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Stefano Borghi: il punto sulla Premier League

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Stefano Borghi: il punto sulla Premier League

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Parliamo di Premier League: dopo otto giornate abbiamo una classifica quasi sorprendente. Il Liverpool è primo e questo ci sta, ma la seconda è ad otto punti di distanza dai Reds. La seconda è il Manchester City, la squadra che aveva preceduto la formazione di Klopp di un solo punto al termine dello scorso campionato.

Il Liverpool si era però consolato con la Champions League – davvero una bella consolazione – e la sensazione è che queste due squadre abbiano deciso di scambiarsi i ruoli: ve lo dico subito, è una cosa a cui io non credo perché sono abituato a vedere le grandi squadre scendere in campo per vincere ogni partita, però non sarebbe così fuori luogo il pensiero che il Liverpool quest’anno abbia una grande voglia di riconquistare il campionato che gli manca da una trentina d’anni e che il Manchester City invece si voglia concentrare sulla grande ossessione di Guardiola e di tutto il club. Nell’impossibilità di dire se sia davvero così, quello che possiamo fare è ragionare su questo campionato.

ROSSO

Un campionato fin qui completamente rosso perché il Liverpool le ha vinte tutte: otto su otto e ha già scavato un grande solco. Liverpool che ha vinto rullando e ha vinto soffrendo, ha vinto mettendo le cose in chiaro fin da subito e ha vinto all’ultimo minuto. Liverpool che non solo le ha vinto tutte, ma ha già battuto tre delle quattro dirette inseguitrici: alle prossime due Klopp affronterà il Tottenham e il Manchester United. Direi che se il Liverpool dovesse passare indenne anche questo doppio esame e dovesse ancora  dare delle sgasate allora avremo già di fronte una squadra con la Premier League in mano, nonostante saremmo solo alla decima giornata di campionato.

Fonte immagine: profilo IG @Liverpool

PROBLEMI DA GUARDIOLA

Cosa succede a quelle che erano le inseguitrici designate, ovvero il Tottenham contendente del Liverpool nell’ultima finale di Champions League e il Manchester City che si ritrova già ad otto punti? Stanno andando male le cose a Guardiola e a Pochettino anche se dire che le cose al City stiano andando male non è esattamente vero. In Champions League hanno tranquillamente appianato il girone mentre in campionato, dopo una buona partenza con qualche piccolo balbettio come il pareggio interno con il Tottenham in una partita dove si è parlato molto di Var, sono arrivate due sconfitte nelle ultime quattro giornate quando il Manchester City aveva perso una sola delle sue precedenti ventitré uscite in Premier League agganciandoci alla stagione scorsa.
Cos’è successo al City? Prima di tutto si è fatto male Laporte. Il difensore principale di una squadra che non ha grandissimi valori in quanto a centrali, fuori anche Stones nell’ultima partita contro il Wolverhampton, Otamendi continua a confermarsi non un leader in grado di guidare il reparto nonostante sia un veterano della nazionale argentina e sia stato preso ai tempi dopo una grande imposizione a Valencia. Lo stesso Otamendi di Valencia non si è mai rivisto in Inghilterra ed è un problema per lui, per il suo allenatore, e per chi gli gioca affianco: ad esempio Fernandinho, una trovata stagionale di Guardiola che ha provato ad arretrare e reimpostare il centrocampista brasiliano senza grandi esiti. Forse Fernandinho potrà anche starci in quel ruolo, di sicuro non con Otamendi al fianco.

Fonte immagine. profilo IG @ManchesterCity

Un’altra cosa che sta mancando al Manchester City è la scintilla. Il City controlla le partite – e sappiamo quanto sia fondamentale per Guardiola avere in mano il match, tenere la palla – però lo stesso Guardiola quest’estate durante un intervista ad un’emittente spagnola disse:

“Ok il controllo, ma il controllo deve portare a delle emozioni. Deve creare delle emozioni.” 

