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Il miracolo della Dea

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Con il punto casalingo ottenuto contro il Milan, è arrivata anche la certezza matematica: l’Atalanta torna in Europa. La squadra orobica si è resa protagonista di un cammino straordinario, e soprattutto inatteso ripensando al tremendo inizio di campionato. Un traguardo che è arrivato grazie allo straordinario lavoro di Gasperini e all’entusiasmo di un gruppo giovane e unito. A prescindere da ciò che accadrà nella prossima stagione, ciò che i nerazzurri hanno fatto quest’anno rimarrà scolpito nella storia del club. Per svariati motivi.

NEL SEGNO DEL PASSATO

La qualificazione in Europa è innanzitutto la vittoria di Gian Piero Gasperini. Il tecnico piemontese è stato spesso criticato per i suoi risultati poco convincenti lontano da Genova. Strepitoso in rossoblu, Gasperini ha infatti fallito la grande occasione della sua carriera, l’Inter, e l’impresa disperata di Palermo.

Anche a Bergamo l’approccio era stato terribile, con 4 sconfitte nelle prime 5 partite e lo spettro dell’esonero sulla testa. Poi è arrivata la svolta, vittoria con il Napoli, e la storia è drasticamente cambiata. Da lì 8 partite senza sconfitte e l’inizio del sogno. Sogno in cui comunque molti non avrebbero mai creduto.

Petagna esulta dopo il gol segnato al Napoli

A maggior ragione questo pensiero ha trovato voce dopo l’incredibile 7-1 subito per mano dell’Inter a San Siro. Una sconfitta del genere, contro una squadra che al tempo era la diretta concorrente per l’Europa, avrebbe affossato moltissime squadre, specie se non abituate a competere per certi obiettivi. La squadra di Gasperini invece ha saputo rialzarsi anche in questo frangente, non perdendo più dopo questa mazzata, approfittando anche dei continui top delle inseguitrici. La reazione è stata sicuramente da grandissima squadra, così come i risultati ottenuti.

Il 7-1 subito a San Siro è stato, paradossalmente, l’inizio di una nuova corsa atalantina verso l’Europa

Gasp ha improntato la sua Atalanta sulla falsa riga del Genoa, puntando su un gioco rapido e vivace. Punto cruciale del lavoro del tecnico è sicuramente la preparazione atletica, che ha permesso ai nerazzurri di mantenere per tutta la stagione una condizione atletica impressionante. La difesa a 3 e gli esterni a tutta fascia hanno fatto la fortuna dell’Atalanta, così come la fisicità del centrocampo e l’estro, su tutti, del Papu Gomez negli ultimi metri. Un successo ottenuto con l’entusiasmo e con una consapevolezza acquisita col passare delle partite, ma pianificata alla perfezione in sede di preparazione.

UNA FUCINA DI TALENTI

Uno dei grandi meriti di Gasperini è stato l’aver scoperto e lanciato i giovani della propria squadra. Kessié ha avuto un ruolo chiave sin da subito, stupendo sin dalle prime giornate (nelle prime 3 aveva segnato 4 gol). Capacità di inserimento, una buona qualità palla al piede e soprattutto un incredibile esuberanza fisica. Stesso discorso per Conti, messosi già il luce l’anno scorso e confermato subito sulla destra. Disciplina tattica, grandissimo agonismo e un sensazionale fiuto del gol. Così come Spinazzola, altro giovane esterno tuttofare. Dopo gli insuccessi delle prime giornate il tecnico sorprende ulteriormente tutti, lanciando contro il Napoli due esordienti come Gagliardini e Caldara. Il centrocampista si trasferisce poi all’Inter a gennaio, mentre il difensore (pur promesso sposo alla Juve) rimane e trascina la squadra non solo per l’affidabilità in difesa, ma anche grazie ai 7 gol stagionali. Con loro, sempre contro i partenopei, spazio anche a Petagna. In poco tempo l’ex Milan scalza Paloschi e Pinilla e si rivela fondamentale nel giocare per la squadra.

Scelte audaci che alla fine si sono rivelate vincenti. Il coraggio di osare, di credere in giocatori che probabilmente nessuno avrebbe avuto il coraggio di lanciare. Gasperini ha creato una squadra estremamente giovane, che di partita in partita ha acquisito consapevolezza. Il ricorrere a giocatori così giovani si è rivelato inoltre perfetto per il gioco di Gasperini, che si basa fondamentalmente su dei ritmi di gioco impressionanti.

Dietro alle scelte del mister c’è sicuramente il lavoro di una società che da anni ormai si è confermata una fucina di talenti. L’Atalanta è uno dei migliori vivai di Italia, se non il migliore. Grande merito va dunque alla rete di osservatori e dirigenti che hanno messo a disposizione del tecnico giovani giocatori dal futuro assicurato.

