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Macia: “Abbiamo una vettura con buone basi, dobbiamo svilupparla”

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Spezia

Già da alcuni giorni, Eduardo Macia è tornato in Italia: più precisamente allo Spezia, a svolgere il ruolo di dirigente nella società del presidente Platek. Quest’oggi l’ex dirigente della Fiorentina si è presentato e ha rilasciato le prime dichiarazioni.

SPEZIA, LE PAROLE DI MACIA

Ecco le prime dichiarazioni di Eduardo Macia da neo dirigente dello Spezia:

Molto contento di essere qui, ho subito accettato la proposta di aiutare questo club per il presente e per il futuro. Paragonandoci ad un automobile, abbiamo una vettura con buone basi, ma ora dobbiamo svilupparla“.

Su Gotti: “Con il tecnico Gotti ho avuto un primo colloquio, e sa già che ho massima fiducia nei suoi confronti, l’importante è trasmettergli serenità e far crescere la squadra. Spesso penso che l’esperienza sia come quando ti danno un pettine, ma sei calvo: voglio certamente far crescere la squadra e i giovani di questa rosa e questo club, ma vanno accompagnati a uomini con grande esperienza. C’è bisogno di un giusto mix”.

Sulle sfide: “Il calcio è fatto di sfide e ogni club ha certamente obiettivi diversi rispetto ad altri: ovviamente lo Spezia non ha gli stessi obiettivi che hanno Fiorentina, Liverpool e Valencia. I tifosi dello Spezia hanno un entusiasmo simile a quelli che aveva il Liverpool quando ero dirigente io. In questa città i tifosi sono molto orgogliosi del proprio club e questo l’ho intravisto anche in passato quando sono venuto in visita allo stadio Picco“.

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Hellas Verona-Udinese 1-2, le pagelle del match: Doig il migliore dei suoi, i cambi di Sottil fanno la differenza

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Bijol

Nel posticipo dell’ottava giornata di Serie A l’Udinese batte il Verona con il punteggio di 2-1, confermando il super momento della squadra di Sottil. Doig sblocca la partita con super gol, ma l’Udinese gioca da grande squadra e nella prima frazione di gioco a più volte vicino al gol del pareggio. Nel secondo tempo i cambi e la qualità dei friulani fanno la differenza. Prima Beto e poi Bijol ribaltano la partita. L’Udinese vola.

LE PAGELLE DEL VERONA

Montipò 6.5: Respinge bene gli assalti della squadra di Sottil nel primo tempo, nulla può sul gol di Beto.

Hien 5: Nel primo tempo copre bene gli attacchi dell’Udinese, cala nel secondo tempo come tutta la difesa scaligera.

Gunter 5.5: Gioca una grande partita contro Success, male in copertura sulla rete di Beto.

Ceccherini 5.5: Come Gunter, nel primo tempo è preciso e concentrato, si perde Deulofeu sul gol del pareggio.

Lazovic 5: Si vede poco sulla fascia soprattutto nel primo tempo, non riesci mai a creare superiorità. (Dal 72′ Hrustic: 6)

Tameze 6.5: Il migliore dei suoi a centrocampo, i suoi inserimenti danno fastidio ai difensori dell’Udinese.

Veloso 6: Buone geometrie in mezzo al campo, finché può pressa bene Lovric.

Verdi 5: Non è ancora al top della forma e si vede, non riesce mai a dare velocità alla manovra del Verona. (Dal 72′ Depaoli: 5.5)

Doig 7: Trova il secondo gol del suo campionato con una conclusione perfetta. Si conferma una delle rivelazioni di questa Serie A, è bravo anche in fase di ripiego. ( Dal 84′ Djuric: sv)

Piccoli 5.5: Spesso isolato contro la difesa friulani, non riesce mai  a trovare il giusto pertugio. (Dal 62′ Kallon: 6)

Herny 5.5: Lotta contro Bijol e Becao, spesso isolato fa fatica trovare la posizione giusta; esce stremato.(Dal 84′ Lasagna: sv)

LE PAGELLE DELL’UDINESE

Silvestri 6: Incolpevole sul gol di Doig, dà sicurezza a tutto il reparto.

Becao 6.5: Aiuta molto in fase di spinta, preciso in marcatura su Piccoli.

Bijol 7: Leader della difesa friulana, trova il gol del vantaggio con un altro colpo di testa.

