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Tolosa, qualità offensiva per centrare la risalita

Si sogna in grande a Tolosa. Dopo una stagione ai limiti dell’umiliazione dal punto di vista sportivo, culminata con una retrocessione d’ufficio a seguito della interruzione della Ligue 1 a fine febbraio, a causa dell’avvento del Covid 19, i viola sono pronti a riabbracciare la massima divisione transalpina. L’ultimo ostacolo sulla strada degli uomini di Patrice Garande sono i canarini del Nantes, che verranno affrontati in uno spareggio tesissimo.

IL PERCORSO DEL TOLOSA

Infatti, dopo un campionato trascorso sempre nei primi tre posti, al fianco di Troyes e Clermont, poi promossi direttamente, i tolosani, decimati da un focolaio di Covid nel cruciale mese di aprile, hanno saputo riorganizzare le idee per battere con un secco tre a zero un insidioso e organizzato Grenoble. La rinascita del TFC si sviluppa su un duplice piano.

Da un punto di vista tecnico, fondamentale è stata la decisione di scegliere Patrice Garande come allenatore, nel corso della passata estate. Si tratta di un tecnico esperto, conoscitore della categoria, capace di riportare il Caen nella massima serie e di stabilizzarlo in Ligue 1. L’allenatore di Lione ha saputo compattare un gruppo moralmente distrutto dalla annata umiliante, integrando rapidamente i nuovi innesti, apportando quella esperienza necessaria a rendere meno traumatico l’impatto con una categoria insidiosa.

Da un punto di vista societario, il presidente Olivier Sedran ha puntato sull’innovazione, scegliendo come responsabile scouting Brendan Macfarlane. Arrivato a marzo, operativo quindi dalla sessione di mercato estiva, il giovane inglese è stato protagonista della crescita esponenziale del Brentford. Seguace di una moderna forma di recruiting, basata principalmente sullo studio e l’analisi della componente statistica, Macfarlane ha contribuito a portare a Griffin Park talenti come Neil Maupay, rivenduto poi al Brighton, Said Benrahma, pagato poi a peso d’oro dal West Ham, e Bryan Mbeumo, tra i protagonisti della stagione delle bees. Tuttavia, oltre alle componenti strutturali e societarie, sono stati i giocatori a essere i veri autori della stagione positiva.

GIUSTO MIX

La rosa dei viola si caratterizza per un mix tra giovani, comunque affermati, ed elementi di esperienza. La cerniera difensiva conta elementi come Kelvin Amian e Bafodé Diakité, rispettivamente classe 1998 e 2001, ma già protagonisti in Ligue 1. Inoltre, profili come Sebastien Dewaest e Deiver Machado, giunti in prestito dal Belgio, hanno apportato maturità al reparto. A centrocampo spicca la presenza di Manu Koné, prototipo del moderno box to box, da poco ventenne e già acquistato dai tedeschi del Borussia Moenchengladbach, vincitori di un’asta che ha coinvolto alcuni tra i principali club europei. Fondamentale in fase di recupero, il franco-ivoriano ha contribuito anche in fase realizzativa, come dimostra anche il match contro il Grenoble. Stijn Spierings, elemento di gamba e qualità offensiva, pescato in Bulgaria e autore di nove reti; oltre che Brecht Dejaegaere, frangiflutti arrivato dal Gent, completano la mediana.

ATTACCO DI LUSSO

La vera arma in più, tuttavia, è quella offensiva. Infatti, il reparto avanzato è quello più ricco di classe e talento, vero proprio catalizzatore della manovra. Di gran lunga miglior attacco del campionato, con settantuno reti all’attivo, dieci in più delle due promosse, il potenziale offensivo del TFC conta su elementi di spiccato valore anche a livello internazionale.

Primo fra tutti, Amine Adli. Capace di svariare su tutto il fronte offensivo, il ventunenne franco-marocchino è stato eletto miglior giocatore della Ligue 2 in questa stagione. Seppure i numeri siano buoni, ma non esaltanti, otto reti e sette assist, la qualità di Adli ha garantito fluidità nella  costruzione offensiva, condita da estrosità nella ricerca della giocata decisiva. L’abilità nel non fornire punti di riferimento in fase di ricezione lo ha portato a essere un vero e proprio jolly offensivo. Già ambito da diverse compagini dell’élite del calcio europeo, Amine si candida come uno dei maggiori prospetti del calcio francese.

Profilo simile e altrettanto talentuoso è quello di Janis Antiste, classe 2002, punta centrale, talvolta impiegato esterno, vero e proprio jolly offensivo, capace di abbinare struttura e discreta forza fisica a elevata qualità nel tocco palla e nella finalizzazione. Non bisogna, inoltre, dimenticare l’importanza di   Vakoun Issouf Bayo, centravanti in prestito dal Celtic. Da alcuni paragonato a Edouard, l’ivoriano non é riuscito a  imporsi in Scozia. Ceduto in prestito con diritto di riscatto a Tolosa, il ventiquattrenne ha saputo stupire per la mole di lavoro spalle alla porta, la forza muscolare nella percussione, aspetti complementari che lo rendono un centravanti moderno, oltre che per la profilicità.

Infine, il capocannoniere stagionale, Rhys Evitt-Healey, completa un reprato ben attrezzato per provare la risalita. Classico centravanti britannico, dopo una lunga gavetta il mancuniano ha conosciuto il calcio continentale a venticinque anni, con un impatto decisivo. Sono risultate, infatti, fondamentali, le quattordici reti realizzate da Healey, a smentire gli scettici sul rendimento degli inglesi oltremanica.

Basterà la vastità di soluzioni offensive per avere la meglio dell’esperto Nantes?

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