta assoluta) per i preliminari contro il Liverpool.

L’esito, però, non è stato positivo soprattutto a causa della mancanza di esperienza, che in una competizione come questa è fondamentale.

Il suo Hoffenheim, in realtà, ha fatto vedere – nonostante il risultato finale – buone cose, mettendo anche in difficoltà gli inglesi nella prima parte della gara d’andata.

Le lacune in difesa, ancora da sistemare con l’inserimento di Nordtveit, peggiore in campo ieri, aggiunte alla velocità degli esterni d’attacco di Klopp – in particolar modo di Manè – hanno, però, indirizzato il match verso la fazione avversaria.

Nordtveit in totale balìa di Manè e così il Liverpool, nella gara di ritorno, arriva senza tanta fatica al 3-0

SORPRENDERE IN EUROPA LEAGUE

D’altronde sarebbe stato troppo eclatante qualificarsi ai gironi della massima competizione continentale per una squadra che si è appena affacciata al calcio che conta; soprattutto, se il tuo rivale si chiama Liverpool e vanta 5 Coppe dalle grandi orecchie in bacheca.

L’Europa League, invece, rappresenta la giusta dimensione per la squadra di Nagelsmann che, sorprendentemente, ha dichiarato che gli obiettivi stagionali non li decide nè lui nè la dirigenza, bensì i giocatori.

Un modo per non caricarli di troppe pressioni, qualora la società avesse deciso di puntare a un risultato ambizioso, ma per responsabilizzarli.

Certamente, dopo aver assaporato il palcoscenico della Champions League, i tedeschi vogliono sfruttare l’occasione dell’ex Coppa UEFA per misurarsi contro avversari di egual valore o poco superiori.

Un’opportunità da non gettare alle ortiche, perchè Nagelsmann ed il suo Hoffenheim, dopo il grande campionato dello scorso anno, vogliono sorprendere anche in Europa.

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Flash News

Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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