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Top Diez: i goal più belli di Germán Denis

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Quando si parla di Germán Denis, la prima cosa che viene in mente è il suo soprannome: El Tanque, in italiano il carro armato. Un apodo che si sposa alla perfezione con la figura del calciatore argentino. Lottatore dentro e fuori dal campo, forza fisica devastante e un tiro che distrugge la rete. Detta così, sembrerebbe di avere davanti un fenomeno. Poteva essere così in effetti, ma complici gli infortuni e i parecchi “periodi no” a livello calcistico dell’argentino, hanno fatto sì che il centravanti fosse consegnato alla storia come il classico giocatore altalenante: un giorno capace di dominare la partita, l’altro di non toccare palla.

Denis ha sempre amato l’Italia e per certi versi l’Italia ama lui. Per la sua carriera, vissuta negli ultimi anni tra Argentina e Perù, è arrivato il momento di tornare nella nazione in cui ha passato tanti anni della sua vita. Il palcoscenico non è più quello della Serie A, ma quello più modesto della Serie C, con la Reggina. Il suo compito sarà quello di segnare e trascinare la sua nuova squadra verso il sogno di un ritorno in B, e chissà anche oltre.
Per questo motivo, abbiamo scelto di rivivere i goal più belli della carriera del Tanque, in una Top Diez in ordine puramente casuale.

07/04/13: INTER – ATALANTA 3-4

Non era l’Atalanta di oggi che gioca la Champions League, ma era una Dea che ballava tra prima metà della classifica e seconda metà, colpita anche da un -2 per il triste scandalo del calcio scommesse. Tuttavia, nemmeno l’Inter stava vivendo un momento roseo, riuscendo a raggiungere a fine stagione un misero nono posto.
La partita però era molto importante per i milanesi, perché erano in piena lotta con Fiorentina Lazio per il quarto posto. Sulla strada dei nerazzurri però, si trovò quel giorno Germán Denis. Mise a segno una tripletta, di cui, l’ultimo, il goal partita, di pregevole fattura.
El Tanque, complice anche un rimpallo fortunoso, prende palla in area di rigore, resiste a Zanetti, si libera di Ranocchia e sfodera un destro rasoterra a fil di palo, su cui Handanovič non arriva.

12/04/15: ATALANTA – SASSUOLO 2-1

Facciamo un balzo in avanti di un paio di anni: non cambiano i colori, non cambia nemmeno Denis. A cambiare è proprio l’Atalanta, che vive un periodo di difficoltà, lottando per non retrocedere. Il Sassuolo, invece, passa un’annata tranquilla da metà classifica. Non è però l’importanza della rete a rendere unica questa marcatura, ma il modo in cui è stata realizzata, quello più spettacolare, quello della rovesciata A Bergamo sono abituati a vedere gesti tecnici del genere, basti pensare ad un esperto del mestiere come Mauricio Pinilla. Nemmeno l’argentino, quindi, vuole essere da meno: Cigarini mette in mezzo con un colpo di tacco, che viene prolungato dalla testa di Maxi Morález, arriva poi Denis che si coordina e, in rovesciata, buca Consigli, ex della gara. La partita verrà poi decisa ancora una volta dal Tanque, su rigore.

28/02/10: NAPOLI-ROMA 2-2

È arrivato ora il momento di tornare di qualche anno indietro e scendere più a sud, a Napoli. Per Denis è il secondo anno nel club partenopeo, dopo un primo in cui aveva convinto tutti. Tuttavia, viene deciso che la sua sarà una stagione da comprimario di Fabio Quagliarella, appena acquistato da De Laurentiis. L’argentino, infatti, vive una stagione all’ombra dell’italiano, ma riesce comunque a dare il suo contributo. In particolare, in questa partita parte dalla panchina, poi però entra al 64′ al posto di Pazienza e segna la rete che riapre le speranze napoletane per un pareggio. Rinaudo, avanza palla al piede e tocca per largo per il Tanque, che al volo di sinistro lascia partire un missile che Doni non può parare. La partita poi verrà agguantata dalla rete allo scadere di Marek Hamšík.

