Il calcio ruota attorno al gol. Un concetto banale, primordiale ma che ricorda che senza il gol niente sarebbe possibile. Perciò ogni volta che un pallone valica la riga difesa da un portiere qualsiasi è a suo modo una benedizione. Un costante rinnovamento del calcio. Ma nella grande famiglia dei gol ci sono infiniti sottogruppi. Gol da lontano e da vicino, di piede e di testa, individuali e corali. Poi ci sono i gol belli. Questi ultimi è come se appartenessero a ognuno degli altri gruppi ma allo stesso tempo fossero unici, non catalogabili assieme agli altri.

E c’è chi è nato per fare solo gol belli. Alessandro Florenzi è uno di questi. Dei suoi 70 gol siglati sinora in carriera – Primavera inclusa – quasi tutti sono stati diamanti. Delle perle infinitamente raffinate da raccogliere, archiviare e memorizzare. E oggi, in occasione del suo 29° compleanno, abbiamo deciso di catalogare in ordine cronologico le 10 reti più splendide che la sua mente ha elaborato e il suo corpo realizzato.

CROTONE – GROSSETO 11/02/2012

Apriamo la raccolta con l’unica rete della classifica che non è stata siglata con la maglia della Roma. Dopo il percorso con le giovanili giallorosse, difatti, Florenzi è stato mandato in prestito per un anno al Crotone, che militava in B, per rafforzarsi e prepararsi a giocare con la Lupa. Il risultato è stata una stagione da 11 gol e una crescita forsennata.

Il suo bigliettino da visita per il ritorno a Roma – che è avvenuto l’estate successiva – Florenzi l’ha consegnato alla dirigenza romanista a metà febbraio del 2012. Era Crotone – Grosseto, partita al cardiopalma che al 93′ dopo continui ribaltamenti era impantanata sul 1-2 in favore degli ospiti. Poi viene assegnato un calcio di punizione dai 25 metri e il più determinato a batterlo è il romano. Prende la palla, la sistema, inizia la rincorsa e con un tiro potente e a giro incastona il pallone sotto l’incrocio dei pali. Pareggio negli ultimi secondi e corsa con le braccia aperte verso la panchina. Un’esultanza che ripeterà spesso anche a Roma.

INTER – ROMA 2/10/2012

La prima volta non si scorda mai. Soprattutto una prima volta così. Perché il primo gol di Florenzi con la maglia della Roma è arrivato a Milano, alla Scala del Calcio, contro l’Inter e con soli 18 minuti di Serie A alle spalle. L’esordio alla prima di campionato contro il Catania, poi subito dopo il gol contro i nerazzurri al 15′ della seconda partita. A livello puramente estetico non parliamo di una rete da almanacco, ma il suo inserimento in area con colpo di testa orientato sul secondo palo è comunque degno di nota, soprattutto perché la sua miglior qualità non è certo quella dello stacco aereo.

Ma questo gol va ricordato per tutto quello che significa e che contiene. È l’iniziazione di Florenzi alla sua avventura romanista, il suo primo passo nella storia giallorossa. Per concludere il quadro generale, l’assist è arrivato dal divino piede destro di Francesco Totti. Un altro elemento che impreziosisce questo gol.

INTER – ROMA 5/10/2013

Ancora Florenzi, ancora una rete contro l’Inter a Milano. Esattamente a un anno e 3 giorni di distanza dal primo gol, Florenzi delizia il pubblico romanista di una splendida rete nella vittoria finale per 0-3. Quella Roma volava alto, spinta dalla nuova gestione tecnica di Garcia e da tanti nuovi acquisti di spessore – Strootman, Gervinho e Maicon solo per fare qualche esempio – e guidava la testa della classifica. 6 vittorie consecutive che sarebbero diventate 7 proprio nella notte milanese. Tutti e 3 i gol arrivano nel primo tempo, con poca distanza l’uno dall’altro. Totti, ancora il capitano e poi Florenzi che chiude i giochi.

Un’azione perfetta conclusa se possibile in maniera ancora migliore. La ripartenza giallorossa passa prima dai piedi dell’inimitabile Francesco Totti, si sviluppa poi per le possenti gambe di Kevin Strootman, che unite a una gran visione di gioco gli permettono di servire Florenzi largo a destra. Il 24 non ci pensa due volte, impatta il pallone di prima dal vertice di sinistra dell’area interista e con una rasoiata di destra incrocia. Non la tocca Handanovic, non la tocca nemmeno il palo. Un’esecuzione perfetta che finisce la sua corsa solo dopo il contatto pieno con la rete.

