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Stefano Borghi: i sogni del Cagliari

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Non è ancora iniziata la Serie A, lo farà dal prossimo week end, però anche in Italia cominciamo ad avere dei segnali interessanti dal campo perché in questo week end si presentano alla Coppa Italia alcune formazioni di Serie A, e dunque io colgo l’occasione per parlare di una squadra che si candida ad essere una delle grandi rivelazioni della nostra Serie A, addirittura forse una squadra che si rilancia per tornare definitivamente ai piani alti del nostro calcio: sto parlando ovviamente del Cagliari. In un anno importante perché saranno cinquant’anni dallo storico scudetto, che coincide con il centenario del club, e il Cagliari del presidente Giulini sembra voler fare le cose veramente in grande.

IL GIOCO DEL CAGLIARI

Un Cagliari che punta sul provare a giocare un calcio di grande qualità oltreché su un calcio che possa produrre grandi risultati, un Cagliari che lo scorso anno si è salvato piuttosto bene, ha superato la soglia dei 40 punti e adesso alza l’asticella: c’è qualcuno che addirittura inizia a parlare di sogno europeo, sarà possibile? Lo vedremo, intanto possiamo analizzare la rosa del Cagliari, il progetto del Cagliari ad oggi, appena dopo la metà di agosto con ancora un paio di settimane buone per poter migliorare ulteriormente le cose.

Tempo fa avevo accennato a come la crescita del campionato italiano passasse dall’innalzamento della qualità medio bassa delle squadre: ecco, è quello che sta succedendo, perché sempre più squadre prendono giocatori importanti e puntano su allenatori che esprimono un calcio moderno, di qualità, camaleontico, non ancorato su dei dogmi che poi magari sono difficilmente gestibili quando le cose cambiano. Maran è uno di questi e ha in mente una squadra che abbia un’idea e una filosofia ben precisa, ma che sappia cambiare all’interno della partita, della stagione, adattandosi e migliorandosi di momento in momento.

DUE MODULI

Andiamo ad analizzare il materiale a disposizione di Maran, con un modulo di base che resta ancorato al 4-3-1-2 classico, ma che, ci ha detto, potrebbe trasformarsi in un 3-5-2 in quanto la rosa gli permette di cambiare e provare. C’è un rimpianto: Cragno non potrà essere protagonista fin da subito di questa squadra, un portiere che a me piace tantissimo e che ha dovuto vincere dei pregiudizi perché non è alto due metri e non è una figura stereotipata del portiere di oggi, ma con la stagione dell’anno scorso ha confermato di essere un grande portiere. Si è fatto male e non ci sarà dall’inizio, ma entrerà a stagione in corso e un ragazzo con questo tipo di valori sarà sicuramente protagonista. Nel frattempo lo coprirà Rafael e si sta pensando anche a Sorrentino, anche se al rientro il Cagliari avrà un arma in più anche tra i pali.

Fonte immagine: profilo social ufficiale della società

DIFESA

Sono state fatte due operazioni molto intelligenti: sono arrivati due ragazzi di valore sugli esterni a migliorare il roster dei terzini che qualche problema l’ha dato nel tempo. Mattiello che può giocare su entrambe le fasce ma che ha bisogno di un po’ di continuità ma che ha dimostrato di essere un elemento affidabile su piano tecnico ed atletico, ed è tornato Luca Pellegrini, giocatore che conosce già l’ambiente: arriva in prestito dalla Juventus e ha fatto un ottimo mondiale under 20 da mezzala. Pellegrini deve imparare a gestirsi nel corso della partita perché ha ancora qualche vampata caratteriale un po’ troppo giovanile, ma anche in questo caso è un elemento che sarà un punto di riferimento in questa stagione.

Al centro della difesa bisogna provare a trovare solidità e ci sono due ragazzi che sono chiamati ad alzare il valore complessivo: sono Romagna, che a me personalmente piace perché lo vedo come difensore vecchio stampo, un marcatore che va sull’uomo e che gioca sull’anticipo. Non ha ancora dimostrato totalmente di essere un difensore di prima fascia ma io continuo a credere su questo ragazzo, poi è arrivato Valukievic, un difensore molto fisico, grosso, che ha anche la voglia e la capacità di impostare l’azione. Al mondiale Under 20 non mi è piaciuto molto perché è sembrato lento, ma i riscontri della pre stagione stanno piacendo a Maran e questi due ragazzi possono portare una concorrenza importante alle certezze Ceppitelli, Pisacane e magari anche Klavan, che nonostante una prima stagione italiana molto problematica, si proverà a recuperare.

