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Talenti in fuga, la situazione degli italiani all’estero

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Negli anni sono state tante le individualità di talento italiane che non sono riuscite a sbocciare completamente nel Bel Paese, ma hanno dovuto rincorrere il sogno del calcio in uno stato estero. Giocatori, uomini, che hanno scelto di lasciare la propria nazione in virtù di scelte di vita differenti. Tanti calciatori hanno fallito quest’importante chiamata, non riuscendo mai ad adattarsi ad un contesto preimpostato e totalmente differente rispetto al calcio italiano. Tuttavia non sono pochi coloro i quali, d’altro canto, hanno trovato una reale fortuna all’estero, non tornando più in suolo italico e consacrandosi definitivamente nel Paese d’adozione.

Quest’oggi cercheremo di compiere un lungo viaggio alla scoperta delle personalità che continuano a celebrare il made in Italy anche fuori dai confini nazionali, portando in alto il nome dell’Italia. Giocatori che hanno scelto percorsi dei più disparati, ma sempre dimostrando un’elevatissima caratura tecnica.

IL CAMPIONATO PIÙ BELLO DEL MONDO

Sicuramente la maggiore e migliore rappresentanza di italiani all’estero la possiamo regalare all’Inghilterra. Il Paese d’Oltremanica ha sempre avuto, nel proprio maggior campionato, una forte rappresentanza tricolore: Zola, Di Matteo, Vialli, Di Canio e tanti altri. Attualmente si possono ritrovare ben due calciatori al Chelsea, storicamente uno dei club più italiani nel Regno Unito. Jorginho ed Emerson Palmieri sono infatti due tasselli della rosa Blues di assoluta importanza. Soprattutto il regista ex Napoli si è costruito intorno a sé un ruolo di protagonista assoluto, totalizzando in stagione ben trentasette presenze stagionali, siglando sette reti e due assist.

Meno bene si può dire che stia andando a Moise Kean ed Ezequiel Schelotto, rispettivamente all’Everton e al Brighton. Soprattutto Moise era arrivato a Liverpool con tanti riflettori puntati addosso e con la possibilità di dimostrare tutte le sua qualità. Invece, in stagione, ha realizzato solamente una rete a fronte di ventidue apparizioni. Anche l’ex Atalanta mai è riuscito ad entrare nel cuore dei tifosi inglesi, anche perché attanagliato da problematiche fisiche. Al Brighton, per lui, solamente otto presenze totali.

Fonte: profilo IG @moise_kean

Campionato nella norma, invece, per Angelo Ogbonna e Adam Masina che, al West Ham e al Watford sono considerati come titolari inamovibili. Angelo soprattutto, allontanandosi dal contesto italiano ha perso quasi definitivamente la speranza di essere chiamato in azzurro. Tuttavia, a Londra, si sta normalizzando come uno dei difensori più talentuosi di medio (talvolta bassa) classifica. Masina nel Watford di Nigel Pearson ha invece assunto un’importanza sempre più rilevante, arrivando a disputare ben diciannove presenze, migliorando a livello di minutaggio nella seconda parte di stagione.

GLI ACERRIMI RIVALI

Cambiando nazione e prendendo in analisi due stati a noi non particolarmente graditi, come Germania e Francia, si può facilmente notare come la presenza italica sia assolutamente folta. Nel Paese teutonico ben due profili si sono particolarmente distinti in Bundesliga: Vincenzo Grifo e Daniel Caligiuri. Entrambi nati e cresciuti in Germania, hanno trovato nelle file tedesche la loro più grande fortuna. Grifo attualmente milita al Friburgo, dopo un peregrinare che l’ha portato ad indossare importanti maglie come quella dell’Hoffenheim e del Borussia Mönchengladbach. In stagione l’esterno della nazionale ha compiuto ben due reti e cinque assist in venti presenze. Daniel invece, oramai da tre stagioni, gioca a Gelsenkirchen, città dello Schalke 04. Col tempo è sempre più divenuto una pedina di primaria importanza, prima da terzino e adesso da ala destra. Attualmente è ai box, complice un infortunio al legamento collaterale mediale.

