Connect with us
Storia del Clasico: le tre partite più iconiche tra Real Madrid e Barcellona

Calcio Internazionale

Storia del Clasico: le tre partite più iconiche tra Real Madrid e Barcellona

Pubblicato

:

clasico

Il Barcellona ha di nuovo ripreso ad incantare, questa volta in una delle notti più importanti della stagione: il Clasico contro il Real Madrid. Attraverso i nuovi acquisti nella finestra di mercato invernale come Ferran Torres e Aubameyang ed i giovani che stanno sbocciando sotto il lavoro svolto da Xavi hanno riportato i tifosi Blaugrana ad esultare nei confronti degli storici nemici dei Blancos. Ma la partita è stata quasi a senso unico: si è rivisto il vecchio possesso palla del Barcellona dominante nei confronti di un Real in grande difficoltà, messo sotto dagli strappi di un ritrovato Dembelè e i gol di Aubameyang, con un risultato finale di 0-4. Ma quali sono stati i match più emozionanti nella storia recente del Clasico?

REAL MADRID-BARCELLONA 2-3

Uno delle partite più iconiche per un in particolare. Nella stagione 2016/2017 troviamo uno dei tanti scontri al vertice della classifica nella Liga. Il Barcellona è comunque reduce dalla eliminazione in Champions League, mentre il Real è ancora dentro ( alla fine vincerà la competizione in finale contro la Juventus ). I padroni di casa vanno in vantaggio con il gol di Casemiro ma dopo qualche minuto ecco che la riprende il solito Messi. La partita viene gestita principalmente dal possesso palla del Barca, che però non riesce a trovare la giusta occasione che arriva al minuto 73: Ivan Rakitic porta in vantaggio la squadra di Luis Enrique.

Complice una espulsione di Sergio Ramos la partita sembra ormai diretta a spegnersi, invece il Real reagisce a al 85’ segna con James Rodriguez. Ai tifosi di casa può stare stretto il risultato. Ma ad un giocatore no. Al minuto 92 infatti accade qualcosa di magico. Il Barcellona recupera il pallone con Sergi Roberto che con un cavalcata passa dalla sua area a quella avversaria. Dalla trequarti, Andre Gomes scarica su Jordi Alba che dalla fascia sinistra trova un uomo libero in mezzo all’area di rigore: Messi calcia un rigore in movimento e non perdona. Iconica rimarrà la sua esultanza con la maglia mostrata alla curva del Bernabeu.

REAL MADRID-BARCELLONA 0-3

Pochi sono stati i giocatori applauditi nello stadio del Real Madrid. Noi italiani ricordiamo sicuramente Del Piero dopo una doppietta ai gironi di Champions League, oppure Totti in una delle ultime presenze nella massima competizione europea. Ma c’è stato anche un giocatore che non solo ha militato nella Liga, ma addirittura al Barcellona. Parliamo del giocatore più iconico di quegli anni, che nel 2005 ha mantenuto la sua forma migliore e ha ottenuto il pallone d’oro: Ronaldinho. Il Gaucho è la vera star della partita nonostante i grandi giocatori delle due squadre. Infatti nella stagione 2005/2006 nella formazione dei catalani potevamo trovare giocatori come Puyol, un giovane Messi, Xavi o Eto’o. Nello stesso Real invece Roberto Carlos, Beckham, Raul, Zidane o Ronaldo il fenomeno. Ma tutto il mondo aveva gli occhi puntati addosso ad un giocatore in particolare.

Probabilmente Salgado, terzino destro all’epoca dei Blancos, ha ancora gli incubi. Dinho regala spettacolo e diventa il vero intrattenitore della partita. Doppi passi, sombreri, finte, il brasiliano diventa imprendibile. La maggior parte delle occasioni partono da lui, se non quella dello 0 a 1 di Eto’o dopo uno scambio con Messi. Ma è il secondo tempo dove il numero 10 troverà non uno ma ben due gol. Il primo su contropiede dopo aver mandato a vuoto per l’ennesima volta Salgado e concluso con un tiro a giro. Il secondo, con un’azione solitaria, salta Sergio Ramos e infila Casillas per il definitivo 3-0. Il pubblico del Bernabeu non può che alzarsi ed applaudire un giocatore sontuoso, che in quegli anni ha regalato tanto spettacolo per i tifosi di casa e avversari.

