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I Nostri Approfondimenti

Top Diez Gol: Francesco Totti

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Continuando la nostra ricerca dei gol più belli dei grandi Campioni del passato, oggi passiamo da Roma, culla e teatro delle gesta di uno dei calciatori italiani più forti di sempre, Francesco Totti.
Come sempre, le 10 reti scelte sono suddivise in ordine cronologico, in una sorta di “revival” della carriera del calciatore.

IL DIAVOLO IN PANCHINA

A fine settembre 1996 i cinema italiani accolgono “Independence Day” , film che racconta di un attacco alieno e la strenua resistenza degli umani per sopravvivere.
La situazione raccontata nel film di Emmerich può essere, con le dovute proporzioni, trasposta sulla Roma di quella stagione, nella quale il nuovo tecnico, l’argentino Carlos Bianchi, fa parlare di se da subito.
L’allenatore non riesce a legare con il giovane Francesco Totti, che ad appena 20 anni è già un idolo per i tifosi giallorossi.
Dopo un avvio altalenante, la sera del 12 ottobre la Roma riceve il Milan, anch’esso in una fase di transizione con Tabarez in panchina.
La partita si sblocca dopo appena 13 minuti, proprio grazie a Totti. Su un pallone che sembra ormai perso per i padroni di casa, Sebastiano Rossi decide di uscire dall’area per spazzare ed evitare guai. Il giallorosso, però, capisce in anticipo le intenzioni del portiere rossonero e riesce ad anticiparlo.
A questo punto Totti ha la porta libera, ma si trova in una posizione complicata e senza compagni vicini.
La genialità del Pupone si manifesta in un lampo, per la precisione in un esterno destro che si insacca a fil di palo, con una parabola perfetta.
Nonostante questa rete, i rapporti con Bianchi non migliorano ed il tecnico chiede alla dirigenza di cederlo in prestito a gennaio.
Il resto è storia, con Totti ad un passo dalla Sampdoria e Jari Litmanen pronto a sbarcare nella Capitale.
Bianchi, però, si sgambetta da solo, decidendo di organizzare un triangolare con Borussia Monchengaldbach e Ajax, per far acclimatare Litmanen con lo stadio. Nel minitorneo, però, a brillare è solo una stella, quella di Totti, che segna due reti splendide e si guadagna la permanenza a Roma, con tanti saluti a Carlos Bianchi.

IL CAPOLAVORO DEL 2000/01

Il 4 dicembre 2000 Eminem lancia “Stan”, terzo estratto del suo nuovo album. Una vera e propria bomba da parte del rapper americano, con le sue liriche alternate alla prima strofa di “Thank You” di Dido, in una fusione davvero suggestiva.
Sei giorni dopo, invece, la Roma di Fabio Capello riceve all’Olimpico la sorpresa di inizio stagione Udinese, ostacolo insidioso.
I giallorossi, però, sono mentalmente diversi dal solito, la cura Capello inizia a dare i frutti sperati e i giallorossi macinano gol e punti.
Dopo il vantaggio di Batistuta, il raddoppio dei padroni di casa lo firma Francesco Totti, con un sigillo splendido.
Su un lungo cross dalla destra, il Capitano arriva in corsa e si coordina alla perfezione, spedendo un sinistro terrificante sotto l’incrocio dei pali.
La Roma, come detto, è maturata sotto la guida del tecnico friulano, tanto da conquistare lo storico terzo Scudetto il 17 giugno 2001 in un tripudio giallorosso.

 FUNAMBOLO

Nel gennaio del 2002 arriva nelle sale italiane “La Compagnia Dell’Anello”, il primo film della trilogia dedicata al romanzo di J.R.R. Tolkien “Il Signore Degli Anelli”. Un viaggio attraverso un mondo fantastico, ricco di meraviglie e pericoli, realizzato in maniera splendida da Peter Jackson.
La Roma, con il Tricolore sul petto, riceve invece il Torino, per l’ultima giornata del girone d’andata.
La partita è molto equilibrata e per sbloccarla serve la giocata del Campione, colui che risponde al nome di Francesco Totti.
Su una penetrazione centrale di Vincent Candela, il pallone arriva al Pupone, che entra in area e si trova davanti il portiere granata Bucci. Totti ha un colpo di genio, tocca la palla con la suola e salta l’estremo difensore,  trovandosi davanti alla porta, ormai sguarnita. Come un fulmine, però, sta arrivando Delli Carri, che si apposta sulla linea, ma viene fatto sedere da un’altra sterzata da favola del numero 10, che poi conclude in porta.
Un gol davvero particolare, dove Totti dimostra tutta la sua tecnica e la sua velocità di pensiero, per venire a capo di una partita molto spigolosa.

