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Sorteggi UCL, più lacrime che sorrisi per le italiane

La Champions League 2018/2019 è alle porte e come da tradizione ieri 30 agosto si sono tenuti i sorteggi degli 8 giorni che andranno a comporre il tabellone della massima competizione continentale. Quest’anno tra le 32 squadre qualificate erano presenti quattro società italiane: la Juventus, inserita nella prima fascia, Roma e Napoli in seconda e l’Inter nella quarta temibile fascia. Prima del sorteggio le insidie per le rappresentanti del nostro Paese non erano poche e, a conti fatti, nessuna delle quattro avrà la strada spianata verso la fase ad eliminazione diretta.

GIRONE B

  • BARCELLONA  *****
  • TOTTENHAM  ****
  • PSV EINDHOVEN  ***
  • INTER

Come ampiamente prevedibile le urne di Montecarlo hanno riservato un girone di ferro all’Inter di Luciano Spalletti. Da metà settembre fino al termine del 2018 i nerazzurri dovranno affrontare Barcellona, Tottenham e i campioni d’Olanda del Psv Eindhoven per provare ad entrare nel lotto delle migliori sedici d’Europa.

L’avversario più ostico è sicuramente il Barcellona di Ernesto Valverde, campione di Spagna l’anno scorso, ma eliminato dalla Roma nei quarti di finale di Champions. Durante l’estate la dirigenza blaugrana ha dovuto sopperire agli addii di Iniesta e a quello inatteso di Paulinho, autentica sorpresa della scorsa annata. A rinfoltire la metà campo sono arrivati il 22enne Arthur dal Gremio, centrocampista molto promettente e con forti doti associative e, a parametro zero, Arturo Vidal. Quello del cileno, soprattutto in ottica Champions, potrà rivelarsi un acquisto fondamentale per Valverde: le capacità di recupero palla dell’ex Bayern gli daranno la possibilità di schierare insieme Messi, Suarez, Dembelè e Coutinho, senza squilibrare l’assetto tattico dell’intera squadra. Inoltre l’arrivo di Clement Lenglet in difesa ha rinforzato un reparto che l’anno scorso ha potuto contare unicamente su un Piquè sempre meno performante e su un Umtiti in rampa di lancio. La squadra a disposizione di Valverde appare completa in ogni ruolo ed è una delle maggiori contendenti per la vittoria finale, l’Inter dovrà disputare due partite perfette per portare a casa qualche punto.

L’esordio dei nerazzurri sarà a San Siro contro il Tottenham di Mauricio Pochettino, squadra con un’identità solida e capace da diversi anni di imporsi con personalità sia in casa che in trasferta. Gli uffici della sede degli Spurs sono stati a lungo chiusi quest’estate a causa del totale immobilismo sul mercato e la squadra che quest’anno tenterà di fare il salto di qualità sarà la stessa che nella scorsa stagione ha abbandonato la competizione agli ottavi di finale, con medesimi pregi e difetti. I complimenti recapitati alla società per aver trattenuto il trio Eriksen-Alli-Kane vanno messi a bilancio assieme alle critiche giunte per non aver fatto alcun intervento sul reparto difensivo. L’idea di gioco del manager argentino basata su difesa alta, pressing offensivo e ricerca dell’ampiezza ha portato il Tottenham a disputare grandi prestazioni (Real e Dortmund in casa), ma anche a compromettere per gravi disattenzioni difensive un’intera qualificazione (chiedere a Higuain e Dybala per maggiori informazioni). La sensazione è che, con la crescita anche di Lucas Moura, dalla linea mediana in giù il Tottenham sia uno degli organici più pericolosi dell’intera competizione, mentre alle loro spalle tutto dipenderà da quanto gli errori commessi contro la Juventus avranno avuto effetto pedagogico sulla linea difensiva.