BARCELLONA REAL MADRID 1-3

Se qualche mese prima Messi aveva mostrato la sua maglia nella casa del Madrid, qualche giocatore doveva aver sentito più di tutti la cosa. E chi se non Cristiano Ronaldo. Il fenomeno portoghese parte comunque dalla panchina in una delle prime partite della stagione, ovvero la Supercoppa di Spagna, che si decide con il primo round in Catalogna. La partita è da subito nervosa e l’arbitro sembra infatti non gestirla al meglio. La partita trova la solita chiave di lettura con un Real più cinico e chiuso, mentre un Barcellona che con il possesso cerca maggiormente la via del gol. Al secondo tempo la sfida si sblocca con l’autogol goffo di Piqué. I padroni di casa mantengono miracolosamente il risultato grazie agli interventi di Ter Stegen e qualche occasione non sfruttata, così la partita viene ripresa dopo una scelta sbagliata del direttore di gara che concede un calcio di rigore, trasformato da Messi, dopo un presunto contatto tra Navas e Suarez. Intanto Ronaldo ha preso parte alla partita, senza però incidere. Se non al minuto 80’.

Il Real riparte ancora questa volta con il suo numero 7. Cristiano parte con la sua solita giocata ma Pique non lo contiene e il portoghese non perdona: dal limite dell’area segna non segna uno dei suoi di gol di potenza pura, ma più uno alla Del Piero, un tiro a giro verso l’incrocio dei pali che non lascia spazio questa volta a Ter Stegen. Ronaldo sfoga la sua rabbia e mostra, come il suo rivale di sempre ha fatto qualche tempo prima, la maglia con il suo nome all’intero Camp Nou. Quasi come dire: “Adesso chi è il migliore?”. Dopo soli 2 minuti CR7 verrà espulso per doppia ammonizione dopo una presunta simulazione, ma il segno alla gara comunque rimarrà indelebile. Nonostante l’uomo in meno, il Real Madrid chiude per 3-1 il risultato dell’andata con un gol di Asensio. Al ritorno, il Real risulta ancora vincente per 2-0, ma tutti i tifosi madrileni ricordano con gioia quel trofeo per la rivincita presa da Cristiano Ronaldo.

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Calcio Internazionale

Podolski incorona l’Inter: “Livello altissimo, può succedere di tutto”

Pubblicato

:

Podolski

Lukas Podolski ha saputo reinventarsi. A 38 anni, dopo aver dato l’addio al calcio, non si è ributtato solo nel suo mondo d’origine, ma ha voluto anche investire in qualcosa di nuovo. Nello specifico, ha creato in Germania la catena Mangal Doener, una catena di ristorazione che cucina kebab, quello che lui definisce il cibo della sua infanzia.

Ma la splendida stagione che sta mettendo in mostra l’Inter, in questo momento, è stata l’occasione per tornare a parlare della sua squadra. Podolski, infatti, ha vissuto sei mesi con la maglia nerazzurra nel gennaio 2015. Non ha lasciato ottimi ricordi sul campo…ma fuori dal rettangolo di gioco, quasi tutti si ricordano di lui. Ha parlato, dunque, a La Gazzetta dello Sport, raccontandosi. Di seguito trovate le parole di Podolski sul suo presente e sull’Inter.

KEBAB – “Scegliere un settore in cui investire è come scegliere un club, io mi sono buttato sul cibo della mia adolescenza”.

INTER“Certo. La guardo spesso, soprattutto in Champions, e mi pare che quest’anno abbia raggiunto un livello altissimo. Al momento, sono tra i migliori in Europa, ma devono essere bravi a prolungare questa fase di exploit per raggiungere il maggior numero di traguardi possibile. Trionfo in Champions? Magari i nerazzurri partono dietro City e Real, però può succedere di tutto. L’importante è non abbassare mai la guardia, perché anche i piccoli club possono rivelarsi insidiosi”.

