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The next big thing

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kane

Nel focus di oggi andremo ad analizzare la crescita ed il rendimento di Harry Kane

RICONFERMA DOPO RICONFERMA

Harry Kane, giovanissimo centravanti titolare del Tottenham Hotspurs, mostra per la terza stagione consecutiva come l’esplosione del suo talento non sia stato un evento a sé, fortuito e casuale; il suo talento è tangibile, innegabile e soprattutto assai raro. Quanti ragazzi della sua età – 24 – possono vantare un bottino di 94 gol e 15 assist complessivi tra competizioni nazionali ed internazionali nel giro di solamente tre stagioni? Solo Mauro Icardi, suo coetaneo, si avvicina ad un simile score – al netto delle ultime 3 stagioni – con una collezione di 69 gol e 13 assist realizzati.

È lecito, dunque, ricordarvi che stiamo commentando l’operato di un fuoriclasse, di un calciatore di fama mondiale e che, per ovvi motivi, è considerato ‘the next big thing‘ dopo campioni quali Alan Shearer e Wayne Rooney.

The next big thing‘ è un termine piuttosto generico che non appartiene esclusivamente al mondo calcistico, ma che viene utilizzato anche in una normale conversazione per indicare qualcosa di speciale, di grande all’orizzonte: un grande progetto, un grande evento, oppure, come nel nostro caso, ‘il prossimo grande campione‘.

ANALISI

Per non smentire il suo operato precedente, quest’anno, il ragazzo di Chingford ha deciso di tentare il raggiungimento di vette di rendimento ancora più alte.

Come? Semplice, segnando gol decisivi anche nelle competizioni europee. Nelle due scorse annate, difatti, il 24enne di casa Spurs s’era rivelato tutt’altro che decisivo in campo internazionale…

  • 0 reti in 4 presenze con l’Inghilterra ad Euro 2016;
  • 2 gol durante l’Europa League 2015/2016;
  • 2 gol durante la Champions League 2016/2017; 0 gol durante l’Europa League 2016/2017.

Dati assolutamente veritieri ed incontestabili che, tuttavia, non rendono omaggio alle straripanti qualità messe in mostra dal ragazzo.

Così, dopo un percorso europeo che nonostante le difficoltà è sembrato essere in grado di forgiarlo, è arrivata la svolta che gli appassionati tifosi del Tottenham attendevano con ansia: la maturazione calcistica dell’uragano che, attualmente, è stato in grado di segnare ben 5 reti in 2 partite di Champions League: una doppietta provvidenziale contro i temibili gialloneri di Dortmund ed una tripletta contro l’APOEL Nicosia.

Configurandosi ora come leader tecnico della squadra e con un’autostima che sfiora le stelle, il talentuoso centravanti inglese potrebbe appena aver incominciato a mietere vittime, con l’intenzione di riprovare al mondo che il suo club – di cui è grande tifoso – non è in Uefa Champions League per il semplice gusto di apparirvi; gli spurs si trovano lì per un semplice motivo: andare avanti, crescere e migliorare, esattamente come hanno dimostrato di saper fare negli ultimi anni di militanza in Premier League in cui hanno ottenuto l’accesso alla Coppa alle spese di Manchester United ed Arsenal.

THE NEXT BIG THING

Per apparire realmente – agli occhi della folla – come prossimo grande campione, però, è necessario mettere in piedi un paragone che veda Harry Kane protagonista contro i grandi del passato.

Next‘ ossia ‘prossimo‘ non può reggere senza un termine di confronto che ne contestualizzi l’operato e lo analizzi a dovere. Ed è per questo motivo che, citando Shearer e Rooney come big thing – che di mestiere hanno fatto/fanno gli attaccanti – struttureremo una comparazione che prenda in esame più aspetti tecnici e statistiche.