Detto tutto questo, penso che un difensore centrale di alto profilo possa davvero mancare al Cagliari se davvero questa squadra vuole avere delle prospettive europee, però è chiaro che non si possa pensare a una rosa completa e perfetta in ogni reparto, questa carenza si potrà assorbire con un lavoro tattico e di crescita mirata di alcuni giovani.

CENTROCAMPO

Veniamo al centrocampo, il reparto dove ci sono grandi possibilità e dove sono stati fatti i fuochi d’artificio perché sono stati presi tre giocatori molto molto importanti per quella che è la realtà del Cagliari: Nainggolan, Nandez e Rog.

Nainggolan è un colpo che fa parlare, perché Radja a Cagliari non è uno qualunque, è uno che lì ha messo le radici, è uno che è voluto tornare in un momento delicato della sua carriera. Nel centrocampo del Cagliari può fare tantissime cose, anche le parole di Maran sono state molto dirette:

“Una bestia che ha il calcio in testa.”

Ed è quello che Nainggolan vuole ridimostrare a tutto il calcio italiano, e vuole portare alla gente di Cagliari. Non dimentichiamo quali sono state le ultime due stagioni di Nainggolan, ma in una piazza del genere, con questo tipo di scenario, penso davvero che Nainggolan possa tornare ad essere uno dei centrocampisti più impattanti e più produttivi del nostro campionato.

Nandez è un giocatore di grande valore internazionale: era uno degli elementi cardine del Boca Juniors, squadra che è arrivata fino alla finale di Libertadores nel 2018 e che con lui ha conquistato tanto, è un elemento imprescindibile dell’Uruguay che ha fatto i quarti di finale al mondiale ed è una delle nazionali più importanti del pianeta. Nandez è un elemento che porta mentalità, agonismo, intensità: è un grande colpo per il calcio italiano, a maggior ragione per il Cagliari.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale del giocatore

Le caratteristiche per essere un giocatore dominante sul piano tecnico ce le avrebbe anche Marko Rog, che tra Napoli e Siviglia non è sbocciato ma che continua ad essere considerato un elemento di rilievo nella rosa della Croazia, nazionale vice campione del mondo, che comunque sul piano tecnico, inserito in un sistema adel genere, può trovare un humus assolutamente adatto alle sue caratteristiche. Ciò che c’è da capire e come sarà poi la definitiva conformazione del centrocampo del Cagliari, perché Nandez, Nainggolan e Rog sono tutti delle mezze ali, al massimo trequartisti, ma nessuno di loro ha nelle caratteristiche la vena da vertice basso davanti alla difesa. É vero, Maran ha provato Nainggolan in questa posizione e Nainggolan a far girare la squadra è un fattore assolutamente credibile, ma se parliamo di registi nel vero senso della parola nella rosa del Cagliari ne troviamo principalmente due: uno è Cigarini, che con la seconda parte dello scorso campionato si è guadagnato il rinnovo, l’altro è Oliva, oggetto misterioso perché arrivato nel gennaio scorso dal Nacional di Montevideo, non è riuscito ad esordire in Serie A ma in pre campionato ha convinto e avrà delle chances.

É un giocatore molto diverso da Cigarini, dà più intensità, equilibrio, posizione: l’ho visto giocare tante volte in Uruguay, spero che possa aver fatto dei miglioramenti, quello visto in Uruguay non è un giocatore che possa essere un elemento importante per un centrocampo di questo livello, la gioventù è però dalla sua parte e bisogna dargli il credito della possibilità di crescere.

Inoltre Ionita e Castro non possono essere considerati delle riserve ma dei titolari aggiunti che portano, nel caso di Ionita, intensità e forza, o qualità assoluta nel caso del Pata Castro, poi ci sono altre figure come Deiola, che verrà tenuto in lista, Faragò che tornato dall’infortunio sarà una buona alternativa. Magari anche Colombatto, un argentino che ha vinto i Panamericani con l’under 23 albiceleste in Perù, ed inoltre ci sarebbe anche Bradaric, che però lo scorso anno ha fatto davvero tanta fatica. Per questo qualcuno uscirà, ma il centrocampo rossoblù è il centrocampo di una squadra che può davvero essere protagonista.

ATTACCO

In attacco Maran ha tre figure importanti: Pavoletti, il bomber, Joao Pedro il rifinitore e Birsa il fantasista. Indiscutibile e assolutamente centrale la figura di Leonardo Pavoletti, uno dei centravanti più stabilizzati che abbiamo in Serie A, anche l’anno scorso ha fatto sedici goal facendo si che il Cagliari non presenti dubbi nemmeno in questo settore. Joao Pedro è un elemento importante in mano a Maran: ora è usato principalmente come seconda punta ma lui nasce come trequartista, ha fatto un precampionato brillante, la scorsa stagione è stata un filo altalenante ma lo ha comunque visto segnare 7 goal. Vedremo cosa da qui alla fine del mercato ma io credo che Joao Pedro sia un altro punto di rilievo all’interno di questa squadra.

