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Tammy Abraham, 5 curiosità sul nuovo numero 9 della Roma

Tammy Abraham, 5 curiosità sul nuovo numero 9 della Roma

Tammy Abraham sarà il nuovo numero 9 della Roma per la stagione 2021/2022. Il neo acquisto giallorosso rappresenta il colpo più costoso della storia della società, e per questo motivo tifosi, dirigenza ed allenatore ripongono grande fiducia in lui. Soprattutto Jose Mourinho, suo grande estimatore, si aspetta moltissimo da lui.

Sembrerebbe essere stato proprio lo Special One a convincerlo a vestire la maglia del club capitolino. Tammy era infatti nel mirino dell’Arsenal, club per il quale ha sempre fatto il tifo, ma la telefonata dell’allenatore lo ha convinto a sbarcare in Italia. Aspettando di vederlo in campo, conosciamolo meglio grazie a queste cinque curiosità su di lui.

1) RECORD BREAKER

Una caratteristica di Tammy è sempre stata la sua precocità. Muove i suoi primi passi nel Chelsea, alla tenera età di 7 anni, e vi rimarrà fino al 2016, quando viene ceduto in prestito al Bristol. All’età di 19 anni ed alla sua prima vera stagione da professionista, dimostra subito di che pasta è fatto: 41 presenze e 23 gol in Championship, la seconda divisione inglese. Col Bristol raggiunge anche un record: è il primo calciatore nella storia della Championship a raggiungere quota 16 reti in una sola stagione prima di aver compito 20 anni.

La stagione seguente viene mandato in prestito in Premier League, allo Swansea, senza però lasciare il segno. All’Aston Villa sarà invece la sua stagione della consacrazione: 26 gol in 40 presenze ed un altro record infranto, quello del primo calciatore dei Villains a superare le venti marcature dai tempi di Peter White (stagione 1980-1981).

Fatto ritorno al Chelsea, continuerà a segnare valanghe di gol: nella sua prima stagione solo ben 18 in 42 presenze. Ma la sua fame di record è continua. Nella partita vinta per 2-5 contro il Wolverhampton è autore di una tripletta, diventando così il più giovane giocatore del Chelsea a segnare una tripletta in Premier League.  Il 9 novembre 2019, invece, grazie al gol segnato ai danni del Crystal Palace, diventa il secondo giocatore più giovane a raggiungere i 10 gol col Chelsea dopo Arjen Robben.

L’anno dopo, continuerà a deliziare con le sue prestazioni, diventando il primo giocatore inglese dei Blues a realizzare una tripletta in FA Cup ed il primo giocatore proveniente dal vivaio ad andare in doppia cifra di reti tra campionato e coppe per due anni di fila dal 1980. Con l’arrivo di Tuchel Tammy vede sempre meno il campo, fino a trasferirsi alla Roma.

2) SIMPATICO ED IRONICO SUI SOCIAL

Tammy Abraham ama i social network. Soprattutto quando non faceva ancora il calciatore e poteva scrivere ciò che gli pareva senza che nessuno gli desse troppo peso. Ne sono la prova alcuni tweet pubblicati da Tammy anni fa. Il primo, e forse più celebre, riguarda l’arte dell’approccio. Nel 2011, un quindicenne Abraham scriveva:

Lei ha un ragazzo? E allora? Anche gli avversari hanno il portiere, ma non vuol dire che non puoi fare gol“.

Il tweet, divenuto celebre qualche anno fa, è diventato un vero e proprio meme in Inghilterra, facendo divertire migliaia di ragazzi.

Un altro tweet divertente risalente a qualche anno fa riguarda il suo aspetto fisico e recita:

La gente dice che sei ciò che mangi, anche se io non ricordo di aver mangiato una bomba sexy stamattina“.

3) L’ERRORE DAL DISCHETTO E GLI INSULTI RAZZIALI

Dopo le esperienze di prestito ed il ritorno al Chelsea, Tammy decide di indossare la maglia numero 9 dei Blues, segno di estrema sicurezza. Quella che è stata la maglia di grandi campioni, adesso è la sua. La sua prima apparizione sarà nella Supercoppa Uefa, in cui subentra a Giroud. Purtroppo per lui, però, quella che doveva essere una delle sere più belle della sua carriera si è trasformata in un incubo.

La partita è bloccata sul 2-2 e si va ai rigori. Il tiro decisivo per il Chelsea lo batte proprio il numero 9: il tiro è centrale. Adrian lo para ed il Liverpool è Supercampione d’Europa.

Da questo evento sono scaturiti tantissimi fischi per il giovane attaccante che, desolato, ha abbandonato il campo. Ma al peggio non c’è mai fine. Nei giorni successivi tantissimi insulti razzisti si sono abbattuti su di lui sui social, facendo riferimento al suo colore della pelle. Qualche mese dopo, in un’intervista, Tammy ha dichiarato che questa vicenda ha lasciato molto scosso lui e ha fatto scoppiare in lacrime la madre. Per questo motivo il Chelsea ha analizzato gli insulti ricevuti dall’attaccante e ha vietato ai colpevoli di entrare allo stadio per i successivi 5 anni.

4) TALENTO E FOLLIA

Calciatori-automobili, un duo un po’ troppo esplosivo che ha coinvolto anche Abraham. Quando il giovane attaccante era in prestito si è infatti reso protagonista di un incidente d’auto. A Bristol è avvenuto un tamponamento tra la sua Mercedes AMG ed una Toyota di un povero 61enne. Ma i guai non finiscono qui: Tammy era infatti sprovvisto di patente di guida, di copertura assicurativa e la macchina non era neanche di sua proprietà. Inoltre, dalla ricostruzione dei fatti, Abraham avrebbe soccorso l’autista della Toyota solo in un primo momento, per poi dirigersi agli allenamenti.

Ad aggravare la posizione di Tammy furono le dichiarazioni del guidatore, che affermò: ”Pioveva e la strada era scivolosa. Ad un certo punto mi ha affiancato la Mercedes e poi mi è venuta addosso. Ricordo solo il rumore e il fumo. Credevo andassimo in fiamme, un ragazzo mi ha aiutato ad uscire dalla macchina, ma poi è ripartito lasciandomi a bordo strada“. Per questo motivo ricevette un mandato di comparizione e rischiò una multa di 7000 euro, oltre che la sospensione della patente.

5) L’INCONTRO COL SUO IDOLO

Quando Tammy aveva solo 7 anni era già fortemente conteso da Arsenal e Chelsea. Il derby sarà poi vinto dai Blues, che quando lui ha 8 anni lo tesserano grazie ad un contratto giovanile. La sua avventura nel Chelsea comincia nel migliore dei modi. Il primo giorno di allenamento, un giovanissimo Tammy Abraham incontra il suo idolo. Proprio fuori da Cobham sta passando Didier Drogba. L’emozione per il classe ’97 è notevole, tanto che qualche anno dopo rilascerà un’intervista raccontando:

Il primo giocatore che ho incontrato è stato Didier Drogba. Ricordo di aver camminato fuori dall’accademia e avevo freddo. Mi ha visto fuori, mi ha preso in macchina e mi ha lasciato al campo di allenamento. Appena sceso dalla macchina stavo cercando i miei compagni di squadra per dire: ‘Quello è Drogba!’

Fonte immagine di copertina: diritto Google creative commons

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