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Top Diez – Le partite del decennio del Milan

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Come nel più classico dei climax discendenti, il Milan del decennio 2009/10 – 2019/2020 ha debuttato con fuochi d’artificio della durata di due stagioni per poi affievolirsi pian piano fino a spegnersi del tutto. Il ritorno di Ibrahimovic datato poche ore fa è solo il pallido tentativo di riaccendere una scintilla artificiale in un mondo privato dell’appeal storico da sempre fiammeggiante intorno ai colori rossoneri e per questo attraversare il decennio rossonero significa concentrarsi sulle prime tre stagioni, per poi degradare verso la fine dello spettacolo pirotecnico iniziato nel decennio precedente e destinato a terminare al tramonto di quello attuale, un po’ come tutte le cose belle dell’esistenza.

2009/2010 – REAL MADRID – MILAN: 2-3

Il primo grandissimo fuoco artificiale scoppiato dal Milan negli anni ’10 è sicuramente corrisposto alla vittoria in rimonta maturata il 21 ottobre 2009 sul campo del Real Madrid. Davanti ai ragazzi di Pellegrini, ancora non pronti a quel alto di qualità che porterà la Casa Blanca a dominare il decennio incontrastata in Europa, il Milan di Leonardo si mostra propositivo e arrembante, soffrendo gli errori di Dida – e il conseguente goal di Raul – ma scoprendo in Alexandre Pato il diamante ormai non più grezzo da mostrare al mondo. La doppietta con cui il brasiliano ribalta le sorti al Bernabeu ha un tono epico per il modo in cui arriva: prima il goal di Pirlo che pareggia i conti con la sorte per errore di Casillas, poi il goal del brasiliano su assist di Seedorf allo scadere. Nel mezzo, la rete annullata a Thiago Silva e il primo goal del Papero consacrato in mezzo a campioni del calibro di Ronaldinho, Nesta, Inzaghi e Ambrosini.

Fonte immagine: profilo IG @AlexandrePato

2010/2011 – MILAN – NAPOLI: 3-0

Passa una stagione intera e il Milan torna in Champions sotto l’egida di Leonardo ma gli attriti con la dirigenza portano il brasiliano lontano da Milanello e Allegri alla corte di Berlusconi che, desideroso di dar seguito a quel primo fuoco artificiale esploso al Bernabeu, consegna al tecnico livornese una squadra pronta a vincere lo scudetto. Ibrahimovic, Boateng e Pato – per restare ai protagonisti della gara contro il Napoli – saranno gli artefici di una cavalcata inarrestabile che trova in questo spotlight uno dei punti più alti e importanti. Con questa vittoria, confezionata da un Pato in formato Champions League, il Milan si porta a +5 dall’Inter seconda e stacca il Napoli, fino a quel momento papabile alternativa ai rossoneri per la vittoria finale.

2010/2011 – MILAN – INTER: 3-0

2 aprile 2011, il Milan affronta l’Inter seconda in classifica in un campionato che ha visto i rossoneri iniziare i preparativi per i festeggiamenti finali data la voracità con cui gli uomini di Allegri scendono in campo ogni domenica. La vittoria, netta, senza appello e propiziata dalla doppietta di Alexandre Pato – segnerà anche Cassano, ma negli occhi restano i 47 secondi in cui i brasiliani ammutolirono i nerazzurri presenti a San Siro – conferisce al Milan lo status di miglior squadra della penisola mentre i fireworks iniziano a illuminare la notte di San Siro.

2011/2012 – MILAN – INTER: 2-1

Il Climax avanza, inesorabile dopo la vittoria del diciottesimo scudetto, fino alla vittoria della Super Coppa Italiana dall’altra parte del mondo: ventiquattresima edizione giocata il 6 agosto 2011 a Pechino con il Milan che si porta a casa il sesto trofeo della sua storia e schianta l’Inter in rimonta dopo il bellissimo goal di Sneijder in punizione. Sono Boateng e Ibrahimovic, con Pato inizialmente in panchina, a congelare i cugini nerazzurri nei nove minuti che intercorrono tra il sessantesimo e il sessantanovesimo, lampi rossoneri in un cielo fino a quel momento nerazzurro. La differenza, allora, la fece la fiducia nei propri mezzi e la consapevolezza di essere una grande squadra: il Milan stava proseguendo il percorso per tornare sul tetto d’Europa e la vittoria in Super Coppa sarebbe stato solo l’ennesimo gradino verso la scalata continentale.

