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Top e Flop del weekend

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Un altro weekend calcistico è appena terminato in grande stile, con il derby di Milano che si è rivelato spettacolare come sempre. In giro per l’Europa ci sono stati parecchi risultati a dir poco inaspettati, tra cui la prima sconfitta della Juventus in campionato. Come sempre noi di Numero Diez vi abbiamo preparato la nostra consueta Top e Flop del weekend.

TOP

MILANO È NERAZZURRA

Dopo il derby dell’andata vinto per 1-0 con gol di Icardi a tempo scaduto, anche la stracittadina di ritorno è stata conquistata dalla beneamata per 3-2. Ad aprire le danze è stato Matias Vecino che al 3° minuto ha portato in vantaggio i nerazzurri. Nel secondo tempo Stefan De Vrij ha siglato il raddoppio con un gran colpo di testa, il Milan ha accorciato le distanze con un altro bellissimo colpo di testa di Tiémoué Bakayoko. Il rigore concesso da Guida e realizzato da Lautaro Martinez ha riportato il match a due gol di distanza, ma appena qualche minuto più tardi Mateo Musacchio ha riaccorciato le distanze. Il salvataggio sulla linea di D’Ambrosio nel finale di recupero ha permesso alla squadra di Spalletti di portare a casa i 3 punti e scippare il terzo posto proprio ai cugini rossoneri. Milano è definitivamente nerazzurra, ma la lotta per il piazzamento in Champions è ancora lunga ed al termine della sosta la prossima partita per l’Inter sarà lo scontro diretto con la Lazio distante 8 punti, ma con una partita ancora da disputare.

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PRENDERE IL TORO PER LE CORNA

Nell’anticipo di sabato sera è andato in scena allo stadio Olimpico Grande Torino il match tra i padroni di casa del Torino contro il Bologna. Entrambe le compagini hanno giocato con motivazioni totalmente differenti: i granata per continuare il sogno Europa, mentre i rossoblù per uscire dalla zona retrocessione. La gara è iniziata subito forte con il Toro che è riuscito a passare in vantaggio grazie all’autorete di Erick Pulgar, la rete di Poli e il rigore trasformato da Pulgar hanno permesso di ribaltare il risultato, chiudendo in vantaggio la prima frazione. Nel secondo parziale il Bologna ha dilagato con Orsolini siglando il 3-1. Nel finale di gara Armando Izzo ha accorciato le distanze, ma non è bastato ad evitare la sconfitta. L’arrivo sulla panchina del Bologna di Sinisa Mihajlovic ha rappresentato una svolta, dato che in 7 partite la squadra felsinea ha raccolto 10 punti, mentre con la precedente gestione i punti erano stati solamente 14 in 21 gare. Al momento sono ad un solo punto di distanza dalla zona salvezza che si deciderà con i prossimi scontri diretti.

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SCATTO CHAMPIONS

I biancocelesti guidati da Simone Inzaghi hanno battuto l’ostico Parma con un roboante 4-1: risultato che consente alla Lazio di avvicinarsi ai rivali storici della Roma. I biancocelesti sanno che non possono più sbagliare se si vuole arrivare puntuali all’appuntamento con il treno Champions, che attualmente è distante ben 6 punti ma con ancora da disputare la partita contro l’Udinese. La Lazio dovrà giocare ancora parecchi scontri diretti per capire se sarà realmente una squadra che potrà raggiungere il tanto ambito obiettivo. Già la prossima giornata dovrà andare a giocare a San Siro contro l’Inter.

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FLOP

ADDIO IMBATTIBILITÀ

Nel lunch match di domenica allo stadio Luigi Ferraris il Genoa ha ospitato la Juventus, fresca di passaggio del turno in Champions League grazie alla rimonta nella partita di ritorno contro l’Atletico Madrid. I grifoni grazie a una super prestazione di Goran Pandev (gol e assist) sono riusciti ad abbattere la corazzata bianconera, la prima in campionato a farcela da inizio stagione. Il campo di Genova è probabilmente uno dei più ostici della Serie A e le sconfitte di Atalanta e Lazio lo confermano pienamente. La sconfitta dei bianconeri è stata un fulmine a ciel sereno dato che squadre più blasonate in campionato non erano riuscite a sconfiggerla, lasciando credere di terminare la stagione da imbattuti. Probabilmente lo sforzo fisico compiuto con l’Atletico potrebbe decisamente aver influito sulla prestazione contro il Genoa.