6 UNICA!

Poco più di due mesi dopo, nel marzo 2002, nella Capitale va in scena il Derby di ritorno.
La partita assume i contorni di una storia epica, visto il risultato finale, con la Roma che demolisce letteralmente la Lazio con 4 gol di Montella, in poco più di un’ora di gioco.
Al 72’, sul risultato di 4-1, arriva il gol più atteso, quello del Capitano.
Servito da un indemoniato Montella, Totti controlla e dai 25 metri lascia partire un pallonetto carico di delicatezza, che sorprende Peruzzi e si infila.
Il gol è spettacolare ed iconico, così come l’esultanza, con quella dedica a Ilary Blasi entrata nella storia della tv italiana.

FATE PURE 100

A fine settembre 2004 gli U2 rilasciano il loro singolo “Vertigo”, brano molto apprezzato dal pubblico, carico di adrenalina.
La stessa adrenalina manca, invece, alla Roma, che inizia la stagione 2004/05 in maniera decisamente altalenante.
La sera del 3 ottobre 2004 a sfidare i giallorossi scende l’Inter, che si porta sul 3-1 dopo una rimonta da squadra compatta e autoritaria.
Al 57’ l’arbitro Bertini concede una punizione ai padroni di casa a circa 30 metri dalla porta, leggermente spostati sulla sinistra.
La distanza è notevole, ma Totti prende la rincorsa e calcia un siluro che si infila precisamente all’incrocio, rendendo vano il tuffo di Toldo.
La partita finirà poi 3-3, continuando il trend ricco di alti e bassi dei giallorossi, che cambiano quattro allenatori, per vari motivi, e finiscono solamente ottavi.

ALLA SCALA

Ad agosto 2005 gli Oasis rilasciano “The Importance of Being Idle”, uno degli ultimi successi clamorosi della band di Manchester.
Francesco Totti sa benissimo cosa vuol dire essere un idolo, nell’anno che porta ai Mondiali il Pupone punta a far sognare i tifosi della Roma, e lo mette in chiaro da subito.
Il 26 ottobre 2005 i giallorossi giocano a San Siro contro l’Inter, e vanno sul 3-0 nel primo tempo, impartendo una lezione severissima ai nerazzurri.
Il secondo gol, segnato alla mezz’ora da Totti è un colpo da campione assoluto. Il numero 10 prende palla sulla fascia e si accentra, tenendo a distanza gli avversari. Arrivato nei pressi della lunetta dell’area carica il tiro, con Materazzi che prova la scivolata disperata per contrastare la conclusione.
Ma Totti non calcia di potenza, bensì scava il pallone, che si insacca dopo una parabola perfetta, lasciando ammutolito San Siro.
La stagione della Roma, che stava andando abbastanza bene, si guasta il 19 febbraio 2006, quando Totti si rompe il perone, terminando anzitempo la stagione e rischiando di perdere il Mondiale.
Il resto, come si suol dire, è storia nota.

IL GOL PIÙ BELLO

26 novembre 2006, un anno e un mese dopo il gol all’Inter, Francesco Totti realizza la rete più bella della sua carriera; ma andiamo con ordine.
Totti, dopo il Mondiale vinto e la vicenda Calciopoli, sogna in grande per la sua Roma, e inizia a segnare gol a raffica. A fine stagione saranno 26 in Serie A, un bottino che gli vale la Scarpa d’Oro.
Tra questi, quello segnato a novembre contro la Sampdoria, un gol senza senso, che solo lui avrebbe potuto segnare.
Siamo al Ferraris, la Roma è avanti 3-1 al 74’, quando accade il miracolo. Dopo un calcio d’angolo, la palla viene rimessa in mezzo da Cassetti, che pesca Totti, molto defilato sulla sinistra. Ogni calciatore normale proverebbe a stoppare la sfera, magari sperando che arrivi qualcuno; Totti no.
Il Capitano si coordina e lascia partire un mancino (che non è il suo piede) affilatissimo, che si infila tra Berti e il palo più lontano.
Un gol talmente bello che tutta Marassi si alza ad applaudire, a partire dalla Sud, cuore del tifo doriano.
Una rete del genere andrebbe conservata per sempre tra le Meraviglie del Mondo, a rappresentare un Campione del calibro di Francesco Totti.

