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Storia di uno tsunami rosanero

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Dopo tre anni di Serie A, il Palermo torna nella serie cadetta. Il colpo di grazia dopo una stagione disastrosa, causata sia da questioni societarie ma anche da evidenti limiti tecnici. La matematica che ha suggellato la retrocessione è arrivata questa domenica, dopo l’1-1 inutile in casa del Chievo. Una partita in cui si è vista una squadra che è tornata a lottare, una reazione che tutti volevano molto prima, quando ancora c’erano tanti punti a disposizione per tentare la rimonta.

I rosanero erano risaliti nella massima serie nel 2013-2014, grazie alla vittoria del campionato di B. Poi una salvezza più che tranquilla guidata, su tutti, dal duo DybalaVazquez, mentre lo scorso anno la salvezza è stata raggiunta nelle ultime giornate. Un traguardo che ci si augurava potesse essere raggiunto anche quest’anno.

Proviamo ad analizzare tutto ciò che è successo questa stagione in casa Palermo.

LA ROSA

Le similitudini con il Palermo che retrocedette nel 2012-2013, dopo nove anni consecutivi in A, sono molte: basso tasso tecnico dei giocatori, continui cambi di allenatore, oltre che di direttore sportivo e consulenti, mercato deludente e nuovi terremoti anche quando per brevissimi periodi le cose sembravano andare bene. Sulla rosa di quest’anno è indubbiamente pesata come un macigno la partenza del mudo Vazquez, autentico faro della squadra e principale protagonista della salvezza raggiunta lo scorso anno. Ma partiamo dal numero 1, che dovrebbe essere un titolare fisso e che invece, in casa rosanero, è stato più volte messo a discussione. Per gran parte della stagione il titolare è stato Posavec, classe ’96 che ha alternato, anche all’interno di una stessa partita, giocate da grande numero 1 a papere clamorose. Anche per questo motivo, nel finale, si è generata una staffetta con Fulignati, troppo acerbo per la Serie A. Ancora più confusione nel reparto arretrato, dove nessuno tra Gonzalez, GoldanigaCionek Vitiello è stato in grado di comandare e gestire il reparto. Note positive arrivano dagli esterni. Aleesami, jolly di fascia arrivato quest’anno dal Goteborg, si è rivelato positivo, seppur a intermittenza, sia da esterno che da terzino. Rispoli è stato tra i più costanti della rosa, togliendosi anche la soddisfazione di raggiungere quota 5 gol, record personale. A centrocampo, non è bastata l’esperienza del veterano Gazzi né il fosforo dell’ex Santos Bruno Henrique. In attacco la notizia più lieta è indubbiamente Nestorovski, il migliore, in generale, della burrascosa stagione dei siciliani. Il centravanti macedone, arrivato in punta di piedi, è andato in doppia cifra ed ha di fatto trascinato da solo l’intero reparto, dato che Trajkowski, DiamantiSallaiBalogh e Lo Faso hanno racimolato appena 2 gol in cinque.

STORIA DI UN MANGIA ALLENATORI

“È stata una stagione completamente sbagliata, anche per le mie scelte. Sbagliare allenatore per un club che si deve salvare è un errore fondamentale. Ho sbagliato, ma non è che i miei allenatori avessero a disposizione fenomeni. Calciatori bravi e non da penultimo posto: lo dimostrano i risultati con Fiorentina e Chievo. Anche se il Palermo di Verona non mi è piaciuto. Ho mandato un sms a Bortoluzzi per dirgli che la squadra ha giocato malissimo. Il mio è un ciclo e come tale comincia e finisce. Quello che ho fatto è lì. Ho cercato imprenditori interessati all’acquisto in Sicilia, ma li ho trovati all’estero. Mi fa male che il Verona sia retrocesso senza polemiche, mentre il Palermo va in B con questo clima. Come se prima di me il club avesse vinto dieci scudetti”.

Ecco le scuse dell’ex presidente Zamparini, forse il colpevole principale di questa retrocessione. Non è stato il primo, nè sarà l’ultimo presidente ad essere ricordato per la pazienza pressochè inesistente nei confronti dei tecnici. Più di ogni altro collega però, ha dato al personaggio una connotazione personale, il mangiallenatori come modo di essere. Perché Zamparini, nel corso della sua presidenza, ha incarnato una figura light di Satrapo, capace di vivere l’attrazione fatale praticamente con tutti o quasi i tecnici avuti per poi liquidarli al primo impaccio. Quest’anno la storia non è cambiata. La stagione è iniziata con Ballardini, artefice della salvezza scorsa, ma dopo una serie di risultati deludenti la panchina è stata affidata a Roberto De Zerbi, allenatore-rivelazione del Foggia. Neanche lui ha convinto. Si è passati all’ex Eugenio Corini, per poi terminare con Diego Lopez e l’ultimo arrivato Bortoluzzi. Quest’ultimo occupa lo scomodo ruolo di colui che non è riuscito nell’impresa di salvare la squadra, ma ovviamente su di lui non ricade alcun tipo di colpa.

