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Spezia, il match winner Nzola: “Bello il gol di Sabiri, ma il mio vale tre punti”

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Finisce 2-1 il derby ligure tra lo Spezia e la Sampdoria. Il vantaggio di Sabiri è durato soltanto un minuto, pareggiato da un autogol di Murillo. A decidere il match ci ha pensato M’Bala Nzola, al suo terzo centro stagionale dopo che lo scorso anno si fermò appena a due.

Queste le parole dell’attaccante dello Spezia ai microfoni di DAZN: “Siamo contenti per la vittoria di oggi. Lo stadio era una bolgia, abbiamo lavorato in campo anche per loro e siamo contenti. Questa non era una partita come le altre. Il mister ci ha detto di mettere da subito intensità. Il gol di Sabiri è stato più bello del mio, ma il mio ha regalato i 3 punti“. 

In chiusura una considerazione su quanto può rendere Nzola in questa stagione: “Se sto bene mentalmente, posso fare grandi cose”. 

 

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Calcio Internazionale

Buone notizie per il Napoli: Lozano si sblocca in nazionale

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Lozano

Hirving Lozano si è sbloccato in questa nuova stagione, e lo ha fatto in nazionale. L’attaccante del Napoli ha siglato una rete nell’amichevole Messico-Perù. Una buona notizia in casa azzurra, dato che Hirving era ancora a secco di gol.

DIGIUNO INTERROTTO

In effetti, Lozano era l’unico del reparto offensivo partenopeo a non aver ancora segnato. Mercoledì sarà di nuovo in campo col suo Messico in California, contro la Colombia. Poi, il ritorno a Napoli, dove proverà a conquistarsi una maglia da titolare sulla sua fascia destra. Infatti, in questo periodo Politano è stato straripante e Spalletti lo ha preferito al messicano. Ora però il nazionale italiano sarà alle prese con infortunio che potrebbe tenerlo fuori per tre settimane, e Lozano cercherà di approfittarne: ma occhio a Zerbin, il giovane scalpita. Vedremo allora che rientro avrà Lozano con la maglia del Napoli, che rientrerà in campo sabato al Maradona contro il Torino.

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Club inglesi monitorano la crescita di Becao dell’Udinese

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Becao

Rodrigo Becao è un perno della difesa dell’Udinese, protagonista di questo fantastico avvio stagionale. Il centrale brasiliano è arrivato ad Udine nell’estate 2019 dal Bahia, pagato poco meno di 2 milioni di euro. In seguito a 109 presenze, condite da 5 reti, con i friulani, il suo valore di mercato è notevolmente aumentato.

Questa potrebbe rivelarsi la stagione della sua consacrazione, pertanto Becao potrebbe diventare uno dei protagonisti del prossimo calciomercato. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, vari club esteri, soprattutto di Premier League, monitorano con attenzione la crescita del calciatore. Una sua cessione comporterebbe una plusvalenza non indifferente per le casse dell’Udinese.

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Maldini rassicura su Leao: “Capisce che il percorso deve essere al Milan”

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Leao

Tra i beniamini principali della tifoseria del Milan vi è Rafael Leao. Il portoghese, da quando è arrivato ai rossoneri dal Lille nell’estate 2019, ha totalizzato 130 presenze, 30 reti e 27 assist. Nonostante il calciatore abbia un elevato valore di mercato e faccia gola a molti top club europei, il club meneghino desidera blindarlo.

A tal riguardo sono eloquenti le parole di Paolo Maldini ai microfoni de La Gazzetta dello Sport:

“I migliori momenti dello scudetto 2022? Il giorno di agosto in cui ho firmato per il Milan. I momenti di difficoltà, in cui non mi sentivo né pronto né adeguato. Poi l’ultima partita e la festa in piazza Duomo. 

Leao ha una situazione difficile che deriva dal passaggio al Lille, questo lo sta condizionando molto e ha fatto sì che i nostri interlocutori spesso siano cambiati. Rafa però è grato a noi e a me interessa quello che dice lui. Rafa capisce che il percorso nei prossimi anni deve essere al Milan, lo capisce e ce lo dice. Poi ci sarà una trattativa ma noi sappiamo che i giocatori forti vanno pagati per il loro valore. Se la squadra crescerà ancora, Leao avrà tutto per competere al massimo. Poi certo, non esiste un incedibile per tutte le squadre del mondo. Ci sono buone possibilità di trovare un accordo con lui. Sporting? Noi non c’entriamo nulla.

In estate abbiamo provato a prendere Botman. In quel caso, per la trequarti avremmo virato su un prestito. L’idea era non prendere giocatori medi, noi dobbiamo prendere giocatori di grandissima prospettiva e De Ketelaere è uno di loro. Dobbiamo aspettarlo ma abbiamo pochissimi dubbi su di lui: è forte da tanti punti di vista, ha caratteristiche di altissimo livello.

Ibrahimovic? Al rinnovo gli abbiamo detto subito che deve considerarsi un calciatore al 100%. Ha un po’ questa ansia di dover smettere ma deve stare tranquillo, la vita gli ha sempre sorriso. 

Giroud è un campione. Ha vinto un Mondiale, è esemplare, umile, lavora duro.