La variabile impazzita di questo girone è rappresentata dal Psv, squadra che incarna a pieno il luogo comune relativo al calcio olandese di questo decennio: fantasiosa e veloce in attacco, mediocre ed inaffidabile in difesa. La classe di Gaston Pereiro coadiuvata dalla rapidità di Lozano e Bergwijn e dal killer instinct di De Jong potrebbero creare più di un grattacapo ad un Inter ancora poco convincente; d’altro canto un attaccante come Mauro Icardi troverà terreno fertile nella difesa tutt’altro che imperforabile degli olandesi.

Per tornare dopo 7 anni di assenza tra le migliori 16 d’Europa, Spalletti ha bisogno per prima cosa di trasmettere delle certezze alla sua Inter e, guadagnata quella fiducia che attualmente non ha domicilio ad Appiano Gentile, dovrà utilizzare le sue doti da fine stratega per incartare squadre con pochi punti deboli come Barcellona e Tottenham. L’impresa appare ardua.

Probabilità di passaggio del turno: 25%

GIRONE C

  • PARIS SAINT-GERMAIN  *****
  • NAPOLI
  • LIVERPOOL  *****
  • STELLA ROSSA *

Per prospettive e possibili incroci pre-sorteggio il girone nel quale è stato inserito il Napoli è il più difficile. In quello che è il gruppo dei tridenti delle meraviglie, gli azzurri di Ancelotti dovranno compiere un’autentica impresa per scalare una montagna alta, altissima.

Subissato dalle critiche dopo l’eliminazione contro il Real Madrid nell’anno dell’approdo sotto la Tour Eiffel di Neymar e Mbappè, il Paris Saint-Germain ha sostituito il mai apprezzato Unai Emery con un tecnico interessante ma con la bacheca vuota come Thomas Tuchel. Sul mercato i parigini hanno compiuto uno step importante dal punto di vista carismatico con l’arrivo di Gigi Buffon e, in prospettiva, uno step tecnico in difesa con l’acquisto per 37 milioni del giovanissimo Thilo Kehrer. Approfittando dell’abissale tasso tecnico di differenza con le restanti squadra della Ligue 1, Tuchel sta permettendo ai suoi uomini migliori di recuperare al meglio dalle fatiche del Mondiale e contemporaneamente sta provando con costanza la difesa a 3. Aldilà degli schieramenti tattici per il Napoli sarà difficile arginare lo strapotere del tridente Mbappè-Cavani-Neymar, capace di segnare 16 gol in 6 partite nella fase a gironi della passata stagione.

L’exploit dell’anno scorso non è stato visto dalla dirigenza dei Reds come un punto d’arrivo, ma come una tappa raggiunta tramite la quale ripartire con ancor più ambizione. Gli acquisti di Allison, Keità, Fabinho e Shaqiri ne sono la più palese dimostrazione e l’organico a disposizione di Klopp è qualitativamente superiore a quello che l’anno scorso ha brillato nelle notti europee. Salah, Manè e Firmino hanno dimostrato nelle prime tre giornate di Premier di esser già entrati in condizione e la costante crescita di elementi come Van Dijk, Robertson e Alexander-Arnold sta assottigliando sempre di più i limiti difensivi dell’undici rosso. Come la Roma ha dimostrato, i Reds diventano inarrestabili quando hanno la possibilità di impostare il ritmo e l’intensità al match, mentre mostrano il loro lato debole quando il centrocampo non è in grado di applicare al meglio il gegenpressing (pressione successiva alla perdita del pallone) richiesto dal manager tedesco.

Infine, la Stella Rossa è la squadra cuscinetto di questo girone e una delle meno attrezzate dell’intera competizione. Campioni incontrastati in Serbia, i ragazzi di Milojevic hanno sorprendentemente eliminato il Salisburgo semifinalista in Europa League grazie ad una doppietta di Ben Fardou e con in campo una vecchia conoscenza del calcio italiano: Nenad Krsticic. L’arma più pericolosa dell’esiguo arsenale serbo è il mitico “Stadion Rajko Mitic” , noto come Marakana, autentica roccaforte della squadra.

