Il Milan nelle primissime posizioni non è più un sogno ma una realtà. Una realtà consolidata da una serie di individualismi forti cementati da una coesione e da un senso di appartenenza alla maglia unico nel nostro campionato. Il perfetto esempio di questo connubio è senza dubbio Theo Hernandez, il Diez aggiunto del Milan.

L’ARMA IN PIÙ

Un quarto attaccante per i rossoneri, che si va ad aggiungere alle tre mezze-punte e al centravanti; questa la collocazione tattica di Theo Hernandez nella fase offensiva del diavolo. Il francese è un pezzo fondamentale nella scacchiera di Stefano Pioli, capace di segnare e far segnare con continuità spaventosa. I cross sopraffini del marsigliese sono oro per la testa di Zlatan Ibrahimovic, che ne ha approfittato sia nell’esordio stagionale contro il Bologna sia nel gol straordinario segnato contro il Napoli.

Il terzino francese può poi allargarsi, permettendo al Rebic o Hauge di turno di stringersi diventando una sorta di seconda punta al servizio dell’attaccante o di arretrare sulla trequarti facendo avanzare Calhanoglu nella posizione citata poco prima, creando superiorità fisica e tecnica in area di rigore. Ma il momento in cui Theo è letale è nella progressione, lo strappo del francese è bruciante, incontrollabile, a causa sia della velocità che dello strapotere fisico che il rossonero può far valere. E’ il caso ad esempio dell’assist servito su un piatto d’argento ad Alexis Saelemaeker in occasione del 2-0 al Sassuolo; dove Hernandez riceve la palla nella propria trequarti e parte per 70m inseguito dai difensori avversari, portandosi infine dietro anche il portiere e liberando i pali per il compagno belga.

Nei minuti finali poi il francese si trasforma, al contrario della maggior parte dei laterali che soffrono i 90′ di corsa, lui si eleva all’ennesima potenza, come un fiume in piena diventa straripante, incontrollabile, la variabile impazzita dell’attacco del Milan. I gol infine arrivano nei modi più vari, dal razzo sparato contro lo Spezia ai colpi di testa contro Parma e Lazio, partite le ultime due in cui Theo si è diventato anche uomo della provvidenza, salvando la striscia di imbattibilità rossonera.

CUORE ROSSONERO

Per vedere il senso di appartenenza del terzino francese alla maglia rossonera basta aprire il suo profilo Instagram, costellato di dichiarazioni d’amore alla squadra che ha creduto in lui nel momento di massima difficoltà. Ultima di questi post è quello dedicata qualche giorno fa al dirigente milanista Paolo Maldini, con una foto dell’ex capitano rossonero abbracciato all’attuale numero 19. Un’immagine emblematica, un passaggio di consegne da quello che è stato probabilmente il più grande terzino sinistro della storia del calcio a colui che ora occupa, con grandi risultati, la sua fascia. Proprio Maldini è stato poi colui che ha voluto fortemente il francese a Milano nonostante delle stagioni sottotono in Spagna.

Fonte: profilo IG @theo3hernandez

Alle voci poi che parlano di un suo possibile ritorno con la camiseta blanca Hernandez ha recentemente risposto così:Non mi vedo di nuovo al Real. Se potessi, starei per sempre al Milanassicura – sono arrivato al Real Madrid molto giovane e non ho avuto tanti minuti a disposizione. Non so se a Madrid stanno rimpiangendo la mia partenza. È stato complicato perché non avevo fiducia, quella che invece ora sento a Milano”. Parole d’amore per il Milan quindi, ma con un “se potessi” che lascia aperto qualche spiraglio.

THEO È IL MIGLIOR TERZINO SINISTRO AL MONDO?

Theo è il miglior terzino sinistro del mondo?“, una provocazione più che una domanda vera e propria. E’ chiaro infatti che fino a quando il ventitreenne francese non darà prova del suo talento anche a livello internazionale non potrà sedersi al tavolo con i vari Davies, Robertson e Jordi Alba. Ma è anche vero che in questa stagione Theo Hernandez, oltre a mostrare le qualità offensive già citate, sta limando i difetti evidenziati lo scorso anno.

Fonte: profilo IG @theo3hernandez

In primis la discontinuità, nel pre-lockdown infatti le prestazioni del terzino francese erano spesso, per non dire sempre, altalenanti; mentre oggi Hernandez sembra, salvo una brevissima parte di stagione, aver trovato la sua dimensione e la continuità che gli mancava. Infine si dice spesso che Theo non sappia difendere, questo è in parte vero, e lo testimoniano le 5 ammonizioni rimediate dal francese; del resto la sua spiccata vocazione offensiva lo porta a volte a prendersi dei rischi di troppo in copertura. Ma è anche vero che le capacità difensive del marsigliese rispetto alla scorsa stagione sono sensibilmente migliorate, soprattutto sui contropiedi veloci, mentre pecca ancora nel tempismo degli interventi a gioco statico.

Questo è l’ultimo step che Theo Hernandez deve fare, l’ultima miglioria per entrare nell’Olimpo dei più forti del mondo. In Serie A invece è indubbio, il Milan oggi può contare sul terzino sinistro più forte del campionato.

Fonte immagine in evidenza: profilo IG @theo3hernandez