Passando in rassegnare invece i nostri “cugini” francesi, balza subito all’occhio il nome di Marco Verratti, regista del PSG. Verratti è senza dubbio il giocatore che negli ultimi anni ha trovato maggior fortuna in un Paese estero, confermandosi fra i centrocampisti migliori del globo. A Parigi è un leader indiscusso della rosa e oramai un grande senatore dello spogliatoio. Negli anni, per altro, ha anche avuto la possibilità di trasferirsi al Barcellona, rifiutando però la proposta ed evidenziando un grande attaccamento alla maglia. Da Parigi spostiamo il nostro focus al Principato di Monaco, in cui un certo Pietro Pellegri sta cercando, con gran fatica, di costruire la propria carriera. Il giocatore è arrivato a gennaio del 2018 al Monaco dal Genoa. Da lì, tanti problemi fisici hanno precluso a Pietro la possibilità di costruire un qualcosa di importante, finendo sempre in fondo alle gerarchie monegasche. A 19 anni, ancora, il suo nome deve finire fra i potenziali crack del calcio italiano.

Meno celebrati ma di eguale importanza, Arturo Calabresi, difensore dell’Amiens ed ex Bologna e Cristian Battocchio, militante nello Stade Brest 29. Entrambi due punti fissi delle proprie rose, in Francia stanno trovando una certa continuità, preclusa in Italia nel massimo campionato. Calabresi, tuttavia, con il suo Amiens rischia una pronta retrocessione in Ligue 2.

LA PENISOLA IBERICA

Al novero dei cinque campionati più importanti d’Europa, manca solamente la Liga, che vede nel Valencia la compagine con maggior partecipazione azzurra. Alessandro Florenzi e Cristiano Piccini sono infatti due elementi che hanno rinforzato in maniera sostanziale le fasce difensive della società di Peter Lim. Nonostante ciò, nessuno dei due è riuscito a trovare una grande fortuna in suolo spagnolo. Piccini, proprio ad inizio annata, ha avuto una grave frattura alla rotula che gli ha precluso la possibilità di disputare tutto il resto di stagione. Florenzi, invece, arrivato dalla Roma nella sessione invernale in prestito secco, ha dato vita ad una serie di prestazioni non all’altezza. Alessandro d’altronde viene continuamente schierato come terzino destro, ruolo che sa svolgere solamente in parte, evidenziando puntualmente gravi lacune difensive.

Fonte: profilo IG @florenzi

Spostando l’attenzione nel campionato di Serie B spagnola, la Liga 2, si possono trovare i nomi di Lorenzo Crisetig e Michele Somma. Il mediano ex Crotone è arrivato al CD Mirandés a febbraio dopo un periodo da svincolato. Per lui solamente 45 minuti disputati contro il Real Saragozza e l’impressione di avere ritmi troppo bassi per un calcio di tale intensità. Somma invece si sta sempre più confermando come il centrale difensivo titolare del Deportivo La Coruña. Dopo un iniziale periodo di ambientamento, in cui il giocatore era fuori dagli schemi della squadra, Michele ha accumulato minutaggio, finendo per diventare un titolare quasi indiscusso. Nell’ultimo periodo, tuttavia, una lacerazione del menisco lo ha allontanato dal rettangolo di gioco.

Sta invece accumulando esperienze importanti Mirko Antonucci, ala destra del Vitória Setúbal, club della massima serie portoghese. Antonucci è arrivato nella sessione invernale di calciomercato in prestito dalla Roma e sino ad oggi ha accumulato tre presenze in Liga NOS, tutte da subentrante. A 21 anni, la speranza è quella di vedere un talento del nostro calcio in grado di accumulare minuti nelle gambe, per tornare in Italia e avere la possibilità di dimostrare il proprio valore non per forza alla Roma, ma in squadre comunque di notevole importanza.