Fonte immagine: profilo IG @KevinPrinceBoateng

2011/2012 – BARCELLONA – MILAN: 2-2

Importante? Fondamentale. Il due a due con cui il Milan rispose colpo su colpo ad uno dei Barcelona più forti della storia blaugrana fu pura estasi per il tifo rossonero. Segna, manco a dirlo, Alexandre Pato, in due anni di pura folgore rossonera, che accende il primo fuoco d’artificio dopo appena ventiquattro secondi. É uno dei punti più luminosi dello spettacolo artificiale messo in piedi dal Milan all’inizio del decennio, un pareggio con i goal di due brasiliani (Pato e Thiago Silva) in apertura e in chiusura di gara nello stadio che fu di Savicevic diciott’anni prima. Altra affermazione, altro fuoco d’artificio del climax rossonero.

Fonte immagine: profilo IG @ThiagoSilva

2011/2012 – MILAN – ARSENAL: 4-0

Robinho. Non ne abbiamo parlato ancora, ma il numero settanta (poi sette) del Milan incendiò parecchie micce artificiali nel corso dei suoi anni in rossonero. Arrivato in sordina al fianco di Ibra nell’estate 2010, il brasiliano – ennesimo di un decennio caratterizzato dai colori verdeoro – riesce a instaurare un rapporto di amore ed odio con i tifosi rossoneri che lo maledicono dopo ogni goal sbagliato, e lo idolatrano dopo prestazioni come quella del 15 febbraio 2012 contro i Gunners. Al cospetto della banda di Allegri arriva l’Arsenal di Wenger, Walcott, Van Persie e del rientrante Henry, una sfida di concetto che il Milan domina e vince per quattro reti a zero, con Robinho in grande spolvero e il solito Zlatan Ibrahimovic a gonfiare la rete. Il ritorno vedrà il Milan passare per il rotto della cuffia (3-0 all’Emirates e tanta paura sulla panchina di Allegri) ma l’affermazione tra le mura amiche resterà quella detonazione europea a cui bastava dare continuità per farla deflagrare definitivamente.

Fonte immagine: profilo IG @Robinho

2011/2012 – MILAN – JUVENTUS: 1-1

Rievocando i fantasmi del 25 febbraio 2012, solo dieci giorni dopo la vittoria di San Siro contro i Gunners, il climax rossonero inizia a discendere progressivamente, accelerando intorno al minuto venticinque del match. Buffon para, Muntari esulta, l’arbitro annulla (o non convalida) e la partita finisce 1-1 con goal all’83esimo di Matri. Il Milan si inizia a sfaldare, la Juventus imbattibile di Conte si porta a meno uno e lo scudetto troverà nuovo alloggio, al centro della maglia bianconera, primo di una serie di otto ancora in fieri. Quel punto, dopo l’ascesa massima con la vittoria europea che parla di affermazione prossima a giungere, è l’inizio del crepuscolo, a pochi mesi dal verde baleno rossonero.

Fonte immagine: profilo Ig @ACMilan

2011/2012 – MILAN – NOVARA: 2-1

La fine virtuale di un decennio iniziato tra fuochi d’artificio arriva in un pomeriggio di maggio. Il verde baleno del Milan, quella luce intensa che si può osservare all’orizzonte in mezzo al mare nel momento del crepuscolo, è il goal di Pippo Inzaghi alla trecentesima e ultima partita con il Milan che chiude un ciclo durato, questo si, dieci anni. Dalla stagione della Champions numero sei al goal con il Novara, il Milan ha vissuto sui campi d’Europa come prediletta del calcio italiano e icona leggendaria grazie a giocatori come Seedorf, Inzaghi, Pirlo, Nesta per fermarci a coloro che lasceranno al termine del match con il Novara. Il fischio finale regala abbracci, lacrime, addii previsti, come quello dei veterani, e nemmeno immaginati: Thiago Silva e Ibrahimovic verranno venduti al PSG di Leonardo rievocando la metafora della serpe in seno Cleopatricamente parlando, e coloro che rimarranno alla corte di Allegri non saranno mai più in grado di assumersi l’onere e l’onore di riportare il Milan sull’Olimpo che meritava.

