Teun Koopmeiners è sempre stato uno che non ha avuto paura di prendersi le responsabilità e di metterci la faccia quando serviva.

Lo ha fatto, scegliendo di andare a giocare ad Alkmaar, città a pochi chilometri da Castricum, sua citta natia. Con la consapevolezza di avere tutti gli occhi addosso, ma soprattutto le speranze della sua piccola cittadina, confidenti nel talento del figlio della propria terra.

Lo ha fatto, diventando capitano dell’AZ e della nazionale olandese under-21, trascinando la prima al secondo turno di qualificazione di Champions League di questa stagione -divenuta poi Europa League-, la seconda al terzo posto nell’Europeo di categoria.

Lo fa in ogni partita, quando decide di essere una delle frecce offensive più pericolose nell’arco del suo AZ; nonostante sia un mediano, va in doppia cifra di reti segnate da due stagioni.

Infine, lo ha fatto ulteriormente, scegliendo di approdare in Serie A, precisamente all’Atalanta, a 23 anni e con pochissima esperienza in Champions League (solo due partite valevoli per i turni di qualificazione all’edizione 2020/21). Con l’obiettivo di diventare un faro del centrocampo neroazzurro.

IL BAMBINO CON LE SPALLE LARGHE

Scegliere di giocare a pochi passi dalla tua città natale può significare due cose. Da una parte, è una scelta di cuore che evidenzia delle radici ben salde e un senso di appartenenza al territorio e alla tua gente. Dall’altra, però, è un’arma a doppio taglio, che ti sottopone a molta più pressione.

Fonte foto: Transfermarkt

Teun Koopmeiners ha sempre dimostrato, però, di avere le spalle larghe e abbastanza solide per beneficiare dei pro e reggere i contro di questa scelta. All’AZ Alkmaar è approdato bambino, per poi diventarne un simbolo e il capitano. Nell’Olanda under-21 ha portato la sua tecnica, ma anche la sua leadership, che gli hanno permesso di indossare anche la fascia da capitano.

 

Per la sua gente è l’eroe in cui rivedersi, per poter pensare in grande. Il suo numero 8 sarà quello che tutti i bambini di Alkmaar continueranno a sognare per anni, anche dopo il suo trasferimento in Italia.

Un prospetto interessante come il suo, inoltre, non è passato inosservato neanche ai campioni d’Olanda dell’Ajax. Gli scout dei lancieri fissarono più volte sui loro taccuini il nome di Koopmeiners; ma quando venne formulata la prima vera offerta, Teun aveva già un contratto con l’AZ.

Tutto questo a soli 23 anni, dimostrando vicinanza e affetto per la maglia nella maniera più semplice che si potesse fare: giocando a calcio.

ALLA SCOPERTA DI TEUN

Spalle larghe che non dimostra solo fuori dal rettangolo di gioco, ma anche sul prato verde. Teun Koopmeiners è un mediano che ha giocato gran parte della sua carriera come mezz’ala sinistra nello scacchiere tattico dell’AZ.

Inizia la sua carriera come difensore centrale. Il suo mancino educato, unito alla sua spiccata propensione nella lettura del gioco, lo rendevano un’evoluzione nel genere.

Col passare degli anni, però, il suo letale tiro dalla distanza non poteva continuare ad essere ignorato. Quindi, unendo intelligenza tattica, fisico, pericolosità offensiva e capacità di rendersi l’uomo in più per l’attacco dei suoi, Teun Koopmeiners si è consacrato come centrocampista negli anni a seguire.

VAN DEN BROM LO BATTEZZA, SLOT LO CONSACRA

Il suo primo allenatore è stato John Van Den Brom, allenatore dei biancorossi fino termine della stagione 2018-2019, che lo ha “svezzato” nei suoi primi 2 anni da professionista. Due stagioni che sono servite moltissimo a Teun per formarsi come giocatore. Van Den Brom prediligeva un gioco molto difensivo e, sotto i suoi dettami tattici, Koopmeiners si è scoperto uno specialista difensivo, imparando a giocare in un centrocampo che slittava dalla linea a due a quella a tre.

Tuttavia, è stato con l’allenatore successivo, Arne Slot, che Koompmeiners ha fatto il salto di qualità. Slot sin da subito ha trovato in Koopmeiners la sua mezz’ala ideale. E a beneficiarne sono stati sia le teste di formaggio (come viene soprannominato chi appartiene o tifa AZ), sia lo stesso Koopmeiners, che è diventato il punto fermo del centrocampo a tre dei biancorossi. Anche il suo modo di giocare è cambiato radicalmente. Non è più il centrocampista che deve recuperare palla e lanciare in gol i compagni col suo mancino educato; bensì una pericolosa spina nel fianco per le difese avversarie. I risultati sono stati 26 gol e 7 assist in un totale di quasi 5000 minuti giocati in due stagioni, tra il 2019 e il 2021.

Arne Slot ha lasciato la guida tecnica dell’AZ dopo solo una stagione e mezza, ma il suo lavoro su Koopmeiners ha avuto effetti indelebili.

L’APPRODO IN ITALIA

Dopo quattro stagioni in Olanda, Koopmeiners, “profeta nel deserto” in un AZ totalmente dipendente da lui, ha detto addio alla sua squadra.

Teun Koopmeiners

Fonte foto: Kickest.it

La Roma ha messo immediatamente gli occhi su di lui, seguita a ruota da tante altre squadre d’Italia e d’Europa. I giallorossi sembravano la più vicina al giocatore olandese. Invece è arrivata rapidissima l’Atalanta, che, in un baleno, ha sorpassato l’offerta della Roma e ha chiuso per 18 milioni di euro. All’Atalanta Koopmeiners troverà il suo connazionale De Roon. Un giocatore simile sotto alcuni aspetti, ma diverso sotto tanti altri, rispetto a Koopmeiners.

Il neo-acquisto olandese, infatti, potrebbe sostituire De Roon come regista nella linea a 4 del 3-4-2-1 atalantino. Ma potrebbe anche affiancarlo come mezz’ala in un 3-5-2, andando a sostuituire uno dei due trequartisti alle spalle dell’ariete Zapata. In questo modo la mediana nerazzurra avrebbe più stabilità, ma non perderebbe molto in termini di fantasia, freschezza e pericolosità offensiva.

UN NUOVO SOLDATO PER IL GASP

Il suo inserimento nello scacchiere tattico di Gasperini sarà sicuramente graduale, come per tutti i neo acquisti. Ma Teun Koopmeiners ha tutte le carte in regola per essere apprezzato dal tecnico di Grugliasco.

Teun Koopmeiners

Fonte foto: Goal.com

É un giocatore molto dotato tecnicamente e di sicuro ciò verte a suo favore. Ma è anche un giocatore che non si tira indietro quando la partita si fa sporca; sa essere lottatore nella mischia e rullo compressore quando serve. É un dichiarato pericolo sui calci piazzati. Non è un particolare da sottovalutare per l’Atalanta, che, dopo l’addio del Papu Gomez, è forse rimasta un po’ scoperta. Ma è soprattutto un giocatore molto duttile, dato sia il suo passato da difensore centrale, sia la sua abilità nell’ultimo passaggio in fase offensiva.

Molto più di un tuttocampista alla corte di Gasperini, che avrà con sé un giocatore pagato tanto per le casse dell’Atalanta. Ma capace di occupare indistintamente tutte le posizioni nella fascia centrale del campo, dal difensore centrale portatore di palla al trequartista di assalto, quando serve.

FONTE FOTO IN EVIDENZA: Laroma24.it