La coppia con Massara? Ricky ha la mia età e una visione diversa dalla mia. È un grandissimo conoscitore di calcio e un grandissimo lavoratore, condivide i miei principi della vita. Viviamo in simbiosi, siamo una coppia di fatto. Un calciatore che ci ha fatto litigare? Kjaer. A me piaceva ma non lo conoscevo nei dettagli, invece lui ha insistito molto per prenderlo. 

Theo è stato cercato da una squadra straniera, la nostra risposta è stata ‘non vi presentate neanche’. Se poi si presenteranno vedremo: i più forti vorremmo tenerli, non abbiamo bisogno di cedere, ma gli incedibili non esistono più. 

Io sono un grande sognatore. A Natale non avevamo budget, poi la Juve ha preso Vlahovic, l’Inter invece Gosens. Allora un piccolo budget è spuntato. Io allora ho detto ‘non lo voglio, siamo forti così’. La cosa bella dello scudetto scorso è questa, tutti sono stati protagonisti, anche Tatarusanu e mio figlio Daniel. Nessuno è rimasto a margine, grazie anche a Pioli che in questo è veramente fantastico. Pioli è incredibile. Di lui non conoscevo la carica e l’energia che sprigiona. Non prende alibi, è un leader nato, ci diciamo le cose e allora discutiamo e litighiamo. Stefano è un sanguigno.

Gerry Cardinale ha energia e ascolta. L’idea trasmessa è di continuità tra Elliott e RedBird. Faccio una promessa: non andremo mai oltre i limiti economici. Per competere, dovremo aumentare i nostri ricavi e il nostro monte ingaggi. Non faremo niente che non sia nelle nostre disponibilità economiche. La ventesima della Premier League ha un budget superiore al nostro, ma noi abbiamo storia ed idee. 

Berlusconi mi ha chiamato per consigliarmi un acquisto, ma non vi dirò mai quale. Spesso chiama Pioli e gli consiglia di non giocare troppo con il portiere. Galliani? Vi racconto questo aneddoto. Quando l’arbitro non ci ha dato quel gol con lo Spezia, dopo 15 giorni è andato ad arbitrare il Monza. Entrato in spogliatoio, Galliani lo ha travolto ‘Ma come si permette?’. Nonostante qualche incomprensione passata, ora il rapporto con Galliani è fantastico. 

Stadio? San Siro è pieno di ricordi per me e i milanisti, ma la domanda è un’altra: vogliamo vivere di ricordi o creare qualcosa di nuovo? “.

 

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Calcio Internazionale

Kulusevski: “Alla Juventus qualcosa non funzionava: ero un altro calciatore”

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kulusevski

Dejan Kulusevski è un calciatore rinato da quando si è trasferito al Tottenham di Antonio Conte. Tra le giovanili dell’Atalanta e l’esperienza al Parma, lo svedese ha mostrato il suo valore e catturato l’interesse della Juventus. Dopo una stagione d’ambientamento con Pirlo alla guida, vissuta tra luci ed ombre, nei sei mesi iniziali della scorsa stagione con Allegri, Kulusevski non è riuscito ad incidere, pertanto è stato ceduto agli Spurs.

Il calciatore ha parlato della sua crescita ai microfoni de La Gazzetta dello Sport:

Alla Juventus ero un altro calciatore. Colpa mia? Non so. Nel calcio a volte le cose vanno semplicemente male. Io non ho cambiato nulla in questi mesi mentalmente andavo e vado sempre in campo per dare il massimo. Alla Juve, però, non funzionava al di là di quanto mi impegnassi io. Sono un tipo che ama guardare avanti. Di sicuro alla Juventus non mi sentivo benissimo per tanti motivi diversi e quando ti rendi conto che le ose non vanno, poi è difficile invertire la rotta, restando nello stesso ambiente. Perciò la scelta di andare via dall’Italia è stata la migliore che potessi fare in quella situazione. In Inghilterra mi trovo alla grande, va tutto meglio rispetto a Torino, sia in campo che fuori. Come ho detto, adesso ho davvero sempre voglia di giocare a calcio e di vincere per la mia squadra. 

Il lavoro di Conte è stato molto importante. Al Tottenham il mio corpo è cambiato, grazie soprattutto agli esercizi in palestra, in pochissimo tempo. Si lavora moltissimo tutti i giorni e meglio di quanto facessi in Italia. Amo come ci alleniamo a Londra e di sicuro il merito è del nostro tecnico: sono felicissimo di giocare con lui. 

Tanta differenza tra Conte ed Allegri? Onestamente sì. Non voglio dire che uno sia meglio dell’altro, perché ho grande rispetto sia per Allegri che per Conte. Entrambi hanno vinto tanto in carriera, ma il lavoro e l’idea di calcio sono completamente diversi. Al Tottenham, come ho già detto, si fatica molto di più in palestra ed i risultati si vedono. Posso dire che dalla Juve agli Spurs mi è cambiato il mondo. Devo dire che non ho mai conosciuto nella mia vita, anche fuori dal calcio, una persona motivata come Antonio Conte. Uno così, quando ti parla, ti entra per forza nel cuore”. 

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