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Testata nucleare

24 anni dopo l’ultima volta, il Torino torna ad espugnare l’Olimpico biancoceleste battendo la Lazio per 1-3. Partita divertente fin dalle prime battute di gioco che alla fine ha visto trionfare la squadra ospite che fin dai primi minuti si è mostrata arrembante e volenterosa di ottenere un risultato che avrebbe dato seguito alle precedenti trasferte di Milano (sia Inter che Milan) in cui era uscita imbattuta. Già nel prepartita le prime sorprese: se Inzaghi per l’ottava volta consecutiva in campionato sceglie il suo 11 fidato, Mihajlovic sorprende un po’ tutti perché schiera Molinaro e non Barreca, lascia fuori Obi e inserisce un uomo d’ordine come Valdifiori, mentre in attacco fuori Ljajic per motivi comportamentali, dunque al suo posto viene schierato lo spagnolo Berenguer.

EPISODIO DETERMINANTE

Come detto, la partita è piacevole fin dall’inizio, con la Lazio che vuole fare la partita ed innescare nel migliore dei modi il suo bomber Ciro Immobile, contro un Torino che non disdegna però la fase offensiva, come si vede subito dopo pochi minuti quando Belotti schianta un missile dalla breve distanza che si schianta sul palo a Strakosha battuto. Per assurdo, per quanto il possesso sia in mano biancoceleste, sono i granata ad avere le occasioni migliori: dopo la bomba del Gallo ci provano anche Rincon e Molinaro, che però mancano la porta di pochi centimetri, mentre la Lazio risponde con una discreta punizione di Luis Alberto, neutralizzata da Sirigu. Quando tutto sembra andare liscio verso il duplice fischio di fine primo tempo, ecco la scintilla, o meglio dire il fulmine a ciel sereno: Immobile crossa in area e colpisce il braccio (largo) di Iago Falqué, Giacomelli non fischia tra le proteste dei laziali ma l’azione prosegue, ed è ancora l’attaccante napoletano che, imbeccato splendidamente da Milinkovic-Savic, colpisce il palo; proprio in seguito all’occasione appena citata, Immobile ha un battibecco con Burdisso, che cade a terra in modo piuttosto goffo per un’apparente testata.

Proteste da ambo le parti, mentre Giacomelli viene richiamato dal VAR affinché vada a verificare un episodio: il pubblico fa il classico “ooooooh” in attesa di un cambio di scelta dell’arbitro, che avrebbe dato un rigore sacrosanto alla Lazio, ma invece ecco la beffa. Giacomelli va incontro a Immobile ed estrae un rosso che fa perdere la testa a Lulic e compagni, con il povero Ciro che tenta in tutti i modi di convincere Burdisso a dire che non è successo niente di rilevante. Poco importa, il rosso rimane ed il primo tempo finisce in un mare di fischi ed insulti verso la terna arbitrale (+ VAR).

EPILOGO

La ripresa riparte senza cambi, ed ovviamente è il Torino che è padrone del campo; grazie alla superiorità numerica si è alzato il baricentro granata, e subito ad inizio secondo tempo arriva il gol dell’1-0, firmato dall’uomo che nessuno si sarebbe aspettato in campo: Berenguer attacca sul lato sinistro, punta Bastos e lo salta anche grazie ad un rimpallo e con un diagonale fulmineo colpisce la porta di Strakosha, segnando finalmente il suo primo gol in Italia. Una bella mazzata per la Lazio. Inzaghi opta subito per un triplo cambio o quasi, perché nel giro di tre minuti rivolta come un calzino la sua squadra, inserendo Basta, Caicedo ed il redivivo Felipe Anderson, nel tentativo di ridare forze fresche alla squadra e soprattutto di aumentare il peso offensivo. Tutto bello a parole, ma in realtà i risultati non arrivano, perché poco dopo arriva il raddoppio granata firmato Rinconil migliore in campo per distacco – che dopo un’azione personale colpisce con un bel collo interno di sinistro da fuori area. 0-2 e partita apparentemente in ghiaccio.

Attenzione, abbiamo detto apparentemente. Il Torino probabilmente si sente già i tre punti in tasca, e con una leggerezza nel giro palla regala un pallone a Luis Alberto: di questi tempi anticipare il Natale allo spagnolo non è un’idea geniale, visto il suo momento d’oro, e non a caso l’ex Espanyol si invola verso la porta di Sirigu, punendolo con un pregevolissimo pallonetto. 1-2 ed entusiasmo di nuovo alle stelle in casa Lazio, ma purtroppo è Radu a gelare l’Olimpico dopo pochissimi minuti; proprio il romeno perde ingenuamente un pallone al limite dell’area che diviene preda del neo entrato Edera, che con un tiro a giro di sinistro segna il suo primo gol in Serie A, chiudendo virtualmente la partita.

Edera aveva segnato due anni fa il rigore decisivo in finale del campionato Primavera, proprio contro la Lazio. Probabilmente il biancoceleste gli lascerà per sempre bei ricordi. E su questa nota romantica si chiude un monday night pieno di polemiche quanto di bei gesti tecnici.

TANTA RABBIA

In casa Lazio la rabbia è tantissima: Luis Alberto a fine primo tempo ha addirittura protestato dichiarando pubblicamente che la Lazio dà noia in cima alla classifica, ed a fine partita si è accodato a lui Parolo, che ha urlato allo scandalo dicendo che la sua squadra si ritrova sempre a giocare 12 contro 11, e dopo il rosso addirittura in 12 contro 10. Ovviamente a caldo si dicono tante cose, sembra davvero che Burdisso abbia detto che tra lui ed Immobile non è successo niente, ma oggettivamente i biancocelesti oggi non erano apparsi dinamici e prorompenti come al solito, anzi, a tratti sono sembrati inferiori al Torino per mole di gioco e numero di occasioni. Poche le note liete, visto che Immobile sarà squalificato come minimo per un paio di partite e Luis Alberto è uscito a pochi istanti dalla fine per un problema muscolare: almeno si è rivisto Felipe Anderson, ancora lontano dalla migliore condizione, ma comunque presente.

FINALMENTE LA LUCE

Diversa e molto più rosea la situazione in casa Toro, che torna alla vittoria dopo diverse partite e lo fa anche in maniera convincente e proponendo un calcio anche di notevole caratura. Per la prima volta si è visto il perché dell’acquisto di Berenguer (giocatore che voleva anche il Napoli), Rincon ha giocato a tutto campo anziché stazionare davanti alla difesa – ruolo ben interpretato da Valdifiori – e anche la retroguardia non ha mai dato segni di cedimento. Il tutto senza il solito apporto in area di rigore di Belotti, apparso ancora leggermente indietro di condizione ma quantomeno in miglioramento, e senza la qualità di Ljajic. Già, il serbo che sembrava avere problemi intestinali in realtà si è scoperto che si è guadagnato la tribuna per “comportamenti sbagliati”: con Miha non si scherza, ed il turbolento Adem dovrebbe saperlo, visto che già lo ha avuto alla Fiorentina e in nazionale, dove già c’era stato qualche screzio.

Ormai sei maturo Adem, e in un momento così delicato non è il caso di mettersi nei guai. Specialmente con un mister dal carattere tutt’altro che docile.

In ogni caso abbiamo assistito a un po’ di tutto in questo monday night: gol, belle giocate e tante ma tante polemiche. Una testata che ha avuto effetti devastanti, quasi quanto una bomba nucleare, che per fortuna però si è dimostrata tale soltanto a livello mediatico e su un campo di calcio.

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