2013/2014 – ATLETICO MADRID – MILAN: 4-1

Ultima partita in Champions per il Milan che, con il ritorno di Kakà, ha ormai esaurito il materiale pirotecnico disponibile per il decennio utilizzandolo tutto per la doppietta contro l’Atalanta che ha consegnato al brasiliano la palma del centesimo (e centunesimo) goal in maglia rossonera. Il ritorno al Calderon, tempio del futbol spagnolo, è una mattanza di proporzioni epiche: apre Diego Costa, pareggia Ricardo Kakà illudendo e baciando lo stemma rossonero, chiude proprio l’ispanobrasiliano, dopo i goal di Arda Turan e Raul Garcia che chiudono l’esperienza di Clarence Seedorf come allenatore rossonero. L’ultima volta che il Milan ha messo piede nella competizione che più di tutte gli si addice, un’ultima volta che chiude un decennio, e apre cinque anni di caduta libera a cui ancora non si è saputo porre un freno.

Fonte immagine: profilo IG @Kakà

2015/2016 – JUVENTUS- MILAN: 4-3 d.c.r.

Difficile ricominciare a festeggiare quando l’ultima partita degna di nota si è giocata due anni prima e i fasti di un tempo (non poi così lontano) sembrano appartenenti ad un passato in cui nemmeno si conosceva la polvere da sparo per i giochi artificiali. Correva il decimo secolo in Cina quando si scoprirono le potenzialità della polverina nera, e tanto sembra passato per il popolo rossonero quando Abate, da capitano, alza la Super Coppa Italiana conquistata a Doha contro la Juventus in un dicembre freddo e sterile. L’ultima volta a New York la Supercoppa fu una consolazione per i bianconeri dopo la sconfitta patita in finale di Champions, questa volta il premio sul quale si pensava di poter iniziare a creare un futuro.

Fonte immagine: sito ufficiale AC Milan

FINE DEI GIOCHI

Inutile dire che terminò tutto quella notte. I festeggiamenti, la polvere da sparo a disposizione, i sogni e le ambizioni per un decennio iniziato sotto i migliori auspici e terminato come peggio, forse, non si poteva. Il ritorno di Ibrahimovic, dal quale siamo partiti per dar vita al nostro climax di fuochi artificiali, è la testimonianza di un tentativo, l’ultimo degli anni dieci, di restituire linfa vitale a un club in rotta di collisione con la sua stessa storia. Si sarebbero potute citare le sconfitte contro Hellas Verona e Atalanta, o le due gare horror con il Benevento ma non avrebbero reso abbastanza l’idea della decadenza di una decade iniziata con il Milan pronto a prendersi il mondo. Il climax si conclude oggi: a mezzanotte si stapperanno champagne rossoneri e sembrerà tutto lontano nel tempo, come la scoperta della polvere da sparo in Cina, o come il goal di Pato al Bernabeu, primo fuoco artificiale di un decennio fermatosi al suo verde baleno.

Fonte immagine di copertina: profilo IG @ACMilan

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L’agente di Bayeye apre al mercato: “Al Torino non gioca, andrà via a gennaio”, poi il retroscena su Juric

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Bayeye

Tra i primi acquisti della campagna estiva, Brian Bayeye dopo le amichevoli del pre-campionato, non ha più giocato con il Torino: solo una presenza in partite ufficiali, contro il Palermo in Coppa Italia, quando è subentrato a Singo, al 37′ del secondo tempo.

A riguardo, il suo agente Vincenzo Pisacane, a TorinoGranata.it, ha parlato della situazione del suo assistito: “Il problema è alla base perché in realtà Bayeye doveva andare in prestito già quest’anno: questa era l’idea con il Torino. Avevamo Reggina, Palermo, Modena e Ternana che lo volevano, poi però purtroppo Juric gli ha detto “non andare via che mi servi qui, resta con noi e non ti preoccupare che troverai il tuo spazio”. Invece gli ha fatto perdere sei mesi. Juric dice che il giocatore non ha perso sei mesi perché Brian ha imparato molto. Ma io penso che un giovane come lui debba sempre giocare e che sia meglio andare in una categoria inferiore e giocare sempre piuttosto che stare in Serie A e non giocare mai. Quindi sicuramente Bayeye andrà in prestito da qualche parte a gennaio“.