COESIONE DI GRUPPO

I giocatori dell’Atalanta, Gomez e Petagna su tutti, sono stati i protagonisti assoluti dei social quest’anno. Dietro al particolare goliardico si nasconde un’importante verità: dai numerosi squarci di realtà che ci sono stati mostrati dai giocatori atalantini è emersa una coesione di gruppo impressionante.

Uno dei segreti dell’Atalanta è stata proprio l’alchimia che si è creata tra i giocatori. Si vede benissimo, in campo e fuori, il legame forte che intercorre tra i calciatori. Ciò ha creato i presupposti per il miracolo compiuto. Fulcro del gioco e anima del gruppo è sicuramente il capitano, Gomez. L’argentino è stato il vero e proprio trascinatore della squadra, tecnicamente (14 gol, la stagione più prolifica dell’argentino) e psicologicamente.

FUTURO RICCHISSIMO

A questo punto per l’Atalanta si aprono le porte del paradiso. Innanzitutto la squadra avrà la possibilità di giocarsi l’Europa League il prossimo anno. Inoltre la società si è garantita ingenti entrate e un futuro assicurato. Sono tantissimi i giovani lanciati da Gasperini e che potranno garantire ai bergamaschi ingenti plusvalenze. Gagliardini e Caldara, già venduti rispettivamente a Inter e Juve (ancora da chiarire se il difensore arriverà quest’estate o la prossima) che hanno portato nelle casse nerazzurre circa 45 milioni di euro. In estate dovrebbe partire anche Kessié, destinazione Milano o Roma, per una cifra vicina ai 30 milioni. C’è poi anche Andrea Conti, consacratosi come uno dei migliori laterali destri del nostro campionato anche grazie allo straordinario bottino di 8 gol stagionali. Per non tralasciare Petagna e Freuler, anche loro protagonisti di un’importante stagione. Per loro le strade sono due, o permanenza o partenza. In entrambi i casi però, l’Atalanta ci guadagnerà tantissimo.

Quella bergamasca, ad ogni modo, è una delle favole che fanno bene al nostro campionato. È il trionfo delle idee e del coraggio. È la vittoria di chi crede nel proprio patrimonio e di chi costruisce il proprio successo con il sorriso. È la dimostrazione che nel calcio i sogni ancora esistono e possono essere realizzati.

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Cairo sugli aiuti al mondo del calcio: “Serve un sostegno ai club”

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Torino, Cairo parla sulle condizioni di Juric

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha espresso il suo parere sugli emendamenti presentati in Parlamento per sostenere il mondo del calcio.

Il governo avrebbe infatti deciso di dilazionare in 5 anni il pagamento dei 480 milioni di euro che i club avrebbero dovuto versare nelle casse del fisco.

Cairo si è espresso così ai microfoni dell’ANSA:

Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato. Ad esempio penso al tax credit per il cinema”.

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Turris-Avellino 1-3, le pagelle del match: Fabio Tito devastante!

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Modena

L’Avellino passa 1-3 contro la Turris e ottiene il terzo risultato utile consecutivo. I lupi, cinici e compatti, giocano una buona gara, trascinati da un devastante Fabio Tito, autore di una doppietta. Nel primo tempo meglio la Turris, che però all’intervallo si trova sotto 1-2. Tito apre le danze al ventottesimo, con un sinistro chirurgico da fuori area. Pochi minuti dopo, Gambale raddoppia di testa. I padroni di casa non mollano e al 37esimo Maniero accorcia le distanze con un colpo di testa che si insacca alle spalle di Pane. Nella ripresa l’Avellino addormenta la partita e colpisce al momento giusto; al 64′ Tito realizza un gol fotocopia del primo. I lupi sorpassano i corallini in classifica e si avvicinano alla zona playoff.

TURRIS

Perina 6: Incolpevole sui gol subiti. Compie delle parate importanti che evitano un passivo più pesante.

Manzi 5: I due gol di Tito arrivano sulla sua fascia. Non riesce a contenere Russo e sul terzo gol dei lupi è a dir poco disastroso.

Boccia 4,5: Il peggiore dei suoi. Mai in partita, si addormenta sul gol di Gambale e, insieme al sopraccitato Manzi, combina un pasticcio in occasione della terza rete dell’Avellino.

Frascatore 5: Nella giornata disastrosa della difesa corallina, non si salva neanche lui.

Contessa 5: Beccato dai suoi stessi tifosi, gioca male, tanto da apparire svogliato. Lo si nota dalle innumerevoli palle perse e dai primi controlli quasi sempre sbagliati.

Vitiello 5,5: Poco attento e quasi mai coinvolto nella costruzione del gioco. Nel primo tempo svirgola all’interno dell’area di rigore sprecando una buona occasione da rete. (Dal 57′ Haoudi 6: entra bene in partita e si mette in mostra con qualche dribbling e giocate interessanti).