UN FUTURO DA DECIFRARE

Risultati immagini per baccaglini

Con l’addio di Zamparini, dalla prossima stagione gli allenatori potranno stare un pò più tranquilli. Il nuovo patron è uno che, secondo molti, rispecchia completamente la stagione bizzarra della squadra: si tratta dell’ex inviato de Le Iene Paul Baccaglini. L’ultima partita giocata doveva essere la prima ufficiale con il nuovo presidente. Tutto saltato, per ora. Colpa del dannato closing, parola che abbiamo sentito spesso in questo ultimo periodo soprattutto dalle parti di Milanello. Dopo essere stato rinviato per due volte, la chiusura pare vicina. Incerta la data in cui verrà scritta la parola fine su un’operazione che dura da mesi. Al termine di questa, le quote del club di Viale del Fante passeranno dal Gruppo Zamparini alla YW & F Global Limited, indicata dal nuovo presidente lo scorso 19 aprile. Dopo la firma si potrà dunque pensare al futuro.

Difficile comunque prevedere il futuro di una società in cui persino il nome del proprio presidente non è ancora certo. A cosa potrà ambire il Palermo? L’obiettivo primario, per una società che per diversi anni è rimasta nel massimo livello del calcio italiano, deve essere il ritorno in A. Per fare ciò è necessario ripartire dai (pochi) punti fermi della rosa e rinforzarla con un mercato di qualità. I diversi giovani già presenti nella rosa possono costituire una buona base di partenza. Il vero colpo di mercato sarebbe certamente la permanenza di Nestorovski. In Serie B, un bomber così, pesa eccome.

Intanto, la parola game over su questa stagione è stata scritta. Noi aspettiamo il ritorno del Palermo tra le grandi.

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Spalletti: “Alla ripartenza troveremo squadre più forti”

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Spalletti

Il tecnico del Napoli Luciano Spalletti, intervistato a Rtv38, ha parlato dell’importanza di questa pausa di metà campionato, sottolineando quanto questa possa cambiare le carte in tavola a gennaio. Ecco le sue dichiarazioni:

Non sto guardando il Mondiale e nemmeno penso alla ripartenza. Ora c’è questo periodo che può servire a tutti per rimettere a posto delle cose e per andare a trovare soluzioni nuove. Situazioni che possono permettere alla squadra di essere ancora più forte“.

Quindi, continua: “Sono convito che verrà usata bene questa sosta perché si va a lavorare in profondità, come fatto in ritiro. Magari ci fosse sempre a metà campionato un pezzo per rimettere a posto le cose. Io sicuramente andrò a lavorare su altri concetti e sicuramente alla ripartenza troveremo squadre più forti perché tutti gli altri bravi allenatori faranno come me. Per me cade a pennello perché abbiamo fatto un buon periodo ma mantenerlo fino all’infinito era impossibile. E’ possibile fare un bel periodo, staccare e un altro buon periodo“.

 

 

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Francia-Danimarca 2-1, le pagelle del match: mostruoso Mbappé, delude Cornelius

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Mbappe

Deschamps può sorridere. La nazionale francese, grazie alla vittoria per 2-1 ai danni della Danimarca, è la prima squadra a strappare il pass per gli ottavi di finale di Qatar 2022. A decidere un incontro particolarmente tirato è la stella di Kylian Mbappé, autore di una doppietta decisiva con le realizzazioni al 61′ ed all’86’. La rete dei biancorossi è stata siglata da Christensen grazie ad un colpo di testa al 68′. Tutto ancora aperto il discorso qualificazione per la Danimarca che, però, sarà costretta a vincere nell’ultimo incontro del gruppo contro l’Australia. Di seguito le pagelle del match.

LE PAGELLE DELLA FRANCIA

Lloris 6: incolpevole in occasione della rete del gol subito.

Koundé 6.5: una piacevole sorpresa. Anche se il terzino non è il ruolo che predilige lo fa benissimo con un innato orientamento tattico.

Varane 5.5: non al meglio della forma fisica, condizione dettata sicuramente dal suo recente stop per infortunio. (Dal 75′ Konaté sv).

Upamecano 6.5: difensore moderno. Perfetto nel giocare uomo contro uomo.

T.Hernandez 7: mette in pratica quanto fatto con Leao sulla fascia sinistra del Milan per tutta la stagione. Cavalcata devastante culminata con l’assist perfetto per Mbappé.