Perez 6: Il più incerto fra i tre lì dietro, esce per ammonizione. (Dal 58′ Ebosse: 6)

Pereyra 6: Partita a due facce per il capitano; nel primo tempo fa fatica a contenere Doig, nella ripresa fa la differenza con la sua qualità.

Lovric 6: Bene in fase d’inserimento. Fa fatica ad impostare il gioco.

Walace 6: Bravo a chiudere gli inserimenti dei centrocampisti del Verona, si fa vedere anche in fase offensiva.

Makengo 6: Solita sostanza in mezzo al campo, bene anche in fase di inserimento. (Dal 58′ Samardzic: 6.5)

Udogie 5.5: Spinge tantissimo nel primo tempo, cala alla ripresa.

Success 5: Male. Partita anonima dell’ex Watford soprattutto nel primo tempo. (Dal 58′ Beto: 7)

Deulofeu 6.5: Da sempre la sensazione di essere il più pericoloso dei suoi, confeziona un gran assist per Beto. Si divora il gol del pareggio nel primo tempo. (Dal 81′ Nestorovski: sv)

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Calcio Internazionale

Il Pipita si ritira: il racconto di una carriera speciale

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Higuain

Se qualche mese fa, precisamente ad aprile, era stato il padre a parlare per lui dicendo che, Gonzalo, avrebbe abbandonato il calcio giocato per poi sentire qualche dopo le smentite proprio di Higuain in persona, era difficile pensare che a distanza di qualche mese avremmo potuto vedere lo stesso ex 9 di Napoli, Juventus e Milan fra le tante, in lacrime davanti ai giornalisti, annunciando l’addio al calcio giocato. Questa volta senza passi indietro o fake news. Tutto vero.

Quel ragazzo partito dall’Argentina, dal Monumental fino a sbarcare in Europa al Bernabeu da giovanissimo, per poi far emozionare per quasi 10 anni i tifosi napoletani, con cui ha sancito il nuovo record di gol segnati in una sola stagione in Serie A con 36 gol, quelli juventini tra gol in semifinale di Champions League e gol decisivi nello scudetto del 2017/2018 in un San Siro diventato un vero campo di battaglie, fino ad avventurarsi fra Milan, Chelsea e una nuova sfida con la Vecchia Signora che lo lascerà solamente un anno dopo per vederlo sbarcare forse troppo giovane in MLS, direzione Inter Miami con il compagno di squadra Matuidi. Forse per le troppe pressioni e per trovare quella calma che probabilmente non hai mai trovato:

“Sono molto felice perché ho ottenuto ciò che volevo,  uscire da quella bolla di pressione. La stampa parlava sempre di me, delle critiche dei tifosi, qui invece il calcio non è una priorità, ci sono altri sport che sopportano quelle pressioni. Le persone per strada non ti giudicano perché hai sbagliato o segnato un gol. E lo stesso accade con la stampa. Quindi vivo con più tranquillità ed è quello che stavo cercando. Né i media né i tifosi ti giudicano.”

Gonzalo Higuain, intervista al “La Nacion” sul suo passaggio all’Inter Miami

LE LACRIME

Gonzalo Higuain non è riuscito nemmeno a trattenere le lacrime durante la conferenza stampa tenutasi proprio per la sua decisione. Una scelta quasi annunciata dopo le voci anche successive alla sua smentite nello scorso aprile.

Il Pipita ha vinto ogni volta che ha preso una decisione importante. Con il Real Madrid è stato campione di Spagna, abbandonando il Real ha saputo trovare la sua vera dimensione in Italia con il Napoli vincendo due trofei come la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, con la Juventus ha vinto tutto quello che c’era da vincere in campo nazionale, sfiorando la Champions League nel 2017. Ha saputo poi rifarsi con il Chelsea quando nella breve parentesi inglese con Sarri ha vinto l’Europa League nel 2018/2019.

Le delusioni rimarranno quella con la maglia dell’Argentina. Ben tre finali perse, di cui una quella del Mondiale brasiliani, dove contro la Germania fallì una grossa occasione per portarsi in avanti nel risultato.

IL FIUTO DEL GOL E LA TECNICA

Higuain ha fatto registrare importanti numeri soprattutto con tre squadre nella sua carriera. Al Real Madrid, nonostante la concorrenza dei vari Ronaldo, Benzema, Di Maria e tanti altri campioni di quegli anni nell’attacco dei Blancos, ha saputo trovare il suo spazio, siglando ben 121 gol in tutte le competizioni. Poi, forse nella sua versione più dominante dal punto di vista mentale e fisico, al Napoli ha realizzato 91 gol in sole tre stagioni, una compensata dal famoso record dei 36 gol, che ora condivide con Ciro Immobile, dove ha letteralmente trascinato la squadra di Sarri.