Acquadro 6,5: Centrocampista totale. Corre, imposta, recupera palloni ed è sempre in partita. Realizza l’assist per la rete di Maniero. (Dal 82′ Ardizzone s.v.)

Gallo 6: A centrocampo fa quel che può. Nulla di più, nulla di meno. Sufficiente. (Dal 75′ Longo 6: prova a dare vitalità al reparto offensivo, ma il tempo a disposizione è davvero poco).

Ercolano 6: Disputa una gara discreta. Corre tanto ed effettua qualche percussione interessante. (Dal 57′

Giannone 6: Entra e prova a dar manforte a Maniero. Si fa vedere al limite dell’area con un paio di conclusioni dal limite).

Maniero 7,5: In questa categoria conta l’esperienza. E lui ne ha da vendere. Da ex di turno gioca una gara perfetta; difende e spazia su tutto il fronte offensivo creando non pochi pericoli alla retroguardia avellinese. Il gol è la ciliegina sulla torta.

Leonetti 5: Sbaglia un gol clamoroso che, a 5 minuti dall’inizio del match, avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro. Anche a fine partita spreca la palla del 2-3 calciando addosso a Pane.

AVELLINO

Pane 6,5: Sempre attento nelle uscite, incolpevole sul gol subito. Compie un grande intervento su Leonetti a tempo quasi scaduto.

Rizzo 6: Attento in fase difensiva, non si sbilancia più di tanto perché alla fase offenisiva ci pensa Fabio Tito.

Moretti 6,5: Compie un miracoloso salvataggio sulla linea a inizio partita, per il resto normale amministrazione.

Auriletto 5,5: Il peggiore dell’Avellino. Nel complesso non gioca male ma si fa sovrastare da Maniero in occasione del gol.

Tito 8: Attento in difesa, letale nella trequarti avversaria. Due conclusioni a incrociare sulle quali Perina non può nulla. Devastante. (Dal 73′ Zanandrea 6: Normale amministrazione, come è normale che sia al rientro dall’infortunio).

Maisto 6: Il classe 2003 gioca una buona gara. Sempre attento in fase di copertura, ogni tanto rischia anche giocate dal più elevato coefficiente di difficoltà. (Dal 77′ Illanes s.v.)

Matera 6,5: Anche lui interpreta benissimo le due fasi. Ottimi i tempi di inserimento e soprattutto le cavalcate palla al piede. (Dal 83′ Franco s.v.)

Casarini 6,5: Ottimo sia in fase di costruzione sia in fase di non possesso. Si conferma ancora una volta il faro del centrocampo dei lupi. (Dal 73′ Garetto 6: normale amministrazione).

Russo 7: Ancora una volta, dimostra di essere, qualitativamente parlando, il migliore dell’Avellino. Gli stop a seguire, così come i passaggi per i compagni, sono giocate sopraffine. Spazia su tutto il fronte d’attacco e serve a Gambale l’assist per lo 0-2.

Trotta 6: Non segna ma si sacrifica per la squadra. Sempre il primo a difendere, ottimo nel pressing.

Gambale 6,5: Ciò che tocca, diventa oro. Alla prima occasione è cinico e con un colpo di testa manda il pallone alle spalle di Perina. Re Mida.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Bayern Monaco, De Ligt chiarisce: “Mai vicino al Chelsea”

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de Ligt

Mattijs De Ligt, ex della Juventus, ora in forza al Bayern Monaco, ha parlato dai Mondiali in Qatar delle voci circolate circa un possibile interessamento in estate da parte del Chelsea:

LE DICHIARAZIONI DEL DIFENSORE

Il difensore olandese conferma di essere concentrato sul Bayern Monaco e respinge altre voci:

“Sapevo che il Chelsea era interessato ma con me non hanno mai parlato. Io stavo pensando al Bayern. Non sono mai stati vicini, forse si sono parlati con la Juventus. Onestamente non ho mai avuto contatti con loro in via personale”.

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Inghilterra – Senegal: Sterling fuori a sorpresa

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Pronostico Inghilterra-Senegal

Il Mondiale entra nel vivo e dopo la vittoria contro la Polonia per 3-1, stasera la Francia conoscerà chi tra Inghilterra e Senegal sarà la propria avversaria ai quarti. A sorpresa sarà assente Raheem Sterling che, come spiegato dalla FA, non sarà a disposizione per motivi familiari.

Di seguito le formazioni ufficiali.

Inghilterra: Pickford, Walker, Stones, Maguire, Shaw; Bellingham, Rice, Henderson; Saka, Kane, Foden.

Senegal: Edouard Mendy, Sabaly, Koulibaly, Diallo, Jakobs, Ciss, Nampalys Mendy, Ndiaye, Diatta, Ismaila Sarr, Dia.

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