LA BEFFA FINALE

22 novembre 2009, la Roma, dopo un avvio shock con Spalletti cambia rotta grazie all’arrivo in panchina di Claudio Ranieri.
Il tecnico, che non ha mai nascosto il suo tifo per i giallorossi, guiderà la Roma verso una stagione quasi perfetta, terminata con una beffa all’ultima curva.
Tornando a quel pomeriggio di fine novembre, però, possiamo vedere come il compito di Ranieri sia stato indubbiamente agevolato da un Francesco Totti in stato di grazia.
Contro il neopromosso Bari il Capitano ne fa 3 in mezz’ora scarsa, dimostrando tutta la sua potenza in campo.
Il terzo gol, segnato al 27’, ha dell’incredibile: su un cross basso di Brighi, il difensore barese Ranocchia allontana come può. Il pallone torna verso il limite destro dell’area di rigore, dove arriva Totti, che lo scaraventa in rete con un sinistro pazzesco di prima.
Dopo una cavalcata splendida, culminata con la vittoria casalinga sull’Inter, i giallorossi cadono contro la Samp alla quartultima, spianando la strada al Triplete nerazzurro.

MISSILE

16 febbraio 2013, i giallorossi, dopo una prima parte di stagione altalenante sotto la guida di Zdenek Zeman, da due settimane sono guidati da Aurelio Andreazzoli, già vice ai tempi di Spalletti.
Dopo la sconfitta contro la Sampdoria, alla prima col nuovo tecnico, all’Olimpico arriva la Juventus, per una sfida sempre molto sentita.
Il match è molto bloccato, fino all’ora di gioco, quando i padroni di casa usufruiscono di una punizione da circa trenta metri.
Sul pallone c’è Pjanic, che calcia un pallone forte e basso, che viene respinto da Vidal. La sfera arriva fuori area, dove è appostato Totti, che calcia di prima un siluro terra-aria, che si infila sotto alla traversa, imprendibile per Buffon.

NELLA STORIA

L’11 gennaio 2015, Francesco Totti entra, una volta di più nella storia della Roma, e del calcio italiano in generale.
In programma c’è il Derby della Capitale, e la Lazio si porta sul 2-0 già nel primo tempo, facendo storcere il naso ai tifosi giallorossi.
La ripresa vede, invece, lo show assoluto di Totti, che prima accorcia, sbucando sul secondo palo, poi pareggia, segnando un gol allo stesso tempo bellissimo e leggendario.
Sulla sinistra Holebas mette in mezzo un pallone, che sfila ancora sul secondo palo, dove c’è il Pupone. La palla stavolta è un pelo lunga, perciò Totti si lancia in spaccata volante e batte Marchetti, facendo esplodere l’Olimpico.
Un gol davvero bello, seguito dall’iconica esultanza del selfie con la Curva Sud, diventata in poco tempo un meme sui social.
Il gol del 2-2, oltre che importante per la partita, porta Totti al primo posto per gol segnati nei Derby di Serie A, contribuendo sempre di più a scolpire il suo nome nella storia del nostro calcio.

La carriera di Totti sul campo si è conclusa il 28 maggio 2017, con un commovente addio davanti al suo pubblico, dopo una marea di polemiche tra il calciatore e Spalletti. Il calciatore Totti ha dunque terminato la sua parabola ormai 5 anni fa, ma la sua essenza e le sue giocate dureranno per sempre nei cuori degli appassionati.

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Calcio Internazionale

Pronostico Spagna-Germania, statistiche e consigli per la partita

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PRONOSTICO SPAGNA-GERMANIA

PRONOSTICO SPAGNA-GERMANIA – Domani sera, ovvero domenica 27 novembre, alle ore 20:00 si giocherà SpagnaGermania, uno dei big match di questa seconda giornata di Mondiali 2022. Le due nazionali fanno parte del Girone E e sono le uniche squadre ad affrontarsi in questa giornata che hanno vinto nella loro storia almeno un mondiale, quindi è davvero la sfida più attesa di questo turno.