28/10/09: NAPOLI – MILAN 2-2

Stessa stagione, stesso risultato, avversario diverso: il Milan. La rete di Denis è di una di quelle che fa impazzire i tifosi: arriva, infatti, al 93′ e permette agli azzurri di portare a casa un pareggio che sembrava impossibile. La rete, infatti, che ha riaperto le speranze è stata di segnata al 90′ da Cigarini. Un uno-due impressionante, che ha fatto esplodere di gioia il tifo napoletano. Il goal è un classico del repertorio dell’argentino, un fondamentale che assolutamente non poteva mancare in questa top diez: il colpo di testa. Sempre Cigarini serve Hamsik che la appoggia a Maggio, si allarga sulla pressione di Ambrosini, crossa in mezzo dove arriva Denis a metterci la testa e a dare forza ad un assist lento, che se non fosse stato per l’argentino probabilmente non sarebbe stato nemmeno pericoloso. Uno stacco imperioso, di quelli che sono i calciatori dalle grandi doti fisiche sanno fare.

17/04/11: NAPOLI – UDINESE 1-2

Potremo dire: “restiamo a Napoli” per aprire questo paragrafo, ma sarebbe giusto solo dal punto di vista della locazione. Infatti, Denis quel giorno si trovava in Campania non più da compagno di squadra, ma da avversario con la maglia dell’Udinese. Tutte e due le squadre stavano vivendo un periodo felice: Napoli secondo dietro al Milan e Udinese quinto in lotta per la zona Champions. Come le storie più belle, o più brutte a seconda dei punti vista, quella partita Denis la giocò da titolare e segnò il goal partita, che condannò i partenopei alla sconfitta. Nell’azione Armero passa in mezzo a Pazienza Cannavaro, per poi crossare in mezzo verso l’argentino che stoppa di petto e di destro fulmina De Sanctis. Chiede poi scusa ai tifosi che per tanto tempo lo hanno amato e che ancora oggi portano un bel ricordo di lui.

08/12/13: HELLAS VERONA – ATALANTA 2-1

Torniamo ora all’Atalanta, in particolare in una partita non felice per la Dea, in un campionato tranquillo per entrambe le società. Unica nota positiva della gara: la rete del Tanque, che apre le marcature del match. De Luca controlla la palla di petto e la passa a Koné che apre per Denis che la mette a terra, punta e salta González e con un tocco sotto batte Rafael. Una rete di grande classe, a dimostrazione che l’argentino non è solo un carro armato, come dice il suo soprannome, ma è anche un giocatore con notevoli doti tecniche.

25/09/13: PARMA – ATALANTA 4-3

Stessa stagione, stesso gesto tecnico, un’altra sconfitta. Partita spettacolare al Tardini tra reti e tensioni in campo punite con un’espulsione e tante ammonizioni. Nonostante la sconfitta, il rafforzamento dell’asse DenisBonaventura inizia a fare paura. Prima l’argentino serve l’assist per il goal del momentaneo pareggio di Jack, poi è l’attuale centrocampista del Milan a servire l’argentino, per una rete che però non vale nulla per il risultato. L’italiano porta palla e serve in profondità l’attaccante, che salta Mirante e da posizione defilata mette dentro un grande pallone con un preciso pallonetto.

11/12/15: COLÓN-INDEPENDIENTE 0-2

Voliamo ora in Argentina, nella patria del Tanque. Dopo l’esperienza in Italia, Denis è passato all’Independiente, la squadra in cui era esploso a suon di goal, tanto da attirare le attenzioni del Napoli che lo acquistò. Una stagione in totale passata a Buenos Aires, senza grandi squilli e senza mai riuscire a trovare la continuità. Tuttavia, non ha di certo perso la vocazione per i goal belli da vedere. Il centravanti segna il goal del definitivo 2-0, a seguito di una sgroppata sulla fascia di Tagliafico che mette in mezzo per Denis che controlla di petto, la mette giù e con una grande girata batte il portiere Broun che riesce solo a sfiorarla. Anche qui decide di non esultare, perché il Colón è stata la squadra in cui Denis ha iniziato a fare sul serio, per poi essere preso, dopo le ottime prestazioni a Santa Fe, proprio dall’Independiente.