L’obbligo del Napoli è quello di non perdere punti preziosi con la Stella Rossa e di sfruttare al meglio il fattore San Paolo. Oltre al calore dei tifosi le carte sulle quali gli azzurri possono puntare sono l’esperienza europea di Carlo Ancelotti, mago delle notti di Champions, e la qualità di un pacchetto offensivo che può impensierire e non poco le difese avversarie.

Probabilità di passaggio del turno: 35%

GIRONE G

  • REAL MADRID  *****
  • ROMA
  • CSKA MOSCA  **
  • VIKTORIA PLZEN  *

Dopo aver analizzato gli scenari complessi di Inter e Napoli ci spostiamo sulla nota lieve di questo sorteggio: la Roma di Eusebio Di Francesco. I giallorossi si presentano ai blocchi di partenza con ancora negli occhi la splendida cavalcata dell’anno scorso e proveranno a dar seguito a quelle prestazioni il 19 settembre in casa del Real Madrid. All’avvio con il botto seguirà un calendario piuttosto abbordabile con Cska e Viktoria Plzen pronte allo sgambetto.

I detentori del titolo appaiono leggermente indietro nello schieramento iniziale, complice un’estate burrascosa tra addio di Ronaldo, mal di pancia di Modric e gli arrivi dei soli Courtois e Mariano Diaz. Lopetegui ha dato il via al nuovo corso perdendo malamente la Supercoppa UEFA contro i rivali dell’Atletico ma ha già forinto diverse indicazione su quale sarà il percorso tattico del suo Real Madrid. Il modulo di riferimento pare essere un 4231 con a sinistra la tecnica e le doti da palleggiatore di Asensio e a destra Bale in motorino. Il livello di influenza che raggiungeranno questi due calciatori sarà determinante per comprendere dove i Blancos potranno arrivare e, soprattutto nel caso del gallese – nonostante il campionato non lo abbia ancora messo dinanzi a difese probanti – la condizione sia fisica che mentale risulta già ottima. La squadra va testata su forse quello che è stato l’unico punto debole dell’era Zidane: le transizioni difensive. Se la Roma, sfruttando le sue capacità di pressing, dovesse essere in grado di portare a compimento attacchi veloci, la doppia sfida potrebbe avere uno sviluppo da pochi pronosticato.

strapotere

La mano di Ricardo Kakà ha regalato un sorriso ai capitolini: la terza squadra del girone è l’abbordabile Cska Mosca. I russi stanno faticando in questo avvio di campionato (6 punti in 5 partite) ed oltre all’estro di un sempre meno brillante Alan Dzagoev, alle fiammate del redivivo Abel Hernandez e alle sgroppate di Mario Fernandes sulla fascia destra, non contano nomi altisonanti nell’organico. La squadra che nel 2010 arrivò a contendere le semifinali all’Inter di Mourinho è soltanto un piacevole ricordo nella mente dei tifosi del Cska, mentre per la Roma e il suo passaggio del turno saranno proprio i supporters russi e il clima rovente che creeranno nell’Arena Cska l’ostacolo più alto da superare.

La squadra che conclude il girone è una vecchia conoscenza della Roma europea: il Viktoria Plzen. I cechi, già affrontati dai giallorossi nella fase a giorni dell’Europa League 16/17 con un saldo di 4 punti, sono i dominatori del campionato nazionale e nelle prime 6 giornate di questo torneo hanno inanellato 18 punti. La rosa non presenta individualità da tenere particolarmente d’occhio se non quella di Michael Krmencik, bomber classe ’93 autore di 7 gol: uno ogni 72 minuti giocati in campionato.

Dopo aver vinto il girone di ferro con Chelsea e Atletico Madrid l’anno scorso, i ragazzi di Di Francesco sono chiamati ad un’impresa più nelle loro corde. Il calcio a trazione europea del mister italiano ha vinto e convinto, ripetersi è sempre difficile ma con questo girone la strada per rivedere la Roma nella fase ad eliminazione diretta risulta davvero breve.

