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Nuova colonia italiana

Rua de Saudade è una piccola via di Lisbona non troppo lontana dal fiume Tago, il più lungo della penisola iberica. E’ la via che ha celebrato in Sostiene Pereira Antonio Tabucchi, un italiano profondamente assorto dalla cultura portoghese tanto da diventarne quasi una figura adottata; in questi tempi, pure nel panorama calcistico il legame fra Portogallo e Italia sembra essersi radicalmente infittito, vuoi per una questione di osservatori che per una scommessa tutta fiduciaria nei piedi italiani. Fra le tre grandi caravelle del calcio lusitano lo Sporting Lisbona è il club che più di tutti sta investendo nel mercato di calciatori italiani: oltre a Ezequiel Schelotto e Cristiano Piccini, in estate la società portoghese ha investito su Emiliano Viviano e Stefano Sturaro. Premesso che il terzino Piccini è stato ceduto dopo una strepitosa stagione al Valencia di Marcelino (giocherà la Champions League per la prima volta nella sua carriera) e Schelotto è partito un anno fa in direzione Brighton, il nucleo italiano sembra essere diventato una vera e propria ancora coloniale nel Josè Alvalade di Lisbona, dove ipoteticamente, avrebbe dovuto sedere pure un serbo “adottato” italiano: Sinisa Mihajlovic.

SERIE A

Se attualmente i giocatori di nazionalità italiana sono esclusivamente l’ex Juve Sturaro e l’ex Samp Viviano, lo Sporting conta almeno altri quattro giocatori che hanno giocato recentemente nel campionato italiano. Infatti, oltre ai due nuovi acquisti, fino a pochi anni fa giocavano in Italia il difensore Stefan Ristovski (in Italia dal 2010 al 2015 con le maglie di Parma, Bari, Frosinone e Latina), il trequartista Bruno Fernandes (142 presenze e 19 reti con le maglie di Novara, Udinese e Sampdoria), il rientrante Nani (con la Lazio solo un stagione da tre reti in 18 apparizioni), Seydou Doumbia (con la Roma due gol in tredici partite nel 2015) e Luc Castaignos (una parentesi all’Inter con un gol in sei presenze). Praticamente, se nello spogliatoio dello Sporting Lisbona si cambiano attualmente sedici differenti nazionalità, il collante tra le varie lingue non può che essere l’italiano.

In prestito dalla Roma, a febbraio lo Sporting Lisbona ha riscattato Seydou Doumbia.

Di fatto, tra i trentasei calciatori agli ordini dell’allenatore Josè Peseiro, ben sette di questi hanno giocato nei campionati italiani. Un fattore da non tralasciare visto che attualmente costituirebbero un vero e proprio blocco italiano, che ha nei recenti arrivati Viviano e Sturaro i due capigruppo. E per l’appunto, l’ex Livorno e Betis Cristiano Piccini è stato venduto in estate al Valencia, altrimenti ci sarebbe stato un’ulteriore bandiera italiana al Josè Alvalade.

VIVIANO E STURARO

La sfida all’estero è una delle opzioni che più di tutti possono affascinare un giocatore, soprattutto se si è già tolto molte soddisfazioni o ha capito che più di tanto nell’attuale dimensione non può avere. Sembrano proprio i casi di Sturaro e Viviano, due giocatori assolutamente noti nel panorama del pallone italiano e per cui le motivazioni che li hanno spinti a lasciare l’Italia possono risultare abbastanza limpide.

Sturaro con la Juve ha vinto tutto quello che si poteva vincere, tranne la Champions League. Ha segnato – sempre in Champions – un decisivo gol contro il Bayern Monaco allo Juventus Stadium, ha giocato 90 partite con la squadra bianconera con cui ha pure vinto nove trofei (di cui quattro Scudetti). Le critiche degli stessi tifosi bianconeri e le difficoltà nell’avere una maglia da titolare hanno convinto l’ex Genoa a cercare una svolta per la sua carriera, che a venticinque anni, giustamente, non poteva considerare di spendere in panchina.

Nella scorsa stagione, Sturaro ha giocato l’unica partita da titolare in Champions League proprio contro lo Sporting Lisbona allo Juventus Stadium (2-1 per i bianconeri).

Per questo lo Sporting è stata un’opzione perfetta per l’ex Juve, che da una parte trova un posto di rilievo in un top club europeo , e dall’altra abbandona un ambiente e un circolo di critiche troppo pesanti per un professionista che ha sempre fatto il suo lavoro. Che chiami anche Marchisio a fargli compagnia in Portogallo ?

Poi c’è Emiliano Viviano, che per essere stato un portiere da zero presenze in Champions League si è tolto molte soddisfazioni in carriera. Esploso col Brescia, ha 234 partite all’attivo in Serie A in cui ha difeso i pali di due club storici come Bologna e Sampdoria. Lo ha fatto pure per la squadra del suo cuore, la Fiorentina, decidendo poi di cambiare aria – visti i risultati negativi – andando all’Arsenal, dove però non ha mai giocato.

Ora che si trova in Portogallo Viviano ha l’opportunità di dare nuova linfa a una carriera decisamente sopra gli standard per un giocatore che ha sempre giocato per club di medio livello. Adesso, come Sturaro, può rilanciarsi in grande stile in un club di calibro internazionale, con cui giocherà l’Europa League e in cui potrà avere quasi certamente un posto da titolare. Viviano ha trovato un ambiente di profonda cultura calcistica, in cui a trentadue anni può trovare gli stimoli per un’ultima esaltante pagina di carriera.

ITALIANS

Con la beffarda e mal gestita situazione di Mihajlovic, il club lusitano si è affidato per la panchina a Josè Peseiro, lo scorso anno al Vitoria Guimares. Giustamente l’allenatore serbo non ha preso bene la risoluzione del contratto dopo neanche due settimane, tanto da portare la questione in tribunale, al TAS di Losanna.

Fatto sta che con Miha il club lusitano sarebbe stato veramente uno scoglio italiano in terra portoghese, che tra l’altro, dall’Italia non dista poi così tanto. Lo Sporting è una delle società più prestigiose in Portogallo (18 campionati vinti) e con una gran tradizione nelle competizioni europee, e trasmigrare da un livello medio di alcuni club di Serie A (tale la provenienza di diversi “italiani” in rosa allo Sporting) in una squadra di nobili e prestigiosi connotati come lo Sporting vuol dire a tutti gli effetti arrivare a giocare in un top club, che magari non avrà la dimensione e la risonanza della Juventus o del Manchester United ma comunque una squadra di altissimo livello. E per i nuovi arrivati, Sturaro e Viviano, sarà ancora più facile inserirsi in un contesto simile grazie alla già citata “italianità” nello spogliatoio dello Sporting, che da diversi anni ha imparato a parlare italiano. Quest’anno, per i tifosi italiani, è già pronta la squadra portoghese da sostenere.

 

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