Così come lo può essere Birsa, il suo primo semestre isolano è stato problematico sopratutto sul piano fisico: è un giocatore che arriva alla parte finale della carriera ma che possiede dei valori conclamati, che ha la stima di Maran che sa come estrarre da lui soluzioni preziose.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale del calciatore

Alternative ai titolari sono rappresentate da due giovani che hanno puro potenziale dentro di sé ma che fin qui sono stati sostanzialmente inespressi: parlo di Cerri e Han, una prima punta fisica e una seconda punta assolutamente interessante come il nord coreano. In B hanno dato delle dimostrazioni, in A assolutamente no, sono da testare. Inoltre a completare il roster ci sarebbero Ragatzu e l’enigmatico Despodov, ma così come sottolineavo magari la carenza di un difensore centrale di gerarchia, in avanti la presenza di una seconda punta specializzata, vista la rinuncia a Farias anche in questa stagione, possa essere l’ultimo tassello da inserire in una squadra che ha già fatto molto sui banchi del mercato e che ha rivitalizzato le ambizioni dell’isola e del Casteddu.

Vedremo, ho molta curiosità già per il debutto in Coppa Italia contro il Chievo, perché il Cagliari può essere davvero un grande protagonista della Serie A.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram ufficiale Radja Nainggolan

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Calcio Internazionale

Portogallo-Uruguay, duello a centrocampo: Fernandes contro Valverde

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Ndicka

PORTOGALLO-URUGUAY, DUELLO A CENTROCAMPO: FERNADES CONTRO VALVERDE – Tra le gare più interessanti della seconda giornata di Qatar 2022, impossibile non citare la sfida tra Portogallo e Uruguay. Partita fondamentale per gli equilibri del gruppo H, nonché occasione di vedersi sfidare due tra le squadre più attrezzate dell’intero torneo. Sfida che, in virtù di quanto successo nella prima partita, assume valori diversi per le due nazionali. Il Portogallo di Cristiano Ronaldo è infatti a caccia della vittoria che varrebbe il passaggio matematico agli ottavi. I sudamericani invece, essendo reduci da un pareggio, dovranno tentare il tutto per tutto per non ridursi all’ultima giornata.

Una partita dunque che offre diversi spunti interessanti ed altrettanti duelli. Uno su tutti è quello riguarda i motori di entrambi le squadre: Bruno Fernandes e Federico Valverde. Due centrocampisti con caratteristiche diverse ma entrambi fondamentali nel gioco dei rispettivi allenatori. Andiamo nel particolare ad analizzare questo importante duello in mezzo al campo.

 

COSTRUZIONE DEL GIOCO

I due calciatori ricoprono la stessa posizione in campo, ma per caratteristiche si differenziano di molto nelle diverse fasi. Per quanto riguarda la costruzione di gioco il portoghese si lascia preferire, anche se di poco. Le trame offensive del Portogallo, infatti, passano spesso dai piedi di Bruno Fernandes. Molto più geometrico, offre oltre ad una grande visione di gioco, anche un’ottima tecnica che gli consente di trovare più soluzioni, soprattutto in verticale.

Valverde non è però da meno. Anche il suo bagaglio tecnico gli consente di rendere efficace la costruzione della manovre, ma rispetto al centrocampista dello United,  ha caratteristiche meno da regista. Più che abbassarsi e smistare, preferisce lo scarico per poi andare ad attaccare lo spazio.

Nella prima giornata si è già intravista la differenza tra i due in questa fase. Contro il Ghana, Fernandes si è reso protagonista con due assist. In particolare nell’assist per il 2-1 di Joao Felix, l’imbucata con cui taglia fuori la difesa e mette l’attaccante solo davanti al portiere, certifica l’eccezionale visione di gioco dell’ex Sporting Lisbona.

FASE OFFENSIVA

La fase offensiva li vede entrambi grandi protagonisti. Partendo stavolta dall’uruguayano, le sue qualità si sono già ampiamente viste quest’anno al Real Madrid.  In stagione fino ad ora, ha già realizzato 8 gol, in cui ha messo in mostra il suo ampio repertorio. In particolare il tiro da fuori, potente e preciso, si è rivelato letale nella maggior parte delle occasioni. Contro la Corea del Sud ci ha provato in 3 occasioni, ma senza trovare lo specchio della porta.