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I BLUES AFFONDATI DAI TOFFEES

Il Chelsea di Maurizio Sarri è caduto un’altra volta in Premier League. Questa volta sono stati i toffees a decretarne ancora la sconfitta che potrebbe risultare fatale per la qualificazione alla prossima Champions League. A stendere i blues ci hanno pensato Richarlison e Sigurdsson che hanno firmato rispettivamente le reti dell’1 e del 2 a 0. La classifica vede attualmente il Chelsea distante solo 3 punti dall’Arsenal che occupa la quarta piazza, ma a decretare l’accesso o meno alla UCL saranno sicuramente gli scontri diretti con Liverpool e Manchester United. Qualora il Chelsea non dovesse raggiungere il proprio obiettivo la panchina dell’allenatore toscano potrebbe vacillare e non poco.

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ROMA, SEMPRE LA STESSA STORIA

Il cambio allenatore sulla panchina giallorossa ha sortito gli effetti sperati solo per la partita contro l’Empoli, ma con la Spal c’è stato un altro incidente di percorso, l’ennesimo della stagione della Roma. Infatti al Paolo Mazza la squadra guidata da Claudio Ranieri è uscita sconfitta per 2 reti a 1 con Petagna mattatore della serata. L’obiettivo della Roma è il quarto posto e il cambio sulla panchina di Eusebio Di Francesco è stato attuato proprio per riuscire a raggiungerlo. La società giallorossa dovrà invertire necessariamente rotta se non vorrà rischiare di trovarsi fuori dal treno per l’Europa che adesso dista 4 punti con ancora molte partite cruciali da giocare. Il problema più grosso è che molti punti sono stati persi contro squadre di medio-bassa classifica e probabilmente gli scontri diretti potrebbero non bastare.

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Calciomercato

Bologna, Sansone e Vignato avrebbero chiesto di andare via

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Secondo “La Gazzetta Dello Sport“, in casa Bologna si respira aria d’addio per due giocatori.

Emanuel Vignato e Nicola Sansone avrebbero chiesto la cessione per cercare più minutaggio altrove dato lo scarso utilizzo sotto la guida di Thiago Motta.

Per Vignato, il Bologna starebbe pensando ad una cessione in prestito, dato che non vorrebbe privarsi totalmente del classe 2000.

Per Sansone, la cessione sarebbe definitiva, data anche la scadenza di contratto che risulta a giugno 2023.

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I 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli

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Peggiori Acquisti Agnelli

Sì è conclusa l’era più gloriosa non solo della storia della Juventus, ma del calcio italiano: il presidente Andrea Agnelli e tutto il CdA bianconero hanno rassegnato le dimissioni. Dopo nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane, cinque Coppe Italia e due finali di Champions League, la Juventus dice addio al presidente che è riuscito a portarla ai vertici del calcio mondiale dopo gli anni bui di calciopoli. Sì chiude così un’era vincente e senza precedenti, in cui grandi campioni hanno scelto di vestire la maglia bianconera, per una spesa totale di oltre 1.7 miliardi di euro. Sono molti gli acquisti che si sono rivelati fondamentali per la causa bianconeri, ma sono altrettanti quelli che hanno deluso le aspettative. Di seguito vi proponiamo i 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli.

MARKO PJACA

Era l’estate del 2016 quando la Juventus prelevò dalla Dinamo Zagabria il 21enne Marko Pjaca. Sigla il suo primo gol in bianconero il 22 febbraio 2017, nella partita vinta per 2-0 sul campo del Porto nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Un mese dopo, però, subisce un infortunio al ginocchio destro e da lì ha iniziato il suo calvario. Dopo vari prestiti in giro per l’Europa e diversi infortuni che lo hanno costretto a saltare molte partite, è ancora parte dell’organico bianconero e milita in prestito all’Empoli. Nella sua esperienza alla Juventus, Pjaca ha collezionato solo 5 presenze ed un gol.

JORGE MARTINEZ

Tra i peggiori acquisti dell’era Agnelli, non possiamo dimenticare Jorge Martinez. Dopo 3 ottime stagioni con la maglia del Catania, nel 2010 la Juventus acquista l’uruguaiano per 12 milioni di euro. Complici infortuni e scelte tecniche, però, l’esperienza dell’uruguaiano con la maglia bianconera si rivelerà particolarmente sfortunata: in 5 stagioni totalizza 2 reti in 20 presenze: 6 milioni di euro per ogni gol realizzato.