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Scoppia il caos a Valencia: Bellingham segna al 98′, ma Gil Manzano aveva fischiato la fine un istante prima

Pubblicato

:

Ancelotti

Finale folle a Valencia. Dopo una partita combattuta e tesissima, l’ultimo secondo di gara ha regalato un episodio incredibile. Il Real Madrid aveva segnato il 3-2 con Bellingham al 98′, ma l’arbitro Gil Manzano non ha convalidato la rete. Il motivo? Il triplice fischio del direttore di gara, arrivato al momento del cross in area di rigore di Brahim Diaz. Ovviamente scoppia il caos, con Gil Manzano costretto a estrarre vari cartellini rossi. Uno dei quali, direttamente verso Bellingham. Ancelotti interviene e in campo si scatena un parapiglia, quasi una caccia all’uomo.

La gara è dunque finita 2-2, con il Valencia che ha sciupato il doppio vantaggio. La rimonta del Real Madrid ha portato la firma di Vinicius, lesto nel ribadire in rete due tap-in e poi “provocatore” nei confronti nel pubblico del “Mestalla” dopo i vergognosi atteggiamenti del pubblico dell’anno scorso. Al 91′, tolto con il VAR anche un rigore al Valencia.

Continua a leggere

Calcio Internazionale

[VIDEO] L’esultanza di Vinicius dopo i fischi razzisti dei tifosi del Valencia

Pubblicato

:

Dove vedere Lipsia-Real Madrid in tv e streaming

Ancora una volta, si è verificato un increscioso e ingiustificabile episodio di razzismo ai danni di Vinicius. L’attaccante brasiliano, nel corso del match di Liga Valencia-Real Madrid, è nuovamente ricoperto di fischi razzisti.

Quando la partita si trovava sul punteggio di 2-0 in favore dei padroni di casa, al quinto minuto di recupero del primo tempo Vinicius è riuscito ad accorciare le distanze tra le due compagini, capitalizzando un’azione partita con il cross effettuato da Carvajal. Dopo aver siglato la rete del 2-1, il brasiliano ha esultato con il pugno chiuso rivolto verso i tifosi avversari, gesto simbolico della lotta contro il razzismo.

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Di Maria si lamenta ancora con gli arbitri: rischio squalifica

Pubblicato

:

Angel Di Maria, attaccante del Benfica si appresta a rinnovare il contratto con i portoghesi

DI MARIA – Le polemiche arbitrali sono all’ordine del giorno in Serie A, ma non solo. L’Associazione degli Arbitri portoghesi (APAF) ha avviato un procedimento disciplinare contro Angel Di Maria. Le azioni dell’argentino sono state al centro dell’attenzione dopo le sue critiche alla squadra arbitrale guidata da Fabio Verissimo. Tutto questo è avvenuto in seguito alla sconfitta 2-1 del Benfica contro lo Sporting nella semifinale di andata della Coppa del Portogallo. Le dichiarazioni di Di Maria hanno suscitato polemiche e ora l’APAF si prepara ad affrontare la questione in modo disciplinare.

POLEMICA – “Quello che è successo ieri sera è stato visibile a tutti. Continueremo a lavorare per raggiungere i nostri obiettivi. Soli contro tutti”.

Di Maria ha espresso il suo dissenso per una rete annullata al 76′ per presunto fuorigioco di Tengstedt, chiedendo spiegazioni all’arbitro al termine del match. È la seconda volta in meno di un mese che l’Associazione degli Arbitri portoghesi indaga sul Fideo, aumentando le sue possibilità di una possibile squalifica. Di Maria è tornato al Benfica dopo quattordici anni e ha già segnato quattordici gol. Inoltre, ha fornito nove assist cruciali che hanno contribuito al successo del club di Lisbona in varie competizioni, sia a livello nazionale che europeo.

Continua a leggere

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969