28/05/17: ARSENAL F.C. – LANUS 0-2

Restiamo in Argentina, ma cambiamo squadra. Dopo il ritorno all’Independiente, Denis cambia squadra e vola a Lanús, dove vive una stagione e mezza deludente tra infortuni e prestazioni sottotono. Ancora una volta, però, il grande goal deve essere fatto. Come se fosse un dovere battezzare ogni squadra nella quale gioca con un grande goal, El Tanque fa lo stesso anche con il Lanús. Match di campionato contro l’Arsenal, squadra modesta che occupava l’ultimo posto della classifica, dove l’argentino fa tutto da solo: doppietta e vittoria portata a casa. Apre le marcature all’81’, per poi siglare il raddoppio allo scadere. Proprio il goal del raddoppio, è uno dei più belli della sua carriera. Azione ben costruita dai granata, prima Denis scambia con un compagno, per poi attaccare la profondità. Alejandro Silva vede il movimento, Denis si fionda sul pallone e con un tocco sotto lascia immobile il portiere avversario Santillo.

29/10/08: NAPOLI – REGGINA 3-0

Concludiamo questa top diez nel modo più romantico possibile. Anno 2008, il primo a Napoli, la prima stagione in Serie A. I partenopei battono 3-0 la Regina. Le tre reti portano il nome dello stesso calciatore: Germán Denis. Proprio contro la Regina, sua attuale squadra da qualche giorno, l’argentino sigla la sua prima tripletta nella massima serie italiana. Il primo è quello più bello, quello che conclude la nostra rassegna delle reti più belle dell’attaccante. Lavezzi passa il pallone a Denis che si trova spalle alla porta, si libera della marcatura e serve tra le linee Hamsik. El Tanque arriva al limite dell’area, Marekiaro lo vede e lo serve. L’attaccante finta il tiro e mette a sedere Costa, per poi sfoderare un grande destro potente e appena sotto la traversa, che batte il portiere Campagnolo.

Oggi, a quasi 11 anni di distanza da quella rete e da quella tripletta, Denis è un nuovo giocatore della Regina. Aspettando di vedere giocate del genere, il suo è un colpo che alza il livello di tutto il campionato di Serie C. Le altre sono avvisate, El Tanque è tornato.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram ufficiale di Germán Denis

 

 

 

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Flash News

Il giornalista terrorizza la Juventus: “Situazione pericolosa come quella del 2006”

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Juventus

Il terremoto in casa Juventus ha destabilizzato il mondo bianconero. A seguito di un rapidissimo Cda straordinario, tutte le cariche più importanti della dirigenza si sono dimesse dai propri ruoli. La motivazione è ancora sconosciuta ufficialmente, anche se alcune voci ipotizzano dei guai seri a bilancio. In molti, quindi, si stanno chiedendo i reali motivi che si celano dietro la vicenda e diversi tifosi cercano risposte sui social.

“COME NEL 2006”

In questo senso, le risposte provenienti dal web non sono rassicuranti, anzi. Farà scalpore un Tweet del noto giornalista Tancredi Palmieri che preoccupa tutto l’ambiente bianconero. In poche righe, Palmieri terrorizza il tifo Juventino con le seguenti parole.

Secondo il direttore di Sky Italia, la situazione della Juventus potrebbe essere pericolosa come quella del 2006, qualcosa di enorme sta per scoppiare”.

Ricordiamo che nel 2006 la compagine bianconera venne retrocessa in Serie B a seguito dello scandalo Calciopoli.