COME ARRIVANO SPAGNA E GERMANIA

Spagna e Germania arrivano a questa partita molto diversamente tra loro. Gli iberici hanno vinto per 7-0 contro la Costa Rica, firmando la vittoria più larga finora di questi mondiali in Qatar. Fra i giocatori è spiccato soprattutto Ferran Torres, che ha segnato una doppietta all’esordio della competizione più importante di tutte. Molto bene però anche altri giovani talenti come Daniel Olmo, Marco Asensio, Carlos Soler, Gavi e il redivivo Alvaro Morata. Tutti loro sono andati a segno.

Ben diversa la situazione per i teutonici, che insieme all’Argentina sono stati le delusioni della prima giornata, sconfitte entrambe per 2-1 in rimonta. Nel primo tempo la Germania sembrava sotto controllo, ma a un quarto d’ora dalla fine il Giappone ha ribaltato completamente il risultato, spedendo negli inferi i tedeschi che ora sono costretti a vincere se vogliono continuare il loro cammino mondiale. Chi ha deluso più di tutti è il talento del Chelsea Kai Havertz, schierato come punta centrale, un ruolo non propriamente suo essendo nato come trequartista. Molto male anche la coppia di difesa del Borussia Dortmund Sule-Scholtterbeck, rivedibili nell’ultimo mese di Bundesliga ma anche contro il Giappone. Sarà interessante vedere se Hans-Dieter Flick farà altre scelte contro la Spagna.

PRONOSTICO SPAGNA-GERMANIA

Nonostante la Germania abbia svolto un ottimo percorso di qualificazione, con 9 vittorie e una sola sconfitta, si presenta sfavorita. La Spagna ha giocato una partita contro un avversario non temibile, ma il percorso di ricostruzione di Luis Enrique pare davvero molto interessante, con tanti giovani (ben 9 under 21) in rampa di lancio. Inoltre nell’ultimo confronto diretto tra le due nazionali, la Spagna ha vinto per 6-0 nel novembre 2020 in Nations League. Il consiglio quindi è un 1X+over 1,5.

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Flash News

Dove vedere Juventus Next Gen-Mantova in tv e in streaming

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Dove vedere Juvnetus Next Gen-Mantova

DOVE VEDERE JUVENTUS NEXT GEN MANTOVA – I giovani bianconeri vogliono continuare l’ottimo rullino di marcia: nelle ultime sette partite, tra campionato di Serie C e della Coppa Italia di categoria, la Juventus Next Gen ha raccolto sei vittorie e un pareggio. Un percorso simile alla prima squadra, guidata da Max Allegri, che prima della sosta per il Mondiale ha portato a casa sei vittorie consecutive, senza subire gol.

Domani, domenica 27 novembre, ore 14.30, la squadra di Brambilla affronterà all’Allianz Stadium di Torino il Mantova, reduce da due vittorie, un pareggio e due sconfitte nelle ultime cinque partite, e alla ricerca di punti per uscire dalla zona che li vede nei playout.

Davanti alla Juventus, quota 22 punti, a due lunghezze di distanza ci sono sette squadre: eccezion fatta per il Pordenone, abbastanza lontano a 29 punti, le altre sei sono racchiuse tutte in un punto. Un fatto che giustifica un campionato molto equilibrato.

PROBABILI FORMAZIONI

A livello di potenziali titolari, Brambilla dovrebbe schierare il 4-4-2, ritrovando Barrenechea, reduce dalla squalifica, e dovrebbe dare fiducia al talento Soulé. Davanti la coppia d’attacco Pecorino-Gudric. Per i lombardi, l’allenatore Corrent, che deve rinunciare a Iotti, espulso contro la Feralpisalò, è intenzionato a schierare il trio d’attacco composto da Guccione, Yeboah, Mensah.