Tchouameni 6.5: un metronomo. Giocatore insostituibile dello scacchiere di Deschamps che, quest’oggi, ha gestito il pallone in completa tranquillità.

Rabiot 5.5: errore grave di lettura in occasione dell’1-1. Disattenzione che sorprende, dato il suo ottimo periodo di forma.

Dembelé 7: una marcia in più, semplicemente devastante. Quando è in fiducia come quest’oggi ha pochi eguali nel suo ruolo. (Dal 75′ Coman sv).

Griezmann 7.5: l’uomo di Deschamps. Anche quest’oggi le Petit Diable ha illuminato in mezzo alle due frecce laterali distribuendo palloni di pregevole fattura. Pennella sulla rete di Mbappé del 2-1. (Dal 93′ Fofana sv).

Mbappé 8: mostruoso. Al termine di un primo tempo opaco si accende facendo letteralmente impazzire il povero Andersen. Decide l’incontro grazie ad una doppietta, fino ad ora la stella più luminosa di questo Mondiale. Raggiunge il record di Pelé con 8 gol al Mondiale sotto i 24 anni.

Giroud 5: l’uomo più atteso della partita ha deluso. Mancava solo un gol per superare Henry che non è arrivato a causa di una prestazione nettamente sotto i suoi standard naturali. (Dal 63′ Thuram 6: esegue quanto chiesto dal suo allenatore; attaccare la profondità).

LE PAGELLE DELLA DANIMARCA

Schmeichel 5.5: uscita maldestra in occasione del 2-1, errore di lettura.

Andersen 6.5: una muraglia nei contrasti aerei, esente da colpe nei due gol subiti.

Christensen 7.5: lucido in fase di costruzione, con il suo piede educato fa partire tutte le manovre dei biancorossi. Prestazione sontuosa culminata dalla rete del provvisorio 1-1.

Nelsson 6: vince il ballottaggio della vigilia con Kjaer. Prestazione nella media. (Dal 92′ Bah sv).

Kristensen 5.5: non svolge la diagonale in occasione della seconda rete di Mbappé, errore da matita rossa che macchia una prestazione complessivamente buona fino a quel momento.

Hojbjerg 7: una diga. Giocatore poco appariscente ma essenziale, non sbaglia una scelta sui raddoppi.

Eriksen 6.5: il cuore di questa Danimarca. Dispensa palloni per tutta la durata dell’incontro da top del ruolo qual è.

Maehle 5: timido. Non rischia mai l’1vs1 in fase offensiva e patisce incredibilmente le avanzate di Dembelé.

Lindstrom 6: prestazione senza infamia e senza lode. (Dall’85’ Norgaard sv).

Damsgaard 5.5: in ombra se non per una palla interessante concessa a Lindstrom nella seconda frazione. (Dal 73′ Dolberg 5.5: ingresso infelice).

Cornelius 5: prestazione infelice, poco deciso nell’attaccare la profondità. (Dal 46′ Braithwaite 6: bravo nel far allungare la sua squadra con movimenti decisi a far abbassare la difesa avversaria).

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L’analisi di Calvarese sulla mancata espulsione di Koundé

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Koundé

Durante il primo tempo FranciaDanimarca è avvenuto un episodio che ha fatto discutere la panchina danese: al 42′  Joules Koundè colpisce duro sopra la caviglia Victor Nellson, difensore della Danimarca, che resta a terra. Marciniak, arbitro designato, estrae subito i giallo e, dopo un breve check al VAR, conferma la decisione.

L’ANALISI DI CALVARESE

L’ex arbitro Gianpaolo Calvarese ha analizzato l’episodio e, sebbene lo giudichi da espulsione diretta, data l’intensità e la velocità del contatto, ha dato due spiegazioni per cui il polacco non avrebbe estratto il rosso: il primo sarebbe l’altezza del punto d’impatto, troppo in basso per un cartellino rosso; il secondo la mancanza di una “bad image” (ovvero un riscontro video di un’immagine “violenta”).

 

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Il ct del Marocco: “Hakimi? Deve stringere i denti”

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Hakimi

In vista della sfida di domani contro il Belgio, l’allenatore del Marcocco Hoalid Regragui ha parlato in conferenza stampa per presentare il match, soffermandosi sulla situazione infortunati. Ecco le sue parole:

La partita con la Croazia ha lasciato qualche strascico dal punto di vista fisico.  Mazraoui ha un problemino, soffre, proprio come Hakimi, ma devono ignorarlo perché siamo ad un Mondiale e bisogna rischiare, dare tutto. Chiedo a loro di stringere i denti“.

Entrambi i terzini di Regragui, sono stati colpiti da lievi infortuni di natura muscolare durante la sfida contro la Croazia finita 0-0.

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