Alan Shearer ha giocato principalmente in tre club inglesi: Southampton, Blackburn e Newcastle ottenendo più riconoscimenti individuali che collettivi (solo un campionato vinto con il sorprendente Blackburn); nonostante ciò, è stato comunque un grandissimo calciatore, capace di trascinare una Nazionale per ben 8 anni consecutivi (1992-2000 con qualche spiacevole infortunio che lo ha, però, allontanato dai campi di gioco) e di gonfiare le reti delle squadre rivali con una media gol a dir poco sensazionale.

Il prolifico attaccante di Newcastle, come il giovane fenomeno del Tottenham, vede la propria crescita calcistica fare un enorme passo avanti poco dopo il raggiungimento dei 21 anni: ciò coincide con il passaggio al Blackburn dove, nonostante, un pesante infortunio iniziale, disputa 21 gare condite da 16 reti. Gli anni successivi, invece, saranno indimenticabili e si riveleranno una vera scalata verso il successo: il suo team, infatti, arriverà un gradino sotto al primo posto nella stagione successiva e, in quella seguente, raggiungerà il primato, con il centravanti protagonista di due stagioni formidabili: 31 gol in 40 presenze (rapporto di 0.775) e 34 marcature in 42 match (rapporto di 0.80, cioè quasi un gol a partita).

Kane, di contro, è stato abituato a segnare con una media gol inferiore: 31 gol in 51 partite e 28 in 50, inizialmente. Nella scorsa stagione, però, è avvenuto un grande salto di cui non abbiam discusso in precedenza; durante la stagione 16/17, difatti, il wonder-boy ha messo a segno ben 35 marcature in 38 presenze: una media allucinante che, se riconfermata anche solo in parte nelle prossime stagioni, lo renderebbe un top della classifica ‘big thing’.

E Wayne Rooney? Con l’ex attaccante dei Red Devils il discorso si fa differente e non può essere espresso semplicemente in termini di reti: il ragazzo, difatti, è soprattutto una seconda punta e spesso e volentieri predilige l’assist per il compagno piuttosto che l’azione personale o la marcatura; per questo motivo il paragone non può essere il goal, quanto piuttosto la sua rilevanza come giocatore, abbinata al numero di traguardi raggiunti che, in questo caso, sono assai numerosi.

Hummer Rooney, in tal caso, ha vinto tutto ciò che un calciatore possa desiderare di vincere – tranne Mondiale e Pallone d’Oro – con il proprio club: campionati e coppe nazionali, Champions League, Europa League, Mondiale per Club e numerosissimi riconoscimenti individuali. Discorriamo, quindi, di un calciatore la cui rilevanza è stata ed è, attualmente, planetaria nonostante si sia ritirato dalla Nazionale inglese e nonostante abbia deciso di abbandonare il club di cui era capitano: il Manchester United che lo stesso Alan Shearer aveva respinto a più riprese.

Sotto il punto di vista tecnico, inoltre, Kane e Rooney non hanno molto a che spartire; anzi, ipoteticamente, i due sarebbero tranquillamente in grado di giocare insieme, costituendo un reparto offensivo che spaventerebbe qualsiasi difesa.

I riconoscimenti individuali della ‘next big thing’ – ovvero Kane – non sono mancati, ma c’è ancora molto da fare.

Il ragazzo non ha vinto uno scudetto da sfavorito, non ha alzato trofei nazionali ed internazionali e non ha avuto nemmeno la premura di lasciare il timbro durante le partite della sua Inghilterra.

Nonostante questo, l’età è un fattore che gioca molto a suo favore e, abbinata al suo talento fuori dal comune tutto, questo potrà guidarlo verso mete dorate e celestiali, consacrandolo per davvero, magari, come termine di paragone della next big thing.

Per ora, intanto, big thing or not, i tifosi si godono il loro splendido centravanti.

