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Stefano Sorrentino, la tigre coi guantoni

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Minuto 53, Cristiano Ronaldo si concentra, prende la rincorsa, mira l’angolino alla sinistra del portiere e calcia potente dal dischetto. Parato. Si resta sul 2-0 per la Juventus, primo errore dagli undici metri in Serie A per il cinque volte Pallone d’Oro. Il merito? Della tigre coi guantoni, Stefano Sorrentino.

L’estremo difensore del Chievo Verona intuisce le intenzioni del portoghese e ne anticipa la realizzazione.

“Ho visto i rigori di Ronaldo, ho visto che spesso cambia. Mancava l’aperto e sono andato aperto. Ho avuto la fortuna di avere come allenatore dei portieri Claudio Filippi, ora alla Juventus, e i portieri eravamo io e Lorenzo Squizzi, che ora è il mio allenatore. Mi prepara ogni settimana una clip e scegliamo la strategia”.

È la novantaquattresima volta che Sorrentino si ritrova a dover guardare negli occhi il pallone dagli undici metri e per la ventiquattresima occasione ad avere la meglio sono ancora i suoi guantoni.

Un orgoglio personale, quello di aver fermato dal dischetto un pluricampione come Cristiano Ronaldo. Un traguardo che il natio di Cava de’ Tirreni avrebbe barattato però senza rimpianti con qualche punto per il suo Chievo, come lui stesso ha ammesso a fine partita:

“Preferivo far punti e non parare il rigore”.

Quello contro il portoghese è solamente l’ultima prodezza di un calciatore che durante la carriera ha sempre dimostrato di essere uno dei migliori interpreti del suo ruolo in Serie A.

Una storia partita da lontano e che all’ombra dei 40 anni Sorrentino spera di poter concludere a Verona, in quel Chievo che ha creduto in lui più volte e che anche grazie a lui quest’anno continua a credere in una forse utopica salvezza.

LAZIO-VERONA

È cresciuto nelle giovanili della Lazio, prima del trasferimento alla Juventus. Con i bianconeri ha proseguito la sua formazione fino alla Primavera. Poi l’addio e il passaggio sull’altra sponda ai piedi della Mole. Il Torino lo ha fatto debuttare in Serie B e in Serie A. Cinque stagioni con i granata che hanno permesso a Sorrentino di legare il proprio cuore a questo club. Nel mezzo due prestiti alla Juve Stabia e al Varese in C1 per accumulare esperienza nelle serie minori.

Il 2005, il suo primo anno internazionale. Chiusa l’esperienza al Torino, è volato ad Atene dove per due anni ha difeso la porta dell’AEK. Con il Recreativo Huelva ha invece disputato la sua prima e unica Liga spagnola nella stagione 2007/2008, prima dell’atteso ritorno in Italia.

Ed è qui, nel Belpaese, che Sorrentino si è ritagliato le maggiori soddisfazioni sportive. Dal suo rientro nella penisola ha legato il suo nome solamente a due club, il Chievo Verona e il Palermo, mostrandosi sempre come un leader emotivo all’interno dello spogliatoio oltre che una guida tecnica in campo.

INTELLIGENZA E CORAGGIO

Un portiere di “stampo antico”, come lo ha definito recentemente il suo ex collega Walter Curti. Un numero uno che “forse ha pagato l’evoluzione del ruolo ma che tra i pali resta uno dei migliori”.

È lì infatti che Sorrentino possiede le sue doti migliori, tra i pali. Non sarà un Neuer con i piedi e non potrà mai essere la prima scelta di chi come Guardiola in un portiere cerca anche un giocoliere abile a gestire il possesso palla con gli arti inferiori.

Sa però come usare nella maniera più efficace il proprio corpo per difendere la rete.

È il tipico guardiano difficile da superare. Intelligente, sa capire come si sviluppa il gioco. Coraggioso, non si spaventa quando l’attaccante lo punta o quando deve lanciarsi in un’uscita.

Lo dimostra lo scontro con Cristiano Ronaldo nella gare di andata. Perse i sensi, rimase ai box per una settimana.

Lo ha dimostrato con la presa di posizione a favore di Koulibaly, quando scelse di cambiare per un giorno il proprio nome su Instagram con quello del collega, per esprimere solidarietà nei confronti di chi come lui aveva ricevuto insulti di stampo razziale.

Perché ci vuole coraggio a schierarsi sia in campo che fuori dal terreno di gioco e il coraggio a Sorrentino non è mai mancato.

È sceso con il Palermo in Serie B quando avrebbe potuto restare nella massima serie firmando per altri club. Ha contribuito alla risalita dei rosanero in A l’anno successivo.

Nella stagione più complicata del Chievo Verona ha scelto di non abbandonare i veneti a gennaio per rifugiarsi in luoghi dove la salvezza pareva più abbordabile, come Empoli.

TRA L’OGGI E IL DOMANI

Resterà in gialloblu fino a giugno, quando poi le decisioni da prendere saranno tante. Smettere? Continuare? Proseguire a Verona o cercare nuove sfide? Finché si sentirà bene giocherà, perché è quello che vuole fare.

Finché il fisico lo sorreggerà continuerà a parare, perché è quello che gli riesce meglio e ciò di cui il calcio italiano ha bisogno.

Un esempio di costanza, un professionista serio e determinato.

In attesa di svestire i guantoni da portiere per tornare ad affondare le mani nella terra, o nella sabbia.

Perché il suo sogno sarebbe quello di aprire una fattoria dove poter allevare gli animali e coltivare le verdure, come si faceva una volta. Oppure quello di aprire uno stabilimento balneare, dove poter vivere giornalmente del suo amore per il mare.