Altra importante qualità è l’inserimento nello spazio, essendo molto veloce tra le linee. Bruno Fernandes invece, i grandi numeri delle prime stagioni al Manchester United, sembra aver arretrato il proprio raggio d’azione. Resta però  la chiave degli attacchi portoghesi. Oltre a contribuire allo sviluppo del gioco, resta un pericolo per le difese avversarie.

Anche lui abile nell’inserimento, preferisce però partire da dietro. Dotato anche lui di un ottimo tiro da fuori, è abile nel tiro a giro sul secondo palo. Con la sua fantasia, ha dimostrato più volte di poter inventare dal nulla la giocata vincente, anche direttamente da calcio piazzato.

INTERDIZIONE

Entrambi i centrocampisti risultano abbastanza completi, essendo abili anche nella fase di non possesso. In questo caso però, a brillare è Valverde. Veloce, fisico ed intelligente tatticamente, copre più zone del campo. Il centrocampista del Real Madrid offre grande copertura anche a livello difensivo e non si sottrae neanche agli interventi più vigorosi.

Altrettanto intelligente in fase di interdizione, Fernandes offre però caratteristiche ben diverse.  Abile nel leggere la traiettoria della trama offensiva avversaria offre comunque copertura, ma non garantisce la stessa sostanza del Pajarito. In particolare fa fatica nell’uno contro uno, avendo caratteristiche più da trequartista.

Un duello sulla carta equilibrato dunque e che potrebbe soprattutto essere decisivo nell’economia di un match si preannuncia infuocato.

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Calciomercato

Salernitana-Bakayoko, affare complicato: la situazione

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Bakayoko

Molte squadre stanno approfittando della sosta Mondiali per sondare il terreno in vista della sessione invernale di calciomercato; la Salernitana starebbe pensando a Bakayoko, in partenza dal Milan.

Quello del centrocampista francese sarebbe il primo nome in cima alla lista degli esuberi e il club rossonero starebbe cercando di piazzarlo. A tal proposito, ci sarebbe stata una prima chiacchierata informativa con il ds dei granata Morgan De Sanctis. Le intenzioni della Salernitana sono chiare: la trattativa può andare in porto soltanto con un’eventuale cessione di Coulibaly o con l’ingaggio del centrocampista a carico del Milan. 

Bakayoko, quest’anno, non è mai sceso in campo. Il club campano rifletterà sulla proposta ma al momento sembrano non sussistere le condizioni necessarie affinchè la trattativa si concretizzi.

 

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Flash News

Dida a 360 gradi: “Con l’Ajax la parata più bella; Ibra e Vieri gli attaccanti più forti mai sfidati”

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Ibrahimovic

Nelson Dida, ex portiere del Milan e attuale preparatore dei portieri, si è raccontato ai canali ufficiali della società durante la Milano Games Week.

L’ex portiere brasiliano si è espresso a 360 gradi, cominciando dagli attaccanti più forti affrontati:

Vieri e Ibra sono fra gli attaccanti più forti che ho affrontato, giocatori che possono risolvere una partita da soli”.

Poi su Maignan:

Mike è un amico ed è venuto al Milan con l’idea di vincere, e ha vinto subito. Faceva di tutto per migliorarsi in allenamento ed è cresciuto veramente tanto. Può crescere tanto e su tutto. Non aveva fatto tanto in senso di preparazione, ma il Milan ha tutto può far crescere questi ragazzi”.

Dida ha poi fatto un salto nel passato:

“Ho avuto una bellissima storia nel Milan, ho vinto due Champions e un campionato. Ho fatto tanto e sono soddisfatto. Serginho era mio amico, lui abita qua a Milano e quindi siamo sempre assieme. Abbiamo questa amicizia da quasi 20 anni”.

Infine sulla parata più bella:

Quella con l’Ajax, me la ricordo tanto, mi sono anche fatto male. Ho fatto il massimo che potevo e mi sono strappato un muscolo della schiena”.

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Calcio Internazionale

Rodri commenta il suo nuovo ruolo: “Da centrale mi trovo bene”

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Delph

Al termine del match contro la Germania, il centrocampista spagnolo Rodri ha parlato ai microfoni di La1.

Il calciatore del Manchester City si è soffermato sul suo nuovo ruolo di difensore centrale:

“Cerco di imparare ogni giorno, è un ruolo diverso ma mi trovo bene con i miei compagni. Capisco il ruolo e l’importanza che devo dare alla squadra”.

Poi, sulla partita:

Sul gol potevamo fare meglio, ma Musiala è stato anche fortunato sul rimbalzo. Sapevamo che sarebbe stato complicato: i tedeschi sono molto forti, ma abbiamo giocato bene e preso un punto che ci permette di arrivare alla sfida col Giappone con le massime garanzie”.

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