NICOLAS ANELKA

Nel gennaio 2013 la Juventus mette a segno il colpo Nicolas Anelka, attaccante francese acquistato a parametro zero dopo l’esperienza cinese allo Shanghai Shenhua. Come possiamo ben immaginare, il suo sì può essere considerato a tutti gli effetti uno degli acquisti peggiori della Juventus degli ultimi anni. Al momento dell’arrivo a Torino pe aspettative nei suoi confronti erano molto alte, tant’è che i bianconeri lo seguivano da diverse stagioni e lo inserirono subito in lista Champions. Inutile dire che la sua esperienza a Torino si rivelò totalmente fallimentare: scese in campo solo 3 volte e dopo 6 mesi si trasferì al West Bromwich a parametro zero.

ELJERO ELIA

Nella stagione 2011/12, sul fotofinish del calciomercato estivo, Agnelli porta in bianconero Eljero Elia, ala olandese acquistato dall’Amburgo per 9 milioni di euro più bonus. Nonostante le aspettative fossero abbastanza dopo le prolifiche stagioni in Germania, non convinse per nulla l’allora allenatore bianconero Antonio Conte, che lo relegò in panchina per tutta la stagione. Al termine dell’annata, Elia collezionò solo 4 presenze e venne ceduto al Werder Brema.

MILOŠ KRASIĆ

Quando si parla dei peggiori acquisti dell’era Agnelli, non si può certamente omettere Miloš Krasić. Giunse a Torino nel 2010, prelevato per 15 milioni di euro dal CSKA Mosca. Per le sue caratteristiche tecniche e fisiche venne etichettato come il nuovo Nedvěd. È evidente, però, che non avesse nulla in comune con la Furia Ceca. Dopo una serie di partite saltate per infortuni e per squalifiche, conclude la sua prima stagione alla Juventus con 7 reti in 33 presenze. La sua seconda annata, però, si rivelerà ancora più negativa. Il serbo non riesce ad imporsi nelle gerarchie del nuovo tecnico, Antonio Conte, e verrà spesso lasciato in panchina per scelta tecnica. Nella stagione 2011/12 totalizzerà solo 7 presenze e una rete, prima di trasferirsi al Fenerbahçe. Sì rivelerà uno degli acquisti peggiori di Agnelli, se non il peggiore, considerando l’etichetta con cui era sbarcato all’ombra della Mole.

 

 

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L’elogio del CT della Polonia su Messi: “Le sue movenze? Come Alberto Tomba sulle piste da sci”

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Messi

In quello che sarà il suo ultimo Mondiale, Leo Messi è chiamato a portare l’Argentina verso la qualificazione alla fase successiva della competizione. Nella sfida alla Polonia, un punto potrebbe non essere sufficiente per il passaggio del turno. Ragion per cui, l’Albiceleste dovrà puntare alla vittoria contro un avversario insidioso. In merito alle gesta dell’uomo simbolo della nazionale di Lionel Scaloni, ha parlato, in conferenza stampa, il CT polacco Czeslaw Michniewicz.

“Le movenze di Messi in campo mi ricordano molto quelle di Alberto Tomba sulle piste da sci. Riesce a schivare chiunque come Alberto schivava le porte quando era in pista”.

Parole al miele per la Pulga che, stasera, dovrà scacciare i brutti ricordi del passato, cercando di portare la Selección il più lontano possibile nella spedizione in Qatar.

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Calcio Internazionale

Mbappè potrebbe sedersi in panchina contro la Tunisia

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Mbappé

Secondo il “Mundo Deportivo“, il CT francese Didier Deschamps potrebbe decidere di lasciare la stella Kylian Mbappè in panchina nel match contro la Tunisia.

L’asso francese avrebbe accusato un piccolo fastidio alla caviglia e per questo potrebbe non essere rischiato per un match di poca rilevanza, dato ormai il certo passaggio del turno dei transalpini e dell’avversario che verrà fronteggiato dai blues.

Probabile l’assenza nel pomeriggio per Mbappè, che verrà tenuto a riposo per averlo al 100% per gli ottavi.

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