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Top Diez: gli acquisti più onerosi del 2008/09 (seconda parte)

RICARDO QUARESMA (dal Porto all’Inter, 24.6 MILIONI)

Voluto fortemente da José Mourinho nell’estate del 2008, Quaresma all’Inter non è riuscito a lasciare alcuna traccia di sé. 1 goal e 2 assist distribuiti su 32 presenze nel corso di due atti con la maglia nerazzurra. Nel mezzo un altrettanto infruttuoso prestito al Chelsea. Questo il riassunto di una breve parentesi durata solamente due anni e della quale il giocatore lusitano ha solo rimpianti.

Quello all’Inter è stato un momento davvero difficile, nulla andò bene. Fu davvero una delusione. L’Inter mi è rimasta in testa, perché avevo tutto per poter fare bene ma non fu così, anche per colpa mia. Se una società come l’Inter ti vuole, vuol dire che sei già un giocatore pronto: io invece cercai di cambiare per Mourinho, ma questo non portò a nessun risultato“.

A dire il vero qualche risultato Quaresma l’ha ottenuto, a livello di palmares. Anche se da non protagonista, l’ex Porto è infatti capitato all’Inter nel momento d’oro della storia del club meneghino, potendo così mettere in bacheca due Serie A e una Champions League. L’unica gara in cui è stato impiegato per 90’ è stato il Derby della Madonnina perso per 1-0 contro il Milan. Davvero troppo poco per un giocatore costato ai nerazzurri 18.6 milioni di euro più il cartellino di Pelé (valutato altri 6 milioni). Mr.Trivela per ritrovare il vero se stesso è infatti poi dovuto migrare in Turchia, al Besiktas. In Super Lig è tornato a dare del tu al pallone, è diventato un leader sul campo e si è riconquistato di diritto un posto di lusso nella nazionale del Portogallo, con la quale nel 2016 sarebbe poi andato a vincere un insperato Europeo.

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RONALDINHO (dal Barcellona al Milan, 24.15 MILIONI)

Un nome che non ha bisogno di presentazioni. Pallone d’Oro 2005, Ronaldinho è stato il grande colpo con il quale Silvio Berlusconi ha provato e ha cercato di regalare al Milan un nuovo leader da porre al fianco di Kakà. Il sogno? Quello di vincere un’altra Champions League grazie alla fantasia e alla concretezza dei due brasiliani. Non ci riusciranno. Nonostante la voglia di dimostrare di poter ancora essere un campione dopo gli importanti successi ottenuti con il Barcellona (su tutto Liga e proprio la Champions League), Ronaldinho con la maglia del Milan riuscirà a vincere soltanto uno Scudetto, anche se da Rio de Janeiro. Salutati i rossoneri di Milano per unirsi a quelli del Flamengo nel gennaio del 2011, il brasiliano deve infatti ringraziare gli ex compagni se ora può vantare nel proprio palmares anche una Serie A (vinta dal Milan di Allegri contro la Roma a maggio, quando Ronaldinho era ovviamente già partito).

Dei 26 goal e 28 assist in 95 gare con la maglia del Diavolo, quelli che forse ricorda con più piacere sono la rete contro l’Inter (su assist di Kakà) che ha permesso al Milan di trionfare nel Derby il 28/09/08, oltre alla doppietta in campionato contro la Juventus e il goal in Champions League contro Real Madrid. Un ricordo speciale è poi riservato alla tripletta realizzata contro il Siena in Serie A, l’unica durante la sua avventura italiana. Un rigore, una rete di testa e una dal limite dell’area. La perfetta dimostrazione di quanto l’asso brasiliano avesse ancora tutte le frecce a disposizione nella propria faretra. Per questo il rimpianto di non essere riuscito a far vivere al Milan anni di successo è ancora vivo nella mente del brasiliano. Resta che in rossonero Ronaldinho è comunque riuscito a lasciare un grande ricordo. E non potrebbe essere diversamente quando grazie al tuo talento sei in grado di far divertire a ripetizione un pubblico esigente come quello di San Siro.

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ROBBIE KEANE (dal Tottenham al Liverpool, 24 MILIONI)

Il suo nome lo ha legato soprattutto al Tottenham, con il quale ha collezionato oltre 300 presenze, ma non tutti sanno che tra il 2008 e il 2009 Robbie Keane è stato anche un Reds. Sette mesi da giugno a febbraio per la ‘modica’ cifra di 24 milioni. Un investimento che al Liverpool non ha pagato, visto che l’irlandese ha indossato la maglia degli attuali campioni d’Europa per sole 28 volte. 7 invece i goal e 5 gli assist. Poco meglio di quanto farà vedere pochi anni dopo con la maglia del West Ham ma decisamente lontano dagli impressionanti numeri realizzati in carriera con Spurs e Los Angeles Galaxy, i due club nei quali è riuscito a dare il meglio di sé e a ritagliarsi le maggiori soddisfazioni. Quelle che in Italia non ha trovato con la maglia dell’Inter, dove l’amore con Marcello Lippi e Marco Tardelli non è mai pienamente sbocciato. Una situazione analoga a quella vissuta proprio al Liverpool con Rafa Benitez. Acquistato per essere l’arma in più dei Reds nella corsa al titolo in Premier League, Keane ha finito invece per sentirsi snaturato dal tecnico spagnolo.

