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Spagna, la più grande sfida di Luis de la Fuente

Calcio Internazionale

Statistiche contro de la Fuente: chi è stato promosso dall’Under 21 non ha mai fatto bene

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Chi è Luis de la Fuente

Luis de la Fuente è il nuovo allenatore della Spagna. Dopo la separazione con Luis Enrique, la Federcalcio iberica ha scelto di puntare su di lui, “promuovendolo” dall’Under 21.

Il nuovo commissario tecnico, che ha ben figurato con le giovanili della Spagna, si trova dinanzi alla più grande sfida della sua carriera. Innanzitutto perché sono stati soltanto tre gli allenatori vincenti con le Furie Rosse:  Villallonga (1964), Luis Aragonés (2008) e Vicente del Bosque (2010/2012).

In secondo luogo, una particolare statistica. Chiunque sia stato promosso dall’Under 21, non ha mai fatto bene alla guida della Nazionale maggiore. Il primo caso è quello di José Emilio Santamaria, che allenò la Spagna ai Mondiali del 1982. In quell’occasione gli iberici superarono a fatica il primo turno e furono eliminati subito dopo.

Anche ai Mondiali in Italia, nel 1990, la Spagna si presentò con un tecnico promosso dalla Nazionale Under 21. Si trattava di Luis Suarez, al quale, toccò la stessa sorte del suo predecessore Santamaria. Le Furie Rosse persero agli ottavi di finale contro la Jugoslavia.

L’ultimo “malcapitato”, in ordine temporale, Inaki Saez. Il commissario tecnico, dopo le dimissioni di Camacho in seguito al Mondiale farsa del 2002, guidò la Nazionale maggiore nel biennio 2002-2004. La Spagna si qualificò a fatica e fu eliminata nella fase ai gironi.

Nella penisola iberica, si spera che Luis de la Fuente non sia destinato a tutto ciò. Soprattutto perché la Spagna dispone di un gruppo giovane composto da tante promesse, che se indirizzato nella giusta maniera potrà regalare agli appassionati spagnoli le stesse emozioni degli anni 2008-2012.

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Austerity del calcio italiano: analisi e cause

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AUSTERITY DEL CALCIO ITALIANO: ANALISI E CAUSE – Questa sessione di calciomercato è una delle più povere, dal punto di vista degli acquisti, negli ultimi venti anni. Se da una parte un simile trend era ampiamente prevedibile, è giusto comprenderne le cause e utilizzare i dati come strumento di confronto tra i top campionati europei.

IL CONFRONTO

Stando a quanto riportato da Transfermarkt, ad oggi, i club di Serie A hanno speso 19,42 milioni di euro in sede di calciomercato. Il dato delle spese, rapportato a quello delle entrate, genera un bilancio positivo di 20,33 milioni di euro. Quest’anno si è verificata una vera e propria politica di austerity del calcio italiano, indubbiamente indotta e non voluta. Il dato assume maggiore rilevanza se contestualizzato con quelli di Premier League, Liga e Ligue 1. Le società italiane, infatti, occupano il quarto ed ultimo posto di questa speciale classifica, che vede come regina indiscussa la principale lega inglese e i suoi 582,26 milioni. La differenza tra le spese della Serie A e quelle della Liga, infatti, è di circa 5 milioni, mentre i club francesi sino ad ora hanno fatto registrare movimenti in entrata per un totale di 73,90 milioni di euro.

AUSTERITY DEL CALCIO ITALIANO: LE CAUSE

Perché le squadre di Serie A non spendono più come prima?

Le cause di questa politica di austerity del calcio italiano sono, in primo luogo, da sovrascrivere alla pandemia. Il Covid ha inevitabilmente gettato sul lastrico gli introiti delle società sportive di tutta Europa ma, ha gravato inevitabilmente su coloro che avevano avuto scarsa lungimiranza negli anni precedenti. Bisogna ricordare infatti che, quando la Serie A negli anni 90 era la lega più ricca del mondo, i club investivano sul mercato tutti gli incassi, tralasciando le infrastrutture e la differenziazione dei ricavi.

Nello scenario odierno, in cui i diritti tv e le sponsorizzazioni influiscono sulla maggior parte degli incassi, la Serie A occupa il penultimo posto nella classifica dei Top 5 campionati europei per gli introiti derivati dai contratti con le emittenti televisive. Stando a quanto riportato da Tifosy, la Serie A incassa “soltanto” 1,2 mld di euro a stagione. La caratteristica più preoccupante però, riguarda quanto investono nel nostro campionato le emittenti straniere, vale a dire 200 milioni di euro. Questo dato è sintomo della scarsa capacità della Lega di attirare gli investitori esteri e di posizionarsi nel processo di globalizzazione che inevitabilmente domina l’economia calcistica.

Anche il paragone con il paracadute, cioè il meccanismo che assegna una quota dei diritti tv alle squadre che retrocedono nella serie inferiore, è impietoso se rapportato a quello della Premier League. I club inglesi incassano oltre il doppio dei 20 milioni percepiti dalle società italiane. Ecco spiegato, ad esempio, perché il Bournemouth (neopromosso dalla Championship) può tranquillamente permettersi Zaniolo.

In ultima analisi, gli altri paesi europei sono stati abili nell’attrarre investitori stranieri con una grande potenza economica. È il caso degli sceicchi, proprietari di PSG e Manchester City o dell’ex presidente del Chelsea, il magnate russo Roman Abramovich.

 

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Le partite del giorno – Martedì 31 gennaio 2023

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le partite del giorno

Il calcio, si sa, non si ferma mai: ogni giorno, da ogni angolo del pianeta, giocatori di tutto il mondo sono pronti, con le proprie giocate sul rettangolo verde, a regalare emozioni ai tifosi. Numero Diez vi presenta quindi le principali gare che ci attendono nella giornata di oggi.

ITALIA – Coppa Italia

Ore 21.00: Inter-Atalanta (Canale 5)

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UFFICIALE – Il talentino Casadei passa in prestito al Reading

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Casadei

Con un annuncio sui propri canali social, con tanto di emoji gesticolante, il Reading ha annunciato l’arrivo del classe 2003 Cesare Casadei. Il giovane centrocampista italiano si è trasferito questa estate al Chelsea per 15 milioni di euro in un intreccio che ha poi portato Lukaku nuovamente all’Inter.

In questi sei mesi ha giocato con l’Under 21 ma ha avuto qualche spazio tra i professionisti giocando con la stessa selezione il Papa John’s Trophy in cui sono presenti anche squadre di terza e quarta serie inglese.

Per i prossimi sei mesi, però, Casadei giocherà in Championship con la maglia dei Royals che attualmente occupano il sedicesimo posto in classifica ma sono lontani solo cinque punti dalla zona playoff.

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UFFICIALE – Weston McKennie è un giocatore del Leeds United

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McKennie

Dopo un tira e molla durato un po’ di giorni adesso è ufficiale: Weston McKennie è un giocatore del Leeds United. Il centrocampista lascia la Juventus dopo 96 presenze e 13 gol in maglia bianconera. I Whites hanno raggiunto l’accordo con la Juventus sulla base di prestito con diritto di riscatto, che potrebbe diventare obbligo, per un totale di 30 milioni di euro.

McKennie raggiunge così i connazionali Adams e Aaronson in un Leeds United farcito di grandi giovani talenti. L’obiettivo è confermarsi nuovamente in Premier League per poi crescere ulteriormente nelle prossime stagioni. Il suo arrivo è stato fortemente voluto dall’allenatore Jesse Marsch.

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