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Calcio Internazionale

Gomez carica l’Uruguay: “Contro il Ghana una finale”

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Maximiliano Gomez, attaccante dell’Uruguay, ha parlato ai microfoni di Teledoce dopo la sconfitta contro il Portogallo.

L’attaccante ha caricato i suoi per la sfida contro il Ghana, decisiva ai fini della qualificazione:

“Dobbiamo già pensare alla prossima sfida col Ghana. Giocheremo l’ultimo incontro della fase a gironi come se fosse una finale e ci auguriamo di riuscire a vincerla”

Gomez ha anche analizzato il match di stasera:

“Sono contento di aver avuto l’opportunità di scendere in campo, ma al tempo stesso mi dispiace per il risultato perché abbiamo disputato un grande secondo tempo. Il Portogallo è una grande squadra e sapevamo di trovarci di fronte degli ottimi calciatori”.

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Calcio Internazionale

Messico, tegola Guardado: stop di 10 giorni

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Tata Martino

Tegola in casa Messico, a 2 giorni dal match clou contro l’Arabia Saudita.

Il centrocampista Andres Guardado, infortunatosi nel match contro l’Argentina, dovrà stare fermo ai box 10 giorni stando a quanto riportato da L’Equipe. I messicani, fermi ad un punto in classifica, sono obbligati a vincere, per tenere vive le chances di qualificazione in un girone super equilibrato. L’altra sfida vedrà di fronte Argentina e Polonia, con i primi a quota 3 e i polacchi in testa al gruppo con 4 punti, frutto di una vittoria e un pareggio proprio contro il Messico.

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Flash News

La lettera di addio di Andrea Agnelli ai dipendenti della Juventus

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Agnelli

Andrea Agnelli, prima delle dimissioni arrivate in serata, ha rivolto una lunga lettera di addio a tutti i dipendenti del club.

“Cari tutti,
Giocare per la Juventus, lavorare per la Juventus; un unico obiettivo: Vincere. Chi ha il privilegio di indossare la maglia bianconera lo sa. Chi lavora in squadra sa che il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro. La Juventus è una delle più grandi società al mondo e chi vi lavora o gioca sa che il risultato è figlio del lavoro di tutta la squadra.

Siamo abituati per storia e DNA a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia raggiungendo risultati straordinari: lo Stadium, 9 scudetti maschili consecutivi, i primi in Italia ad aver una serie Netflix e Amazon Prime, il J|Medical, 5 scudetti femminili consecutivi a partire dal giorno zero. E ancora, il deal con Volkswagen (pochi lo sanno), le finali di Berlino e Cardiff (i nostri grandi rimpianti), l’accordo con Adidas, la Coppa Italia Next Gen, la prima società a rappresentare i club in seno al Comitato Esecutivo UEFA, il JMuseum e tanto altro.

Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti. Ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escénico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Geōrgios Karaiskakīs, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno.

Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale. In quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni: stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita“.

La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus.

Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: “And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music”.

Ricordate, ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve!

Fino alla fine…“.

LA FINE DI UN’ERA

Questo il toccante saluto di Andrea Agnelli al suo popolo, quello bianconero. Una storia iniziata nel lontano maggio del 2010, quando fu eletto presidente, diventando il quarto esponente della famiglia Agnelli alla guida del club.

19 titoli complessivi: 9 Scudetti, 5 coppe Italia e altrettante Supercoppe Italiane.

Andrea Agnelli, nel bene e nel male, ha segnato indelebilmente, 12 anni di storia del calcio. Dallo stadio di proprietà al progetto Superlega, l’ormai ex presidente bianconero ha rivoluzionato il gioco.

Agnelli è stato capace di riportare la Juventus sul tetto d’Italia, provando a ripetersi, non riuscendoci del tutto, in Europa. 12 anni di successi e di tonfi clamorosi, di gioie e dolori, di esultanze e liti con i tifosi.

 

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