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Spietato

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Si riassume con questa parola l’anticipo serale di ieri tra Roma e Inter. Spietato il calcio, per sua natura, che ferma i giallorossi al palo per tre volte. Spietato, come sempre del resto, Mauro Icardi, che con una doppietta da killer d’area di rigore ribalta un risultato che aspettava solo di essere chiuso dalla squadra di Di Francesco. Per quanto siamo solo alla seconda giornata, questa partita apparentemente chiusa ad ulteriori interpretazioni ha comunque lasciato qualcosa ad entrambe le squadre. Indizi, segnali, per gli ultimi furenti giorni di mercato e per la stagione.

COSA PORTA A CASA DI FRANCESCO

Un miglioramento, innanzitutto, rispetto alla trasferta di Bergamo. Trasferta che aveva visto la Roma superare l’esame Atalanta con una sufficienza striminzita, e che quasi per contrappasso l’ha vista soccombere ieri all’Olimpico. La banda giallorossa ha comandato per larghi tratti della gara, eccetto qualche lampo dell’Inter, su tutti quello a inizio gara quando Icardi e Candreva si sono divorati un gol da due passi. Ha smistato brillantemente la palla in possesso, ha lottato per essa con tutti gli uomini (grande prova di Perotti e Nainggolan in questo senso) quando era tra i piedi dei nerazzurri.

Dopo il vantaggio firmato Dzeko, però, qualche divinità sportiva ci mette del suo. Dopo il palo di Kolarov, antecedente al gol del bosniaco, arriva anche quello a fermare il siluro di Nainggolan, sempre nel primo tempo. Divinità non paga, un terzo legno respinge una splendida conclusione da fuori di Perotti. Perotti fermato anche da Skriniar, con un contatto non del tutto regolare che Irrati prima non vede e poi, più colpevolmente, decide di non rivedere con l’ausilio del VAR. La stanchezza prende sempre più piede tra i giallorossi. L’Inter, scombussolata ma non ancora KO, si ricompone e prende fiducia. Guidata da capitan Icardi e un Perisic finalmente deciso a puntare un Juan Jesus, suo malgrado dirottato a destra (l’emergenza terzini destri un’altra delle sfortune della Roma di ieri), l’Inter concretizza il ribaltone. Per non farsi mancare nulla, Nainggolan spreca due volte da posizione favorevole prima del gol di Vecino.

Potremmo fermarci qui. Ma vogliamo sottolineare un aspetto. Il fatto che le maggiori occasioni della Roma, in buona sostanza i tre pali, siano scaturiti tutti da conclusioni da fuori. I giallorossi, in area nerazzurra, hanno creato un solo pericolo, con El Sharaawy a scavalcare Handanovic con un pallonetto e vederlo salvato da Dalbert prima che entri in porta. Solamente due, dei 18 tiri effettuati dalla Roma, hanno inquadrato lo specchio della porta: il gol di Dzeko e, appunto, il chip di El Shaarawy. In questo senso, memori anche della partita di Bergamo, possiamo dire che Di Francesco ha ancora da lavorare.

COSA MANCA ALLA ROMA?

Come a tutte le squadre, a cinque giorni dalla fine del mercato, anche alla Roma manca qualcosa. Un tassello in particolare, ovvero il vero e proprio sostituto di Salah. Che non può essere, almeno a tempo pieno, Gregoire Defrel, che nella mente di Di Francesco probabilmente sarebbe dovuto essere un jolly da inserire a partita in corso per prendere il posto o di Dzeko o dell’ala destra erede dell’egiziano. Non può esserlo, non subito, Cengiz Ünder, a cui certo gioverebbe non avere un profilo “ingombrante” davanti come poteva esserlo Mahrez. Se la Roma rimarrà così dopo il 31 agosto, il turco classe ’97 potrà giocarsi subito le sue chance per un posto da titolare. Ma il vuoto lasciato dalla partenza di Salah non sarà stato del tutto colmato.