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Diario Mondiale, giorno 11: Olanda ed Inghilterra agli ottavi, oggi tocca a Messi

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Inghilterra

Iniziamo la giornata con “Diario Mondiale”, la rubrica che vi accompagnerà ogni mattina per tutta la durata del campionato mondiale, affrontando i principali temi della rassegna iridata in corso in Qatar.

GAKPO FA TRE SU TRE, L’OLANDA È AGLI OTTAVI

L’Olanda non delude e supera il Qatar senza troppi problemi: la partita finisce 2-0 con i goal di Gakpo e F. De Jong, gli orange passano ufficialmente il girone. Termina il Mondiale dei padroni di casa, con uno score di tre sconfitte su tre e zero goal realizzati.

Al contrario della squadra ospitante c’è un giovane olandese che sta trascinando la sua Nazionale a suon di goal: Cody Gakpo. Il classe 1999 del PSV non smette più di segnare: dopo le reti contro Senegal ed Ecuador è entrato nel tabellino del match anche contro il Qatar. Al momento è, indubbiamente, il giocatore rivelazione del torneo e la sua valutazione è pronta ad impennarsi.

KOULIBALY EROE DEL SENEGAL, OTTAVI RAGGIUNTI

I campioni d’Africa rispondono “presente” e possono proseguire il loro cammino. Ecuador-Senegal termina 1-2, con le reti di Sarr, Caicedo e Koulibaly. Questa partita era letteralmente uno spareggio per entrambe le squadre: al Senegal serviva necessariamente una vittoria per poter passare il turno, mentre i sudamericani potevano anche accontentarsi di un pareggio.

Gli africani passano avanti al termine del primo tempo, grazie al rigore realizzato da Sarr. Al 67° Caicedo alimenta la speranza dell’Ecuador ma la gioia dura solo due minuti: al 70° arriva capitan Koulibaly che riporta il Senegal sopra. Termina qui il girone A con: Qatar ultimo a zero, Ecuador a quattro, Senegal a sei e l’Olanda guida con sette.

L’INGHILTERRA TRAVOLGE IL GALLES ED ARRIVA PRIMA NEL GIRONE

Gli inglesi rispettano a pieno le aspettative e concludono la fase a gironi al primo posto. Netto 3-0 ai danni del Galles ieri sera, Bale e compagni sono stati travolti dall’Inghilterra di Southgate. Il protagonista del match è stato, sicuramente, Marcus Rashford: autore di una doppietta. L’altro goal è stato realizzato da un altro grande talento, ma dell’altra parte di Manchester, Phil Foden.

La Nazionale inglese, in questo momento, possiede l‘attacco più prolifico del torneo con nove goal realizzati in tre partite. La particolarità di questo dato è che nella seconda partita, contro gli Stati Uniti, non sono andati a segno; ad influire maggiormente sono le sei reti con cui hanno battuto l’Iran nella gara d’esordio.

VITTORIA DI MISURA CONTRO L’IRAN: GLI STATI UNITI SI QUALIFICANO

Pulisic indossa gli abiti di Captain America ed accompagna la sua Nazionale agli ottavi di finale, suo il goal che permette agli U.S.A. di battere l’Iran 1-0. La squadra a stelle e strisce si dimostra, ancora una volta, molto solida in difesa: solo un goal subito in questa fase a gironi. Finisce qui, invece, l’avventura dell’Iran che crea troppo poco per rendersi pericolosa dalle parti di Turner.

OGGI SI DECIDONO GIRONI C E D: L’ARGENTINA SI AFFIDA A MESSI

Oggi sarà un’altra giornata di fuoco in Qatar. Si comincia alle 16 con il girone D: ad affrontarsi saranno la Francia, già qualificata, contro la Tunisia che per sperare in una qualificazione dovrebbe vincere e fare diversi calcoli su quello che succederà tra Danimarca ed Australia. La squadra di Eriksen ha bisogno dei tre punti per raggiungere les blues tra i qualificati del girone, mentre basterebbe un pareggio all’Australia.