ALLA CONQUISTA DEL RESTO D’EUROPA

Nel resto d’Europa, svariate sono le individualità che stanno cercando fortuna in campionati di minor caratura. In Grecia, ad esempio, Daniele Verde e Federico Macheda sembrano aver trovato la propria collocazione ideale. Verde è attualmente un giocatore dell’AEK Atene e su ventisei presenze stagionali, ha già messo a referto quattro reti ed altrettanti assist. Macheda, invece, dopo un girovagare che mai lo aveva totalmente appagato, è finito al Panathinaikos, squadra in cui sta finalmente dimostrando il suo reale valore. Ad oggi il suo score è di tredici reti in ventisette apparizioni. Con il club di Atene, comunque, Federico ha ritrovato una titolarità fissa e la possibilità di andare a disputare importanti competizioni europee.

Continuano a regalare emozioni Stefano Beltrame e Davide Lanzafame. Entrambi passati dalla Juventus, adesso sono finiti rispettivamente al CSKA Sofia e al Budapest Honvéd. Stefano ha deciso di trasferirsi questo gennaio, dopo una prima parte di stagione alla Juventus U23. In Bulgaria sin da subito ha trovato una certa continuità nell’inedito ruolo di trequartista, realizzando una rete in tre presenze. Lanzafame è invece divenuto oramai un attaccante di riferimento indiscusso nel campionato ungherese. Nella sua doppia esperienza all’Honvéd sono cinquantadue le reti totali, in centocinque presenze. In stagione si sta attestando sempre su alti livelli, essendo il capocannoniere del torneo a fronte di undici reti.

Fonte: profilo IG @lanzadavi9official

Facile infine identificare due portieri che hanno trovato fortuna in Romania e Danimarca. Il primo, Mirko Pigliacelli, oramai da due stagioni è l’estremo difensore del CS Universitatea Craiova, società per altro allenata in passato da Devis Mangia, adesso c.t. della nazionale maltese. In Danimarca, invece, Vito Mannone sta cercando di avere una certa continuità di prestazioni in una carriera che lo ha visto protagonista soprattutto in Regno Unito, con una parentesi anche in MLS. Attualmente, è il portiere titolare dell’Esbjerg, squadra nella quale ha già disputato quattro partite, incassando cinque reti.

ALLA SCOPERTA DELLE AMERICHE

Fra il XV ed il XVI secolo, sicuramente si può affermare che due navigatori di origine italiana, Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci, scoprirono e confermarono definitivamente la presenze delle Americhe nelle cartine di tutta Europa. Ad oggi, la presenza italiana nel continente americano è estremamente folta, non solamente da un punto calcistico. Tanti infatti sono stati gli immigrati che hanno cullato la speranza di realizzazione del “sogno americano”, ritagliandosi desideri e fortune soprattutto negli Stati Uniti. Questa è la speranza anche di Giuseppe Rossi, che in MLS e precisamente al Real Salt Lake City vuole tornare a testimoniare le sue immense qualità. Ad oggi, su due partite totali, l’ex Villarreal e Genoa ha disputato solamente undici minuti, colpa di un arrivo tardivo negli USA ed una forma ancor tutta da costruire.

Passando dall’America del Nord, a quella del Sud, si può intravedere come lo spirito romanzo riesca a brillare anche nel continente latino, grazie soprattutto a oriundi che hanno scelto la nazionalità italiana come rappresentanza del proprio nome. È questo il caso di Daniel Bessa, centrocampista del Goiás, club del Primo Livello brasiliano. Il tuttocampista, arrivato a gennaio dall’Hellas Verona, ha da subito acquisito il controllo della trequarti del team brasiliano, totalizzando due presenze.