COSA PORTA A CASA SPALLETTI

I tre punti e basta, verrebbe da dire istintivamente. Ma non è così. Al di là della rivincita personale, Spalletti comincia a vedere i primi frutti della sua mano sull’Inter nascente. Un’Inter che, come direbbero molti (come lo stesso Di Francesco ha detto dopo la gara di domenica scorsa) “sa soffrire”, con un bell’ausilio della buona sorte. Che dopo aver incassato qualche gancio ha sferrato due colpi vincenti che hanno messo la Roma al tappeto. Anche queste gare sono sintomo di una squadra che c’è. Per tutti i 90 minuti. Anche se può apparire come un semplice scherzo del destino.

Indicazioni che arrivano anche dai singoli. L’Inter non può prescindere da Borja Valero come playmaker davanti alla difesa. La scelta di Spalletti di schierarlo dall’inizio come trequartista a supporto di Icardi non ha dato frutti, sia per quanto riguarda lo spagnolo, che la porta non la vede benissimo (discriminante non indifferente per occupare quella posizione), sia per quanto riguarda la diga di centrocampo composta da Gagliardini e Vecino, che oltre che nella rottura del gioco si è trovata in difficoltà nell’iniziare l’azione. L’ex Atalanta, in particolare, appare ancora lontano dalla sua miglior versione. Ricostituita la coppia ex viola, e inserito Joao Mario sulla trequarti, l’Inter ha avuto qualche marcia in più. Anche se lo stesso portoghese, in quanto a mira, lascia ancora a desiderare.

Considerazione quasi a parte la meritano Mauro Icardi Ivan Perisic. Maurito, in una delle “sue” partite (in senso negativo), in cui palloni buoni si contano sulle dita e la squadra arranca a creare, sfrutta come meglio non poteva un assist di Candreva e uno del croato e in dieci minuti ribalta il punteggio. 4 gol in 2 partite, 82 in 148 partite in nerazzurro e uno score che si aggiorna di continuo. Il croato, invece, è passato in un’estate da uomo mercato a uomo in più dei nerazzurri. Un gol, quello del 3-0 contro la Fiorentina, e 3 assist, due dei quali ieri. Entrambi improvvisi protagonisti dopo quasi 70 minuti di apnea. Entrambi quanto mai decisivi.

COSA MANCA ALL’INTER?

Oltre all’inserimento di Dalbert e Joao Cancelo, da cui si attende un upgrade sulle fasce, all’Inter mancano due ulteriori pedine. In primis un difensore centrale che possa dare ulteriore sicurezza al reparto e infoltirlo dal punto di vista numerico (al momento, i centrali a disposizione di Spalletti sono quattro, di cui due Ranocchia e il primavera Vanheusden). Non come semplice alternativa, ma anche come potenziale titolare al posto di Skriniar che, nonostante l’estate complessivamente molto positiva, ieri ha fatto trapelare ancora qualche lacuna (complice anche una diga che ha lasciato qualche buco di troppo). Mancanze frutto chiaramente dell’inesperienza, per un classe ’95 appena alla seconda stagione in Serie A. Inoltre manca una vera e propria alternativa sugli esterni. Con Eder che dovrà dividersi tra vice di Perisic e vice di Icardi, e Gabigol che partirà probabilmente in prestito, un esterno naturale che possa coprire entrambe le fasce, è una necessità.

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Romero potrebbe abbandonare temporaneamente la Lazio: il motivo

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Luka Romero in gol

La Lazio si gode il suo gioiellino Romero. Il giocatore arrivato come investimento per il futuro visto la giovane età, si è rivelato un ottimo innesto per il presente. A dimostrazione di questo c’è la titolarità allo Stadium contro la Juventus e il goal contro il Monza, importantissimo per la stagione biancoceleste.