Voleva trasformarmi in un’ala sinistra. Non sono chiaramente un’ala sinistra e questo è evidente per tutti. I primi 20 minuti voleva che io giocassi come ala sinistra e ovviamente non avevo mai giocato prima in quella posizione, quindi tutto era nuovo per me. Quando ho giocato come attaccante invece, ho segnato dei goal. Ma quando giocavo, poi la giornata dopo stavo a riposo e questo per un attaccante è molto difficile. [Benitez] Ha cercato di trasformarmi in qualcosa che non sono e quella è sempre la ricetta per un disastro“.

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JO (dal Cska al Manchester City, 24 MILIONI)

Tre anni di discontinuità. Sono quelli che ha vissuto João Alves de Assis Silva, in arte Jo, al Manchester City. Acquistato per 24 milioni nel 2008 e passato a parametro zero all’Internacional nel 2011. Nel mezzo due prestiti all’Everton e al Galatasaray. Sintomi di come l’avventura dell’attaccante brasiliano negli Sky Blues non sia andata come previsto. 6 goal e 5 assist in 42 gare ne sono infatti la conferma, con il goal più importante realizzato allo Stadio Olimpico di Torino contro la Juventus in Europa League. Una rete che ha permesso al Manchester City di fermare i bianconeri sull’1-1 e compiere un passo importante verso la conquista degli ottavi di finale della competizione (dove sarebbe poi stato eliminato dalla Dinamo Kiev).

Punta centrale, all’occorrenza utilizzato anche come esterno alto di sinistra, Jo gli highlights della propria carriera li ha vissuti tra Cska e Nagoya Grampus, club giapponese di J-League con il quale è stato anche capocannoniere del campionato con 24 reti. Primo acquisto dell’era Mark Hughes, Jo nel Manchester City un pezzo di storia lo ha però scritto. Con i suoi 24 milioni, nel 2008 il brasiliano fissò infatti il record come acquisto più oneroso della storia del club inglese, superando la cifra spesa dai Citizens nel 2002 per prelevare Nicolas Anelka dal PSG.

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AMAURI (dal Palermo alla Juventus, 22.8 MILIONI)

Sono arrivato in Italia da sconosciuto e dopo otto anni mi ritrovo futuro protagonista di una squadra che ha la vittoria nel dna. Per me è un sogno, una vittoria personale. La firma è arrivata oggi, ma sarebbe potuta arrivare anche settimana scorsa o due settimane fa. L’accordo era già stato raggiunto. Anche il Milan si era interessato a me, è vero, ma come ho sempre detto ai miei procuratori la mia prima scelta era la Juve. Dell’interessamento della Juventus se ne parlava già da gennaio e volevo capire cosa c’era di concreto. Ebbene, quando ho incontrato i dirigenti ho subito capito che quello che leggevo sui giornali era vero. Anche la possibilità di giocare in Champions League è stata importante per la mia scelta“.

Queste alcune tra le prime dichiarazioni rilasciate da Amauri nel 2008 dopo il suo approdo alla Juventus. Un traguardo raggiunto dopo anni di ‘gavetta’ tra Serie B e Serie A, dove – tra le altre – fino a quel momento aveva vestito le maglie di Napoli, Chievo e Palermo. Proprio le ottime prestazioni inanellate con clivensi e rosanero gli hanno permesso di mettersi in luce agli occhi dei bianconeri, club con il quale ha poi raggiunto 100 presenze. Nessun trofeo ma tanti ricordi, sia positivi che negativi, con il club piemontese che nel cuore dell’italo brasiliano avrà sempre un posto speciale.

Prima di arrivarci ero uno sconosciuto, dopo otto anni di gavetta in Italia sono arrivato a indossare la maglia della Juve, uno dei club migliori al mondo. Fu un cambio di vita. Il primo anno fu fantastico, c’era un grande spogliatoio, nel secondo invece è iniziata una crisi profonda. Fino a dicembre eravamo una squadra, ma dopo l’eliminazione col Bayern Monaco in Champions sono spariti tutti, società compresa. In alcuni momenti difficili non c’era nessuno, ci siamo sentiti soli. Anche le leggende della squadra sapevano che non c’era niente”.

In bianconero 24 goal e 6 assist, un ottimo rapporto con Claudio Ranieri, per il quale Amauri ha sempre speso parole di elogio anche dopo il suo esonero dalla Juventus ed esperienze anche sotto la guida di Alberto Zaccheroni, Ciro Ferrara e Luigi Delneri, tecnico con il quale aveva già condiviso una felice parentesi al Chievo. Uno dei ricordi migliori nella mente dei tifosi della Vecchia Signora lo ha però lasciato quando indossava la maglia della Fiorentina. Il suo unico goal in viola Amauri lo siglò infatti a San Siro contro il Milan, costringendo i rossoneri a una sconfitta e aprendo di fatto la strada al sorpasso della Juventus di Antonio Conte, avviata in quel caso alla vittoria del primo degli ultimi otto campionati.

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Fonte immagine di copertina: profilo IG ufficiale di Ronaldinho

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