In questo momento il controllo della partita da parte del City non crea emozioni. Il tutto perché è mancato De Bruyne: il belga è mancato contro Wolverhampton e Norwich e il City ha perso. Kevin è il giocatore in più di questa super squadra e se sta bene quest’anno può essere davvero il giocatore dell’anno in Premier League. É una mezz’ala che fa tutta la differenza del mondo perché assiste, perché segna, perché spacca la partita, ha fisico, ha visione, ha piede ed è chiaro che non avendo una solida base dietro, e non essendosi integrato Cancelo, il City senza De Bruyne fatica a sorprendere. La partita con il Wolverhampton è emblematica perché i Wolves sono stati in grado di contenere il gioco sugli esterni (le puntate di Marhez e Sterling) e da qui il motivo per cui il City abbia già perso del terreno. Il Gap è ora significativo, perché otto punti non sono pochi. Dalla parte di Guardiola c’è ancora il calendario ma forse quest’anno il City farebbe bene – o comunque avrebbe la necessità – a concentrarsi sulla Champions League perché con questa squadra e questo allenatore la Champions è un obbiettivo che il City può raggiungere.

IL TOTTENHAM

Chi deve concentrarsi un po’ su tutto è invece il Tottenham perché non va bene veramente niente alla squadra di Pochettino: infatti ne ha vinta una sola nelle ultime sei giocate. É già andata fuori in coppa di lega perdendo ai rigori contro il Glocester, una squadra di quarta divisione; nell’ultima di Champions ne ha presi sette dal Bayern Monaco e ha fatto solo due clean sheet in undici uscite stagionali. Un altro dato inquietante in queste undici partite è che il Tottenham ha incassato  21 reti, praticamente una media di due per gara.

Fonte: profilo Instagram di Christian Eriksen

Se il Tottenham non fosse arrivato in finale di Champions nella scorsa stagione, questo sarebbe un rullino quasi da esonero per Pochettino perché non ci si aspettava minimamente una partenza così falsa da parte degli Spurs.
La sensazione è che manchi coesione, manchi un po’ di spirito al gruppo e allora vengono un po’ di pensieri: viene alla mente il fatto che giocatori fondamentali come Eriksen, Alderweireld e Rose abbiano dei casi un po’ aperti per quello che riguarda i contratti e l’attuale presenza sul mercato, viene alla mente che quest’anno il Tottenham ha venduto Trippier all’Atletico Madrid e neanche per una cifra esorbitante. Il terzino destro inglese era un elemento fondamentale per lo sviluppo del gioco sulle fasce e tra l’altro ne Aurier, ne Walker- Peters sono riusciti a dare una garanzia in quanto a ricambio per Kieran Trippier. E poi viene anche da pensar al fatto che il Tottenham abbia lasciato andare da svincolato Llorente e stiamo vedendo quanto sia utile al Napoli. Lo sarebbe stato anche agli Spurs nella misura in cui Harry Kane il suo lo stia facendo – ha già segnato sette goal stagionali, ha fatto goal anche in nazionale – però l’inglese non si perde una partita: non ha saltato un minuto tra Premier League e Champions League, anche con l’Inghilterra è stato piuttosto spremuto. Harry Kane ha la possibilità di giocare tutte le partite però in un momento in cui la squadra oltretutto non funziona, il capitano è spremuto e di conseguenza i problemi sul lungo potrebbero emergere per un Tottenham che deve uscire da questa situazione il prima possibile. Deve cominciare a trovare anche resa dagli elementi di mercato come Ndombelé e Lo Celso, deve rimettersi in carreggiata altrimenti queste stagioni che nascono così male rischiano di diventare un mezzo disastro.

CRISI UNITED

Un disastro è già l’avvio di stagione dell’altra grande delusione che – per quanto mi riguarda – è un po’ meno sorprendente: sto parlando del Manchester United che ha raccolto solo dieci punti nelle prime otto giornate. Dopo il quattro a zero illusorio e bugiardo dell’esordio contro il Chelsea, il Manchester United ne ha vinta una sola e mai più ha segnato più di un goal per partita. Semplicemente perché non ha attaccanti: Martial si è fatto male alla fine di agosto e non è ancora rientrato, anche Rashford ha avuto dei problemi fisici, c’è Greenwood che è un giocane che si sta proponendo bene, ma anche ammesso di avere tutti al cento per cento è un peso offensivo troppo scarso e di conseguenza risuona ancor più inconcepibile il mercato programmato da Solskjaer.