Tutta un’altra storia nel girone C, dove tutte possono ancora qualificarsi. Polonia-Argentina è sicuramente la partita più interessante, con Messi e compagni che dovranno dare il 110%. Dall’altra parte l’Arabia Saudita spera in un passaggio del turno e si troverà di fronte un Messico che non è ancora morto, anche se le speranze di qualificazione sono poche.

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Beatrice Sarti: “Tonali vero capitano! Curiosa di vedere CDK in un altro ruolo”

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i consigli del fantacalcio

SARTI TONALI CDK – Abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistare Beatrice Sarti, giornalista di Radio Rossonera e di Goal Italia, tirando alcune somme su questa prima parte della stagione del Milan, dando uno sguardo al futuro prossimo.

LA PRIMA PARTE DI STAGIONE

Il Milan ha chiuso la prima parte della stagione al secondo posto e con la qualificazione agli ottavi di Champions League: un bilancio tutto sommato positivo. Chi o cosa ti ha sorpreso maggiormente in questi primi mesi?

Sono più di uno i giocatori che mi hanno sorpreso maggiormente. Sicuramente ti posso dire Tonali, anche se ormai non è più una sorpresa, visto che l’anno scorso ha fatto bene. Però, ci dimentichiamo spesso che è un ragazzo molto giovane, che ha trascorso una stagione molto difficile quando è arrivato.

Rimango molto sorpresa quando lo vedo caricarsi il Milan sulle spalle, soprattutto nelle partite in cui i rossoneri incontrano delle difficoltà. Spesso è capitato che lui buttasse il cuore oltre l’ostacolo, e non è scontato per un ragazzo così giovane. Tra l’altro, per me, dovrebbe avere la fascia da capitano, con tutto il rispetto per chi ce l’ha. Per me è lui il vero capitano del Milan.

L’altro giocatore che mi ha sorpreso tanto è Bennacer, perché non era scontato assolutamente sostituire Kessie. Lui ci sta riuscendo, giocando sempre titolare, cosa che negli scorsi anni non faceva, causa anche infortuni.

Infine, l’altro giocatore che mi sta continuando a sorprendere è Pierre Kalulu. Sta diventando sempre di più un giocatore affermato ma, anche qui, ci dimentichiamo che è un giocatore molto giovane e spesso, quest’anno, tra lui e Tomori, è sembrato quasi lui il leader della coppia difensiva”.

NUOVI VECCHI ACQUISTI

Chi invece ha reso sotto le aspettative è Charles De Ketelaere. Finito nell’occhio del ciclone, anche per il costo per il quale è stato pagato, il suo percorso è paragonato a quello di Leao e Tonali. Secondo te/lei, quando vedremo il vero valore del giocatore? Già nella seconda parte di questa stagione o dal prossimo anno?

Su Charles ci può stare il paragone con Tonali e Leao, perché entrambi hanno fatto fatica all’inizio. Però ci può anche non stare: nel senso che, Leao è arrivato in un Milan che aveva molte meno aspettative di quello attuale. Tonali è arrivato in un Milan che non aveva appena vinto uno Scudetto. CDK, “purtroppo”, contro di lui ha il fatto che è stato l’unico vero “acquisto grosso” che ha fatto una squadra che si era appena laureata Campione d’Italia.

Credo che tutti si aspettassero un mercato un po’ più corposo, da parte di una squadra che ha appena vinto uno Scudetto, invece non è stato così. Anzi, lui è stato l’unico, è stato pagato tanto, una trattativa lunghissima, e quando tutte queste cose coesistono è ovvio che la pressione è ancora di più. Se lui fosse stato affiancato da altri acquisti io credo che si sarebbe “diviso” la pressione con questi.