Fonte: profilo IG @danielbessa

Rimanendo in tema oriundi, in Argentina ben due giocatori stanno cercando di risollevare una carriera che stava inevitabilmente andando a fondo. José Mauri, dopo un breve periodo da svincolato, è finito al Talleres, società in cui, non con poche fatiche, è riuscito ad ergersi come mediano titolare della rosa. Intrigante invece la storia di Daniel Osvaldo, che dopo essersi ritirato per seguire il sogno della rock-star, è riuscito a ritagliarsi un contratto con il Banfield. Nonostante ciò, a 36 anni e dopo svariati anni di inattività, l’ex Juventus e Roma evidenzia serie problematiche di condizione, con solamente due presenze totali e un conseguente problema all’inguine.

IL CALCIO DAGLI OCCHI A MANDORLA

Svariati sono stati i calciatori che hanno visto nel campionato cinese la possibilità di una valorizzazione economica non indifferente. Dopo un Europeo disputato da assoluto protagonista ma terminato nel peggiore dei modi, Graziano Pellè ha deciso di trasferirsi allo Shandong Luneng Taishan, società che gli promise un ingaggio fra i più ricchi al mondo. Pellè, in suolo cinese, sta dimostrando, anche a 34 anni, di essere un giocatore fuori categoria, riuscendo a realizzare, nell’ultima stagione disputata, ventisette reti complessive fra campionato, coppa e Champions League asiatica. Grossa fortuna, sempre ricordando l’Europeo 2016, guidato da Antonio Conte in panchina, sta avendo Éder, centravanti dello Jiangsu Suning, seconda compagine del gruppo Suning, dopo l’Inter. Il giocatore nato in Brasile, in ventiquattro apparizioni stagioni, ha siglato esattamente dodici reti e quattro assist, dimostrandosi uno dei giocatori più importanti, anche a livello mediatico, del campionato.

Fonte: profilo IG @gpelle19_official

Infine grande nostalgia di casa pare avere Stephan El Shaarawy, ala dello Shanghai Greenland Shenhua. Il faraone, arrivato lo scorso luglio, dopo poco meno di un anno mostra già la persistente inclinazione ad un non completo adattamento alla Super League cinese. La Roma sembra esser sulle sue tracce, ritorno estremamente gradito all’ex Genoa e Milan. Per altro, il calciatore nato a Savona, non ha particolarmente brillato nell’arco del 2019, con quattro reti e due assist in tredici presenze.

BELLE STORIE NEL RESTANTE CONTINENTE ASIATICO

Da citare assolutamente almeno altri tre profili che stanno trovando in Asia la propria collocazione ideale, viventi tuttavia periodi di carriera particolarmente differenti. Probabilmente qualcuno si ricorderà ancora di Marco Motta, esterno difensivo militante nella Juventus la stagione 2010/2011. Dopo un girovagare fra Almería, Omonia Nicosia e Charlton Athletic, il calciatore ha firmato un contratto questo gennaio per il Persija Jakarta, club di metà classifica del campionato indonesiano. Il ragazzo di Merate ha deciso di porre un totale cambio di volta alla propria carriera, gettandosi in maniera totale in un nuovo progetto tecnico.

Ponendo il proprio raggio d’azione circa tremila chilometri più a sud, in Australia, Alessandro Diamanti sta vivendo la fine della sua esperienza calcistica al Western United, società nella quale continua comunque ad incantare grazie ad una qualità tecnica di base estremamente elevata. Per lui, in diciannove presenze totali, son ben cinque i gol realizzati e sette le assistenze fornite ai compagni. Il club, neo-promosso nel massimo campionato, ha terminato a metà classifica soprattutto grazie alla presenza del fantasista italico.

Terminiamo infine il nostro tour, con un calciatore che dell’esoticità del proprio vivere ha fatto la sua maggiore peculiarità: Sebastian Giovinco. La seconda punta ex Juventus, dopo una lunga e pluridecorata esperienza a Toronto, si è trasferito in Arabia Saudita, precisamente all’Al-Hilal. Nel club arabo, Giovinco ha per altro conquistato la Champions League asiatica, arrivando a disputare la Coppa Intercontinentale. In questa stagione, sono già sei reti e otto assist in venticinque apparizioni stagionali per lui.