JUVENTUS NEXT GEN (4-4-2): Raina; Barbieri, Riccio, Poli, Verduci; Soulé, Barrenechea, Besaggio, Iocolano; Pecorino, Cudrig. All. Brambilla

MANTOVA (4-3-3): Chiorra; Pinton, Matteucci, Ingegneri, Ceresoli; Gerbaudo, De Francesco, Messori; Guccione, Yeboah, Mensah. All. Corrent

DOVE VEDERE JUVENTUS NEXT GEN MANTOVA IN TV E IN STREAMING

Il match sarà trasmesso su Eleven Sports scaricando l’app su smart tv compatibile. Inoltre, sarà possibile vederlo su Sky al canale Sky Sport (259 del satellite). Gli abbonati Sky potranno anche ricorrere al servizio di Sky Go. L’alternativa è rappresentata da NOW, il servizio streaming on demand di Sky: servirà acquistare il ticket Sport prima di selezionare la diretta del match.

 

 

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Flash News

L’Italia deve ripartire da Giacomo Raspadori

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Raspadori

La sosta dettata dallo svolgimento dei mondiali in Qatar e la coincidente assenza della nazionale italiana alla suddetta competizione forniscono al movimento calcistico nostrano tempo e spazio per riflettere. Riflettere su ciò che è stato (o meglio, su ciò che non è stato), su come gestire il fallimento e come ripartire. Il 24 marzo 2022, precisamente alle 22:36, il diagonale fatale di Trajkovski riportava indietro di 4 anni le lancette del Belpaese, costringendoci a vivere nuovamente l’angosciosa pena dell’esclusione

Nel buio pesto in cui siamo sprofondati è difficile trovare spiragli di luce, è vero. In un momento storico dove la selezione italiana sembra faticare a cambiare pelle è allora imperativo puntare su quei giocatori che, nei difficili mesi successivi alla debacle, sono stati capaci di riaccendere l’entusiasmo di una nazionale ferita, ma mai morta. Tra questi c’è sicuramente Giacomo Raspadori.  

IL GIOCATORE

L’approdo di Raspadori al Napoli è stato il colpo più sottovalutato dell’ultima finestra di calciomercato. De Laurentiis in estate ha approfittato delle disattenzioni delle big italiane e ha prelevato, per l’importante cifra di 35 milioni, uno dei talenti più cristallini del nostro panorama calcistico. All’ombra del Vesuvio Raspa ha trovato molta concorrenza, ma si è sempre fatto trovare pronto. In Champions League il classe 2000 registra numeri tutt’altro che banali: 4 reti in 5 partite ed una media realizzativa di un gol ogni 53 minuti che supera quelle dei vari Haaland, Mbappè e Lewandowski. 

In campo l’ex Sassuolo ha le idee chiare. Il modus operandi di Raspadori, nel bene o nel male, è volto al successo collettivo. Il ragazzo si mette a servizio dei compagni, e alla giocata che impressiona preferisce quella che funziona. L’umiltà che il calciatore rasenta in campo non è frutto di una mancanza di estro, ma della capacità di integrarsi in un organico. Questa dote fa sì che sul rettangolo da gioco l’attaccante possa essere utilizzato sia come punta di riferimento che come jolly offensivo a sostegno di un centravanti di peso (uno Scamacca, per intenderci).

Attaccante centrale, ala destra o trequartista: in ogni posizione in cui è stato impiegato Raspadori ha risposto presente.

ATTITUDINE

A rendere il classe 2000 uno dei profili su cui l’Italia dovrebbe puntare è, oltre alla sua versatilità tecnica, la sua professionalità. Il suo trasferimento al Napoli è stato etichettato da molti come uno spreco di soldi ed il valore del giocatore è stato sin da subito messo in discussione. Tutt’oggi le poche titolarità conquistate da Raspadori, spesso relegato in panchina da un Osimhen in stato di grazia, fanno storcere il naso ai suoi detrattori.

Alle critiche ed alle pressioni il giocatore ha risposto con i fatti, e non con le parole. A differenza di altri giocatori, anche paragonabili a lui a livello di talento, il ragazzo non ha mai manifestato il suo scontento. O meglio, lo ha fatto attraverso prestazioni agonisticamente rabbiose e assetate di gratificazioni. Il modo di reagire alle pressioni dice molto di un calciatore: Tonali, ad esempio, in un solo anno ha trasformato le critiche in applausi ed è diventato un perno tanto del Milan quanto degli Azzurri

Non è un caso che la valutazione di Raspadori, dopo solo tre mesi (e pochi minuti giocati) si sia già alzata. Le potenzialità del numero 81 sono sotto gli occhi di tutti e in caso di una futura cessione di Osimhen (molto apprezzato all’estero) la sua figura potrebbe acquistare centralità nella rosa del Napoli.