Fonte immagine: profilo IG @MarcusRashford

É stata una programmazione completamente miope, sono stati rilasciati Sanchez e Lukaku senza trovare alcun sostituto, nemmeno uno svincolato di lusso come poteva essere Llorente e questo è un errore veramente grave. Aggiungete un Pogba che non mi sembra per niente contento di essere rimasto lì e queste sono le attualità e le prospettive dei Red Devils che risulta una pallida, sbiadita e anche un po’ triste controfigura di quello che è stato un club in grado di dominare l’Europa e il mondo nelle sue epoche migliori.

GOOD JOB NORTH LONDON

Parliamo però di chi invece sta andando bene: l’Arsenal – a quindici punti – ce la si poteva aspettare un po’ più in alto ed il Chelsea – a quota quattordici – un filino meno. I Gunners tra qualche alto e basso vedono attecchire il lavoro di Unai Emery, che ha costruito una squadra sul mercato a sua immagine e somiglianza e che sta trovando dei riscontri soprattutto dai giovani: abbiamo apprezzato e visto sopratutto nelle coppe i vari Martinelli, Sakà, Reiss Nelson, anche Willock già  imposto su livelli più alti insieme a Guendouzi. Poi la garanzia per l’Arsenal è sempre il centravanti: Aubameyang che ha segnato in sei delle otto gare di campionato ed è a quota sette reti in Premier League, solo due giocatori hanno segnato più di lui, per cui i Gunners di North London sono in un buon momento. Dovranno trovare equilibrio, solidità difensiva e continuità ma in una Premeier dove il passo – ad eccezione del Liverpool – rimane più tosto e cadenzato, l’Arsenal ha fatto il proprio dovere.

africani

Fonte: profilo ufficiale Twitter @Aubameyang7

QUALCOSA IN PIÚ

Direi che ha fatto qualcosa in più del proprio dovere il giovane e rampante Chelsea di Frank Lampard. Partito negativamente con la sconfitta ai calci di rigore in super coppa europea, sopratutto lo 0-4 incassato in campionato al debutto contro lo United, Chelsea che tuttavia è riuscito a trovare la dimensione giusta di squadra in un tempo molto breve. Il Chelsea ha si vinto una sola delle prime cinque di campionato, ma ora ha vinto cinque delle ultime sei, e viene da quattro vittorie consecutive contando tutte le competizioni. Mount è già un progtaonista del Chelsea, ma lo è sopratutto Tammy Abraham capocannoniere della Premier League in coabitazione con un mostro sacro come il Kun Aguero.

Fonte: profilo IG di Abraham

Sono contento per Abraham, l’ho seguito da vicino lo scorso anno in Championship con l’Aston Villa e avevo l’impressione di un giocatore su bei livelli e pronto per prendersi delle responsabilità ma mettersi la maglia del centravanti del Chelsea e panchinare Giroud non è assolutamente facile. Oltretutto la stagione del calciatore si era aperta con il calcio di rigore sbagliato contro il Liverpool in super coppa con una serie di critiche piovute assolutamente frettolose e invece tutta la rosa di Frank Lampard sta dando risposte importanti. Anche Willian ha segnato dei goal importanti, anche Batshuay si è messo a segnare sintomo che ci sono belle vibrazioni dalle parti di Stamford Bridge e la velocità con cui questa squadra si è messa a regime è molto apprezzabile.

SURPRISE

Sempre parlando di sorprese non si possono non citare le due intruse nell’altissima classifica a pari con il Chelsea: sono il Leicester di Brendnan Rodgers e il Crystal Palace, due squadre molto diverse. Il Leicester è una squadra che riflette molto il modo di fare calcio del proprio allenatore: squadra bella, precisa, ben allenata, ordinata e che presenta la seconda difesa della Premier e il quarto attacco. Sin qui ha perso solo ad Anfield e ad Old Trafford in una partita anche piuttosto strana; è piacevole vedere giocare il Leicester e vi sono anche le sensazioni che ci possano essere dei margini di miglioramento. Un giocatore come Praet si sta impiantando solo ora in prima squadra, è una formazione ben costruita con un allenatore che sa come si gioca a calcio e per questo mi piace.

