Da sempre fucina di talenti cristallini, l’Eredivisie anche quest’anno non sta tradendo le aspettative. I giovani prospetti di Ajax, PSV, AZ, Feyenoord hanno suscitato l’interesse dei più attenti tra i club europei, pronti a dare vita a una vera e propria asta nel corso del mercato estivo, pur di aggiudicarsi giocatori come Boadou, Maalen, Koopmeiners, Kocku o Schuurs.

Tuttavia, la crescita del movimento calcistico orange si evince dalla ricchezza di elementi di qualità anche in quelle realtà apparentemente meno blasonate. Mike Tresor Ndayishimiye, ventunenne centrocampista offensivo del Willem II, nonostante la stagione deludente della squadra di Tilburg, è conteso da Ajax e, secondo i media transalpini, Nizza. Twente ed Heerenveen presentano formazioni caratterizzate da un alto tasso qualitativo e dall’età media decisamente ridotta, coniugando discreti risultati sul campo a possibilità di riempire le casse del club, mettendo in vetrina giovani di elevata prospettiva.

LA NUOVA SCUOLA ORANGE

Nel caso del club biancoblu spicca la classe di Mitchell Van Bergen, esterno offensivo classe 1999, in grado di saltare l’uomo in maniera sistematica grazie a velocità di gambe, rapidità nel breve e notevole padronanza dal punto di vista tecnico, ma anche quella di Joey Veerman, ventiduenne centrocampista capace di coniugare visione di gioco a dinamismo in cabina di regia. La società di Enschede, invece, ha affidato il peso dell’attacco al giovane brasiliano Danilo, autore  già di  quindici reti, con media di un gol ogni due presenze. Se il brasiliano a fine stagione tornerà alla casa madre dell’Ajax, diverso sarà il destino del centrocampista polivalente Godfried Roemeratoe, che, a soli ventuno anni si caratterizza per duttilità e maturità tattica e sarà, verosimilmente, fonte di guadagno per i biancorossi.

Anche il Vitesse, società molto vicina al Chelsea, capace di lottare per un piazzamento europeo, ha aiutato lo sviluppo della giovane stella anglo-albanese Armando Broja, destinato a ritornare dai blues a fine stagione.Tra gli attaccanti più poliedrici di questa Eredivisie, il classe 2001 ha deciso di militare nella nazionale est-europea, suscitando qualche malumore tra gli addetti ai lavori britannici, consci di aver perso un potenziale futuro pilastro della propria nazionale. Il giocatore che, però,  riteniamo degno di analisi approfondita, in quanto puro e scintillante talento milita nel FC Groningen.

LA (PER ORA BREVE) CARRIERA

Il Groningen, club dell’Olanda settentrionale si segnala da anni come particolarmente attivo nello scouting e nella capacità di attrarre giovani a basso costo per poi ottenere ricche plusvalenze. Emblematico il caso di Deyovaisio Zeefuik, terzino destro passato la scorsa estate all’Hertha Berlino. Nell’arco della corrente stagione stiamo assistendo a un grande impatto a livello statistico, ma anche qualitativo, da parte del centravanti Jorgen Strand Larsen, già meteora nella primavera del Milan dell’epoca cinese. Tuttavia, il fiore all’occhiello della rosa allenata da Danny Buijs è Tomas Suslov.

Nato nel mese di giugno del 2002, Tomas è un trequartista capace anche di arretrare come mezz’ala offensiva e di qualità in un centrocampo a tre, che,  4-2-3-1 disegnato dal tecnico olandese, svaria sulla trequarti offensiva, sia in posizione da dieci classico, sia allargandosi per convergere sul sinistro, il piede preferito.

Pescato in Slovacchia nel 2018 dagli scout olandesi nel Tatran Presov, uno dei settori giovanili più forieri di talenti di tutto il Paese slovacco, Suslov contribuisce in maniera determinante alla vittoria del campionato under 17 al primo anno nei Paesi Bassi. Dopo una stagione di transizione nelle fila della compagine under 19 e due minuti giocati in Eredivisie poco prima dello stop forzato di marzo, il Diez viene stabilmente aggregato alla prima squadra, esordendo da titolare contro il PSV già nel corso della prima giornata.

SUSLOV, DIEZ DI OGGI E DOMANI

Non sono solamente le qualità nel controllo del pallone e l’ampio bagaglio di soluzioni in possesso di Tomas a stupire, ma è proprio la personalità con la quale il talento slovacco si è calato nel contesto di prima squadra. Trequartista moderno, capace di smarcarsi tra le linee e ricevere con postura sempre corretta, catalizzando la manovra offensiva, Suslov può essere definito proprio come un regista avanzato, con la classe del trequartista archetipico ma con il dinamismo che contraddistingue il ruolo nel calcio contemporaneo.

Stefan Tarkovic, commissario tecnico capace di guidare la Slovacchia all’Europeo itinerante della prossima estate, cresciuto proprio come allenatore nel Tatran Presov, si è accorto presto del talento di Tomas; convocandolo infatti per il play off in terra nordirlandese e impiegandolo per ben cento minuti nelle partite contro Repubblica Ceca e Malta, rispettivamente Nations League e qualificazione ai mondiali.

La continuità espressa dal talentuoso trequartista nel corso della stagione costituisce una vera e propria garanzia sul fatto che si tratti di un giocatore pronto, seppur giovane, probabilmente a suo agio anche in contesti più probanti, che, verosimilmente vivrà già dalla prossima estate.

Fonte immagine in evidenza: Šport.sk – Aktuality.sk