ROMA – GENOA 12/01/2014

La Roma doveva vincere per tenere a distanza il Napoli nella corsa al secondo posto: ed è esattamente ciò che è successo. I giallorossi dilagano contro il Genoa in un’ampia vittoria per 4-0, disputando una prestazione perfetta che non ha ammesso alcun tipo di replica da parte dei liguri. Ma tutto è iniziato con una magia di Alessandro Florenzi.
Il calcio di punizione dal limite dell’area di Totti è stato neutralizzato dalla barriera, lasciando il pallone a vorticare pericolosamente nell’area del Grifone. Manfredini prova a rinviare lontano, ma riesce solo a dar vita a un insidioso campanile dall’esito incerto.

O almeno fino a quando Florenzi non decide di sublimarsi con un gesto impensabile. Senza pensare, architettando un gol da cineteca con la sola genialità che risiede in lui, il 24 si coordina e si lascia andare a una rovesciata che nessuno avrebbe concepito. Difatti Perin rimane immobile e vede il pallone sfilargli alla destra. Poi Alessandro si rialza, rosso in volto e nel cuore e inizia una corsa indiavolata verso la panchina, con le mani tra i capelli e tutta la squadra che lo inseguiva. Il tutto senza prendere fiato, senza pensare. Seguendo solo il suo indomabile istinto da cacciatore di bellezza.

ROMA – HELLAS VERONA 27/09/2014

La partita non si sbloccava. Era uno di quei classici match in cui più tiri più vai lontano dal gol. Più ti sembra di avvicinarti più in realtà ti allontani. Gollini in porta aveva disinnescato ogni tiro arrivato nei precedenti 74 minuti e il destino sembrava essere lo stesso sino al termine del match. Poi cambia qualcosa. Precisamente, Garcia cambia il capitano Francesco Totti con Alessandro Florenzi. È il 66′: basteranno altri 9 minuti per cambiare un destino apparentemente già scritto.

Perché quando scocca il 75′ minuto di gioco, un pallone vacante sulla trequarti campo del Verona, agli occhi di tutti innocuo, diventa un’arma letale nei piedi di Florenzi. Mentre tutti gli altri non vedono niente di pericoloso in quell’azione, l’unica cosa che lui non vede è la porta. Non la guarda nemmeno, non gli serve, sa perfettamente dov’è: riesce a sentirla. E allora a testa bassa anticipa un avversario e da 25 metri lascia partire un meteorite rasoterra che si posiziona nei pochi centimetri restati scoperti tra la manona di Gollini e il palo. Semplicemente la palla finisce lì e si immobilizza sul fondo della rete. Ora tutti vedono quello che Florenzi, pur non guardando, ha immaginato prima e creato poi.

SASSUOLO – ROMA 29/04/2015

Se fuori è buio dentro c’è sempre posto per un lampo di genialità. La Roma che si è presentata a Sassuolo a fine aprile era una formazione che attraversava un periodo complicato e spinoso. Il vantaggio in apertura di Doumbia – alla prima marcatura giallorossa – aveva diradato gli animi, ma la vittoria era un esercizio di difficile realizzazione per la banda di Garcia.

E così ci ha pensato Florenzi. Dal nulla, in un’azione piatta come il mare d’agosto, il nativo di Vitinia ha scatenato un maremoto. Parte largo a destra come terzino al posto di Maicon ma non si fa inibire da nulla. Prende palla, aspetta che Floccari gli si avvicini e poi lo supera con uno sprint e una sterzata, stessa sorte tocca a Brighi. A quel punto, mentre supera in dribbling il secondo giocatore, si sposta il pallone verso l’esterno, esattamente sul vertice dell’area del Sassuolo e pesca l’incrocio dei pali opposto. Consigli salta ma il tiro di Florenzi vola. Un’altra perla da custodire nel forziere dei grandi gol.

ROMA – GENOA 3/05/2015

5 giorni dopo Sassuolo, l’eurogol contro il Genoa. È forse questa la rete che cattura e ci restituisce fedelmente tutti gli attributi di Florenzi. La sua essenza calcistica è racchiusa in questa azione. C’è estro, fantasia, forza, determinazione, resistenza e anche una spolverata di pazzia. Perché pensare di intraprendere una corsa di oltre 70 metri palla al piede al 93′ di una partita tesa e intensa, dopo aver giocato un’altra partita in mezzo alla settimana passata, è materiale che pochi possono supportare. E ancora meno possono realizzarlo.