Sulla possibile nuova destinazione, Pisacane non si è sbilanciato: “Ci sono un po’ di squadre che l’hanno visto, però il mercato è a gennaio e siamo a novembre, quindi aspettiamo un attimo e vediamo“.

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Calcio Internazionale

Haller, un passo in più verso la guarigione

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Haller

Il mondo del calcio si stringe attorno a Sebastian Haller, attaccante del Borussia Dortmund. Il giocatore francese naturalizzato ivoriano è, ormai da diversi anni, alle prese con un tumore ai testicoli e ha completato nella giornata di oggi la seconda operazione chirurgica. A rendere pubblico l’esito positivo dell’intervento è lo stesso calciatore attraverso il suo profilo Instagram.

IL MESSAGGIO

Haller, attraverso un breve messaggio pubblicato sotto ad una foto che lo ritrae sorridente sul suo letto d’ospedale, ha voluto rassicurare così i suoi tifosi e seguaci: “Completata una nuova tappa. L’operazione numero 2 è andata a buon fine! Un grande grazie al team medico per l’aiuto quotidiano, non vedo l’ora di passare allo step successivo”

Dopo un lungo calvario iniziato nell’estate dello scorso anno, Sebastian Haller sembra finalmente essere sulla strada della riabilitazione. 

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Calcio Internazionale

Due anni dalla scomparsa di Diego: il ricordo di Infantino

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Fifa, Maradona sospeso dal videogioco

Due anni fa veniva a mancare il talento più grande e cristallino che il mondo del calcio abbia mai visto. La controversa figura di Diego Armando Maradona, in un modo o nell’altro, ha conciliato tifosi e appassionati di tutto il mondo,  elevandosi a tal punto da diventare una vera e propria leggenda di questa disciplina. In occasione del secondo anniversario della morte del Pibe de Oro si è allora espresso Gianni Infantino, presidente della FIFA.

IL RICORDO DI INFANTINO

L’ho sempre detto, lo ribadisco anche ora che sono più convinto che mai: ciò che Diego ha fatto per il calcio, facendoci innamorare di questo bellissimo gioco, è unico. Maradona è immenso e merita la nostra eterna gratitudine per averci stupito con il suo incredibile talento e sì, anche per essere stato così unico a modo suo: per essere stato una leggenda, un eroe, un uomo. Per essere stato Maradona. La tua figura è in primo piano in tutte le favole del calcio, riposta in pace Diego”. 

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Calciomercato

La Fiorentina ci prova per Arnautovic: secco no del Bologna

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Arnautovic

L’inizio stagionale di Marko Arnautovic è stato sensazionale. L’attaccante austriaco, capace di insaccare la rete 8 volte in 13 partite, ha confermato in questo primo segmento di campionato la sua caratura.  A mettere gli occhi sul classe ‘89 è stata, tra le altre, la Fiorentina di Rocco Commisso.

LA PROPOSTA

Per fare proprie le prestazioni del centravanti del Bologna il board del Giglio avrebbe messo in tavola un ipotetico scambio tra attaccanti. Secondo la Gazzetta dello Sport, infatti, la proposta presentata al ds rossoblu Sartori prevedeva un ipotetico cambio di casacca tra Arthur Cabral e Arnautovic. In aggiunta alla suddetta formula (regolata formalmente da un doppio prestito dei due giocatori) la Viola avrebbe offerto al Bologna 12 milioni, da riscattare eventualmente  al termine del periodo “di prova”.

LA RISPOSTA

Giovanni Sartori, responsabile dell’area tecnica del club emiliano, ha spezzato sul nascere la trattativa. Il Bologna, come dimostrato nella finestra di calciomercato estiva, non intende infatti privarsi del proprio numero 9. Così come Juventus e Manchester United (le quali hanno dimostrato interesse nei confronti dell’austriaco), la Fiorentina dovrà tenere a freno il desiderio di avere il giocatore tra le proprie fila, e di formare la pesante coppia d’attacco Jovic – Arnautovic. 

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