“Sarò sempre grato al Napoli per tutto ciò che abbiamo vissuto insieme. il mio terzo anno lì è stato quello migliore della mia carriera. Ringrazio i miei compagni e lo staff, è stato veramente bello. Ho vissuto momenti incancellabili.”

Contro tutto e tutti, ha fatto la mossa che nessuno si aspettava. Passare al grande club rivale fino a quel momento per i partenopei: la Juventus.

Nonostante le tante critiche, in tre stagione ha segnato 66 gol, con une media quindi inferiore alla precedente avventura con gli azzurri ma ovviamente da prendere in conto la stagione 2019/2020 dove ha trovato meno spazio e con un ruolo non più così centrale come negli anni prima.

“Ringrazio la Juventus, uno dei club più grandi d’Europa, è stato un gran momento. Lì ho incontrato grandi compagni e mi sono sentito un privilegiato ad essere lì.”

Higuain durante la conferenza d’addio

L’ex numero 9, oltre che avere un grande senso del go, è stato negli ultimi 10 anni anche uno fra i più grandi attaccanti a livello tecnico in grado di offrire spazi e assist per i compagni. Sicuramente, lo ha dimostrato molto di più ai tempi del Real Madrid, dove circondato da grandi giocatori ha saputo mettere a segno ben 56 assist.

ICONICO

Il nome di Gonzalo Higuain rimarrà in un modo o nell’altro nella storia del calcio, o almeno di qualche classifica in Italia. Infatti è quarto nella classifica speciale per i calciatori argentini nel nostro campionato, alle spalle di grandi come Batistuta, Crespo e Sivori. Al momento quello più vicino all’attivo ed il suo vecchio e amico compagno di squadra Paulo Dybala, con cui ha condiviso il campo giocato per tre anni alla Juventus e ovviamente anche in Nazionale.

I suoi momenti iconici? Possiamo trovarne due. Uno è il momento in cui si gira per effettuare una sorta di rovesciata contro il Frosinone, siglando una tripletta che lo porterà nell’olimpo del nostro campionato.

L’altro momento è una delle partite più incredibili degli ultimi anni, dove è risultato decisivo nella vittoria dello scudetto 2017/2018 nel rush finale contro proprio la sua ex squadra, il Napoli. Dopo una partita sofferta, infatti, i bianconeri ribaltano il risultato da 2-1 a 3-2 dal 87′ al 89′, proprio con il gol del numero 9 su assist di Dybala, alla 35 giornata contro l’Inter.

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Flash News

Empoli, il capitano Bandinelli rinnova fino al 2025

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bandinelli

Capitan Filippo Bandinelli, acquistato dagli azzurri nel 2019 per 1mln di euro, rinnova con l’Empoli fino al 2025.

Filippo Bandinelli è da questa stagione il capitano dell’Empoli di Paolo Zanetti. La nomina a capitano non poteva che essere seguita dal rinnovo di contratto con il club.

Come riportato da Nicolò Schira, l’italiano classe 1995 rinnoverà col club toscano fino alla stagione 2024/2025. Dopo le 99 presenze, i 5 gol e gli 11 assist in maglia azzurra, la carriera di Bandinelli continuerà dunque all’Empoli.

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Flash News

Pirlo fatica a decollare: 6 punti in 7 giornate con il Karagümrük

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Pirlo

Stenta a decollare l’avventura in Turchia di Andrea Pirlo. L’ex tecnico della Juventus è appena uscito sconfitto per 1-2 contro l’Istanbulspor e ora il “suo” Karagümrük si trova a soli 6 punti in 7 giornate di campionato.

La squadra di Pirlo era addirittura passata in vantaggio con Diagne al 37′, ma gli ospiti hanno ribaltato il punteggio grazie alle reti di Rroca al 69′ e di Topalli al 74′ e hanno costretto l’ex giocatore di Juventus e Milan a uscire sconfitto per l’ennesima volta in questa stagione.

Il Karagümrük si trova ora al 14esimo posto in classifica, con Pirlo che ha ancora poche carte da giocare per salvare la sua panchina.

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