Fonte: profilo IG @sebagiovincoofficial

 

(Fonte immagine copertina: profilo IG @3gerardpique)

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Calcio Internazionale

Portogallo-Uruguay, duello a centrocampo: Fernandes contro Valverde

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Ndicka

PORTOGALLO-URUGUAY, DUELLO A CENTROCAMPO: FERNADES CONTRO VALVERDE – Tra le gare più interessanti della seconda giornata di Qatar 2022, impossibile non citare la sfida tra Portogallo e Uruguay. Partita fondamentale per gli equilibri del gruppo H, nonché occasione di vedersi sfidare due tra le squadre più attrezzate dell’intero torneo. Sfida che, in virtù di quanto successo nella prima partita, assume valori diversi per le due nazionali. Il Portogallo di Cristiano Ronaldo è infatti a caccia della vittoria che varrebbe il passaggio matematico agli ottavi. I sudamericani invece, essendo reduci da un pareggio, dovranno tentare il tutto per tutto per non ridursi all’ultima giornata.

Una partita dunque che offre diversi spunti interessanti ed altrettanti duelli. Uno su tutti è quello riguarda i motori di entrambi le squadre: Bruno Fernandes e Federico Valverde. Due centrocampisti con caratteristiche diverse ma entrambi fondamentali nel gioco dei rispettivi allenatori. Andiamo nel particolare ad analizzare questo importante duello in mezzo al campo.

 

COSTRUZIONE DEL GIOCO

I due calciatori ricoprono la stessa posizione in campo, ma per caratteristiche si differenziano di molto nelle diverse fasi. Per quanto riguarda la costruzione di gioco il portoghese si lascia preferire, anche se di poco. Le trame offensive del Portogallo, infatti, passano spesso dai piedi di Bruno Fernandes. Molto più geometrico, offre oltre ad una grande visione di gioco, anche un’ottima tecnica che gli consente di trovare più soluzioni, soprattutto in verticale.

Valverde non è però da meno. Anche il suo bagaglio tecnico gli consente di rendere efficace la costruzione della manovre, ma rispetto al centrocampista dello United,  ha caratteristiche meno da regista. Più che abbassarsi e smistare, preferisce lo scarico per poi andare ad attaccare lo spazio.

Nella prima giornata si è già intravista la differenza tra i due in questa fase. Contro il Ghana, Fernandes si è reso protagonista con due assist. In particolare nell’assist per il 2-1 di Joao Felix, l’imbucata con cui taglia fuori la difesa e mette l’attaccante solo davanti al portiere, certifica l’eccezionale visione di gioco dell’ex Sporting Lisbona.

FASE OFFENSIVA

La fase offensiva li vede entrambi grandi protagonisti. Partendo stavolta dall’uruguayano, le sue qualità si sono già ampiamente viste quest’anno al Real Madrid.  In stagione fino ad ora, ha già realizzato 8 gol, in cui ha messo in mostra il suo ampio repertorio. In particolare il tiro da fuori, potente e preciso, si è rivelato letale nella maggior parte delle occasioni. Contro la Corea del Sud ci ha provato in 3 occasioni, ma senza trovare lo specchio della porta.

Altra importante qualità è l’inserimento nello spazio, essendo molto veloce tra le linee. Bruno Fernandes invece, i grandi numeri delle prime stagioni al Manchester United, sembra aver arretrato il proprio raggio d’azione. Resta però  la chiave degli attacchi portoghesi. Oltre a contribuire allo sviluppo del gioco, resta un pericolo per le difese avversarie.

Anche lui abile nell’inserimento, preferisce però partire da dietro. Dotato anche lui di un ottimo tiro da fuori, è abile nel tiro a giro sul secondo palo. Con la sua fantasia, ha dimostrato più volte di poter inventare dal nulla la giocata vincente, anche direttamente da calcio piazzato.