Di fatto lui ce l’ha tutta da solo, e il Milan non è il Milan che va bene se arriva quarto, come quando arrivò Leao. Il Milan deve riconfermarsi: per me è molto relativo il discorso “Charles De Ketelaere va aspettato”. Per me è vero che va aspettato, ma non è vero che lo stanno aspettando perché addetti ai lavori, giornali, tifosi, lo stanno sostenendo ma lo stanno anche criticando tanto. Per me vedremo il suo valore quando lui tornerà a credere un po’ in sé stesso, credo che anche un episodio lo possa aiutare, un gol o un paio di assist…

Sono curiosa anche del fatto se lui cambiasse posizione in campo, perché non l’ho visto molto molto a suo agio in quella posizione, per come è usata quella posizione da Pioli. Anche perché lui ha giocato tante partite in attacco al Bruges, quindi non so se dove l’abbiamo visto finora è la sua posizione giusta”.

A gennaio arriverà un “nuovo acquisto”: Zlatan Ibrahimovic. In quali aspetti può dare il suo apporto lo svedese?

Io credo che Zlatan possa dare ill suo apporto dal punto di vista psicologico. È vero che lui c’è sempre stato in questi mesi però ci sarà in maniera concreta. Mi auguro che sarà sempre in spogliatoio, mi auguro che sarà spesso in campo, sarà importante.

Spero che lui possa giocare di più rispetto all’anno scorso e spero che questo intervento lo abbia veramente aiutato a vivere meglio questi suoi ultimi mesi, – anche se non so se saranno mesi perché con lui non si sa mai! -, e mi auguro di vederlo di più in campo”.

NUOVE CHANCES E LA FIDUCIA DELLA CHAMPIONS

Pioli, sin qui, ha usato poco gli innesti estivi, tra Thiaw, Vranckx e Adli. Le amichevoli in programma contro Arsenal, Liverpool e PSV, saranno utili per farli entrare nei meccanismi del mister. Chi saresti curiosa di vedere, con più frequenza, da gennaio in poi?

Sarei curiosa di vedere molto di più Vranckx, perché quando l’ho visto, secondo me, ha fatto bene. E anche Adli: anche se da come sembra, non è tanto visto da Pioli.

Spero che queste amichevoli li possano mettere in luce, ma spero di vederli anche di più in campionato, perché sia giusto dare una chance a questi ragazzi, Anche perché, per esempio, su Adli faccio fatica a darti un giudizio: io l’ho visto veramente pochissimo. Spero veramente di vederli un po’ di più”.

Negli ultimi anni, in Europa, tra Champions League ed Europa League, il Milan ha fatto fatica contro le squadre inglesi: Arsenal in EL, Liverpool e Chelsea in CL. A febbraio arriva a San Siro il Tottenham di Conte: riuscire a superare il turno, per lo più contro un’inglese, quanto significherebbe, a livello di crescita per la squadra rossonera?

Assolutamente sì. Credo che il Milan abbia davvero bisogno di battere una big in Europa. Perché, a differenza del campionato italiano dove è cresciuto, non solo perché ha vinto lo Scudetto, ha battuto tutte le big, si sente forte. In Europa mi è sembrato di vedere un Milan che non si sente così forte, complice anche – ovviamente – il livello più alto.

Credo però che prendere un po’ più di consapevolezza con una qualificazione del genere aiuterebbe tanto il Milan in ottica futura. Magari vincere la Champions League in questo momento è presto, ovviamente. Però arrivare già ai quarti di finale può rappresentare un’iniezione di fiducia per le prossime Champions League”.

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Calcio Internazionale

“Juve, il rischio c’è” – La Rassegna del Diez

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La rassegna stampa è senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare la giornata. Ecco quindi le prime pagine dei principali quotidiani sportivi nazionali e internazionali per la giornata di oggi.

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I commenti social del Mondiale: giorno 10

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Punto d’informazione, di impressioni e passioni condivise, i social network oggi più che mai raccontano le emozioni dei tifosi. Numero Diez vi presenta la rassegna dedicata ai più importanti messaggi della giornata di ieri.

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