Fonte immagine: profilo IG ufficiale @Vardy7

Il Crystal Palace non può essere definito bello più che altro è un blocco di cemento estremamente pratico e solido. Otto goal fatti e otto goal subiti in otto partite: passo perfettamente cadenzato nonostante io creda che abbia qualche punto in più di quello a cui poteva ambire perché mi sembra un filo meno attrezzato rispetto alle altre per stare lì in alto. Inoltre, nonostante l’ottima partenza vi è anche qualche caso, c’è anche necessità di andare sul mercato a gennaio data la situazione di Zaha. Intanto però  il Crystal Palace è la e ha messo da parte dei punti che possono risultare molto molto pesanti.

NEGATIVITÁ

Se di sorprese parliamo, dobbiamo citare anche quelle negative e in questo caso il nome che ho stampato davanti agli occhi è – purtroppo – perché è una squadra di grande tradizione e che fa anche simpatia per il calcio inglese, l’Everton. Toffees che sono messi piuttosto male: la situazione inizia ad essere parecchio pesante, le sconfitte sono tante e la sensazione è che la squadra di Marco Silva sia in sensibile regressione. Invece di essere migliorata dopo un mercato da 100 milioni di sterline, sembra andare peggiorando. Pochi i punti di riferimento, poche le cose che funzionano e pochi gli elementi che stanno rendendo secondo le aspettative. L’Everton rischia davvero di impantanarsi in zone da cui è complicato uscire. Per cui sì i Toffees devono svegliarsi il prima possibile.

Fonte immagine di copertina: profilo social @PremierLeague

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L’Al Hilal batte il Wydad e affronterà il Flamengo nel Mondiale per club

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Al Hilal Flamengo

Si è concluso il primo quarto di finale del Mondiale per club con i sauditi dell’Al Hilal che hanno sconfitto ai rigori i campioni d’Africa del Wydad Casablanca. L’ex squadra di Giovinco tra gli altri adesso affronterà in semifinale il Flamengo, vincitore dell’ultima Copa Libertadores.

Il Wydad è passato in vantaggio con il gol di El Amloud al 52′ salvo poi farsi raggiungere nel recupero dal rigore trasformato da Mohamed Kanno, grande protagonista anche con l’Arabia al Mondiale. Ai rigori, poi, vecchie conoscenze del calcio europeo come Marega e Vietto hanno contribuito alla vittoria dell’Al Hilal. Nell’altro match l’Al Ahly ha battuto i Seattle Sounders con il gol di Afsha e affronterà il Real Madrid nella seconda semifinale.

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Chi è Buchanan, la stella canadese che piace all’Inter

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Chi è Buchanan

CHI È BUCHANAN – Tajon Buchanan è un giovane talento del calcio che sta facendo parlare di sé in tutto il mondo. Con la sua velocità, la sua tecnica e il suo fiuto per il gol, questo attaccante classe 1999 sta attirando l’attenzione di molte squadre importanti. In questo articolo esploreremo la carriera di Buchanan e analizzeremo il suo stile di gioco, nonché le sue prospettive future.

UN’ALA DUTTILE PER CLUB E NAZIONALE

Buchanan è un esterno d’attacco, in grado di giocare come ala sia a destra che a sinistra. Tuttavia, spesso è stato schierato anche in posizione più arretrata come esterno di centrocampo. È anche molto rapido palla al piede. Tra i suoi punti di forza c’è il dribbling.

I PRIMI ANNI IN CANADA E NEGLI USA

Tajon Buchanan nasce il l’8 febbraio 1999 a Brampton, in Ontario. Ben presto entra a fare parte del settore giovanile del Mississauga Falcons. Nella stagione 2014/15 si trasferisce negli Stati Uniti, dove veste la maglia del Real Colorado.

Nelle Foxes resta fino alla stagione 2017/18, quando viene ingaggiato dal Syracuse, club dell’omonima università statunitense. Nel corso della stessa sessione di mercato, però, viene girato in prestito ai canadesi del Sigma. Dopo una stagione in prestito, fa ritorno al Syracuse, dove resta per un’altra stagione. L’anno successivo, nel 2018, attraverso il draft viene ingaggiato dalle giovanili del New England Revolution, club della Major League Soccer. Nel 2019, all’età di 20 anni, ha esordito in prima squadra e ha dimostrato subito di essere un giocatore di talento, segnando diversi gol e fornendo molti assist. Le sua prestazione gli sono valse il premio di “Rising Star” della MLS e ha attirato l’attenzione di molte squadre europee. Con la maglia degli statunitensi, con cui gioca fino a gennaio 2022, sigla 12 reti in 67 presenze complessive.