L’ex Crotone ruba un pallone nei 25 metri della metà campo romanista e inizia a correre. Una corsa spasmodica, con una meta ma senza fine. Perché Florenzi entra nell’area genoana e folgora Perin con un destro potente sotto l’incrocio, ma non smette comunque di correre. Salta i tabelloni pubblicitari e si abbandona al proprio pubblico fermandosi solo sotto la Curva Sud, il cuore del tifo giallorosso. Resta ancora un mistero con quali forze abbia compiuto tale impresa.

ROMA – BARCELLONA 16/09/2015

Se prima abbiamo parlato di eurogol, con questo entriamo di diritto nella famiglia dei gol mondiali che resteranno per sempre all’interno della storia. Tanto che questa rete è arrivata terza nella premiazione per il FIFA Puskas Award, il premio che dal 2009 stabilisce il gol più bello dell’anno. Questo è senza dubbio il gesto tecnico che ha reso Florenzi un’icona mondiale, un personaggio riconosciuto ad ogni latitudine a prescindere dalla fede calcistica.

Innanzitutto perché lo ha fatto contro il Barcellona, la squadra più forte del mondo, in Champions League, la competizione più seguita al mondo. E poi perché ciò che ha fatto è semplicemente impensabile ed irripetibile. Una ripartenza sterile ed innocua si è trasformata in un inno alla bellezza. Dove gli altri non vedevano altro che maglia blaugrana, lui ha visto una possibilità. Dove gli altri non vedevano altro che un muro, Florenzi ha visto l’orizzonte. Un tiro da 50 metri scagliato dalla riga laterale di destra, con un avversario in marcatura. Una traiettoria fiabesca che ha traumatizzato Ter Stegen e ha dato un bacio al palo prima di entrare in porta, come se anche lui volesse far parte di questa storia.

“Sto iniziando a capire di aver segnato uno dei gol più belli di sempre. L’idea iniziale era di darla a Dzeko, e avevo rivisto tra me e me il gol che aveva fatto in amichevole col Siviglia. Poi lo hanno chiuso e il portiere ha fatto un passo in avanti, allora ho pensato: “Ci provo, al limite va in fallo di fondo e ci riposizioniamo”. Ma quando ho visto Ter Stegen correre ho capito che poteva andare bene.

Ha parlato così il protagonista nel dopo partita. È andata più che bene. È andata a finire direttamente nella storia.

UDINESE – ROMA 13/03/2016

La stagione è la stessa ma l’anno è diverso. Inoltre in panchina non c’è più Garcia, ma Luciano Spalletti, che aveva rialzato la Roma tanto da farle inanellare 7 vittorie consecutive, che con il successo di Udine sono diventate 8. Al vantaggio iniziale di Dzeko, ci pensa Florenzi ad aggiungere la perla finale.
Gioca come terzino destro ma fa un gol come un giocatore che possiede i mezzi per giocare in qualsiasi posizione e con qualsiasi indicazione tattica.

Si sovrappone sulla destra e taglia nel mezzo dell’area, dove puntuale Pjanic gli fa recapitare un pallone libidinoso. Danilo pensa di essere in anticipo ma non ha ancora fatto i conti con le qualità di Florenzi, che gli permettono di saltare il difensore brasiliano con uno stop-dribbling in palleggio e di anticipare anche Karnezis con un tocco d’esterno destro biblico. Game, set and match, si direbbe in termini tennistici. Florenzi ha chiuso la partita. E l’ha fatto a modo suo.

LAZIO – ROMA 3/04/2016

L’ultimo gol preso in analisi è una nuova prima volta. Una di quelle impossibili da scordare, che si fossilizzano nell’animo di un giocatore. Perché la prima volta da capitano in un derby, anzi nel derby, quello di Roma, è un’emozione unica. Soprattutto quando il soggetto interessato è romano e romanista. E allora concludere con il definitivo gol vittoria un pomeriggio iniziato con la fascia da capitano, vuol dire segnare sul calendario una data eterna.

Il gol di Parolo del 1-2 aveva riacceso la speranza laziale di riacciuffare la partita. Ma poi un corner, una deviazione e un pallone vacante in area diventano gli indizi per un delitto perfetto che Florenzi non vedeva l’ora di compiere. Colpisce al volo quel pallone in diagonale da fuori area e prima ancora che termini in rete inizia a correre con le braccia aperte, con il volto rosso e il cuore gonfio d’amore. Proprio come aveva iniziato.

Perché la bellezza è sempre la stessa.
Cambia solo il modo di raggiungerla.
E sicuramente Florenzi conosce molte più strade degli altri per accedervi.

 

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Florenzi.