Tuttavia, il Corriere dello Sport parla di come il giocatore argentino potrebbe abbandonare la capitale durante la ripresa del campionato. Infatti, il ct dell’Under-20 Mascherano potrebbe chiamarlo per giocare il Campionato Sudamericano (in programma tra il 19 gennaio e il 12 febbraio). Sulla carta si tratterebbe di un torneo non riconosciuto dalla FIFA, pertanto il giocatore potrebbe rimanere con la Lazio in una fase delicatissima della stagione. E non finisce qui: a partire dal 20 maggio, infatti, si disputerà il Mondiale U-20. Insomma, due competizioni potrebbero tener lontano il gioiellino dalle fasi fondamentali del campionato e non solo, in quanto i biancocelesti sono ancora in corsa in Conference League e in Coppa Italia.

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Manchester United, Ten Hag torna a parlare di CR7

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Ronaldo

Cristiano Ronaldo, impegnato alle ore 16:00 contro il Marocco, fa ancora discutere in Inghilterra. Nonostante si sia recentemente svincolato dallo United, il portoghese avrebbe lasciato il club a seguito di una intervista non concessa, con un effetto negativo nei confronti della società e dell’allenatore. A parlare recentemente è stato proprio Ten Hag, che ha fatto presente come CR7 sia stato un ottimo dissimulatore nell’ultimo mese, in quanto nel faccia a faccia con l’allenatore le parole del portoghese non erano in linea con le sue future esternazioni con Piers Morgan.

Ecco le sue parole, riportate da Fabrizio Romano: “Volevo che Ronaldo restasse dal primo momento fino ad ora. Voleva andarsene, ma prima dell’intervista non mi ha mai detto niente. In estate Cristiano ha detto: tra sette giorni ti dirò se voglio restare. Poi è tornato e ha detto: voglio restare”.

 

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Il Bologna punta Terzic ma Italiano vorrebbe tenerlo

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Italiano

Come è noto, il Bologna è alla ricerca di un terzino sinistro titolare di spessore come richiesto da mister Thiago Motta. L’obiettivo numero uno per il mercato di gennaio è Terzic della Fiorentina. Come riporta Il Corriere dello Sport infatti, il Bologna sarebbe in forte pressione sull’ex Stella Rossa, che gradirebbe la destinazione visto il posto da titolare assicuratogli.

Il posto fisso in squadra è una tentazione forte per il serbo, che però Italiano vorrebbe tenere in rosa visto che può tornare utile sia da vice Biraghi sia da prima alternativa sulla destra. Un altro problema è il contratto: scade nel 2024 e quindi non sarebbe possibile un prestito con diritto di riscatto. Sono previsti nuovi incontri tra le due dirigenze per capire la fattibilità dell’operazione.

 

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Calciomercato

Obiettivo 60 milioni per l’Inter: gli indiziati verso la cessione

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Dumfries

L’obiettivo dell’Inter è di trovare una cifra complessiva di 60 milioni, entro il 30 giugno. Secondo Tuttosport, questo tesoretto sarebbe fondamentale per la dirigenza, che sta giocando ad un puzzle dove tutto deve combaciare. Sì, perché la situazione legata alla cessione dei big non è definita. Il prescelto, stile Hakimi, per la cessione, è Denzel Dumfries. Il Mondiale ha fatto ciò che l’Inter sperava: mettere in mostra le qualità dell’olandese. Ma l’agente del giocatore Pimenta ha fatto presente che l’aumento della sua valutazione porterebbe ad una maggiore difficoltà per la cessione.

Una dichiarazione diretta, che fa capire come ad Appiano Gentile è stato messo in chiaro che l’olandese deve trovare una sistemazione che lo paghi a fior di quattrini. Ma parlavamo di un puzzle, perché il tassello Skriniar potrebbe cambiare la situazione relativa alla cessione di Dumfries, perché il rinnovo non arriva e il PSG spinge. Un mancato rinnovo obbligherebbe i nerazzurri a cedere lo slovacco a gennaio, con conseguente permanenza dell’Orange.

Non basterebbe la cessione di uno dei due per far quadrare i conti: l’obiettivo è anche cedere giocatori come Lazaro e Sensi, investimenti onerosi senza un ritorno adeguato.

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