Probabilità di passaggio del turno: 80%

GIRONE H

  • JUVENTUS
  • MANCHESTER UNITED  ****
  • VALENCIA  ***
  • YOUNG BOYS  *

Nonostante la presenza in prima fascia, la Juventus dovrà superare un girone piuttosto ostico per cominciare al meglio il suo cammino in Champions League. L’incognita sulla guida tecnica che il Manchester United avrà ad ottobre ed il pragmatico e talentuoso Valencia di Marcelino non fanno sorgere dubbi sul ruolo di favorita della Vecchia Signora nel raggruppamento, ma la mettono dinanzi a trasferte tanto affascinanti quanto complicate.

Sconfitto malamente prima dal modesto Brighton e poi dal Tottenham, l’avventura di Josè Mourinho sulla panchina del Manchester United pare sia giunta al termine. Da molti esperti il match contro il Burnley è indicato come ultima spiaggia per il tecnico portoghese ma, qualsiasi fosse il risultato dell’incontro, per l’ex allenatore dell’Inter sarà difficile ridare morale ed identità ai Red Devils. La partita con il Tottenham ha messo in evidenza tutti i limiti tecnici dei rossi di Manchester: difesa insicura, centrocampo poco assortito e attacco sterile e poco organico. I giocatori più rappresentativi non rendono come dovrebbero: Paul Pogba appare un giocatore diverso rispetto a quello voglioso e determinato visto con la maglia della Francia; Alexis Sanchez, calciatore anarchico di per sè, a più di 6 mesi dal suo arrivo non si è ancora integrato negli schemi di Mourinho e David De Gea non riesce a vedere la luce in un tunnel nel quale è entrato dalla partita mondiale contro il Portogallo. Allo stato attuale delle cose lo United non sembra una squadra capace di impensierire una corazzata come la Juventus ma, con Zidane e Conte a piede libero, non si può mai star tranquilli.

Fino a poco meno di un anno e mezzo fa, il Valencia navigava nella mediocrità della metà classifica, poi il presidente Murthy ha preso una decisione che ha di colpo modificato le ambizioni degli spagnoli: affidare la panchina a Marcelino. A cavallo del suo semplice ed efficace 4-4-2, il tecnico ex Villarreal ha rivitalizzato calciatori come Rodrigo, Parejo, Garay e Kondogbia e lanciato talenti come Guedes e Santi Mina, conquistando un sensazionale quarto posto. Il mercato estivo – con la conferma degli uomini migliori e la cessione di Zaza per far spazio a Gameiro e Batshuayi – ha alimentato l’entusiasmo dei tifosi e il percorso di crescita di questa squadra potrebbe presto subire un ulteriore step. Il gioco iperverticale de los murcielagos ha messo tante volte in difficoltà le big di Spagna e la Juventus dovrà disputare due partite di ottimo livello per portare a casa i 6 punti in palio.

L’outsider del girone H è lo Young Boys. Il merito dell’impresa di portare gli svizzeri per la prima volta ai gironi di Champions League è da suddividere tra il tecnico che ha condotto la squadra alla vittoria del titolo nazionale, Adi Huttler, e quello che l’ha guidata nei preliminari contro la Dinamo Zagabria, il giovanissimo Gerardo Soane. Il capitano è il roccioso difensore ex Cesena Steven Von Bergen, mentre quello con un background più rilevante è la punta Guillaume Hoarau, uomo partita nello storico match contro i croati.

L’urna non è stata benevola con i bianconeri, ma una squadra con tale potenziale ed esperienza non deve avere il timore di affrontare nessuno. Il duro esordio al Mestalla servirà alla squadra di Allegri per rompere il ghiaccio con la competizione, lanciare un chiaro segnale alle avversarie e scacciare subito gli spettri di un’eliminazione che avrebbe del clamoroso.

Probabilità di passaggio del turno: 85%

 

 

 

 

 

 

 

 

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