Una nuova vita fuori dal campo alla quale Sorrentino non vuole però pensare già da ora. Vuole godersi il momento e trarre soddisfazioni dalle difficoltà.

Emozioni da condividere con la futura moglie, Sara Ruggeri, e le quattro figlie, la famiglia che il portiere è riuscito a ricostruire dopo un primo matrimonio terminato in un divorzio.

Nuovi capitoli da aggiungere a quel libro scritto e pubblicato pochi mesi fa dal titolo “Gli occhi della tigre”. E non poteva essere altrimenti per descrivere una carriera da felino tra i pali, dove i suoi artigli sono i sempre stati le sue armi migliori.

Sa parare, sa fare il suo mestiere.

Lo ha scoperto anche CR7 in uno dei pochi duelli da Far-West dai quali non è uscito vincitore.

Lo sa bene la gente di Verona, che nelle mani di Sorrentino continua a riporre le migliori speranze per un finale a lieto fine.

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Lecce favorito per la retrocessione? La risposta dell’ad Mencucci

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In occasione della presentazione della squadra femminile del Lecce Sandro Mencucci, amministratore delegato della società giallorossa, ha rilasciato dichiarazioni inerenti al momento stagionale della formazione di Marco Baroni. 

LE DICHIARAZIONI DI BARONI

I bookmakers continuano ad indicarci come come una delle due principali indiziate alla retrocessione, ma per me questo è un fatto positivo. E’ sempre meglio essere un underdog, ci considerino anche così. Mi tengo la mia squadra e quello che di buono sta facendo, andiamo avanti per la nostra strada”.

Baroni, oltre a dimostrarsi noncurante delle quotazioni che pongono il Lecce tra le indiziate per un’eventuale retrocessione, ha riferito belle parole nei confronti del proprio direttore tecnico: “Corvino è il migliore nel suo ruolo, non solo in Italia ma in Europa. Il presidente è una persona straordinaria con delle qualità importanti che ha sempre messo a disposizione tutto per il bene del Lecce”. 

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Orgoglio De Zerbi, senti Klopp: “Allenatore esaltante”

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De Zerbi

Attestato di stima nei confronti di Roberto De Zerbi da parte dell’allenatore del Liverpool Jurgen Klopp. Il tecnico tedesco ha infatti parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di Premier ad Anfield contro il Brighton, sulla cui panchina si è appena seduto l’italiano ex Shakhtar. Ecco cosa ha detto Klopp sul neo tecnico dei Seagulls.

ALLENATORE INFLUENTE, OTTIMA SQUADRA

Il Brighton ha fatto benissimo finora e ora hanno un allenatore davvero esaltante. Un allenatore davvero coraggioso, influente, che ha un’idea di calcio che si adatta al Brighton. Non sappiamo cosa aspettarci a parte un’ottima squadra“.

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Si svuota l’infermeria del Napoli: c’è il comunicato ufficiale

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Il Napoli si prepara per la sfida contro il Torino. Alle ore 15:00 di sabato 1 ottobre allo stadio Diego Armando Maradona andrà in onda la prima sfida dell’ottavo turno di Serie A, la prima partita dal rientro dalle nazionali. In vista di questa importante gara, Luciano Spalletti potrà fare affidamento su un’ampia gamma di scelte.

Infatti, è proprio la società partenopea ad aver confermato il pieno recupero di tre pedine chiave nella scacchiera di Spalletti. Si tratta di Politano, Lozano e Amir Rrahmani, che sono nuovamente a disposizione pronti per il rientro in campo. È probabile che il difensore centrale, così come una delle due ali, figurerà direttamente nell’undici titolare.

Di seguito la nota divulgata dal Napoli tramite i propri canali ufficiali:

Seduta mattutina per il Napoli all’SSCN Konami Training Center. Gli azzurri preparano il match di domani contro il Torino in programma allo Stadio Maradona per l’ottava giornata di Serie A. Dopo una prima fase di attivazione in palestra, la squadra ha svolto esercizi atletici finalizzati alla rapidità e lavoro tattico. Successivamente partita a campo ridotto, possesso palla e chiusura con situazioni di gioco su palle inattive. Politano ha svolto l’intera seduta in gruppo. Osimhen ha svolto lavoro personalizzato in campo. Lozano è rientrato dall’impegno con la Nazionale e ha svolto allenamento in gruppo. Assente Gaetano per una sindrome para influenzale“.

Rimane indisponibile Osimhen, ancora alle prese con il problema muscolare accusato durante la sfida contro il Liverpool.

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Lecce-Cremonese, le probabili formazioni: c’è Strefezza, manca Chiriches

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Domani torna in campo la Serie A dopo la sosta delle nazionali e domenica alle 15 andrà in scena un match molto importante ai fini della salvezza: Lecce-Cremonese. Per Baroni sono due i dubbi di formazione. Al centro dell’attacco è apertissimo il ballottaggio tra Ceesay e Colombo, con il primo in vantaggio. Sulla sinistra Gallo è avanti a Pezzella. Davanti per la prima volta insieme da titolari Strefezza e Banda. Alvini invece deve registrare l’assenza di Chiriches, sostituito da Hendry. In dubbio anche Castagnetti. Confermata la coppia Dessers-Okereke in attacco.

Queste le probabili formazioni per il match tra le due neopromosse.

LECCE (4-3-3): Falcone; Gendrey, Baschirotto, Porgracic, Gallo; Gonzalez, Hjulmand, Askildsen; Strefezza, Ceesay, Di Francesco. All. Baroni squalificato (in panchina Del Rosso).

CREMONESE (3-4-1-2): Radu; Hendry, Bianchetti, Lochoshvili; Sernicola, Meité, Pickel, Valeri; Ascacibar; Dessers, Okereke. All. Alvini.

 

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