LO SBARCO IN EUROPA

A gennaio 2022, Buchanan ha firmato un contratto con il Club Brugge, uno dei club più importanti del Belgio, e ha continuato a giocare ad alto livello segnando reti e fornendo assist. La sua abilità nell’elaborare il gioco e la sua rapidità gli hanno permesso di diventare una delle stelle del club e di attirare ancora di più l’attenzione di squadre europee di alto livello. Fino ad ora, con la maglia dei belgi, Buchanan ha già messo a segno 2 reti in 34 presenze.

Inoltre, Buchanan è entrato stabilmente a fare parte della nazionale canadese, dove ha già segnato diversi gol. Inoltre, ha giocato un ruolo importante nella formazione anche ai Mondiali in Qatar. Con il suo talento e il suo potenziale, molti esperti di calcio ritengono che Buchanan abbia un futuro brillante davanti a sé e che possa diventare uno dei giocatori più importanti del calcio internazionale.

L’INTERESSE DELL’INTER

Nel corso dell’ultima sessione di mercato, Buchanan sembrava ad un passo dal trasferimento in Serie A dopo le ottime prestazioni ai Mondiali. Erano diverse le squadre interessate al suo cartellino, tra cui Juventus, Milan e Napoli. Il club più vicino a lui, però, era l’Inter. Secondo molti, in caso di cessione di Denzel Dumfries, la società nerazzurra avrebbe virato proprio su di lui per colmare il vuoto lasciato dall’esterno olandese. Con la permanenza dell’ex PSV, però, il trasferimento di Buchanan non si è concretizzato. Per vedere il canadese con un’altra maglia, dunque, dovremo attendere almeno fino alla prossima sessione di mercato.

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Klopp: “Chiedo scusa: dobbiamo reagire subito!”

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Klopp

Jurgen Klopp, nel post-partita del match giocato contro il Wolverhampton, ha analizzato la partita sorprendentemente negativa della sua squadra. La sconfitta è maturata dopo un 3-0 roboante e con due gol segnati nel primo quarto d’ora. Il Liverpool ora è decimo a 13 punti dal quarto posto e ha subito la terza sconfitta nelle ultime tre trasferte di Premier League. Queste le parole di Klopp:

“Chiedo scusa ai tifosi. Non riesco a spiegarmi come abbiamo fatto a giocare così male, soprattutto nei primi quindici minuti quando siamo stati orribili. Dobbiamo solo lavorare per cambiare questo trend e uscire da questo periodo negativo”.

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ESCLUSIVA – Nezirevic, i retroscena sul suo approdo all’Inter: c’erano altri due club interessati!

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Alem Nezirevic è un giovane terzino destro svedese che è stato acquistato dall’Inter in questa sessione di mercato per poter colmare il vuoto lasciato da Zanotti, ormai stabilmente in prima squadra. Arrivato da appena 3 settimane, il promettente difensore è stato subito messo alla prova da Chivu, allenatore della Primavera nerazzurra, che lo ha schierato titolare nel match perso contro la Sampdoria. Nezirevic è stato portato in Italia dalla Quan Sports Management: agenzia di cui Gerry Piccolillo è co-founder insieme a Daniele Piraino. Lo stesso avvocato ci ha svelato alcuni retroscena dietro il suo acquisto.

Il classe ’04 è stato prelevato a gennaio dal Motala, club di terza divisione svedese, con il quale aveva già raggiunto diverse presenze in prima squadra. A scoprirlo è stato un membro dell’agenzia di Piccolillo, Daniele Bozzo, che lo ha poi successivamente proposto allo scouting dell’Inter. Il terzino, dopo essere stato visionato tramite video e di persona, ha svolto una prova presso Interello che ha avuto esito positivo. Come riferitoci dallo stesso procuratore, oltre ai nerazzurri anche altri due club avevano messo gli occhi sul talento svedese: ovvero Milan e Sassuolo. Tuttavia, le due squadre non sono riuscite a battere la concorrenza dell’Inter, che ha fortemente voluto il giocatore.

 

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