INTERDIZIONE

Entrambi i centrocampisti risultano abbastanza completi, essendo abili anche nella fase di non possesso. In questo caso però, a brillare è Valverde. Veloce, fisico ed intelligente tatticamente, copre più zone del campo. Il centrocampista del Real Madrid offre grande copertura anche a livello difensivo e non si sottrae neanche agli interventi più vigorosi.

Altrettanto intelligente in fase di interdizione, Fernandes offre però caratteristiche ben diverse.  Abile nel leggere la traiettoria della trama offensiva avversaria offre comunque copertura, ma non garantisce la stessa sostanza del Pajarito. In particolare fa fatica nell’uno contro uno, avendo caratteristiche più da trequartista.

Un duello sulla carta equilibrato dunque e che potrebbe soprattutto essere decisivo nell’economia di un match si preannuncia infuocato.

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Calciomercato

Salernitana-Bakayoko, affare complicato: la situazione

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Bakayoko

Molte squadre stanno approfittando della sosta Mondiali per sondare il terreno in vista della sessione invernale di calciomercato; la Salernitana starebbe pensando a Bakayoko, in partenza dal Milan.

Quello del centrocampista francese sarebbe il primo nome in cima alla lista degli esuberi e il club rossonero starebbe cercando di piazzarlo. A tal proposito, ci sarebbe stata una prima chiacchierata informativa con il ds dei granata Morgan De Sanctis. Le intenzioni della Salernitana sono chiare: la trattativa può andare in porto soltanto con un’eventuale cessione di Coulibaly o con l’ingaggio del centrocampista a carico del Milan. 

Bakayoko, quest’anno, non è mai sceso in campo. Il club campano rifletterà sulla proposta ma al momento sembrano non sussistere le condizioni necessarie affinchè la trattativa si concretizzi.

 

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Flash News

Dida a 360 gradi: “Con l’Ajax la parata più bella; Ibra e Vieri gli attaccanti più forti mai sfidati”

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Ibrahimovic

Nelson Dida, ex portiere del Milan e attuale preparatore dei portieri, si è raccontato ai canali ufficiali della società durante la Milano Games Week.

L’ex portiere brasiliano si è espresso a 360 gradi, cominciando dagli attaccanti più forti affrontati:

Vieri e Ibra sono fra gli attaccanti più forti che ho affrontato, giocatori che possono risolvere una partita da soli”.

Poi su Maignan:

Mike è un amico ed è venuto al Milan con l’idea di vincere, e ha vinto subito. Faceva di tutto per migliorarsi in allenamento ed è cresciuto veramente tanto. Può crescere tanto e su tutto. Non aveva fatto tanto in senso di preparazione, ma il Milan ha tutto può far crescere questi ragazzi”.

Dida ha poi fatto un salto nel passato:

“Ho avuto una bellissima storia nel Milan, ho vinto due Champions e un campionato. Ho fatto tanto e sono soddisfatto. Serginho era mio amico, lui abita qua a Milano e quindi siamo sempre assieme. Abbiamo questa amicizia da quasi 20 anni”.

Infine sulla parata più bella:

Quella con l’Ajax, me la ricordo tanto, mi sono anche fatto male. Ho fatto il massimo che potevo e mi sono strappato un muscolo della schiena”.

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Calcio Internazionale

Rodri commenta il suo nuovo ruolo: “Da centrale mi trovo bene”

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Delph

Al termine del match contro la Germania, il centrocampista spagnolo Rodri ha parlato ai microfoni di La1.

Il calciatore del Manchester City si è soffermato sul suo nuovo ruolo di difensore centrale:

“Cerco di imparare ogni giorno, è un ruolo diverso ma mi trovo bene con i miei compagni. Capisco il ruolo e l’importanza che devo dare alla squadra”.

Poi, sulla partita:

Sul gol potevamo fare meglio, ma Musiala è stato anche fortunato sul rimbalzo. Sapevamo che sarebbe stato complicato: i tedeschi sono molto forti, ma abbiamo giocato bene e preso un punto che ci permette di arrivare alla sfida col Giappone con le massime garanzie”.

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