Intanto, però, Giacomo continua a lavorare con la testa bassa, senza fiatare, perchè a parlare saranno i fatti. 

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I Nostri Approfondimenti

Richarlison, “Al Mondiale Ogni Storia Vale”

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Richarlison

RICHARLISON Richarlison de Andrade, noto semplicemente come Richarlison, ha trascinato il Brasile nella prima giornata giocata al Mondiale 2022 in Qatar con una doppietta.

Il secondo gol è stato segnato con una mezza rovesciata pazzesca: controllo perfetto col piede sinistro, che alza il pallone oltre la sua testa. Il resto è magia, perché l’attaccante aspetta che la sfera scenda sul piede destro, per poi girarsi verso la porta e calciarla con potenza.

Una rete da fuoriclasse che consegna al suo Brasile il record di nazionale con più reti (3, ndr) in rovesciata o semirovesciata nella storia dei Mondiali.

LA STORIA DI RICHARLISON

L’ala brasiliana, classe ’97, nasce a Nova Venécia, nello stato dell’Espirito Santo, nell’Est del Brasile, da una famiglia molto povera. Non ha avuto un’infanzia semplice: suo padre era uno scalpellino, mentre sua madre faceva due lavori, la donna delle pulizie e la gelataia.

I suoi genitori, nonostante tutto, lo hanno cresciuto con sani princìpi per non fargli fare una brutta fine. Per racimolare qualche soldo e aiutare sua madre, Richarlison vendeva gelati e cioccolato, e non la droga come i suoi amici:

C’erano tutti i presupposti per diventare un delinquente. Ma un mio vecchio allenatore, Fidel, mi diceva che avevo talento. E il calcio mi ha salvato” (Richarlison).

Non teme niente e nessuno, soprattutto dopo che gli è stata puntata per scambio di persona una pistola alle tempie. Credevano fosse un trafficante e che il calcio fosse una copertura. Ma dopo che l’uomo ha abbassato la pistola, si è voltato ed è fuggito via, salvandosi.

LA CARRIERA CALCISTICA DI RICHARLISON

Richarlison cresce calcisticamente nel settore giovanile dell’América-MG di Belo Horizonte, esordendo in prima squadra il 4 luglio 2015 nella vittoria per 3-1 contro il Mogi Mirim. Entra nell’ultimo quarto d’ora della finale di Copa America e nel recupero, con grande tranquillità, segna l’ultimo gol della partita su rigore, vincendo la competizione.

L’APPRODO IN PREMIER LEAGUE

Nel gennaio del 2016 viene acquistato dal Fluminense per 10 milioni, firmando un contratto di cinque anni. In 42 presenze segna 8 gol facendosi notare dal Watford, che lo porta in Premier League l’anno successivo. L’Everton fiuta l’affare e lo acquista per 50 milioni, diventando così l’acquisto più costoso nella storia del club. In quattro anni coi Toffees gioca 135 partite mettendo a segno 43 gol.

Il 1° luglio 2022 si trasferisce al Tottenham di Antonio Conte a titolo definitivo per circa 58 milioni di euro, firmando un contratto di cinque anni valido fino al 30 giugno 2027.

L’ESPERIENZA DI RICHARLISON COL BRASILE

Nel 2017, Richarlison viene convocato dal Brasile U20 per giocare il campionato sudamericano, mentre l’anno successivo esordisce con il Brasile nell’amichevole vinta per 2-0 contro gli Stati Uniti.

Nel maggio 2019 viene convocato per Copa América 2019. Nella finale contro il Perù, Richarlison subentra nel secondo tempo segnando su rigore il gol del 3-1. Viene poi convocato per la Copa América 2021 e per le Olimpiadi dello stesso anno.

Infine viene convocato per i Mondiali 2022 in Qatar, dove ha già dimostrato tutte le sue qualità all’esordio nella rassegna iridata.

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